The time gate, anomalia spazio-temporale o varco dimensionale?

Prima di affrontare l’argomento, desidero fare una considerazione circa i motori di ricerca esponendo quello che avevo notato in più occasioni e non da ultimo nell’ultima “tornata referendaria”, ho notato una discrepanza tra la disponibilità dei link sui motori di ricerca e la data di pubblicazione anche piuttosto notevole; dico questo perché come molte altre persone che seguono argomenti, diciamo di confine, setaccio la rete per approfondire meglio gli argomenti ed averne un quadro il più completo possibile ed è vero che il numero della documentazione pubblicata ha quotidianamente un incremento che surclassa quello del giorno precedente di conseguenza è inevitabile che gli spider arrancano nell’espletare il loro lavoro, però ho il sentore che questa definiamola “congiuntura” sia in parte sfruttata se non per omettere dagli indici, quantomeno diluire nel tempo il “rilascio” di determinati argomenti, come recita un proverbio popolare “passata la festa, gabbato lo Santo” e di conseguenza una minor visibilità per gli specifici argomenti.

Veniamo al tema dell’odierno intervento, ossia l’anomalia in cui si è imbattuto un team anglo-statunitense di meteorologi, mentre stava lavorando ad un progetto sui fenomeni, giust’appunto meteorologici in antartico.
Stando alla documentazione che ho potuto reperire in rete, la scoperta risale al 1995 cioè ben sedici anni fa, tralasciando le considerazione sul coverup di questa scoperta, quello che comunque emergerebbe dato il coinvolgimento diretto molti enti governativi statunitensi e inglesi è che si siano verificate infrazioni al Trattato Antartico almeno per questa specifica faccenda; ma vediamo di chiarire in sintesi di che si tratta, stando a quanto riferito, il team di meteorologi, di cui si ignorano nomi e qualifiche specifiche, mentre effettuavano rilievi atmosferici, notarono una perturbazione insolita, un vortice nebbioso che inizialmente sembrava di origine atmosferica suscitò la loro attenzione anche perché oltre l’insolita conformazione questo non aveva effetti sul sistema nuvoloso locale, approntando una sonda atmosferica, un pallone sonda, questo fu risucchiato in questo vortice sparendo alla vista del team (presumibilmente per effetto della nebbia che contraddistingueva l’anomalia), dopo un lasso di tempo (non specificato) recuperarono con fatica il pallone sonda che era evidentemente rimasto al “guinzaglio”, tratto a terra gli strumenti di rilevamento, indicavano qualcosa di assolutamente insolito, sorprendente e stupefacente; ipotizzando una disfunzione della strumentazione, ripeterono i rilievi più volte (si presume con analoghi kit per le opportune verifiche e raffronti anche se in nessun post ciò viene specificato l’impiego), ma nonostante le ripetute rilevazioni gli strumenti riportavano gli stessi inspiegabili dati.

Ma cosa c’era di così strabiliante in quelle letture?
Gli strumenti avevano registrato che le rilevazioni effettuate risalivano a trent’anni prima ossia il cronometro interno dei sensori per marcare in modo cronologico le variazioni atmosferiche erano saltati in dietro nel tempo di trenta anni ossia al 1965.
Pur restando intatto lo stupore e la sorpresa per questo fatto e la possibilità che la strumentazione abbia effettivamente rilevato le condizioni atmosferiche di trenta anni prima, mi domando, come il cronometro o i cronometri possano aver segnato il tempo a rovescio, perché per quanto sofisticate possano essere state le strumentazioni, il quarzo o nell’ipotesi più remota che si trattasse di un cronometro meccanico non poteva certo andare a rovescio proprio in funzione del fatto che sia il quarzo che il meccanismo assolvono la loro funzione segnando lo scorrere del tempo tramite il susseguirsi di impulsi rispetto la polarità della tensione elettrica per il quarzo e nel cronometro meccanico nel ruotare degli ingranaggi nel senso relativo al rilascio della carica della molla.

Detto questo, immaginando anche la possibilità di una inversione di polarità elettrica del “pacco batterie” a seguito di forte interferenza elettromagnetica dovuta ad una particolare ed intensa aurora australe, questo fatto risulterebbe assai difficile da spiegare in quanto proprio per la specificità di qualsiasi strumentazione soprattutto per i dispositivi a batteria invertendo la polarità di alimentazione nella migliore delle ipotesi, questi non funzionerebbero e nella peggiore, brucerebbero quantomeno alcuni circuiti o componenti.
La riprova di questo fatto la si può fare agevolmente e in tutta sicurezza; si provi ad invertire le batterie del telecomando della TV, il telecomando per quanto nuove possano essere le pile non funzionerà, questo perché l’intero circuito elettrico è strutturato per la distribuzione e lo sfruttamento della corrente in modo specifico per i diversi componenti elettronici.

