Cosa si cela sui fondali oceanici? IV°

Come ho avuto modo di esporre nei precedenti interventi, il fondali oceanici serbano parecchie sorprese, comunque con le dovute cautele e fintanto che non si effettuino verifiche sul “campo” o fintanto che non siano disponibili rilievi più dettagliati è giusto considerare quanto appare come delle possibilità; con questo non voglio peccare di eccessiva cautela ma ritengo corretto dover mettere una zavorra onde evitare di volare troppo con la fantasia e speculazioni.

Dopo questo preambolo, è difficile considerare come una sequenza di coincidenze e casualità tutte le stranezze che si possono osservare sui fondali, queste anomalie inevitabilmente ci dicono qualcosa di diverso, se non proprio su di noi, del nostro pianeta, ci danno frammenti di quello che forse è stato un antico passato e di quello che potrebbe essere il nostro futuro.
Lasciamo queste atmosfere da “Old Kingdom” o da fine del mondo veniamo al dunque; osservando con un po più di attenzione l’area a nord-ovest di quella della presunta astronave madre, si osserva qualcosa che sicuramente è qualcosa dai contorni più consueti a quella che è la nostra cultura.

Immagine di Google map

La cosa che colpisce dell’area è la conformazione piuttosto regolare sotto l’altopiano, questa configurazione si avvicina a quello che potrebbe essere uno sbarramento analogamente a come si presenterebbe per le più consuete dighe artificiali e bacini idroelettrici, l’ipotesi sembrerebbe avvalorata anche dalla forma dell’invaso che mostra un perimetro regolare.

L‘idea di una centrale idroelettrica o quantomeno di una diga sott’acqua è assai astrusa e indubbiamente viene da domandarsi come possa mai funzionare o quale possa esserne l’utilizzo, sempre che di questo si tratti; ma se collochiamo la struttura in un periodo in cui il fondale marino non era tale, allora le cose acquistano la giusta prospettiva, ma inevitabilmente ci si deve porre i soliti quesiti, chi ha realizzato tali opere e quando?

Come ho detto nel primo di questi interventi, il tutto rimanda ad epoche davvero remote a molto tempo prima che il presunto progenitore del genere umano apparisse sulla faccia della terra (3,2 milioni di anni fa); stando ai risultati di alcune ricerche condotte dall’università di Utrecht, il quando potrebbe risalire e collocarsi intorno a 55 milioni di anni fa, periodo in cui il polo Nord era un “paradiso tropicale” e la conformazione geologica era decisamente diversa.

Riferimenti:
http://www.focus.it/natura/ambiente/notizia/Quando_al_polo_nord_faceva_caldo.aspx
http://meteolive.leonardo.it/meteo-notizia.php?id=15988

Dunque la struttura sarebbe vecchia di decine di milioni di anni?
Seguiamo questa ipotesi e diciamo che la struttura risalga a quell’epoca, la domanda successiva è come mai la struttura e più in generale l’area ha mantenuto la conformazione “originaria” senza subire gli effetti della deriva dei continenti?
Che alcune aree della crosta terrestre abbiano particolarità geofisiche tali che le rendono per così dire dei “punti fissi” su cui le forze tettoniche scivolano similmente a come avviene per gli spartiacque?

Tornando alla suddetta struttura, si tratterebbe davvero di una diga?
Queste due immagini sono state elaborate per evidenziare meglio i particolari dell’area e da quello che si osserva, si vedono quelle che potrebbero essere delle opere sia sulle pareti dell’altopiano che nell’invaso, ho provato enfatizzare i dettagli convertendola in scala di grigi e anche da questa elaborazione si confermerebbe la presenza di questi “aggiustamenti”.

Immagine di Google map elaborata

Certamente se fosse confermato che si tratta di una diga artificiale, inevitabilmente ci si deve chiedere chi l’abbia mai costruita, attenendoci all’ortodossia evoluzionista, l’intervento umano è da escludere categoricamente, dunque?
Dunque non resta che ipotizzare, se non una civiltà extraterrestre, seguendo la logica evolutiva una precedente civiltà evoluta da altre forme animali; accipicchia, l’uomo non sarebbe più l’unica specie terrestre evoluta?
Questa considerazione ha indubbiamente un sapore eretico e metterebbe in seria discussione la veridicità di convinzioni religiose e scientifiche.

Ingrandimento 1°

Elaborazione ingrandimento 1

Elaborazione ingrandimento 1

Riprendiamo l’analisi di quanto si osserva dall’immagine, ingrandendo la porzione dell’area sopra l’invaso si nota quello che sembra essere un edificio vero e proprio o per meglio dire un complesso industriale, beninteso che non si tratti di uno scherzo di qualche buontempone che abbia manipolato le mappe di Google, che non si tratti di una ennesima bizzarria della natura, non resta che ipotizzare che quanto si osservi sia reale.

Dalle elaborazioni, si vede che per essere un qualcosa di naturale è particolarmente ed aggiungo eccessivamente strutturato, nulla toglie che possa essere qualcosa di naturale, ma per quanto ci si possa sforzare, è assai difficile considerarla tele, perché osservando l’ultima elaborazione si vede quella che sembra essere una struttura con più livelli e ad un lato di questa, un qualcosa che assomiglia ad una serie di condotte assimilabili a quelle di una centrale idroelettrica, grossi condotti in entrata e una serie di più piccolo in uscita.

Quello che accomuna questa come le strutture precedentemente illustrate, sono le dimensioni davvero immense, anche per questa le dimensioni, se la scala la è corretta, si avvicina a qualcosa come 1200 chilometri quadrati, il calcolo della volumetria si aggirerebbe in torno ai 2400 chilometri cubici anche se va precisato che la misura delle altezze è approssimativa ed estrapolata dalle ombre; ciò nonostante anche se dovessimo ridimensionarle di 3 o 4 volte restano comunque dimensioni ciclopiche.

Prima di concludere c’è da fare una riflessione proprio sulle dimensioni più che ciclopiche di queste ipotetiche strutture, queste sono state dettate dalla megalomania di chi le ha costruite o semplicemente su misura dei costruttori?
Nella seconda ipotesi, probabilmente questi esseri potevano tranquillamente tenere in gabbia il più grande dei dinosauri alla stregua di come noi teniamo in gabbia i criceti.

Chiudendo questo intervento non posso non fare il provocatore e prospettare una interpretazione definiamola “metafisica” e se queste strutture fossero multi dimensionali, ossia a cavallo tra la nostra ed una diversa dimensione?


Fine stesura 3 febbraio 2011

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