Giocando col tempo I°

Devo anticipare che quando ho cominciato a scrivere questo intervento, credevo davvero di riuscire a dare un quadro completo in un unico articolo, ahimè non è stato così, già questa prima parte risulterà piuttosto lunga e parca di immagini, comunque spero di esser riuscito a rendere l’intervento interessante e sufficientemente chiaro nell’esposizione delle mie argomentazioni, ma soprattutto di non risultare noioso, voglio anche precisare che non ho alcuna presunzione se non quella di ragionare al fine di comprendere meglio questo, come qualunque altro argomento in cui mi cimento.Il tempo è qualcosa che fin dagli albori dell’umanità ha sempre suscitato un grande interesse e nonostante l’enorme progresso scientifico, se ne sa ben poco sulla sua natura e sulle sue caratteristiche e ciò in conseguenza del fatto che la dimensione temporale potrebbe essere qualcosa di esterno su cui l’universo materiale scorre, similmente a come la corrente elettrica scorre su un cavo, oppure che lo contiene, come in un tubo scorre un gas o un liquido.
Si potrebbe immaginare anche l’opposto e cioè che è il tempo a scorrere sul o nell’universo materiale, ma in questa ottica essendo questa dimensione all’interno delle tre, ne dovremmo avere una maggiore familiarità e cognizione al pari delle altre tre dimensioni.

Quello che mi prefiggo in questo intervento è di giocare col tempo e per gioco intendo il viaggiare anche se virtualmente nel tempo, tralasciando gli aspetti tecnici, ma escogitando esperimenti anch’essi virtuali, ipotizzandone le possibili conseguenze e comprendere meglio questa misteriosa ed evanescente dimensione; dunque pur lasciando libero spazio alla fantasia, sarà necessario mantenere una certa coerenza logica e comunque attenersi ai principi della fisica e in particolare ai principi della termodinamica.C‘è però da fare una considerazione di carattere generale circa i viaggi temporali, il presupposto essenziale è che il passato, il presente e il futuro, esistano sempre per poter essere “visitati”, cioè che la sequenza di eventi esistano sempre, similmente ad una pellicola cinematografica; certamente questa impostazione pone in discussione molte delle verità filosofiche religiose e scientifiche poiché tutti gli eventi, dal più insignificante al più importante, sarebbero già contemplati e contenuti nel continuum e quindi di fatto i concetti di libero arbitrio, dell’autodeterminazione, della libertà per fare alcuni esempi, sarebbero illusori e mendaci poiché tutto prestabilito e conseguente all’evento primo dell’esistenza; da questa considerazione si evincerebbe che essendo tutto in essere nella globalità degli eventi e degli esiti, ipotetici viaggi nel tempo non potrebbero in nessun modo interferire sugli eventi stessi, altrimenti anche il più piccolo mutamento potrebbe determinare la fine dell’esistenza stessa.

Fatta questa considerazione, sono convinto che nell’ambito dei “viaggi nel tempo” la termodinamica assuma un ruolo estremamente importante dato che il grado di entropia in un determinato istante è specifico di quel determinato istante ed è conseguente lo status precedente e d’appresso ne determina quello successivo, detto questo, sotto il profilo entropico l’insieme dei fenomeni sono un continuum omogeneo in cui anche la dimensione temporale ne è parte integrante; dunque cosa accade nel continuum nell’istante in cui, una, definiamola componente entropica costituita dalla navicella e dal suo equipaggio scompare e riappare in un altro punto?

Proviamo a rappresentare il continuum in “sezioni temporali” come contenitori dimensionati nella misura esatta per contenere le specifiche realtà termodinamiche, nel contenitore di partenza la navetta e l’equipaggio sono parte di quella realtà, nell’esatto istante della partenza questa quantità viene meno, lasciando un buco o forse sarebbe il caso di considerarlo come un vuoto; come detto, ogni singola sezione è dimensionata per contenere quella specifica realtà termodinamica, a seguito della “partenza” dei crononauti possiamo immaginare due tipi di conseguenze, la prima è che diminuendo il rapporto tra materia energia e contenitore, i fenomeni termodinamici al suo interno abbiano una impennata al fine di compensare il vuoto lasciato oppure, nella seconda ipotesi è il contenitore ad adattarsi alla nuova situazione.

