Esperimenti con la piramide

Quando stavo preparando l’intervento “Forma ed energia due facce della stessa medaglia” avevo ripreso in mano quaderni e i taccuini su cui avevo annotato le osservazioni e i risultati dei diversi esperimenti; rileggendo quanto avevo annotato, pensai che questo materiale potesse tornare utile a coloro che si volessero cimentare nel fare test ed esperimenti con la piramidale verificando in prima persona utilizzandolo come una piccola guida e di escogitare nuove esperienze.

Dunque, la cosa importante da tenere a mente è che il materiale con cui realizzerete la piramide, deve essere un dielettrico, in parole meno tecniche, un isolante omogeneo, per esempio se si utilizza del legno, non deve essere il compensato in quanto è formato da strati differenti, meglio un foglio di balsa dello spessore di tre o quattro millimetri, se si utilizza del cartone, utilizzare quello “compresso”, per intenderci è quello che si usa per le copertine di volumi rilegati di cui costituisce per l’appunto l’anima della copertina, se si intende utilizzare dei materiali plastici, optare per materiali quali il Plexiglas, il Poliammide, il PVC o eventualmente se si riesce a trovarli, fogli di Bachelite, il polistirolo non va bene; nell’eventualità che si decida di realizzare la piramide con materiali di origine minerale, si utilizzi del vetro, della porcellana o lastre di marmo bianco, quello che si utilizza per le sculture che è privo di qualsiasi tipo di “venatura”, oppure fogli di mica.
In alternativa si possono realizzare in terra cotta, in questo caso però il problema è “cuocere” la piramide o i triangoli; evitare le mattonelle perché di fatto sono un materiale composito, in sintesi la piramide può essere realizzata con qualunque materiale, purché non sia un conduttore ne un semi conduttore.

Per quanto riguarda la costruzione della piramide vi sono diversi modi per realizzarla il più semplice ed immediato è quello di utilizzare un compasso e tracciare un cerchio di x centimetri di raggio, si tracci un arco con lo stesso raggio partendo da un punto qualsiasi della circonferenza, a seguire lo stesso procedimento, però ponendo il centro dell’arco da un punto di intersezione del primo arco con la circonferenza e cosi via per sei volte; il ripetere per sei volte questa operazione può sembrare inutile in quanto ne basterebbero 5, ma questo servirà da verifica perché se qualcosa è andato storto lo si vede subito in quanto una o più intersezioni non combaciano, quindi da capo.

A questo punto non resta che tracciare con una riga le linee per congiungere i punti di intersezione sulla circonferenza e quelle dal centro della circonferenza ai punti di intersezione, fatto questa operazione, si passa al taglio, ovviamente il procedimento illustrato è relativo ad una piramide realizzata con un cartoncino, per altri materiali, per forza di cose sarà necessario adottare un procedimento specifico per ritagliare le facce della piramide.
Dopo aver ritagliato questo esagono parziale, serve soltanto piegare i triangoli ed unire i lati esterni, et voilà, la piramide è pronta per “prendere servizio”.
Se si utilizza un cartoncino spesso 2 o 3 millimetri sarebbe opportuno tagliare i triangoli uno per uno, possibilmente con un taglio inclinato di 45°, questo permetterà una maggiore precisione nell’assemblaggio delle face, lo stesso vale anche per altri materiali, si ricordi comunque che per assemblare i triangoli occorre utilizzare una colla il più naturale possibile tipo colla di farina o eventualmente il classico “vinavil” che comunque è a base acquosa, per i materiali plastici, ovviamente non si può fare altro che utilizzare colle specifiche, mentre per il verto, ceramiche, mica ecc. ecc. in alternativa ai collanti si potrebbe realizzare una struttura ad oc di sostegno, sempre e comunque di materiale isolante, ma che consenta un contatto diretto e faccia fare corpo unico con le quattro facce.
Un altro modo di realizzare le facce della piramide è quello di costruire i triangoli isosceli con le seguenti specifiche che riporto dal libro “L’energia della piramide” di Max Thoh e Greg Nielsen, “Tracciate un triangolo isoscele i cui lati uguali, S, siano rispetto la base, B, in proporzione di 1,051 a 1,0.”

