Si prevedono forti tempeste di sabbia per l’Energy Catalizer

Quando nel finale del precedente intervento proiettavo ombre sinistre sul futuro dell’Energy Catalizer, facendo riferimento ai “J.P.Morgan di turno”, non avevo ancora letto quanto l’Onorevole Paul Helly (ex ministro della Difesa Nazionale Canadese) avesse detto, il 26 febbraio 2011 partecipando alll’International UFO Congress tenutosi a Scottsdale in Arizona (USA); il documento a cui faccio riferimento è reperibile al seguente link http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6814.8 ed è la traduzione del documento in formato PDF reperibile al indirizzo http://www.disclosureproject.org/docs/pdf/Global-Fraud-Paul-Hellyer-UFO-Congress-Feb272011.pdf.

In merito a questo documento, come mia abitudine di irriverente provocatore, potrei ipotizzare che l’ex ministro abbia con acume e cognizione costruito ad oc la sua tesi, rientrando in quello che potrebbe essere un quadro più ampio di depistaggio su questioni d’alto livello governativo e internazionale; come già espresso in altri interventi, non sono amate di teorie complottiste e di congiure, perché all’aumentare dei congiurati esponenziale è il rischio di defezioni e fughe di notizie, in questo senso il documento sembra dare credito ad un complotto economico finanziario globale, sorvolando su questo aspetto, che comunque non escludo nella sua plausibilità, considerando l’aspetto monetario, devo dire però che quello che è riportato in questo documento si è rivelato una cartina tornasole per comprendere e leggere o più correttamente rileggere, fatti ed avvenimenti dell’era moderna nonché, una diversa interpretazione dei fatti dell’odierno divenire ed in special modo quelli che hanno più attinenza nei campi finanziario, economico e politico; in relazione a tale documento, che suggerisco di leggere, proviamo a rileggere alcuni fatti inerenti le scoperte e le invenzioni riguardanti le energie.

Ad esempio la “rottura” del sodalizio dello stesso J.P.Morgan con l’ancora, quasi sconosciuto Nikola Tesla, quando questi gli prospettò la concreta e reale possibilità di una fonte energetica illimitata accessibile per tutti a costo pressoché nullo o quasi; tale commiato, se “filtrato” con quanto emerge dall’intervento dell’Onorevole Paul Helly acquista una maggiore valenza ed allarga lo scenario ampliando il cast ad altri “actors” che hanno concorso a quella scelta.

Tragico ed orripilante ipotizzare che l’ascesa del nazismo in Germania e il successivo accanimento nei confronti del Popolo Ebraico, possa essere letto come un modo  del “Reich” di scrollarsi di dosso il condizionamento politico economico mondiale i cui rappresentanti nell’hasset finanziario-bancario tedesco era in larga parte costituito da banchieri e finanzieri ebrei o forse più probabilmente il modo per entrare, come si direbbe oggi nel “salotto buono di chi conta”.

Avvicinandoci alla questione dell’energy catalizer ed in particolare all’Ingegner Rossi, alla fine degli anni 70 escogitò una metodica (thermal depolimerization) che permetteva di convertire o meglio decomporre il materiale plastico in petrolio o come fu denominato “refluopetrolio” stando a quanto si disse del prodotto, questo era di scarsa utilità proprio in funzione della variabilità della qualità, inoltre si addussero problematiche di carattere “ecologico” in quanto dalla massa trattata il 30% di scarto della lavorazione risultava cenere ricca di carbonio, quello che in questa faccenda “stona”, almeno apparentemente, fu il particolare interesse che alcune compagnie statunitensi e non solo, ebbero nei confronti di tale procedimento, tanto che l’Ingegnere, proprio per questioni tipicamente “italiche”, colse l’occasione per continuare il proprio lavoro lontano dal patrio territorio.

