Curiosità antartiche

Antartico, il continente dal clima più inospitale e rigido della terra esercita un enorme fascino e un grandissimo interesse che abbraccia tutte le branche della scienza umana; sotto la coltre di ghiaccio plurimillenario si celano molte delle risposte alle domande che l’umanità si pone non solo sulla sua stessa storia, ma anche su quella pianeta.
Quanto sappiamo e quanto ci è precluso sapere di questo territorio?
E’ possibile che nonostante i principi sanciti nel Trattato Antartico, alcune basi abbiano scopi e prerogative che se formalmente non viiolino il trattato ma nella sostanza ne infrangono le norme?
Il sospetto c’è ed è molto forte, ovviamente le prove a sostegno di questo non ce ne sono, perché per fare “certe cose” occorre saperle fare molto bene, ma soprattutto bisogna saper dissimulare fini occulti con scopi e obiettivi palesi; certamente questo ragionamento è estensibile anche a contesti differenti, ma nella specificità del “clima” internazionalista dell’antartico, qui si deve eccellere.

Non voglio fare della “dietrologia” perché questo sarebbe il primo passo verso il teorema del complotto, ma più prosaicamente perché è nella natura umana voler fare i “furbi” o perlomeno credere di esserlo; un esempio banalissimo può dare il senso di questo, immaginiamo che in una ipotetica base si studino componenti elettronici o alimentatori resistenti alle condizioni climatiche estreme, ne consegue che l’industria informatica potrà offrire computers decisamente più affidabili e robusti, detto questo, chi può assicurare che la stessa tecnologia non venga utilizzata in sistemi d’arma anche se non testati sul suolo antartico?
Da quello che si evince dal primo articolo del trattato questo aspetto non è contemplato pertanto, si è fatto divieto di sperimentazione di armi e via discorrendo, ma di fatto il secondo comma “Il trattato non impedisce l’impiego di personale militare o equipaggiamento militare per scopo scientifico o per altri scopi pacifici.” risulta al quanto “addomesticabile” soprattutto per quanto concerne gli “altri scopi pacifici”.
Domanda: Quali potrebbero essere mai gli altri scopi pacifici?
Risposta: Ovviamente aumentare le proprie capacità “dissuasive” nei confronti dell’avversario.
Certamente questa è la logica da guerra fredda che ha mantenuto un “clima pacifico” per quasi 30 anni ma nonostante siano passati venti anni dalla fine della guerra fredda, le logiche militari restano tali, loro malgrado, perché le logiche, le procedure, le strutture gerarchiche sia dei “vinti” che dei “vincitori” sono ancora quelle di allora e si rispecchiano in un trattato stipulato quasi contestualmente con la costruzione della cortina di ferro.
Aldilà della giustezza o meno di prerogative superiori, sostanzialmente è questo aspetto che induce a sospettare che in alcune basi si effettuino ricerche definiamole parallele a scopi militari, però da tutto questo emerge una sfumatura piuttosto marcata di ciò che si potrebbe definire una “doppia morale” istituzionalizzata.

Anche in questa occasione purtroppo ho fatto un”introduzione che nelle mie intenzioni voleva essere più concisa ma alla fine la tastiera mi ha preso la mano, spero di non aver ecceduto nel voler inquadrare in modo più ampio il tema antartico; dunque veniamo a quelle che sono a mio avviso delle curiosità o comunque che risultano essere in parte cose insolite e delle novità, almeno per quanto mi riguarda.

Come sempre mi è stato d’ausilio Google Map e Gogle Earth, soprattutto quest’ultimo in quanto rappresenta meglio la superficie terrestre in modalità sferica 3D o “simil-3D”, anche se devo riconoscere che maps per quanto riguarda il dettaglio delle immagini è lievemente migliore.

Fonte immagine: Google Earth

Cominciamo da quella che sicuramente risulterebbe una cosa davvero sorprendente non solo per quanto riguarda “l’oggetto” ma anche e soprattutto per i risvolti che l’eventuale conferma comporterebbe; una piramide sul continente antartico, sarebbe un ulteriore indizio che ciò che sappiamo della storia umana, necessita quantomeno di una rilettura almeno sotto il profilo “cronologico” e questo, come primo effetto riporterebbe al nastro di partenza evoluzionisti e creazionisti.
Dall’immagine si osserva l’apice di una piramide che emerge dalla coltre nevosa, inoltre questa sembra distinguersi dalle piramidi comunemente note per il fatto che avrebbe tre facce, dunque se fosse confermata la sua esistenza, questa risulterebbe la prima piramide al mondo ad avere questa caratteristica, le dune presenti nella prossimità della struttura, assumono una simmetria insolita, probabilmente conseguenza delle turbolenze che si creano quando il vento soffia in direzioni opposte, dune che per la specifica forma, indirettamente confermerebbero la presenza della struttura, inoltre osservano una della facce di quella che sembra essere proprio una piramide tetraedrica, quella esposta alla luce solare per intenderci, pare essere liscia, analogamente alle piramidi egizie che in origine erano ricoperte di rocce calcaree perfettamente levigare.