Chi si intende un po di elettronica sa bene che invertendo la polarità di un diodo zener, questo interrompe lo scorrere della tensione o un LED non si accende e per alcune resistenza o condensatori dopo un repentino surriscaldamento possono anche esplodere, quindi, l’idea che le strumentazioni del team possano aver continuato a funzionare nonostante l’inversione elettrica è una ipotesi assai improbabile.
Restando sempre nel campo delle ipotesi e rifacendoci alle grandi preoccupazioni di fine millennio relativo al millenium bug che avrebbe dovuto mandare in crash tutte o quasi tutte le apparecchiature elettroniche, comprese anche quelle del team in questione, sarebbe forse più realistica e vicina alla verità che la data segnata nelle rilevazioni fosse una data del futuro.
Pur restando congruo il salto temporale di trenta anni, questo non sarebbe nel passato ma nel futuro, ossia dell’anno 2025 e nell’eventualità non del tutto remota che il bug del millennio affliggesse tali apparecchiature, si potrebbe persino ipotizzare che la data possa essere relativa al 2065 anche se questo comporterebbe che il salto temporale sarebbe di settanta anni e non di trenta; in questa chiave di lettura, il salto temporale sarebbe in avanti quindi le apparecchiature elettroniche avrebbero continuato a funzionare correttamente e coerentemente con le dinamiche elettroniche.
Per dare una sfumatura faceta, si potrebbe anche ipotizzare che qualche buontempone dell’altra parte si sia divertito a spostare l’orologio delle apparecchiature per fare uno scherzo o magari semplicemente per comunicarci che la data di quel “posto” era diversa ed anche se in forma estremamente sintetica dare un segno che dall’altra parte c’è qualcuno; anche se assai remota come possibilità, resta comunque plausibile.

Tornando a quanto registrato dalle strumentazioni, è evidente che eccetto per l’anomalia delle date e probabilmente anche per l’orario, queste non divergessero in modo particolare rispetto una qualunque altra lettura dei livelli atmosferici e barometrici, se questi rilievi avessero avuto una diversa e sensibile differenza, al pari dell’incongruenza delle date ne sarebbe comunque trapelata quantomeno l’insolita differenza rispetto i normali rilievi.

Facendo delle considerazioni di carattere generale, su questa faccenda, è altamente probabile che l’anomalia “scoperta” dal team di meteorologi sia di fatto lo stesso fenomeno o perlomeno strettamente correlato a quello in cui l’ammiraglio Byrd si imbatté nel 1947 sorvolando il polo sud; data la “macroscopicità” del fenomeno e in relazione al fatto che l’antartico è territorio di nessuno o meglio è di tutti, questo anomalo fenomeno non poteva restare occultato anche se per circostante e congiunture internazionali storiche questo poteva essere giustificato e avere una sua logica, con il tempo le missioni esplorative del continente bianco sono andate crescendo in numero e in personale impiegato, soprattutto personale civile di conseguenza una crescita del numero di persone slegate da gerarchie, logiche e obblighi militari, che in modo più o meno diretto erano e sono testimoni di fatti inspiegabili o che cozzano con gli assunti della della scienza “ordinaria”.

Il filmato inserito di seguito, era stato inserito in un precedente intervento, (Curiosità antartiche), ma alla luce di quanto esposto, potrebbe essere di fatto la ripresa aerea del fenomeno descritto dal team anglo-statunitense.

Come ho avuto modo di dire negli interventi sul cronovisore di padre Pellegrino Ernetti, e in quello relativo all’ammiraglio Byrd, sono convinto che più che di viaggi nel tempo si tratti di viaggi in dimensioni diverse dalla nostra o quantomeno in quello che sarebbe un vero e proprio passaggio tra differenti realtà, ora la scoperta di questa anomalia sia essa dimensionale o temporale, (meno probabile) mette se non in dubbio sicuramente in discussione quanto sappiamo della realtà in cui viviamo, dell’intero assetto dell’universo e delle leggi fisiche che lo governano, dandoci la dimensione di quanto è grande l’ignoto che ci circonda .

Di seguito i link di riferimento del materiale che ho reperito e consultato in rete.
http://english.pravda.ru/science/tech/01-03-2004/4983-experiment-0/
http://ascendingstarseed.wordpress.com/2011/04/26/deadly-time-vortex-appears-over-antarctica/
http://ufoexperiences.blogspot.com/2005/07/time-gate-in-antarctica.html
http://www.abovetopsecret.com/forum/thread39856/pg1
http://www.chronos.ws/timegates.html
http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6931.1


Fine stesura 2 luglio 2011

Incredibile stupefacente realtà radiosa che circonda il nostro bellissimo pianeta e l’universo intero sarà rivelato

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Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
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