Se si intende costruire un modello con le proporzioni della piramide di Cheope, la cosa è un pochino più complicata e si deve ricorrere ad un esercizio geometrico, si tenga presente che le misure attuali della grande piramide sono differenti rispetto a quelle originarie, l’altezza era di 147,03 metri contro gli attuali 137, inoltre le misure dei quarto lati della base sono leggermente differenti l’uno dall’altro, lato est 230,392224 metri, lato ovest 230,358696 metri, lato nord 230,255064 metri, lato sud 230,453184 metri.
Un aspetto da tenere in considerazione è che le differenza tra i quattro lati è dovuta al fatto che, anticamente, la piramide/i fosse utilizzata come cava e quindi il materiale impiegato per l’edilizia locale, questo porta ad ipotizzare che il rivestimento di calcare bianco che ricopriva l’intera piramide/i servisse oltre che ad un effetto visivo, anche a scopo di rifinitura, analogamente a come oggigiorno si usa il gesso per “tirare a liscio” le pareti di casa, quindi è assai probabile che le misure effettive delle facce della piramide fossero esattamente identiche.

Fate queste precisazioni, vediamo di ostruire le facce della piramide, ovviamente se si dispone di un programma C.A.D., (disegno tecnico) il lavoro è nettamente facilitato altrimenti non resta che prendere carta, riga e matita, anche l’uso del goniometro non guasta.
Dunque la prima cosa da fare è la media matematica dei lati, che stando alle misure date è di 230,364796 metri, si potrebbe fare la media quadratica, ma considerando che se pure il disegno è fatto in scala 1:1, questo sarà ridotto ad un fattore di 1:1000 quindi le differenze millesimali diventano “nanometriche” perciò irrilevanti al fine costruttivo del modello.
Ora che abbiamo la misura “standard” dei lati della base, tiriamo una retta pari alla metà della lunghezza del lato, poi all’estremità di questo tiriamo una altra retta uguale all’altezza della piramide, d’appresso una ulteriore riga (l’ipotenusa) che congiunge le due precedenti linee, ottenendo di fatto un triangolo rettangolo; quello che ci interessa di questo triangolo è la lunghezza dell’ipotenusa che è di 186.749652 metri che corrisponde all’altezza effettiva del triangolo isoscele che costituirà le dimensione delle quattro facciate.

Si tenga presente che con una scala di 1:1000 si avrà una piramide alta 14,7 centimetri per cui se si desiderano dimensioni maggiori occorrerà proporzionare il fattore di scala alle specifiche necessità, inoltre tenete presente lo spazio utile disponibile per effettuare i vari test.
Vorrei fare un richiamo a quanto detto nell’intervento “Forma ed energia due facce della stessa medaglia”, è probabile che la forma piramidale sia una sorta di amplificatore o cassa di risonanza di una o più forme energetiche e vibrazionali non del tutto conosciute che coinvolgono sicuramente il geomagnetismo, detto questo ne consegue che al variare delle dimensioni di altezza, inclinazione e larghezza della base, varieranno gli effetti, similmente a come una stessa nota varia da una chitarra ad un’altra, seppure identiche, risulteranno comunque diverse o come la luce venga concentrata a seconda dei diversi tipi di lente impiegata; dunque questo denoterebbe che la struttura piramidale dovrebbe essere “tarata” per lo specifico utilizzo che se ne intende fare, taratura che potrebbe basarsi su parametri biofisici e biometrici oppure resistivi o conduttivi specifici del soggetto o dell’oggetto a cui sottoporre al test.

