La Rivoluzione dell’E-Cat fusione fredda Ni-H

Dal fitto sottobosco delle ricerche che germogliò dopo l’annuncio che fecero gli scienziati Fleischmann e Pons nel lontano 1989, ecco emergere prepotentemente ed in modo tutt’altro che teorico un progetto che può cambiare il mondo in modo radicale e positivo, si tratta dell’E-Cat contrazione di Energy Catalizer realizzato dall’Ingegner Andrea Rossi con la collaborazione del Professor Sergio Focardi.
Questa invenzione ha suscitato un enorme scalpore e farà parlare di se e dei suoi realizzatori per parecchio tempo in avvenire, ma più che di invenzione io parlerei di vera e propria scoperta scientifica dato che oltre ad aver ottenuto, per la prima volta una reazione nucleare a bassa energia (LENR) e cosa più importante in assoluto senza produzione di neutroni e di conseguenza, assenza totale di scorie radioattive, è che ha spalancato o per meglio dire aperto uno squarcio su fenomeni della fisica che per quanti li hanno immaginati ed ipotizzati erano lontani nel tempo dall’esser realizzati, ed ecco, mi sia concesso un po di orgoglio nazionale, che l’ingegno e l’inventiva italiana dimostrano ancora una volta, qualora ve ne fosse necessità, di non esser secondi a nessuno, anzi in questo specifico caso, di esser leader mondiale, perché oltre all’innovazione nelle modalità di produzione di energia in quantità decisamente superiori ai metodi tradizionali e come si suol dire “eco compatibili” ha allargato in modo prepotente gli orizzonti della fisica ponendo il mondo della fisica tradizionale di fronte a qualcosa che i canoni dell’ortodossia considerano impossibili e comunque inspiegabili.

Tralasciando gli aspetti scientifici e tecnici dell’intera faccenda, il catalizzatore energetico dell’Ingegner Rossi ha dei risvolti davvero incredibili sia per la semplicità e dimensione dei dispositivi che per l’energia prodotta, stando a quanto risulta, con un quantitativo irrisorio di prodotti, incluso il misterioso additivo, si ottiene quella che è stata definita una “fusione fredda” con la produzione di una quantità di energia, se pur termica, di duecento volte superiore all’energia impiegata per produrla e a temperature davvero risibili se paragonate a quelle necessarie per una teorica fusione a caldo, inoltre tutti i prodotti impiegati non sono materiali radioattivi; l’unico “neo” sarebbe rappresentato da una bassa emissione di raggi gamma derivanti dal decadimento del rame che si forma dalla fusione del nichel con l’idrogeno che tra l’altro sarebbero soltanto una volta e mezza superiore alla radioattività naturale e quindi di semplice e facile schermatura.

Considerando le evidenze di quanto realizzato dall’Ingegner Rossi e dal Professor Focardi, è evidente che ciò coinvolge e “tocca” questioni di carattere economico, politico e finanziario, nonché interessi specifici di gruppi industriali che vedrebbero e sicuramente vedono in tale opportunità, se non messo in pericolo l’esistenza delle proprie compagnie, quantomeno un drastico ridimensionamento degli introiti con la conseguente minore capacità di esercitare la propria influenza nel contesto “sociale e politico”.

Ora il “recalcitrare” e la chiusura soprattutto dell’establishment scientifico nei confronti dei progressi di Rossi e Focardi, oltre, a come detto prima, a questioni e problematiche di carattere economico, politico e finanziario, ci sono anche sentimenti di superbia e d’invidia personale nei confronti di coloro che possono esclamare “Eureka”!
Il fatto che il “prodotto” funziona ed ha tutte le carte in regola per essere il dispositivo più ecologico, pratico, semplice, ma soprattutto economico (per gli utenti finali) ha fatto si che attorno a questa invenzione/scoperta si sia creata una atmosfera mista di grandi speranze e allo stesso tempo densa di timori, timori che una svolta epocale per il mondo intero venga vanificata e sacrificata a scopi ed interessi particolari; il fatto che dalla fase sperimentale del “meccanismo” si sia passati o si stia passando alla fase industriale della produzione del dispositivo sicuramente allontana, almeno per il momento il rischio di seppellire la scoperta sotto montagne si sabbia.