Nella seconda ipotesi, quale tipo di struttura, se di struttura si possa trattare è costituito questo ideale contenitore, ciò, non tanto sotto l’aspetto del materiale che è puramente immaginario, ma sotto il profilo meccanico perché se la struttura fosse rigida, le alterazioni dello status potrebbero essere causa della sua frantumazione e di conseguenza dell’annichilimento delle sezioni successive, se invece la struttura fosse flessibile o con sufficienti parametri di elasticità, la compensazione ed il riequilibro tra realtà termodinamica ed il suo contenitore avrebbe effetti meno drastici sia nella sezione specifica che su quelle successive; per restare “in partita” ed osservare gli sviluppi, opterei per attribuire alla così detta struttura una certa flessibilità, altrimenti l’ipotetico viaggio temporale equivarrebbe alla distruzione del continuum, che nel suo divenire non avrebbe spazio che per il suo collasso.

Dunque seguendo la chiave di lettura termodinamica, il viaggio nel tempo creerebbe delle oscillazioni nel grado entropico e nelle “dimensioni” del contenitore della realtà termodinamica i cui effetti sono difficilmente immaginabili sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo, in ogni caso, tralasciando le conseguenze di questi effetti sulle realtà coinvolte, si deve presupporre che il tragitto non possa assolutamente avvenire attraverso le sezioni, precedenti o seguenti a seconda che il viaggio sia nel passato o nel futuro, ma bensì all’esterno del continuum, poiché l’attraversamento delle diverse sezioni inevitabilmente altererebbe le realtà termodinamiche, quindi per evitare interferenze non essenziali nel continuum, si renderebbe necessario concretizzare l’esistenza di una dimensione extra continuum.

Proseguendo con questa prospettiva, un viaggio a ritroso nel tempo, avrebbe un triplice effetto, l’alterazione della realtà termodinamica nel punto di partenza e quindi il conseguente divenire di quella realtà, alterazione della realtà termodinamica di arrivo e rettifica di quella di partenza e sua evoluzione; da ciò ne consegue che pur restando in essere l’evento del viaggio a ritroso, questo oltre al fatto di essere un viaggio di sola andata, ha altissime probabilità se non la pressoché assoluta certezza di non essersi mai realizzato proprio in funzione del nuovo assetto termodinamico di partenza, perciò la nuova realtà non conterrà più gli eventi che hanno dato origine al viaggio o quantomeno non più nella configurazione termodinamica originaria.
Anche il viaggio nel futuro avrebbe lo stesso tipo di problematiche anche se gli effetti si ripercuoterebbero solo sulle realtà successive che verrebbero alterate per ben quattro volte, ossia all’inizio del viaggio, al momento dell’arrivo, all’inizio del viaggio di rientro ed in fine alla fine del rientro nella realtà termodinamica di partenza, questo perché nel viaggio nel futuro i presupposti di partenza non vengono alterati come invece accade o accadrebbe per i viaggi nel passato.

Quanto esposto fino ad ora considera esclusivamente quelli che potrebbero essere gli effetti sull’assetto termodinamico del continuum, conseguenti la sparizione/apparizione dell’insieme materia-energia costituiti dalla navicella e dall’equipaggio in punti differenti del continuum; ma cosa accadrebbe nell’ipotesi alquanto remota che le alterazioni delle realtà termodinamiche avessero effetti estremamente irrisori o non sussistessero affatto?
Seguendo le leggi della fisica e della termodinamica, non è possibile immettere o sottrarre da un sistema, qualcosa, senza che questo qualcosa influenzi parzialmente e globalmente il sistema stesso, comunque sia nel nostro esperimento eludiamo questo problema e concentriamoci sull’ipotesi che sia possibile alterare gli eventi da parte o in seguito all’operato dell’equipaggio, proviamo ad immaginare in quale misura questi cambiamenti potrebbero influenzare non solo il passato, il presente e il futuro dei crononauti, ma anche di tutto il resto contenuto nel continuum, ossia l’evoluzione degli eventi definiti come storia.

Immaginiamo un’ipotetica realtà in cui si disponga della tecnologia “crononautica”, in un determinato contesto storico, politico ed economico si verificano le circostanze per cui si rende assolutamente necessario un viaggio nel passato al fine di correggere una scelta rivelatasi a posteriori disastrosa; dunque, approntata la navetta ed istruito l’equipaggio, questi giungono nel passato e rettificano l’errore.
Ora, nell’esatto istante in cui viene “corretto l’errore”, gli eventi che portarono al contesto di partenza vengono alterati di conseguenza nel nuovo assetto le ragioni di un viaggio nel passato non sussistono più, tralasciando l’ipotesi di salti in realtà parallele, le cose si complicano e si prospettano essenzialmente due scenari, il primo è che nella migliore delle ipotesi la navicella e l’equipaggio svaniscono venendo riassorbiti, per così dire, nel nuovo contesto mantenendo il ricordo e la conoscenza dei due differenti percorsi storici, di cui sarebbero gli unici testimoni in tutto l’universo.