Dopo questo “mini corso” su come realizzare una piramide, vediamo di entrare nello specifico degli esperimenti, condotti a suo tempo.
Devo premettere che i test sono stati effettuati quasi tutti con piramidi realizzate in cartone compresso e solo alcuni con una piramide realizzata in legno di balsa, questo perché solo nella fase finale ne ho realizzata una che purtroppo si è rivelata particolarmente delicata per gli esperimenti che ho condotto con essa, più avanti entrerò nel dettaglio.
Va anche precisato che alle diverse piramidi ho associato una base suddivisa in quadranti ed un piedistallo con una altezza più o meno pari ad 1/3 l’altezza per simulare la posizione della camera del Re, ma anche per verificare le differenze degli eventuali effetti rispetto le diverse posizioni all’interno della piramide.
Come ultimo suggerimento, ricordate di orientare sempre la piramide con le facce verso i punti cardinali, se non si dispone di una bussola, sarà sufficiente utilizzare una semplice calamita ed un filo; legate la calamita al filo e lasciatela penzolare e si orienterà in direzione nord sud, questo dovrebbe darvi un buon orientamento se pure approssimativo e relativo ai poli magnetici e non ai poli geografici.
Tutti gli esperimenti che ho condotto sono stati effettuati orientando le piramidi con il nord magnetico, questo perché se nella piramide sono coinvolte energie geomagnetiche queste inevitabilmente sono conseguenti il campo magnetico terrestre e quindi performance migliori, comunque questo è una personale convinzione.

La caramella di miele.

Il primo esperimento ha dei risvolti dolci; stando a quello che si dice delle capacità della piramide è che una di queste è quella di facilitare il processo di mummificazione, dunque, per verificare ciò, ho ripetuto un esperimento suggerito nel libro precedentemente menzionato, anche per avere un riscontro tangibile di quanto in esso asserito, dunque, presi due piattini da caffè e ci versai del miele in egual misura di due cucchiaini e li posi sotto due piramidi uguali, la prima orientata con le facce verso i punti cardinali mentre l’altra orientata con gli spigoli.

Nella prima piramide il piattino con il miele era posto sopra al piedistallo alto 1/3 dell’altezza della piramide, mentre il secondo era posto direttamente alla base; passati venti giorni, rimossi le due piramidi e constatai che il miele della prima piramide si era per cosi dire addensato tanto da poter essere preso tra le dita e se pure non completamente solidificato era possibile maneggiarlo mentre quello del secondo piattino era rimasto tale e quale al primo giorno.
Rimesso tutto a posto e lasciai trascorrere una altra decina di giorni dopo di che feci un altro controllo, il miele della prima piramide si era ulteriormente addensato, mentre l’altro non mostrava nessuna modificazione, perlomeno visiva e tattile a quel punto presi i due piattini e li posi sotto un contenitore di plastica per un paio di giorni, con grande stupore il miele che si era semi solidificato, era tornato della consistenza originaria, mentre l’altro campione imperturbato restava “inerte”; la pecca di questo esperimento è che non ho avuto l’arguzia di pesare i due campioni per verificare l’eventuale diminuzione, questo anche perché non disponevo di un bilancino di precisione, comunque, ritengo che tali variazioni siano state minime.

La cosa che mi ha sorpreso più che la solidificazione del miele è stato il fatto che si è ri liquefatto, questo fatto mi risultava insolito perché a rigor di logica, se la parte, acquosa del miele fosse evaporata, come poteva essersi reidratato e tornare allo stato fluido originario?
E’ pur sempre vero che il contenitore di plastica non era chiuso ermeticamente, per cui è possibile che il miele condensato abbia assorbito umidità dall’aria, ma non mi risulta che il miele abbia proprietà analoghe a quelle del sale di assorbire l’umidità dall’ambiente circostante, e poi se la condensazione del miele fosse conseguente l’evaporazione dell’acqua in esso contenuto, perché anche l’altro campione, anche se in misura diversa, non si è addensato?