Vediamo di mettere a fuoco quali grandi possibilità permetterebbe la diffusione di un tale strumento considerando il solo aspetto della produzione di energia termica escludendo la possibilità di produrre energia elettrica.
Facendo due conticini semplici semplici, prendete in considerazione quanto ognuno di noi spende per il riscaldamento e l’acqua calda in un anno, comprendendo ovviamente le spese di manutenzione; ipotizziamo in modo esoso e al di fuori di ogni logica che i costi per la “conversione” al nuovo sistema possa aggirarsi attorno al triplo di tale cifra, ora inizialmente tale costo potrebbe apparire non allettante se visto a breve termine, se invece osservato quantomeno nella prospettiva dei futuri tre anni, ecco che la cosa cambia e cambia drasticamente se osservato in una prospettiva decennale, considerando che il nichel (oggi 19 maggio 2011) è quotato attorno agli undici dollari la libra, facendo le dovute conversioni Euro/grammi il costo al grammo sarebbe di circa 58 centesimi, esagerando nei sia nei quantitativi che nell’eventuale costo del “catalizzatore” si possa raggiungere un costo complessivo di trenta o quaranta Euro, ma mettiamo anche cento Euro (al di fuori di ogni logica) per il funzionamento di un singolo anno, beh appare evidente che la cosa e molto più che accattivante.

Considerati costi e benefici per un impianto domestico, proviamo ad immaginare quelli delle aziende che oltretutto avrebbero la possibilità di produrre l’energia elettrica poiché in un appartamento l’installazione ed il funzionamento di una turbina risulterebbe alquanto problematica se non per logistica ma per rumorosità; comunque prendiamo ad esempio la più elementare delle aziende, un’azienda agricola per la coltivazione in sera; pur restando nelle proporzioni esposte prima per i costi dell’adeguamento o la conversione degli impianti, già il solo produrre calore per il mantenimento delle serre rappresenterebbe un abbattimento dei costi enorme, da un fattore di spesa di mille si passerebbe ad un fattore di dieci o ancora meno , con un duplice beneficio, da una parte i minori costi di produzione e dall’altra un maggior capacità di allocazione sui mercati dei propri prodotti, lo stesso ragionamento vale per tutte le altre realtà produttive, inoltre lascio a voi immaginare la portata dell’impatto di questa “metodica” energetica nei paesi del terzo mondo.

L‘E-cat di Rossi e Focardi è una grande e concreta possibilità di cambiare il mondo in tutti i sensi, come ho detto prima, attorno a questa scoperta/invenzione si addensa un alone di grandi speranze e timori per quello che potrebbe essere il passaggio ad un futuro in un mondo più radioso per tutti; devo però fare un po di autocritica, in questo intervento mi sono lasciato trasportare da fattori emotivi, cosa che per chi mi legge abitualmente risulta essere insolita, ma di fronte ad un evento che ha una portata storica e dalle conseguenze epocali, è difficile restare impassibili e distaccati, certo le incognite sono molte perché i cambiamenti negli assetti, soprattutto da parte di chi ha più da “perdere” non saranno ben accetti e inevitabilmente li osteggeranno in tutti i modi pur di mantenere il loro status, ma queste inquietudini non sono le sole.

In quelli che potranno essere i nuovi assetti, il fatto di poter disporre di energia a costi irrisori porterà profonde modificazioni anche a livello sociale e politico difficilmente prevedibili, è vero che in linea di massima la forte minor incidenza energetica sui costi di produzione per le aziende e più in generale di approvvigionamento dell’energia da parte dei singoli stati avrà benefici sui rispettivi bilanci, ma è altrettanto vero che le economiche degli stati, basano i propri sistemi fiscali sulla tassazione di queste energie, (consideriamo ad oggi che lo Stato italiano, sul solo prezzo dei carburanti ha una incidenza complessiva del 75/80%) da ciò ne consegue che parimenti vi sarebbe un enorme minor gettito, quindi la necessità di una drastica revisione dell’intera “macchina” statale o nella più probabile eventualità del mantenimento delle attuali strutturazioni con il più che sensibile l’aumento di altre forme di tassazione e una drastica riduzione di servizi ai propri cittadini; tutto ciò inevitabilmente creerà situazioni di tensione e instabilità sociali soprattutto in quei paesi in cui più forte è l’impronta dell’industrializzazione “tradizionale”.
I cambiamenti comportano sempre dei “costi” e se vogliamo davvero entrare in una nuova era, si deve esser disposti ad accettare quello che consegue nel periodo di transizione, non dipenderà solo dai vertici politici e economici, ma anche da ognuno di noi far si che tale transizione sia il minor traumatico, sempre che i J.P.Morgan di turno non chiudano i “rubinetti” a Rossi e Focardi prima che tutto ciò accada.

Qui lascio i link dove reperire maggiori informazioni sul Energy catalizer:
http://www.disinformazione.it/e-cat.htm
http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/fusione-fredda-italy-miracolo-miraggio-nucleare-853391/comment-page-1/#comment-82274?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter
http://daily.wired.it/news/scienza/fusione-fredda-bologna.html

Di seguito alcuni video che possono tornare utili a comprendere meglio “l’atmosfera” e l’atteggiamento nei confronti non solo l’enegy catalizer di Rossi e Focardi, ma tutte quelle ricerche che si sono sviluppate nell’arco di un ventennio in seno alla fusione fredda e che in modi più o meno apprezzabile hanno dato dei risultati energeticamente validi.








Fine stesura 20 maggio 2011

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