Cosa si cela sui fondali oceanici? II°

Questo intervento è la prosecuzione se vogliano dell’intervento precedente relativo al castello di Poseidone; andando a “spulciare” con Google map, le sorprese non mancano, in questo intervento esporrò quanto è possibile rilevare alle coordinate -18.487033,-172.018433, un’area del oceano pacifico del sud, tra le Fiji e le isole Samoane.

La prima cosa che colpisce è la spianata situata su un rilievo che già di per sé mostra una simmetria del tutto insolita per una montagna, comunque, questa spianata sembra che sia “cinta” da qualcosa che ricorda in modo prorompente delle mura.
Come avevo detto nella prefazione del precedente intervento, a volte si vede quel che si vuole vedere nonostante quanto si osserva, quello che ci permette di “sfuggire” all’illusione è provare a staccarci dal nostro punto di vista e dal nostro convincimento osservando le cose da prospettive diverse dalle nostre e su questa linea formulare le diverse ipotesi.

Elaborazione della mappa di Google Cliccare per vedere l'animazione

Detto questo, prendiamo in esame la struttura primaria su cui è situata quella che sembra essere una spianata; come si nota la simmetria di questa montagna è abbastanza singolare, dico abbastanza singolare perché questa simmetria è riscontrabile su molti dei rilievi sottomarini ed in considerazione della relativa frequenza di questo tipo di conformazioni potrebbe trattarsi di qualche forma di “basaltismo”, mi sia concesso il neologismo, nella formazione della crosta terrestre; tornando alla “spianata”, questa, sempre restando in una ottica geologica, si potrebbe essere formata per effetto erosivo del moto ondoso quando la cima della montagna emergeva dall’acqua e fino a questo punto va tutto bene, ora cominciano quelle che ritengo le incongruenze geologiche, ora se quella che ho definito spianata si è formata a seguito dell’erosione, quale spiegazione è possibile dare a quello che sembra essere decisamente un muro di cinta?

L‘immagine a fianco è una sequenza di elaborazioni effettuate su quella catturata da Google map, nel secondo frame, ho evidenziato in giallo quello che sembra essere un perimetro dai contorni regolari, mentre nel terzo fotogramma ho elaborato la stessa immagine per evidenziare in modo più dettagliato i bordi di tale cinta o presunta tale.
Tra il secondo e terzo fotogramma si nota una parziale coincidenza tra le evidenziature, ora immaginiamo che quello che come ho definito muro di cinta possa essere un “canale” perimetrale; ohibò se l’ipotesi di un muro perimetrale risulta essere assai balzana, lo è maggiormente ipotizzare che possa essere un canale, anche perché dovremmo considerare che ciò che appare in rilievo, sarebbe un bassorilievo, ma questo non potrebbe essere riferito solo al muro ma a tutto il resto, di conseguenza i rilievi sarebbero delle fosse e viceversa.
Se di una cinta si trattasse, anche qui occorrerebbe domanderai non tanto chi l’abbia realizzata ma piuttosto quando, perché il quando riporta inevitabilmente ad epoche decisamente remote considerando l’età dei fondali, inoltre ritenendo che la scala riporta da Google sia congrua, le dimensioni quantomeno in larghezza di questo muro sono davvero sorprendenti all’incirca 1 chilometro; sempre considerando valida l’ipotesi di un manufatto, date le dimensioni, doveva avere una importanza davvero eccezionale per essere stata fortificata in tal modo.

Osservando meglio l’area, ho notato una altra insolita “anomalia” per la precisione un allineamento che ricorda la planimetria analoga a quelle che si possono riscontrare in strutture precolombiane del centro e del sud America; ribadendo il concetto che spesso si vede quanto si desidera vedere, effettivamente si scorge come ho detto qualcosa che sembra essere poco naturale, ossia l’allineamento di alcuni rilievi, questi rappresenterebbero un rettangolo in cui al centro del lato inferiore si trova una struttura che sembra proprio avere la forma di una piramidale dalle dimensioni esorbitanti, circa 10 chilometri per lato ed è allineata con una più piccola circa la metà all’interno del perimetro; ipotizzando una origine naturale di queste strutture non tanto per quel che riguarda l’allineamento ma piuttosto della proporzionalità tra esse, mi piacerebbe sapere quale fenomeno geologico possa spiegarlo, non voglio per forza teorizzare su una presunta civiltà prediluviana, ma oggettivamente se osserviamo le proporzioni di queste strutture sono estremamente simili per forma e dimensione.