Possiamo ipotizzare che il primo campione abbia subito gli effetti di una “polarizzazione” della struttura, rendendola per cosi dire “coerente”, ossia riordinando le molecole ed ottimizzando il vuoto tra di esse riducendolo e di conseguenza rendendo più compatto il fluido, dopo di che tolto dall’influenza delle energie della piramide, il fluido è tornato ad espandersi e a riprendere il suo stato “entropico” originario.
Sarebbe estremamente interessante poter verificare questo fenomeno, forse si aprirebbe la porta ad una nuova scienza dei fluidi o perlomeno la scoperta di nuovi principi e leggi fisiche che permetterebbero di rendere “coerente” non solo i fasci di luce, ma anche la materia.

Questo esperimento è l’unico che non sia riuscito a replicare, nonostante abbia ripetuto esattamente la stessa “procedura” nei successivi test.

Il condensatore

Prima di esporre questo esperimento, è necessaria fare una breve descrizione di cosa sia un condensatore, perlomeno per chi è a digiuno di elettronica; il condensatore è un componente elettronico che accumula una certa capacità elettrica e la “conserva” fino al momento della scarica, in sostanza non è altro che una doppia bobina di metallo, in genere alluminio, in cui tra i due avvolgimenti è interposto un dielettrico sottile costituito da carta o stoffa e a volte è aggiunto un particolare olio per aumentare il fattore isolante tra i due elementi.
Quando la corrente attraversa il condensatore, le cariche elettriche si “polarizzano” accumulandosi sui due avvolgimenti fino a raggiungere la saturazione, per cui il flusso elettrico si interrompe, un po come avviene per lo sciacquone del bagno.

Fatta questa sintetica premessa, veniamo all’esperimento, presi un piccolo condensatore, se non ho scritto male gli appunti, hai me, ho una bruttissima calligrafia, della capacità di 6 o 16 volt e 220µF, (leggasi picoFarad) alle estremità dei due poli saldai due piccole griglie di 2 cm2 posizionandole a 45° circa rispetto il corpo del condensatore.
Dopo aver verificato che il condensatore fosse scarico mettendolo in “corto” lo posizionai al di sotto la piramide, sul piedistallo, dopo ventiquattro ore, senza toccare il condensatore, spostai la piramide e con il tester misurai se si fosse caricato; grande la sorpresa nel vedere il picco della lancetta, il condensatore si era caricato e sinceramente ne ero anche sorpreso, anche se speravo che le griglie potessero “catturare” cariche elettriche similmente ad un acchiappa fulmini.

Dal successo di quella prima esperienza provai nuovamente l’esperimento, ma non ci fu più verso che il condensatore si caricasse; provai con un altro condensatore uguale al primo, ma niente da fare, la lancetta del tester restava fissa sullo zero, ovviamente ho verificato la funzionalità dei condensatori caricandoli e scaricandoli più volte e nonostante funzionassero regolarmente nulla da fare.

L’esperimento con il condensatore, nonostante sia io il primo a riconoscerne l’alta improbabilità e l’incomprensibilità di come si possa essere caricato, non fa altro che aumentare il mistero sulle capacità che si associano alla struttura piramidale.

La piramide come strumento olistico

Prima di esporre questi test, è necessario specificare il significato ed il senso con cui li ho inquadrati, che tra l’altro, ho sperimentato su me stesso; dunque per quanto riguarda il concetto di terapia olistica, parto dal presupposto che l’essere umano nel suo complesso fisico, mentale e spirituale, ha in se tutte le capacità di “auto ripararsi”, un po come alcuni robot della fantascienza che hanno nel set della programmazione le istruzioni per aggiustarsi senza l’aiuto di altri.
Ora partendo da questo presupposto, la piramide assumerebbe la funzione di amplificatore di queste capacità utilizzando le energie e le vibrazioni geomagnetiche della terra e allo stesso tempo da accordatore delle vibrazioni energetiche del corpo umano con quelle del pianeta, ristabilendone per cosi dire il sincronismo vibratorio.