Considerando il quadro degli eventi così come prospettato, credo che occorra fare una riflessione sullo status esistenziale dell’equipaggio, il quale si potrebbe trovare a vivere in una doppia realtà quella originaria e quella rettificata, che se pure le ripercussioni a livello fisico potrebbero essere nulle sotto l’aspetto mentale sarebbero assai gravi.
Sempre nell’ottica di questo quadro, si evidenzierebbe che il “contenitore termodinamico” può essere alterato e grazie alla sua elasticità adattarsi alla nuova configurazione, ma mi chiedo, se questo adattamento è di fatto un riassetto della storia nel continuum o se in realtà l’alterazione degli eventi dia origine ad una biforcazione del continuum in quella che è una realtà più che parallela secondaria?
Restando su questa linea di lettura dell’evoluzione del continuum e in un’ottica termodinamica, da dove proverrebbe l’insieme materia-energia di questo ramo esistenziale e quali sarebbero le conseguenze nei due continuum?

Attenendoci all’ipotesi che l’alterazione sia relativa all’unico continuum possibile è opportuno domandarsi se il viaggio nel tempo si sia effettivamente verificato, perché se il nuovo contesto è il risultato dell’alterazione del passato, come è possibile che gli effetti dell’alterazione possano sussistere?
Questo interrogativo ci porta al secondo scenario, in cui, per l’appunto, in funzione del fatto che nel nuovo contesto, non sussistendo la necessità di alterare il passato, non ci sarà nessuna missione, quindi non alterando il passato il contesto torna allo stato originario, in cui si appronta la missione di alterazione del passato per ecc. ecc., dando in tal modo inizio ad un loop temporale infinito in cui le due realtà si alternano; in entrambi i casi, appare evidente che l’ipotetica navicella e il relativo equipaggio sono destinati ad una sorta di annichilimento o più semplicemente il viaggio intrapreso si rivela un viaggio di sola andata, probabilmente per il nulla.
In un ipotetico viaggio nel futuro, l’opzione di rientro non viene compromessa, ma l’inutilità del viaggio sarebbe totale e per prendere atto di questo non ci resta che intraprendere un viaggio nel futuro.

Lo scopo del viaggio nel tempo ovviamente non potrebbe essere a soli fini turistici e ricreativi, presumibilmente ed in considerazione che viaggiare nel tempo non sia particolarmente economico, ci dovrebbe essere una utilità di un qualche tipo, se non per specularci sopra quantomeno per coprire i costi del viaggio; dunque, immaginiamo di voler andare nel futuro per recuperare informazioni relative che so, al mercato finanziario o immobiliare, oppure in modo più prosaico e venale per sapere i numeri vincenti della lotteria, oppure in modo meno materialista chi verrà nominato nuovo pontefice o presidente di questa o quella nazione.
Vediamo dunque cosa accadrebbe riportando nel presente ciò che sarà nel futuro, tralasciando gli effetti e le conseguenze entropiche, queste informazioni influenzeranno o determineranno le scelte che inevitabilmente altereranno la sequenza degli eventi, tutto ciò condurrà ad un futuro diverso da quello osservato, quindi le informazioni riportate si riveleranno errate in quanto eco di un futuro estraneo alla sequenza degli eventi originati nel presente.

Lo stesso tipo di “meccanismo” lo si può applicare in qualsiasi altro contesto o circostanza, immaginiamo ad esempio qualcuno che voglia anticipare un ipotetica invenzione appropriandosi nel futuro dell’idea e del genio di qualcun altro, dunque nel futuro ci sarà questa invenzione che il Signor X ruba al Signor Y, nel presente il Signor X riproduce questo articolo, a questo punto ci troviamo in un paradosso perché il Signor Y inventore del articolo non lo inventerebbe più, quindi non esistendo l’invenzione, il signor X non avrebbe potuto appropriarsi dell’idea ne potuto riprodurlo; dunque anche in questo caso si darebbe inizio ad una sorta di loop in cui le due realtà si alternerebbero all’infinito.

Da ciò emerge il parallelismo che modificare il presente con le conoscenze del futuro, equivale a cambiare il presente alterando il passato, quindi avendo la disponibilità di un mezzo che potesse viaggiare nel tempo, all’atto pratico questo risulterebbe non funzionare poiché l’unica utilità nel viaggio temporale sarebbe quella di creare anelli temporali o nella migliore delle ipotesi alterazioni della realtà di cui nessuno, in nessun modo e misura può averne coscienza e conoscenza, tutto questo senza considerare quelli che sarebbero gli effetti termodinamici sull’assetto del continuum ed in relazione alle energie necessarie per intraprendere un viaggio temporale potrebbero rivelarsi devastanti.