Come più volte ho detto, la natura ci ha spesso sorpreso per la sua originalità nel conferire forme particolarmente perfette alla materia, si veda la strada dei giganti in Irlanda oppure i cristalli giganti di Naica in Messico, i cui processi geologici che hanno portato alla loro formazione risultano essere un rompicapo per i geologi; comunque sia, la cosa che colpisce di questa presunta piramide è che anche nell’eventualità di una origine naturale, essa non presenta alcun segno di erosione o di deterioramento conseguenti le condizioni climatiche e atmosferiche come osservabile per altri rilievi presenti nel continente antartico.
Sorvolando sulla naturalezza o meno di questa struttura, è possibile ipotizzare che essa si sia potuta mantenere inalterata per moltissimi millenni grazie al manto di ghiaccio e neve che l’hanno ricoperta ed è altrettanto presumibile che le condizioni ambientali siano cambiate piuttosto repentinamente, tanto, che gli agenti atmosferici non hanno potuto intaccarne la struttura originaria.
Questa osservazione porterebbe a ipotizzare che il cambiamento dell’asse di rotazione della terra avvenuto all’incirca 55 milioni di anni fa, sia stato un evento repentino e si sia concluso nell’arco di un millennio o meno; certamente questa è solo una illazione, ma stando alle scoperte scientifiche secondo cui gli attuali poli erano localizzati nella fascia equatoriale e considerando le specificità delle condizioni climatiche equatoriali tipiche del nostro assetto, le precipitazioni dovevano essere analoghe e pertanto piuttosto cospicue, quindi eventuali segni di una erosione atmosferica si sarebbero evidenziati maggiormente nel caso di una tempistica più lenta, cosa che almeno per quanto riguarda questa struttura sembrano non essere presenti.

Fonte immagine: Google Earth

Fonte immagine: Google Earth

Una cosa che ignoravo nella maniera più assoluta e per questo ne sono rimasto stupito è che in antartico vi potessero essere dei vulcani, da quanto si osserva in Google Earth, questi vulcani sono localizzati nell’area Sud-oves del continente lungo un arco di circa 800 chilometri circa; osservando le altezze apparenti, la conformazione e disposizione di questi vulcani, l’area ricorda in modo molto marcato l’area vulcanica del pacifico, sempre a quanto si osserva, questa “linea vulcanica” sembrerebbe essere contemporanea, ossia formatasi nello stesso periodo e ciò porta a ipotizzare che un’area del continente sia costituita da un arcipelago di isole.
Ora è lecito presupporre che questi vulcani risalgano al periodo in cui l’asse di rotazione del pianeta fosse ruotato di novanta gradi confermando indirettamente quanto emerso dalle ricerche dell’università di Utrecht?
Credo che eventuali conferme di questo, si trovino nel sottosuolo antartico o appena sotto la coltre di ghiaccio; se venissero trovati resti di fauna e flora specifici dell’era geologica, congelati ed integri, questo confermerebbe sia il cambio dell’asse di rotazione terrestre che la sua repentinità concomitante e/o conseguente la definitiva frammentazione della Pangea.
Faccio un piccolo collegamento all’intervento relativo al diario dell’ammiraglio Byrd, quando egli asserisce di aver osservato la presenza di un mammut, che abbia visto effettivamente un esemplare di una delle specie di “elefantidi” che popolavano anticamente quelle terre?
Un ulteriore fossile vivente?

Fonte immagine: Google Earth

Che la presenza di coni vulcanici in antartico mi abbia stupito è nulla a confronto di quando ho osservato un qualcosa che assomiglia in modo impressionante ad una attività vulcanica vera e propria con la presenza di magma; inizialmente ho pensato che potesse trattarsi di un effetto ottico derivante da aberrazione ottica dell’obiettivo o di una singolarità dell’inclinazione del grado di rifrazione della luce sul ghiaccio, se fosse così, sarebbe interessante comprendere perché il restante spettro sia assente, che si possa trattare di una attività vulcanica potrebbe essere confermata dalla presenza di diversi crateri vulcanici a un chilometro e mezzo a sud; per completezza di informazione, l’area in questione si trova a circa ventisei chilometri a sud-ovest della base McMurdoc.