Veniamo alle sperimentazioni, che per dovere di cronaca si sono protratte per molto tempo; preciso, a scanso di equivoci, malintesi e fraintendimenti, che quanto esporrò non deve essere preso quali indicazioni medica ne quali metodiche terapeutiche certe, qualificate e/o certificate, ma come l’esposizione di esperienze personali, che per natura e risvolti si possono ricondurre al cosi detto effetto placebo, che comunque, se pure dai risvolti psicologici, suggestivi o auto suggestivi, ha rappresentato una personale miglioria del livello qualitativo della vita.

Ancora un’ultima precisazione, contrariamente a quanto detto in precedenza sul tipo di materiale da utilizzare per la costruzione della piramide, quella che ho utilizzato è stata realizzata con del compensato; la sua costruzione era stata fatta per “riciclare” un pezzo di compensato che altrimenti sarebbe finito in discarica e comunque i fini erano semplicemente decorativi, però come si dice provare non costa nulla ed alla fine questa insolita piramide ha rivelato “sorprese” interessanti e inattese.
Per completezza la piramide è costituita da quattro triangoli isosceli la cui la base è di 15 cm. e l’altezza di 10,5 cm, le facce sono state incollare con della colla di farina, una particolarità, le venature del compensato sono perpendicolari la base e i lati dell’incollaggio son stati smussati a 45° per rendere gli spigoli precisi e netti.

Come capita a molte persone, anche a me capitavano episodi di forti cefalee e nonostante l’assunzione di medicinali specifici, questi si rivelavano come acqua fresca, anzi il “rimedio della nonna” per certi versi si dimostrava più efficace, (impacchi di acqua fredda e aceto), dopo alcuni episodi particolarmente acuti, decisi che era il caso di fare una visita neurologica e sorpresa sorpresa, da quanto riferito al medico, emergeva che fossi proprio un fortunello, soffrivo di cefalea a grappolo, di quella comune e un altro tipo che non ricordo, in somma avevo un bel full, peccato che non si stava giocando a poker, se no un bel rilancio ci stava.
Ovviamente la più classica delle domande è “come si può guarire?”, in sintesi e per prenderla un po sul ridere… la risposta fu “ce le hai e te le tieni” l’unico consiglio che per altro che segui e che tutt’ora seguo fu di evitare che la crisi raggiungessero il culmine e alle prime avvisaglie di una eventuale crisi stroncarle con gli analgesici.
Se pure la soluzione era quella di contenere i picchi delle crisi dolorose, questo non risolveva l’insorgere delle crisi stesse, comunque dato che già facendo esperimenti con le piramidi, decisi di provare a vedere se per caso la piramide potesse avere un qualche effetto e cosi casualmente, visto che gli altri modelli erano “impegnati” mi misi in testa la piramide di compensato.

Devo dire che quando ho messo la piramide sulla teta, mi sono sentito un “deficiente”, ma dato che ero in camera, nessuno se ne sarebbe accorto; comunque dopo i primi momenti di disagio, mi misi tranquillo e cercai di rilassarmi, sicuramente la suggestione deve aver giocato un ruolo principe, perché quella che si preannunciava una bella crisi, poi si risolse in un normale mal di testa decisamente più sopportabile, dimenticavo che, un po preso dalla preoccupazione del mal di testa e distratto dall’idea di provare la piramide, mi ero letteralmente dimenticato di prendere l’analgesico, quindi sembrerebbe che perlomeno sotto il profilo psicologico la piramide abbia funzionato.
Comunque ogni qual volta si presentavano i sintomi delle crisi dolorose, mi piazzavo la piramide in testa e via via la frequenza degli eventi si dilatava nel tempo, diminuendo anche di intensità, fino ad assumere una connotazione sporadica e negli ultimi anni praticamente assente.

