Forma ed energia due facce della stessa medaglia.

Grande scalpore ha suscitato la notizia o più precisamente la diffusione quasi virale di una fotografia che riprende la piramide di Kukulkan (Chichen Itza) da cui vertice fuori esce un fascio di luce; sintetizzando all’estremo le spiegazioni tecniche, questo è stato un vero e proprio “colpo di fulmine” per cosi dire, che ha dato fama notorietà al fotografo provetto, dunque l’arcano è in sostanza il difetto o come si dice in gergo un baco del dispositivo, (Iphone3 o 3G) che non disponendo di specifici filtri sull’ottica, le particolarità tecniche del sensore ottico e del software di gestione dei pixel, creano l’effetto “banda” quando si effettuano riprese in presenza di fulmini, quindi se ne ottiene una immagine “alterata” da una banda di colore rosato verticale o orizzontale a seconda di come il dispositivo è tenuto.
Certamente l’immagine è particolarmente suggestiva e evocativa, specie se inquadrata nella prospettiva delle molteplici profezie.

In questo intervento, prendo lo spunto da questa immagine non per parlare delle profezie comuni a diverse culture sparse per il mondo, ma piuttosto per approfondire un aspetto diciamo più tecnico o se vogliamo “para tecnico” circa le strutture piramidali e al loro interno.
Tralasciando la favola che le piramidi fossero mausolei funebri, se non come un ipotetico “riciclo” da parte di popoli che se le sono trovate già belle e pronte.
La prima evidenza che mi viene da segnalare è che la conformazione piramidale è pressoché identica in tutti i continenti del mondo, differenze “stilistiche” a parte; partendo da questo dato, se queste strutture sono concettualmente identiche è perché il significato, l’utilizzo o le loro funzioni dovevano essere ben diverse sa quelle che l’ortodossia scientifica gli ha attribuito.

Come sempre vige il detto “il giusto strumento per un buon lavoro” in questo caso, la giusta domanda non può che avvicinare alla risposta giusta; dunque perché le piramidi hanno tutte 4 facce?
Probabilmente perché come per noi costruire un qualcosa, quel qualcosa deve rispondere ai principi di funzionalità prefissati per l’uso a cui è destinato e quindi una omologazione ai parametri generali cui tutti devono attenersi nel realizzare quella determinata cosa, così come per i costruttori delle piramidi, essi dovevano attenersi a parametri specifici nel realizzare tali strutture; ne consegue una concezione ed una utilità comune delle suddette strutture e quindi se non una cultura, in senso stretto, una comune conoscenza delle “leggi” che ne regolavano l’edificazione, altrimenti, potremmo ammirare piramidi con tre, cinque, sei o più facce; dunque se tutte le piramidi sono state costruite con questo “format” è perché è il format è funzionale a qualcosa di preciso ed uguale in tutto il mondo, non solo per i fini con cui queste sono state realizzate, ma anche per le modalità di costruzione e disposizione.

Dalle ricerche portate avanti da molti “eretici” della scienza ufficiale, emerge in modo prorompente che la struttura piramide abbia qualità energetiche particolari, dalla facoltà più prosaica del raffilare le lamette da barba, a quella di rivitalizzare le energie biologiche a fini di guarigione se non come generatore di corrente elettrostatica; un piccolo inciso ma non secondario, che il racconto egizio su Osiride abbia dei fondamenti più che reali, almeno per quanto riguarda le capacità curative?
Questi strani fenomeni collegati alla forma piramidale sono stati verificati e se pur non accettati dall’ortodossia scientifica, sussistono nella loro inspiegabilità; come sempre la scienza in grigioverde se non si è già arrogata tali conoscenze, comunque ne nega la sussistenza, vuoi per preservarne il monopolio, vuoi per nascondere l’ignoranza, fatto questo piccolo accenno polemico, se una piramide in cartone, in legno o in plastica, di dimensioni ridotte, produce una serie di effetti che per quanto inspiegabili e evanescenti possano essere di fatto si verificano; quale portata e quali effetti sono conseguenti dalle piramidi monumentali che costellano la superficie e non solo, del nostro pianeta?
Si può desumere la portata di questi effetti, riportando alla memoria un particolare esperimento effettuato sulla vetta della piramide di Keope parecchi anni addietro, uno sperimentatore munito di una lampada di Leida, restò quasi fulminato dalla scarica che si sprigionò dalla stessa dopo che questa si caricò di corrente statica; un’ipotesi potrebbe essere che il malcapitato sia stato colpito da un fulmine e non dall’elettricità accumulatasi nella lampada, fatto sta che dopo l’incidente, le autorità vietarono l’accesso alla vetta della piramide, vuoi per preservare la piramide dall’usura di masse di turisti provetti scalatori, vuoi per questioni di “sicurezza”.