Spostandosi sempre nei “paraggi” tra l’isola di Niue e l’isola di Cook alle coordinate -20.858042,-163.80661, si osserva un’altra struttura estremamente simile per conformazione a quella che nel precedente intervento avevo definito la casa delle sirene e poi ancora, alle coordinate -27.595205,-174.177704, si nota un’altra spianata che sembra avere forma trapezoidale ed anch’essa cinta da mura, stessa tipologia per la spianata alle coordinate -38.952361,-167.245331.
Un’altra analogia che ho riscontrato è che tutte queste “strutture” hanno dimensioni assimilabili; come ripeto, non è mia intenzione insistere sull’origine innaturale o di una modificazione artificiosa di qualcosa di naturale, ma sorge naturale e spontaneo domandarsi come sia possibile e quali leggi fisiche, geologiche o chimiche possano aver concorso anche a questa insolita similarità.

Proseguendo in questa carrellata di anomalie, provate a dare uno sguardo alle coordinate -13.996438,-172.19513, proprio sotto le isole Samoa e Upolu, che dire di questa conformazione geologica?
Certamente qualcosa di naturale lo si può vedere alle coordinate -15.108454,-173.990936, un cratere da impatto meteoritico dal diametro di poco superiore ai dieci chilometri.
Caspita, roba da E.L.E.; anche qui c’è da domandarsi, quando si è verificato questo impatto, forse per le mie poche cognizioni, mi domando il perché questo cratere è così ben conservato quando tutt’intorno si evidenziano le deformazioni della crosta terrestre che non hanno interessato il cratere stesso?
Altra domanda, perché effettuando lo zoom oltre i 20 chilometri in questa zona ma anche in tante altre aree “appare la pecetta bianca”?
Google map censurato?
Posso comprendere che zone sensibili e particolari, quali installazioni militari, siti di particolare rilevanza civile possano essere come si dice in gergo “smuggiate” per questioni di sicurezza, ma il fondale marino?

Elaborazione immagine di Google

Riprendendo l’esposizione delle anomalie, proseguendo verso sud, praticamente di fronte all’isola di Tonga, verso est, sul bordo di quello che potrebbe essere il rif neozelandese, si osserva quella che ricorda ed assomiglia ad una Pompei a “cielo aperto” tranne per il fatto che si trova su un fondale oceanico e che si estende per quasi settecento chilometri; ora, non è possibile non osservare la stranezza del fatto che quelli che sembrano essere dei ruderi di un città megalitica seguano giusto appunto una linea perfettamente retta e che questa, nonostante gli assestamenti della crosta terrestre sia rimasta perfettamente lineare.
Proseguendo sempre verso sud, si osserva un’ulteriore anomalia; al termine della così detta “Pompei del sud pacifico” dall’altopiano si estende sul fondale sottostante in linea retta per quasi 1000 chilometri, lascio a voi osservarne le peculiarità.

Elaborazione immagine di Google

Prima di concludere questo intervento, una ulteriore segnalazione, che sicuramente potrebbe gettare scompiglio; sulla punta più estrema dell’isola neozelandese, ad una quarantina di chilometri dal Great Exibition bay, inizia o finisce quella che sembrerebbe una “metropolitana” che in più punti pare scorrere sotto le colline che incontra sul suo percorso, anche questa “linea” si estende per quasi 900 chilometri, che la Nuova Zelanda abbia realizzato una sorta di canale della manica per congiungersi al continente australiano?
Ma stando a quello che si vede sembra proprio che abbiano sbagliato di 45° rispetto il percorso più breve. 

 

 

 


Finestra di Google map


Fine stesura 23 gennaio 2011

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Informazioni su phoo34

Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
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Una risposta a Cosa si cela sui fondali oceanici? II°

  1. phoo34 ha detto:

    Come mi è stato chiesto in alcuni feedback, posto un’ulteriore elaborazione dell’immagine, senza l’animazione e rispondo a chi ha sollevato la questione della differenza tra l’immagine che ho pubblicato e quella attualmente visibile tramite Google Map e Earth, l’immagine che avevo catturato risale più o meno a qualche mese prima della pubblicazione dell’intervento, comunque come ho esposto in altri commenti relativamente a questa discrepanza, non posso che confermare ulteriormente la genuinità del “fotogramma” catturato, se poi Google ha “aggiornato” le immagini, con altre, bhé, posso ulteriormente aggiungere che ho provato a contattare qualcuno di Google per avere un chiarimento o comunque una spiegazione, inutile dire che è stato del tutto vano; mi piacerebbe sapere quante persone hanno provato a contattare la società di Cupertino e abbiano avuto risposta, almeno sulle molteplici problematiche che si riscontrano con le utilità in questione.

    Ulteriore elaborazione dell'immagine, si può notare la particolare regolarità delle strutture in modo più dettagliato e con le dovute cautele si nota quello che potrebbe essere un complesso piramidale dalle proporzioni gigantesche.

    Ulteriore elaborazione dell’immagine, si può notare la particolare regolarità delle strutture in modo più dettagliato e con le dovute cautele si nota quello che potrebbe essere un complesso piramidale dalle proporzioni gigantesche.

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