Ulteriori evidenze di una civiltà antidiluviana

Anche in questo intervento, espongo ciò che potrebbe rivelarsi un ennesimo ed ulteriore indizio, circa la possibile esistenza di una o forse più civiltà antecedenti il diluvio universale; come già evidenziato in più occasioni, quello che appare è condizionato fortemente dai limiti dello “strumento” sia sotto l’aspetto “tecnico” che sotto quello “politico” e comunque soggetto alle doverose verifiche e rilievi sul “campo”.

Restando nell’area del sud pacifico e per la precisione nei dintorni dell’isola di Niue; a circa 40/50 chilometri a nord-ovest dell’isola, si può osservare qualcosa di estremamente insolito per una conformazione di carattere naturale, sopratutto per l’estensione, la precisione e la conformazione che delineano una sorta di anfiteatro dalle dimensioni ciclopiche o forse resti di una città “progettata” seguendo uno schema urbanistico preciso e sofisticato, non esente da una impronta artistica.

Nell’immagine sottostante, sempre “catturata” da Google Map, l’area specifica è evidenziata dal rettangolo rosso e già da un “ingrandimento” di 10 chilometri se ne possono osservare i contorni.

Nella seguente immagine, (non ritoccata) si osserva meglio la particolarità della “conformazione”, per la precisione al centro dell’immagine si osserva un arco pressoché perfetto che si svilupa verso sud-est a formare una sorta di U rovesciata al cui esterno si allineano strutture più o meno identiche per forma e dimensioni e che sembrano diminuire di dimensione man mano che si allontanano dal fulcro dell’arco.

Penso che ipotizzare che una struttura di questo tipo e dimensione possa essere collegata a fenomenologie basaltiche, sia assai remota se pure la natura riserva sempre grandi sorprese, l’ipotesi che possa essere lo scherzo del “dio Vulcano” potrebbe essere più plausibile.
Ironia a parte la conformazione di quello che sembra o potrebbe essere la “piantina” di una città è altamente plausibile, come si nota dall’immagine successiva in cui ho elaborato il rettangolo operando solo sui parametri di luminosità contrasto e definizione dei dettagli, la precisione dell’arco emerge in modo più marcato, tanto da poter essere assimilato come concetto architettonico a quello del Colosseo, ricalcandone anche le proporzioni.

Anche dai due seguenti ingrandimenti elaborati, si evidenziano i contorni delle strutture,che tra l’altro paiono essere semi-ricoperte da sedimentazione, la cosa che vorrai far rilevare è che ciò che sembra trasparire dall’area circostante, è conseguente l’applicazione del filtro dettagli, a prima vista si potrebbe pensare ad altre strutture che sarebbero celate dalla chiamiamola “nebbia googloliana” analoga agli effetti di “smugging” utilizzato dalla NASA per rettificare alcune fotografie della luna, forse è cosi, ma probabilmente è solo un effetto relativo all’elaborazione dei pixel dell’immagine stessa, si tenga presente che dopo tutto si tratta di un’immagine “grabbata” dal monitor e per quanto possa essere ad alta risoluzione l’immagine acquisita ha una sua definizione intrinseca piuttosto bassa.

Che quanto si osserva possa essere una città, un “Circo Massimo ante literam” megalitico oppure semplicemente uno scherzo della natura piuttosto ben congeniato lo si potrà verificare solo con una eventuale spedizione.
Le domande su chi, eventualmente posa aver ideato, costruito ed abitato queste strutture, come sempre, non possono avere una risposta certa, fintanto che la “preistoria” non sarà svelata possiamo solo che fare ipotesi, più o meno valide, più o meno attendibili e supportate da una grande quantità di indizi, ma che resteranno tali fino a quando i dogmi della scienza ufficiale crolleranno.


Fine stesura 11 luglio 2012

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