Aldilà di quelle che potevano e possono essere considerazioni di carattere strettamente industriali, il fatto è che in una certa misura si ottenne un prodotto che se pur scarsamente qualitativo,  evidenziava la concretezza di un processo “rigenerativo” o come si direbbe oggi “rinnovabile” o parzialmente di una fonte tradizionale di energia, ciò inevitabilmente andava a toccare in modo concreto interessi specifici, inoltre con il senno di oggi, in considerazione dell’enorme progresso che si è raggiunto nei procedimenti di termo-valorizzazione non sarebbe il caso di implementare un tale procedimento?
Mi sia concessa, pur restando in tema, una breve divagazione ahimè “dietrologizzante” e da provocatore accanito, pongo alcuni impertinenti quesiti, è possibile che di fatto nei moderni termo-valorizzatori si sia già implementato un tale procedimento e che lo si tenga “segreto”, potrebbe spiegare questo, l’interesse di alcune aziende, soprattutto straniere, ad accettare vagoni e vagoni di “munnezza” ovviamente dietro adeguato pagamento?
Sarebbe come rubare le caramelle ad un bambino, no anzi di più, è il bambino stesso che paga per farsele rubare!
Tornando al procedimento di depolimerizzazzione, è possibile leggere il “fallimento” , qualora fosse stato un fallimento, di quel progetto come l’analogo “bay bay” del Commodoro J.P.Morgan a Nikola Tesla?

Eccoci che ci stiamo avvicinando a ciò che potrebbe essere definita “la punta di diamante” della fusione fredda, l’Energy Catalizer; come detto nel precedente intervento, l’atteggiamento della comunità scientifica e più in particolare dei fisici “porporati”, (ovviamente e non esclusivamente alti prelati) è guarda caso per ironia della sorte, piuttosto fredda, basti vedere cosa conseguì dalle ricerche del C.N.R. nei laboratori di Frascati, quali e quanti risorse furono impiegate per stabilire la fondatezza della fusione fredda e i risultati, non dico finiti nel cestino, ma sigillati in qualche cassetto e ricoperti di polvere, la conseguente latitanza dei sommi capi, che vista a posteriori,  assume un velo di “colpevole” latitanza.
Che tutto questo agire sia proprio in funzione di quella sorta di “Diktat” in cui finanziamenti e risorse vengono destinate al fine, si di valutare e verificare teorie e pratiche, ma con lo scopo ultimo di “conservare” tali scoperte per tempi consoni ai finanziatori?

L‘Energy Catalizer, aldilà della comprensione dei luminari, ha dimostrato di funzionare, ora che i sapienti fossero già a conoscenza o meno di tale possibilità, se pur teorica, tale scoperta non è vera soltanto perché i sapienti non sanno o non vogliono sapere?
E quindi non possono avvalorare la sua reale funzionalità per i motivi più disparati, come a dire, “l’acqua non bagna e non può bagnare se non lo diciamo noi”, perciò se qualcuno cade in un canale non si può dire che sia fradicio nonostante l’evidenza, altrimenti sarebbe un follia eretica?

Tentato bidone?

Come si suol dire, “a pensar male si fa peccato… “, ma dato che il mondo è pieno di “furbetti” non è che nelle lungimiranti intenzioni di qualcuno (ai vertici) ci fosse l’idea, forse balzana, di costruire centrali atomiche tradizionali se pur di ultimissima generazione, quando poi, lo dico in modo irriverente e estremamente semplicistico, queste presunte centrali, con quattro pentoloni a pressione, qualche bombola di idrogeno, due o tre sacchi di nichel, normalissima acqua del rubinetto e qualche migliaio di chilogrammi di additivo misterioso, le avrebbero fatte  funzionare con la fusione fredda?
Facendo i dovuti rapporti dei costi di realizzazione, manutenzione e gestione delle scorie  radioattive, di una tradizionale e “virtuale” centrale atomica, rispetto il costo di un classico e certamente meno scialbo capannone industriale, beh la torta sarebbe molto grande, talmente grande  da far fare indigestione anche ai più famelici e voraci ingordi.

Concludo lasciando alcuni riferimenti dove reperire maggiori informazioni circa “petolio dai rifiuti”, tengo a evidenziare che molti refer a testate giornalistiche sul tema specifico… non sono più disponibili, lascio a voi le eventuali verifiche, che gli archivi storici dei quotidiani si siano danneggiati irreversibilmente… peccato, però restano sempre le copie cartecee… si spera!

http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon
http://it.wikipedia.org/wiki/Refluopetrolio
http://archiviostorico.corriere.it/1994/marzo/09/petrolio_dai_rifiuti_inservibile_tossico_co_0_94030910061.shtml
http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/24/Petrolio_dai_rifiuti_industriale_condannato_co_2_930324368.shtml
http://ambiente.liquida.it/focus/2010/08/26/un-apparecchio-trasforma-i-rifiuti-di-plastica-in-petrolio/


Fine stesura 24 maggio 2011

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Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
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