Immaginando come potrebbe essere un vero viaggio nel tempo, tenendo presente la considerazione iniziale circa la sussistenza sempiterna della cronistoria, essendo l’insieme globale degli eventi precostituito, ne consegue che in nessun modo nell’ipotetico viaggio sia possibile alterare non solo gli eventi, ma nemmeno immettere o sottrarre una benché minima ed infinitesimale quantità di energia o materia, quindi già il fatto di essere a bordo di una navetta temporale è di per sé un paradosso in quanto come appena detto non è possibile immettere o sottrarre nulla dal continuum; comunque volendo “forzare la mano”, immaginiamo quanto potremmo osservare dagli oblò dello shuttle temporale, come prima cosa c’è da tener presente che il passaggio nella dimensione extra continuum potrebbe non essere del tutto indolore anzi gli esisti potrebbero essere fatali, similmente a come accade catturando un pesciolino dalle profondità oceaniche, portandolo in superficie senza che venga mantenuta la medesima pressione, il pesciolino sostanzialmente esplode trasformandosi in una sorta di poltiglia, quindi come osservatori osserveremmo ben poco.
Visto però che tra i presupposti di questo intervento, c’è quello di lasciare libera la fantasia, trascuriamo il “piccolo” particolare che ci si possa ritrovare sul pavimento della navicella come delle pozzanghere gelatinose.

Dunque proviamo a guardare fuori dall’oblò, quello che osserveremmo è qualcosa di assolutamente diverso da quanto ci si aspetterebbe di vedere e che al primo impatto risulta essere incomprensibile e vagamente distinguibile per contorni e dettagli analogamente ad una sorta di nuvola semi evanescente filiforme infinita ed indefinita costituita da un intreccio caotico fili, (più precisamente i fili sarebbero delle sottilissime e fitte molle poiché la dimensione spaziotemporale è curva) fili che sarebbero poi gli eventi stessi contenuti nel continuum; inoltre se pur fosse possibile osservare ingrandendo una parte di uno dei “fili” non distingueremmo ne riconosceremmo affatto la sequenza poiché essa ci apparirebbe come una sovrapposizione di immagini quadridimensionali dell’insieme degli eventi che concorrono a determinare ogni singolo definiamolo “fotogramma” o come descritto in precedenza realtà entropica.
Ora, per “decodificare” quanto si sta osservando occorrerebbe un marchingegno in grado di estrapolare e discriminare dall’interno del continuum le coordinate spaziotemporali di una specifica e precisa sequenza di “fotogrammi”, senza interferire con il continuum stesso.
Detto questo ed in considerazione del fatto che il continuum è sempiterna mente in essere, si potrebbe supporre che per continuare a sussistere, rimanendo sempre in un’ottica fisica, necessiti di una qualche forma di energia o magari una sorta di polarizzazione “elettromagnetica” permanente analoga a quella di un qualunque supporto di memorizzazione non riscrivibile.

Che il continuum spaziotempo e più in generale l'universo abbia qualità simili alla memorizzazione permanente di un CD o DVD?

Certo l’immaginazione può portare assai lontano e con questo non voglio certo sostenere che il continuum nella sua dimensione assoluta possa essere un di DVD, però le conseguenze di questa speculazione sarebbero conformi al principio di inalterabilità degli eventi prospettata al fine di poter effettuare i viaggi temporali.
Tornando a quanto si osserva dall’oblò, come detto occorrerebbe un dispositivo che permetta la “visualizzazione” di specifici avvenimenti senza per questo alterare o interferire sugli eventi stessi, però a questo punto si prospetta un problema di carattere tecnico-pratico, in quanto ciò che si osserva, influenzerà l’agire degli osservatori al rientro del viaggio nella propria realtà, quindi anche se in misura infinitesimale gli eventi seguenti; sapendo che il continuum non può essere in alcun modo alterato, il quesito è, i crononauti potranno rientrare nel continuum e se si, potranno averne memoria o dimenticheranno quanto osservato?
Quale che sia la risposta, evidentemente le osservazioni extra continuum, non potranno o dovranno avere effetti e comunque all’atto pratico il viaggio risulterebbe mai fattoFacendo una sintesi di quanto detto fino ad ora, la dimensione temporale risulterebbe essere in realtà una struttura intrinseca e relativa delle singole “realtà termodinamiche” il che la spodesterebbe dall’essere una dimensione sovrastante o contenente lo spazio e gli eventi, pur restando immune agli effetti dell’entropia.


Fine stesura 21 aprile 2011

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