Concessioni minerarie a E.T. per l’acqua pesante.

Proseguendo nella esposizione delle stranezze sottomarine riscontrabili tramite Google map/Earth, voglio parlare di quelle strane conformazioni che si osservano nel mare di Bering o meglio sul suo fondale, pur ribadendo quanto esposto nell’intervento “Le scoperte con Google map e Google Earth”, l’analogia delle configurazioni rammentano in modo impressionante qualcosa a noi conosciuto.

Osservano l’area ovest-nord-ovest prospiciente l’isola di Attu alle coordinate 52.970477,172.902832, sopra l’Agattu Canyon si nota qualcosa che al pari della “centrale idroelettrica dell’oceano artico” lascia se non sorpresi quantomeno perplessi, comunque, per indugiare ancora con il preambolo, se si vede qualcosa che si muove come un gatto, miagola come un gatto, ed assomiglia ad un gatto, molto probabilmente di un gatto si tratta, salvo verifica.

Immagine di Google map

Dunque di che si tratterebbe?
L’immagine a fianco evidenzia le così dette stranezze, vediamo di formularne le ipotesi interpretative, in prima istanza si osserva qualcosa che sembra essere una sorta di scia in rilievo, rispetto il terreno circostante pressoché rettilinea che si estende per circa 600 chilometri verso nord-est salvo per una interruzione a circa 1/3 dell’intera retta.

Sinceramente dare una spiegazione geologica di questa conformazione è abbastanza difficile, anche in considerazione del fatto che il terreno circostante appare pianeggiante e sostanzialmente sabbioso, quindi l’ipotesi che si possa esser formata a seguito di spostamenti tellurici per quanto possibile risulta estremamente improbabile per il fatto che la larghezza di questa è pressoché identica per tutta la sua lunghezza; ora se questa specie di massicciata non è naturale, non resta che attribuirne una natura artificiale.
Ma quale funzione avrebbe tale massicciata?

fonte immagine: http://www.eniscuola.net

A questa domanda la risposta potrebbe darla l’agglomerato di strani oggetti che si vedono alla fine della stessa massicciata che inequivocabilmente assomiglia ad una serie di silos per lo stoccaggio analogamente a quelli utilizzati per il metano.
Questa conclusione è conseguente quanto si osserva dalle elaborazioni dell’immagine di Google, anche se l’immagine è stata elaborata con un programma non professionale, è difficile ipotizzare che si possa trattare di altro che non di un complesso di silos.

Ingrandimento google map

Elaborazione immagine di Google

Elaborazione immagine Google map

Facciamo alcune considerazioni per valutare a 360° origine e funzioni di questi “silos”, la zona di mare si trova nettamente nell’area di competenza russa, quindi, come prima ipotesi, questi silos, potrebbero essere residuati della guerra fredda, magari depositi per lo stoccaggio di materiali e residui industriali o nucleari.
Seguendo questa linea interpretativa, il luogo risulterebbe ideale, in quanto lontano dal “centro” dell’impero sovietico ed prospiciente i “competitor” mondiali quali Cina e Stati Uniti, però la questione che si pone è circa le attività conseguenti lo stoccaggio, una eccessiva attività navale in quella zona avrebbe sollevato l’attenzione delle due superpotenze che comunque avrebbero operato manovre e strategie tese a bloccare o quantomeno limitate pesantemente la creazione di una “bomba ecologica” di tali dimensioni.
Di dimensioni assolutamente abnormi, sempre che la scala sia esatta, ogni silos avrebbe una capacità tra i 12 e 15 chilometri cubici ciascuno che moltiplicato per 10 o 11 assommerebbe ad un totale di 132.

La domanda che inevitabilmente ci si pone, sempre restando nell’ottica interpretativa impostata, quale complesso industriale sovietico possa aver mai generato una tale quantità di rifiuti industriali; considerando l’intero apparato produttivo e militare sovietico dalla fondazione dell’URSS fino ai giorni nostri, una tale quantità di rifiuti, avrebbe fatto si che URSS fosse si una potenza mondiale, ma non militare ma piuttosto industriale avanti almeno di 40 anni rispetto l’industria dell’intero occidente, cosa che di fatto non è.
Or dunque, se l’industria metallurgica sovietica e la tecnologia necessaria per realizzare strutture di tali dimensioni e a tali profondità fossero realmente state disponibili per la vecchia URSS, molto probabilmente, anzi quasi sicuramente oggi la lingua internazionale per eccellenza non sarebbe l’inglese, ma il russo.

