Che i rettiliani siano i nostri fratelli maggiori?

In quasi tutte le culture e civiltà umane, diverse specie di rettili hanno avuto un ruolo importante nel loro sviluppo ed ancora a tutt’oggi in molte parti del mondo i rettili vengono trattati con rispetto e venerazione, anche per quanto riguarda la nostra cultura, reminiscenze di quel retaggio sussistono in alcune feste popolari.Lasciando gli aspetti folcloristici, ai tour operator e alle agenzie turistiche, la cosa che vorrei evidenziare è che per le culture occidentali l’impronta “rettiliana” è così profonda che non è rimasto  nemmeno il ricordo; eppure, osservando quanto ci circonda con un occhio attento, possiamo vederne la traccia, se pur sovraccaricata di significati differenti.

Per la precisione mi sto riferendo allo Scettro di Escupaio e al Caduceo, questi simboli sono da sempre associati alla medicina, tant’è vero che, prima dell’avvento delle insegne elettroniche le farmacie si distinguevano dal classico cartello bianco con la croce sovrastata dal caduceo, così come i farmacisti (medico) portavano sul camice la spilla col medesimo simbolo.
Questo ad oggi è meno visibile poiché di fatto le farmacie sono diventate negozi specializzati, mentre una volta, era il farmacista a preparare il farmaco per ogni singolo paziente, d’altronde questo è il prezzo da pagare per una società urbanizzata.

Osservando sia  lo scettro di Esculapio che il caduceo, soprattutto quest’ultimo, emergono particolari interessanti; va detto che questi simboli sono simboli ermetici, legati anche alla tradizione alchemica.
Innanzi tutto, sia per lo scettro che per il caduceo è presente un “bastone” alato che già di per se sembra non avere contesto con la medicina, poiché se in origine la medicina era fondamentalmente derivata dalle erbe ed al mondo vegetale, non si capisce il perché siano state raffigurate le ali al posto di un qualcosa che ricordasse una radice, un’erba o una pianta.

In particolare per quanto riguarda il caduceo, questo risulta essere più intrigante nella sua “lettura”, in esso vi sono raffigurati due serpenti, questi non sono avvinghiati al bastone come nello scettro, ma sembra che lo circondino senza toccarlo e senza toccarsi tra loro, altro particolare è che in tutte le sue raffigurazioni, i serpenti fanno due spire e mezza e la successiva pare essere la metà della precedente per ampiezza.
Questo particolare ha un forte richiamo ed analogia con il grafico di una forma d’onda acustica o di un impulso elettrico, se poi si aggiunge il fatto che in alcune rappresentazioni, i due serpenti hanno colori diversi e al vertice del  bastone, è raffigurata la testa di qualcosa che assomiglia a quella di un “rettiliano”, utilizzando una chiave di lettura “tecnologica” ecco qua che il simbolo dica che ha tutt’altro a che fare che non con la medicina.

Quanto descritto fino ad ora, sembra essere una sorta di cronistoria ermetica che ha delle fortissime analogie con il mito mesoamericano di Quetzalcoatl il Dio serpente piumato.
Inquadrando la rappresentazione del caduceo sotto questa luce, in realtà il bastone non sarebbe altro che il corpo del serpente alato sorretto da una energia simbolizzata ulteriormente dai due serpenti; che come ho detto, in alcune raffigurazioni i due serpenti sono rappresentati uno con colore chiaro e l’altro scuro, come ad indicare una diversa natura degli stessi, analogamente a quanto accade per definire una polarità elettrica o elettromagnetica.

Ipotizzo che i serpenti simboleggino una qualche energia in quanto un esempio simile è osservabile nei geroglifici rinvenuti nel tempio di Dendera, le famose lampade di Dendera, in cui il filamento incandescente è giust’appunto rappresentato da un serpente; (serpentina) con questo non voglio certo asserire che ogni serpente raffigurato nei geroglifici e graffiti rupestri stiano ad indicare un qualcosa di elettrico, sarebbe un azzardo, però è significativo il fatto che prendere la scossa ha un effetto estremamente simile al morso di un serpente e non solo, in quanto se il veleno attacca il sistema nervoso, alcuni tipi di corrente possono creare un effetto analogo a seguito della elettrolisi del sangue.

E’ indubbio che la figura di esseri con caratteristiche e sembianze analoghe a quella di rettili e/o anfibi è comune a diverse culture lontane tra loro, sia nel tempo che nello spazio; dai Sumeri alle civiltà mesoamericane, questi esseri venuti dal cielo sarebbero i nostri creatori ed avrebbero aiutato l’uomo nel compiere i primi passi della sua civilizzazione.

Quello che mi chiedo è se l’origine di questi esseri sia effettivamente al di fuori del nostro pianeta, cioè, pur non escludendo la realtà di altri mondi e l’evoluzione in forme di vita superiori ed intelligenti su di essi, non è per caso possibile che in tutta la storia del nostro pianeta una specie o più specie si possano essere evolute prima della nostra?

Considerando che la specie Homo è apparsa sul nostro pianeta all’incirca 2/3 milioni di anni fa e tenendo in considerazione i tempi delle ere e dei periodi geologici della terra (http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_dei_tempi_geologici) potrebbe essere una ipotesi non del tutto campata in aria, di conseguenza, in una ottica ottimistica, l’evoluzione di una decina di specie diverse in qualcosa di superiore ed intelligente sarebbe plausibile o comunque verosimile, inoltre potrebbe essere la spiegazione degli oggetti fuori tempo che aprono la strada a fantasiose teorie sui viaggi nel tempo.

Quanto appena detto farebbe pensare alla terra come una sorta di “nursery” in cui alcune specie vengono aiutate nel loro cammino evolutivo, magari da chi li ha preceduti nello stesso percorso.

A questo proposito ricordo che qualche anno fa, un ricercatore, lavorò a questa ipotesi, ossia realizzò un modello di Homosaurus estrapolando mediante i parametri evolutivi della scatola cranica l’evoluzione di una delle specie di velociraptor  il cui risultato è l’immagine qui a fianco; purtroppo non ricordo su quale testata scientifica lessi l’articolo ne il nome dello scienziato che realizzò la ricerca, ricordo però che la cosa ebbe un certo effetto non solo in ambito scientifico.

Purtroppo l’egocentrismo dell’umanità è cosa ben nota e consolidata, sarebbe opportuno che per una  maggior conoscenza e sua coscienza, l’essere umano adotti una visuale un po più allargata della realtà che lo circonda pur restando con i piedi piantati in terra.

Che i rettiliani siano i nostri fratelli maggiori?

Quali e quanti altri fratelli maggiori abbiamo?

E chi saranno i nostri fratelli minori?

Se li avremo.


[Fine stesura 16/11/2009]
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