Le scoperte con Google Maps e Google Earth


Google map e Gogle Earth stanno mostrando potenzialità inusitate a cui i realizzatori non avevano probabilmente pensato o comunque ipotizzato, rivelandosi degli strumenti davvero potenti soprattutto per l’uso “alternativo” che permettono; di fatti le notizie di scoperte archeologiche e geologiche si susseguono a ritmo crescente.
Ora questi strumenti in una certa misura, rendono accessibile a chiunque lo desideri, di cimentarsi in esploratori se pur virtuali e scoprire siti archeologici, crateri, anomalie e cose insolite del nostro pianeta, anche se, come si suol dire “con beneficio di inventario”. 

C‘è comunque da tener presente che quanto offerto da Google non è una visuale reale, ma una ricostruzione di un puzzle di immagini, che a loro volta sono estrapolate dai dati dei rilievi satellitari, quindi non fotografie oggettive ma ricostruzioni D.O.I..
Dico questo perché le immagini sia parziali e di conseguenza maggiormente quelle complessive, possono risentire anche sensibilmente delle relative classificazioni D.O.I. ossia Digital Orthorectified Image, (per maggiori informazioni http://www.hyperreview.com/Militari/Satelliti%20Spia.htm) quindi, la somma delle rettifiche potrebbe nel complesso mostrare una immagine che per quanto suggestiva possa essere, non è reale o meglio è reale ma di fatto è un miraggio, da questa considerazione, ne consegue che per le eventuali conferme si richiedono verifiche sul campo.
Di seguito lascio i link relativi ad alcuni articoli che parlano delle scoperte effettuate tramite Google map o Google Earth:

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_febbraio_05/arabia-archeo-google-tortora_70f132e8-3124-11e0-90b6-00144f02aabc.shtml
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_luglio_22/cratere-meteorite-foresta-martin_6634cf48-9590-11df-91c3-00144f02aabe.shtml
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2011/02/04/visualizza_new.html_1611646703.html
http://www.ilquotidianoitaliano.it/scienze-e-tecnologie/2011/02/news/archeologia-e-internet-grazie-a-google-earth-scoperti-quasi-duemila-siti-57092.html
http://mysterium.blogosfere.it/2009/12/straordinario-una-immensa-citta-sommersa-scoperta-nel-mar-dei-caraibi.html
http://www.koimano.com/articolo.asp?id=834&genere=Articoli
http://www.antikitera.net/news.asp?ID=3938&TAG=Atlantide&page=2
http://www.express-news.it/misteri/una-sorprendente-scoperta-nel-cuore-dellafrica-una-metropoli-di-200-000-anni-fa/

Questo fatto, indiscutibilmente ha un risvolto positivo perché le scoperte non sarebbero più esclusivo appannaggio degli addetti ai lavori, ma permetterebbe anche al neofita o al “navigatore” occasionale di trovare qualcosa che altri non hanno visto o saputo intravedere; come sempre c’è un però, questa “ventata di aria nuova” rischia di scadere nel sensazionalismo e protagonismo, come ho avuto modo di rimarcare in più occasioni, anche in questo intervento, occorre quantomeno cautela perché vale il detto “non è tutt’oro quel che riluce” e prendere cantonate è estremamente facile, con questo non voglio certo spegnere gli entusiasmi ma semplicemente evidenziare che il mezzo non è specifico per questo tipo di ricerca.

Di mezzi più idonei ve ne sono parecchi, purtroppo sono di appannaggio di enti governativi ma soprattutto militari e come è più che noto, anche se per motivi più o meno condivisibili, difficilmente condividerebbero le informazioni ne tanto meno l’utilizzo di questi dispositivi, quindi, essendo il sistema satellitare di Google l’unica o quasi piattaforma disponibile, ritengo che occorra tenersela da conto, pregi e difetti inclusi.

Come ho accennato in un intervento precedente, sicuramente, la piattaforma di Google, potrà essere implementata con funzionalità specifiche per la ricerca archeologica e oceanografica, ma comunque questa non potrà certo entrare in competizione ne con le prerogative militari ne con quelle industriali, come il settore petrolifero o più in generale energetico.
In ogni caso va detto che quanto è osservabile con Google map o Google Earth presumibilmente è già stato visto e segnalato da sistemi di rilevamento in uso agli enti governativi e militari, pertanto se qualcosa fosse “sfuggito” probabilmente lo si è lasciato sfuggire.
Non è mia intenzione fare della dietrologia, ma è logico e conseguente presupporre che se si dovesse scoprire un qualcosa ed in un modo o in un altro ciò possa portare un vantaggio, quantomeno strategico rispetto ad altri, il solo pensiero di renderlo pubblico non è contemplabile, figuriamoci se poi dovessero esserci vantaggi tecnologici.

Per concludere l’intervento, il 5 maggio del 2008 (fonte: http://www.appuntidigitali.it/1527/google-ocean/) era stata annunciata una prossima uscita di un nuovo prodotto di Google, Google ocean mirato alla visualizzazione dei fondali di mari ed oceani di tutto il mondo in 3D, ad oggi, dopo 3 anni dall’annuncio, anche ricercando tra le funzionalità beta di Google, di questa applicazione non c’è traccia, quello che ho trovato però sono dei gadget per Google Earth; che il progetto sia stato fermato o fortemente ridimensionato per la collisione con interessi maggiori e differenti come detto in precedenza?


Fine stesura 6 febbraio 2011

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Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
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