By Alessio – phoo34

I fenomeni inspiegabili legati alla piramide sia essa di cartone o di materiale roccioso, ce ne sono e sono legati sia all’esterno che all’interno della “forma”, la cosa incomprensibile è che di fatto queste strutture sono costituite da materiali isolanti e dimostrano di avere influenza sui fenomeni legati all’elettricità ed al magnetismo; è possibile ipotizzare una “tecnologia” inversa la nostra in cui i fondamenti risiedano sulle qualità resistive e isolanti dei materiali e non sulla conducibilità, in cui determinate e precise conformazioni geometriche sono la chiave per l’utilizzo e lo sfruttamento di fonti energetiche ottenute dalle stesse forme o convertite analogamente a come una lente d’ingrandimento concentra i raggi del sole?

Facendo una ipotesi dalle tinte fosche ed oscure, immaginiamo che chi abbia “ideato” e costruito questi monumenti, ne abbia, usato in modo millanta torio le proprietà allo scopo di proporsi come essere superiore, se non come dio, nei confronti delle genti “incolte”, ciò potrebbe spiegare il perché tali strutture abbiano avuto una diffusione globale e il concorso delle masse alla costruzione degli stessi monumenti; strutture capaci di “imbrigliare” il fulmine, che possono guarire da malattie e ferite, accrescere o amplificare la percezione del se e degli altri come detto agli occhi delle genti “incolte” doveva apparire qualcosa di divino e questa potrebbe essere una ulteriore chiave di lettura del perché le piramidi abbiano avuto una diffusione planetaria.

Ulteriori indizi sulle energie coinvolte nella struttura piramidale o comunque ad essa connesse, e che non sono la conseguenza di suggestioni indotte o auto indotte le si riscontrano in quello che viene denominato il sarcofago della camera del Re all’interno della piramide di Keope; la particolarità di questo indubbio manufatto, oltre alle specifiche modalità di realizzazione che risultano, nonostante il nostro “l’alto” livello tecnologico, ineguagliabili, colpiscono le sue proporzioni, il volume interno è il doppio dell’esterno, ossia il volume del granito è un terzo di quello del volume mancante della “vasca”.
Queste proporzioni sono molto geometricamente evocative perché lasciano “intravvedere” una assonanza o comunque una relazione con l’unità e le sue frazioni o proporzioni; sono quasi certo che se il sarcofago fosse nelle condizioni originarie, molto probabilmente la somma dei due “volumi” equivarrebbe 3,14…, ossia il π in cui la piramide o meglio le piramidi eccellono nella sua raffigurazione simbolica.

Sorvolando su queste, non del tutto, speculazioni numerologico-geometriche, il sarcofago ha delle strane ed inusuali fenomenologie; stando a quanto semi-ufficialmente riportato dalla storia, lo stesso Napoleone Bonaparte avrebbe voluto dormire nella camera del Re e giacere nel sarcofago, il racconto storico, più che altro una cronaca piuttosto elusiva su ciò che accadde, comunque, sembrerebbe che l’Imperatore abbia avuto delle esperienze simili a quelle sperimentate dal Professor Mario Pincherle, quando gli fu concesso di dormire nel sarcofago della piramide; dai racconti verbali e scritti dal Professore, gli effetti e le sensazioni da lui provate dicono di una accentuazione dei sensi, tanto da ascoltare il battito del proprio cuore, scricchiolii, e la percezione di talune presenze, dilatazione o alterazione della percezione temporale dato che pochi minuti, gli sono sembrate ore ed uscito dal sarcofago, un grande senso di disorientamento per non riuscire a comprendere come fosse possibile che quelle ore fossero state soltanto dei minuti.

