Energy Catalyzer il reattore a fusione fredda

Nonostante una campagna referendaria decisamente sotto tono e di fatto semi oscurata dai mezzi d’informazione sui diversi quesiti e a distanza di una settimana dagli importanti risultati che da questi sono emersi, non solo per l’alta partecipazione ma soprattutto per quanto è stato espresso nelle urne con una maggioranza definita “bulgara”, ritengo importante fare alcune considerazioni non tanto su questioni politiche e su chi strumentalmente tenta di mettere il “capello” su questo importante evento.

Considerando la campagna referendaria e nello specifico quella relativa al nucleare, pensavo che i promotori di tale referendum fossero se non edotti su tutte le innumerevoli metodiche per la produzione di energia, ma che quantomeno seguissero le novità nel mondo delle energie alternative, ed invece di proporre qualcosa di innovativo, per quanto giustificabile possa essere, si è assistito al solito carosello demagogico di slogan antinucleari.

Come da mia solita irriverenza mi sovviene di domandarmi e domandare come e perché si sia persa quella che è stata un’occasione anzi, l’occasione perfetta per proporre metodiche innovative tra cui non poteva non essere presente il “reattore a freddo” realizzato dall’ingegner Andrea Rossi.
E’ possibile immaginare che coloro hanno fatto “dell’antinuclearismo” il loro credo e ragion di vita siano vittime del meccanismo della disinformazione e non abbiano avuto modo di poter osservare o prendere atto di quello che nel mondo, ricercatori e sperimentatori hanno realizzato?
O forse per strategie ed accordi politici o “altro” hanno scientemente eluso il proponimento di tali alternative?
Quello che posso dire è che dopo lo scalpore che ha suscitato in tutto il mondo e non solo in quello accademico, l’annuncio della realizzazione della fusione fredda ottenuta con la metodica del Professor Focardi e dell’Ingegner Rossi, certamente non poteva passare inosservata, nonostante il debunking informativo, quindi se non si tratta di una scelta ponderata, ciò attesterebbe quantomeno l’imperizia se non l’ignoranza di molti dirigenti dei movimenti ecologisti e la strumentalità ai fini della propria personale carriera politica.
Con questo non intendo certo asserire che la questione delle fonti energetiche alternative debba essere prerogativa di questo o quell’altro schieramento, ma prerogativa di tutti coloro che hanno buon senso e il buon senso non ha ne bandiere ne ideologie.

Dunque sullo scenario delle energie alternative ha fatto capolino in modo prorompente l’E-Cat che oltremodo ha dimostrato che rispetto le altre metodiche, diciamo tradizionali attualmente disponibili, ha una resa estremamente superiore, ma non solo, tale metodica oltre ad essere “implemetabile” ad uso domestico ha dei costi per la produzione di energia assolutamente risibili rispetto qualunque altro metodo.

Questa irruente apparizione ha suscitato una forte preoccupazione, non solo tra i big delle energie fossili, ma anche tra la moltitudine di aziende che nel mondo hanno investito in ricerca e progetti nel campo eolico e solare che si trovano ad affrontare come si suol dire oggi, un competitor, estremamente concorrenziale su tutti i fronti; va anche aggiunto che l’energy catalizer nonostante l’atteggiamento ostile dei cattedratici, può vantare anche se indirettamente il sostegno della NASA che già da aprile di quest’anno ha confermato la validità della metodica dell’ingegner Rossi, non penso che il responsabile del Langley Research Center della NASA sia persona sprovveduta da eccedere nelle sue esternazioni per quanto possa essere entusiasta dell’evento.

Nonostante il grande “subbuglio” che l’E-Cat ha suscitato in tutto il mondo, nonostante il fatto che per il mese di ottobre in Grecia verrà realizzata una centrale da 1 megawat e tra l’altro il Governo greco non è nelle condizioni economiche per permettersi di gettare via anche un singolo Euro, ci si deve domandare se i greci siano più lungimiranti o più sprovveduti e comunque torno a sottolineare che se per interessi specifici da parte delle major energetiche ci sia interesse a tenere la sordina sul evento fusione fredda o LENR che si voglia, è altrettanto incomprensibile il perché le schiere di ecologisti continuano ad alimentare l’assordante silenzio sull’energy catalyzer?
Si dice che a pensar male si fa peccato ma ci si “azzecca” sempre o quasi; che qualcuno abbia investito e parecchio in progetti se pur innovativi ed ecologisti che con l’E-cat avrebbero il futuro se non stroncato fortemente ridimensionato?

Una ultima considerazione, da diverso tempo sto “tenendo” d’occhio le notizie e le informazioni su energie alternative tramite i motori di ricerca, ed ho notato una strana, ma non troppo, cosa, prima della campagna referendaria, gli indici dei diversi motori di ricerca almeno per la versione italiana, segnavano un quantitativo estremamente inferiore di voci, mentre dopo il referendum questi indici sono “esplosi” e molte voci degli elenchi risalivano addirittura a un paio di mesi prima e precedentemente non erano indicizzati, certamente per l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca richiede tempo, che si tratti semplicemente di una coincidenza?
Come direbbe Ezio Greggio “ma che caso!”
Per fare un esempio rimanendo sull’oggetto specifico dell’E-cat, con il motore di ricerca per eccellenza, Google, dava 900.000 voci, dopo il referendum tale indicizzazione è esplosa a 2.900.000, questi valori sono relativi a Google Italia, mentre oggi su Google international, gli indici danno ben 230.000.000 voci, cosa davvero interessante, non vi pare?
Lascio a voi qualsivoglia tipo di considerazione, aggiungendo che è altrettanto curioso che proprio dopo il risultato referendario le aziende e compagnie che operano nel settore delle energie alternative hanno avuto una impennata delle quotazioni in borsa.


Fine stesura 20 giugno 2011

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