Girando per You Tube alla ricerca di materiale interessante relativo all’antartico mi sono imbattuto in questo filmato; non so quanto attendibile possa essere dato che l’autore del filmato è anonimo, comunque stando a chi ha postato il filmato il video sarebbe stato girato a bordo dello shuttle; i motivi per cui sono dubbioso sull’autenticità del filmato è in prima istanza il fatto che se effettivamente fosse stato ripreso da un oblò dello shuttle, mi domando, cos’è quella struttura che si vede sul lato sinistro? (dell’osservatore)
Lo shuttle da quanto mi risulta non ha quella conformazione, secondo luogo, osservando le particolarità dell’oblò, queste sembrano essere più quelle di un aeroplano da diporto, tanto per intenderci un piper o similari, piuttosto che un velivolo pressurizzato o da missioni spaziali, terzo,
dal filmato si evince che il velivolo compie una virata attorno al presunto buco, manovra che lo shuttle notoriamente non può compiere almeno in quelle modalità ed ancor meno nell’atmosfera, quarto, osservando il presunto accesso al territorio sotterraneo, questo assomiglia più ad una caldera vulcanica da cui erutta materiale magmatico e gas il cui filmato è stato mandato a rovescio, quinto, non c’è alcuna indicazione o riferimento del luogo, pertanto ammesso e non concesso che si tratti dell’antartico, quantomeno una panoramica di “avvicinamento”, ossia frontale poteva o doveva essere inclusa nel filmato stesso.
Ipotizzando che il filmato sia autentico, almeno nel contenuto, mi domando se effettivamente quello che si osserva è un flusso di plasma elettromagnetico che fluisce verso l’interno del pianeta, come mai la telecamera non risente delle interferenze che inevitabilmente sarebbero presenti?

Ho voluto fare questa divagazione su questo filmato, perché ritengo che comunque e nonostante le manipolazioni abbia una relazione col continente antartico e comunque testimoni anche se con una ricostruzione, la presenza di una attività vulcanica in antartico.

Fonte immagine: Google Earth

Ora se ipotizziamo che nel continente antartico vi possa essere una attività vulcanica analoga a quella norvegese, anche se notevolmente più sopita, possiamo ragionevolmente immaginare che in determinate aree anche se limitate ci possano creare le condizioni climatiche idonee a che si sia sviluppata ed evoluta una flora ed una fauna simile a quella, se non proprio con foreste ma con boschi di arbusti e cespugli?
Dunque, seguendo questa linea di lettura, è plausibile che il mammut o una specie discendente dai mammut possa essersi adattata sopravvivendo ad un habitat estremo quale quello antartico?
Che l’osservazione dell’ammiraglio Byrd corrisponda a vero?

Fonte immagine: Google Earth

Altra curiosità più che dell’antartide, di Goolge Earth, considerando in linea generale quanto stabilito dal Trattato Antartico e l’accessibilità a tale continente, quali possono essere le spiegazioni o i motivi per cui in Google Earth il centro e alcune aree dell’antartico sono occultate?
Certamente questo fatto non fa che aumentare il sospetto che si voglia nascondere qualcosa; come ho più volte sostenuto, ritengo che per specifiche questioni, il segreto e la riservatezza sono indispensabili ed essenziali al fine di garantire la sicurezza e l’inaccessibilità da parte di malintenzionati a informazioni, documenti, progetti e via discorrendo, ma in questo caso cosa mai si può addurre come motivazione?
Nascondere il famigerato accesso alla parte interna del nostro pianeta oppure installazioni che forse è meglio che non si sappia che ci siano, perlomeno da parte della gente comune?
L’assenza di immagini delle specifiche aree?
Difficile da sostenere quest’ultima ipotesi, anche perché elaborando le immagini ottenibili da Google Earth e giocando con i livelli di luminosità, contrasto, definizione dettagli ecc ecc, si osserva che di fatto sotto la mascheratura, si vede parzialmente quel che c’è sotto.

Fonte immagine: Google Earth

Un’altra curiosità, posizionandosi alle coordinate 89°59’59.99″S, 31°28’19.77″O ossia più o meno al centro del polo sud, impostando la visuale a livello del suolo, ci si trova in una sorta di cratere, cratere maggiormente evidente se si “accende” la visuale della luce del sole.
Che Google Earth in questo modo abbia provato a suggerire che forse l’accesso per la mitica Agarti è reale oppure anche questo “trick” rientra nel gioco di specchi per “dividere e imperare” sulla questione?
Certo è che il continente antartico è una finestra aperta sul passato e quello che potrebbe uscirne inevitabilmente farebbe si che molte delle pagine della storia e delle conoscenze umane debbano essere riscritte ex-novo, spodestando fedi e scienze dal loro trono.


Fine stesura 20 marzo 2011

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Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
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