Non è compito mio dare una spiegazione, ancor meno medica, però di fatto, se pure questo risultato è la conseguenza di suggestione sulle ipotetiche proprietà curative della piramide, le crisi cefaliche sono letteralmente sparite.

Un altro problemino che si è presentato qualche anno dopo è stato l’insorgere di un’ernia jatale, inizialmente scambiata per gastrite per cui sotto con antiacido e medicine varie, ma poi quando si presentò una forte crisi, fui persino ricoverato per sospetto infarto.
Ovviamente dagli esami, si scoprì che si trattava per l’appunto di un’ernia, stando a quanto mi fu detto del primario, per risolvere il problema si sarebbe dovuti ricorrere alla chirurgia, ma che comunque avrebbe potuto causare un problema piuttosto serio di ulcera; passare dalla padella alla brace non mi sembrava affatto una soluzione e a parte seguire una adeguata alimentazione per mitigare i problemi di riflusso gastrico ed eventualmente se necessario da gastro protettivi.

Anche in questo caso la soluzione a metà non mi soddisfaceva anche perché la prospettiva, oltre di restare a dieta perenne, prevedeva comunque la necessità di assumere dei farmaci che a lungo andare potevano creare a loro volta problemi; allora provai a veder se per caso i poteri della piramide si sarebbero rivelati; in pratica, per un anno intero prima di addormentarmi mi piazzavo la suddetta piramide sopra la bocca dello stomaco e restavo li tranquillo per una ventina di minuti, in quella ventina di minuti, fin dalla prima “applicazione” percepivo una sorta di flusso che fluiva dal vertice della piramide verso lo stomaco, certamente la sensazione percepita poteva essere conseguente l’auto suggestione, però il sentirla mi faceva stare bene e poi devo dire che già dopo alcuni mesi, riuscivo a mangiare qualche volta, una mezza arancia senza che mi si bucasse lo stomaco, come ho detto, potrebbe essere tutta una questione di suggestione, però ad oggi posso magiare tranquillamente qualsiasi agrume o bere una spremuta senza avere il benché minimo problema e da quanto ne so le ernie jatali non regrediscono.

Come ho detto è possibile che la forma piramidale faccia da amplificatore di una qualche forma energetica che permette di riequilibrare le energie del corpo che manifestano lo squilibrio con le patologie, anche se di tipo psicosomatico e ciò che consideriamo effetto placebo sia in sintesi il meccanismo di innesco del processo di ri armonizzazione degli equilibri energetici, biologici e fisiologici.

Esperimento con il sale marino

Un altro esperimento che ho condotto con la piramide è stato quello con il sale, per verificare se il fenomeno della polarizzazione che si era verificata con il miele potesse ripetersi con dell’acqua salata, dunque, ho proceduto sciogliendo del sale in un bicchiere di acqua fino a raggiungere il livello di saturazione, ossia fino a che che il sale non si sciogliesse più, ho lasciato depositare l’eccesso di sale sul fondo, presi due misurini da sciroppo versai la soluzione salina fino alla tacca dei 20cc e li posizionai sotto le due piramidi analogamente al test del miele.
Lasciai passare un paio di giorni prima di fare il primo controllo e il sale cominciava a “fiorire” sui bordi di entrambi i misurini, riposizionai le piramidi e aspettai altri tre giorni per il successivo controllo e la fioritura del sale sui due misurini mostrava una diversa espansione, per il misurino posto sopra il piedistallo raggiungeva di poco il bordo del misurino, mentre nel secondo, si estendeva ben oltre la metà del lato esterno e qualche traccia era persino caduta sulla base.Da questo test pare che il fenomeno di “compressione” anche se in forma diversa si è ripresentato, osservando con un microscopio non certo professionale ho osservato le differenze tra le due “concrezioni” e se pure l’ingrandimento non era particolarmente potente si poteva notare una disposizione dei cristalli di sale più ordinata e compatta rispetto il sale del secondo misurino.