Ed allora chi può aver realizzato queste cose?
Rifacendomi a quello che avevo esposto in precedenti interventi, l’ipotesi che si fa strada è quella di una civiltà precedente alla nostra, precedente ad epoche assai remote, ma seguendo questa linea, qualcosa stona, perché se fosse così, ci si dovrebbe chiedere come mai queste strutture in milioni di anni non siano state ricoperte dal limo e come mai non abbiano risentito degli effetti relativi alla deriva dei continenti?
Stando a quanto si osserva, le strutture sono perfettamente libere da sedimentazioni e insabbiamenti, quindi l’ipotesi è che queste siano relativamente recenti, scartando l’ipotesi dei manufatti “sovietici” si deve immaginare che siano state realizzati dagli alieni? E a quale scopo?
Lo sfruttamento di una qualche risorsa terrestre?
Il metano, il petrolio?
Possibile che una civiltà avanzata tecnologicamente tale da permettergli di viaggiare tra le stelle abbia necessità di fonti energetiche così “primitive”?

Difficile immaginare una astronave madre o un ricognitore che abbia un motore diesel o a metano, anche se non sarebbe da escluderlo a priori, considerando che si sa ben poco dei mezzi propulsivi alieni; dunque un centro “petrolchimico” a quasi 4.500 metri di profondità?
Sinceramente l’ipotesi è al quanto azzardata, almeno per quanto riguarda gli idrocarburi, ma se invece dei prodotti petroliferi, fosse un impianto per l’estrazione di acqua pesante?

Questa ipotesi comincia in un certo modo a dare la quadra all’intera faccenda, anche perché di fatto per sua natura l’acqua pesante lo è realmente rispetto l’acqua “normale” e quindi tende a stratificarsi verso li basso, di conseguenza e seguendo le leggi fisiche, la concentrazione maggiore di acqua pesante si trova proprio sui fondali oceanici.

Or dunque, gli alieni starebbero “rubando” l’acqua pesante per il loro fabbisogno?
Sembrerebbe che le cose stiano in questi termini ed inoltre spiegherebbe anche il perché gli avvistamenti dei così detti U.S.O. (Unidentified Submerged Object ) stiano eguagliando quelle degli ufo e/o comunque in strettissima relazione.

Provocatoriamente mi chiedo, è possibile che siano state date “le concessioni minerarie” agli alieni per prelevare l’acqua pesante o qualunque altro materiale da parte dell’attuale Federazione Russa?
E’ possibile che questo tipo di joint-venture sia stata stipulata con qualche altro governo?
Sempre provocatoriamente mi chiedo, quale possa essere la moneta di scambio e se queste “risorse” vengano contabilizzate nei bilanci?

Google map


Fine stesura 7 febbraio 2011

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Una risposta a Concessioni minerarie a E.T. per l’acqua pesante.

  1. phoo34 ha detto:

    Hoibò, rilevo che anche per quanto ho evidenziato in questo intervento, vi sono stati degli “sviluppi”; immagini catturate da Google Map, o Google Heart che dopo qualche tempo non corrispondono più a quanto presente nel globo virtuale, come più volte ho detto, il globo terraqueo di Google è l’insieme di tante immagini e inevitabilmente nel fare il collage, si possono creare delle stranezze.
    Perfetto! Ma la questione che mi lascia perplesso, ma non più di tanto, è che le immagini catturate, dopo qualche periodo, non corrispondono più a quello del globo virtuale, a volte con immagini più dettagliate, non entro nel merito se congruenti o no con le precedenti, a volte con immagini se non scadenti, sicuramente con un dettaglio decisamente penoso.
    Penso che questo sarà l’argomento di un prossimo intervento, voglio far notare anche un altra stranezza che si verifica in Google map, mi è capitato più volte di segnarmi delle coordinate per qualche particolarità e a meno che non sia affetto da una strana forma di dislessia intermittente quando “ritornavo” su quelle coordinate, il punto era spostato Bhoo! Ma forse mi sbaglio anche questa volta.

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