E’ forse la prova che determinate forme possano generare delle energie capaci di alterare gli equilibri biologici ed energetici di un essere vivente?
Stando a quanto emerge dall’esperimento ripetuto dai figli stessi del Professo Pincherle in prima persona e sotto controllo di strumentazioni mediche, sembrerebbe di si, alcune parti del cervello verrebbero stimolate amplificando la generazione di frequenze che normalmente si generano solo in stato di sonno r.e.m.
Detto questo mi sorge spontaneo chiedersi che uso effettivo ne facessero i costruttori delle piramidi, perlomeno della piramide di Keope, di uno strumento del genere, considerando la descrizione dello stato d’animo che il professor Pincherle fa della sua esperienza, si potrebbe pensare che sia entrato in una sorta di “lavatrice” mentale.

Penso però che questo sia conseguente ad un “uso improprio” di quelle energie, troverei estremamente preoccupante immaginare che quella che è ritenuta tra le più avanzate civiltà del mondo, per lo meno, di quell’epoca, fondasse le sue radici e la sua grandezza sul condizionamento e il lavaggio del cervello delle persone o dei più “riottosi”; questo mi porta a fare una considerazione o più precisamente una associazione di idee con il famigerato Montauk project.
Da quello che se ne sa, il progetto era teso e mirato a specifiche ricerche ed esperimenti per il controllo della mente e sulla manipolazione della coscienza, fatta questa “anomala” associazione, sorge spontaneo domandarsi se le fondamenta di quel progetto abbiano avuto origine o ispirazione dalle fenomenologie associate al sarcofago egizio; è possibile che gli scienziati di quel progetto abbiano per cosi dire “replicato”, ovviamente per scopi e fini prettamente militari, quanto meno gli “effetti collaterali” di quello che potrebbe essere stato uno strumento “sanitario”, analogamente a come i raggi X si potrebbero utilizzare come arma?

Tornando al tema, che la forma sia un viatico dell’energia e che questa sia in funzione alle proporzioni della forma e del materiale, potrebbe sembrare un concetto nuovo, ma lo si può riscontrare in moltissime delle umane applicazioni, dalla più banale delle lenti che permette di focalizzare i raggi luminosi, agli isolanti per i cavi dell’alta tensione, alla forma dei piatti che trattengono più o meno calore a seconda se quest’ultimo è tondo o quadrato ecc. ecc., la differenza rispetto alla piramide, è che opera con qualche forma energetica sconosciuta o magari con quelle conosciute e ne sfrutta caratteristiche e potenzialità ancora a noi ignote.

Facciamo un salto nel fantastico ipotizzando che la piramide associata al sarcofago potesse manipolare e/o trasmutare la materia al pari della mitica pietra filosofale degli alchimisti, decisamente troppo fantasioso, oppure no?

Di oggetti mitici di questo genere ce ne sono riferimenti in leggende di tutto il mondo, come la cornucopia dispensatrice d’abbondanza di ogni sorta, le ciotole “miracolose” di leggende orientali in cui si materializzerebbe dal nulla cibo o denaro a sufficienza per le stringenti necessità; a questo punto mi chiedo se per caso Gesù, che tra l’altro, si vocifera che prima della sua vita pubblica effettuò o visse per un lungo periodo in oriente, disponesse di un tale oggetto, alcuni dei suoi miracoli farebbero pensare di si, la trasmutazione dell’acqua in vino alle nozze di Cana in cui era ospite, il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, in cui Gesù con cinque pani e due pesci sfamò quattro o cinque mila persone che lo avevano seguito per ascoltarlo.

Penso che se questi mitici oggetti e stoviglie, siano esistiti o esistano, sicuramente rispecchierebbero le proporzioni del sarcofago di granito o comunque ne sarebbero delle varianti; dopo tutto la materia non si diversifica per struttura e conformazione degli stessi elementi comuni a tutta la materia?
Che le piramidi, le pietre filosofali, le cornucopie, le ciotole, siano dei “replicatori” ante literam di quelli immaginati nella saga di Star Treak?

Concludo facendo una ultima considerazione sull’immagine della piramide di Kukulkan, forse lo scatto potrebbe non essere del tutto casuale, nel senso che magari una “mano invisibile” ha cospirato con le casualità e coincidenze a finché lo scatto risultasse esattamente come lo si vede, al fine di comunicare un messaggio “iconico” o ermetico di una realtà non diversa, ma sicuramente più ampia di quella a cui siamo abituati ad osservare o magari “istigarci” ad avere una visione più ampia di ciò che ci mostra alla vista.


Fine stesura 12 luglio 2012

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