Questo esperimento l’ho ripetuto con la piramide di balsa e la soluzione salina è stata concentrata ulteriormente scaldando l’acqua e forzando il sale a sciogliersi con un frullino ad immersione.
Dopo che la soluzione si era raffreddata a temperatura ambiente riempii il misurino con 60cc di soluzione le lasciai il tutto a “riposare” per un paio di giorni, purtroppo forse per il maggior quantitativo di acqua, la balsa deve aver aver fatto da “spugna” assorbendo l’umidità deformandosi e su un lato spaccando letteralmente parte dell’incollatura e ciò pose termine al test.

Comunque anche con questi esperimenti si confermerebbe una certa influenza dell’energia della piramide sulla materia, sempre che non si intenda attribuire facoltà “intellettive” alla soluzione salina o al miele.

La germinazione dei semi

I due seguenti esperimenti miravano a verificare se ed in quale misura le funzioni “vitali” potessero essere influenzate dalle energie della piramide, per questo esperimento ho preso del mangime per canarini e lo ho usato in culture idroponiche, in sintesi, ho tagliato il fondo di due barattoli di yogurt e ci ho messo del cotone idrofilo, dopo di che ho “seminato” i due contenitori e irrigato con la stessa quantità di acqua e posizionato sotto le piramidi, ovviamente una orientata con le facce verso i punti cardinali mentre l’altra con gli spigoli.

Dopo un paio di giorni, la prima verifica, i semi della prima piramide mostravano uno sviluppo leggermente più veloce rispetto quelli della seconda piramide e una maggiore germinazione dei semi; come quantità di semenza ne avevo messo un cucchiaino raso ciascun contenitore e a parte le piccole differenze di miscela, la germinazione era omogenea.
Dopo altri due giorni, la seconda verifica e le differenze tre le due culture si fece più marcata nel senso che i germogli della prima piramide erano più robusti rispetto la seconda anche se lo sviluppo in altezza pressoché identico, va precisato che ho integrato l’acqua delle due vaschette nella stessa misura, quindi la differenza non poteva essere relativa alla minore quantità di acqua.

Un secondo esperimento è stato quello di tenere il mangime dei canarini sotto le due piramidi per un mese lunare, l’unica accortezza per l’appunto è stata quella di aspettare la luna nuova ed alla successiva disporre i semi sempre in una cultura idroponica, questa volta a “cielo aperto” in più ho aggiunto una ulteriore vaschetta con dei semi non “trattati” con le piramidi, per avere un riferimento per le altre due.

Devo precisare che avendo lasciato i contenitori all’aperto, l’evaporazione dell’acqua era maggiore, quindi la necessità di mantenere l’umidità del cotone agli stessi livelli, comunque dopo un paio di giorni, è cominciata la germinazione, anche se inizialmente questa era uguale per tutti e tre i campioni, nei giorni a seguire, i semi della prima piramide mostravano una maggiore “robustezza” rispetto gli altri due inoltre la fotosintesi sembrava più marcata, nel senso che la colorazione verde partiva più o meno dalla metà dei piccoli fusti, mentre per le altre piantine apparivano decisamente più pallide e la colorazione cominciava appena al di sotto delle gemmazioni fogliari.

 

Aggiornamento del 30 luglio 2014Oggi pomeriggio, lavorando con una smerigliatrice, mi è scappata di mano e mi sono “affettato” il dito indice della mano sinistra, il taglio o meglio la smerigliata che il disco mi ha causato ha una certa profondità, tanto che per fermare il snague ho dovuto faticare un po, comunque dopo essermi fasciato il dito il dolore ha cominciato a farsi sentire come se si trattasse di una bruciatura, di fatto il taglio non è esattamente un taglio ma piuttosto un’abrasione comunque, il pulsare era piuttosto forte e le fitte cominciavano a farsi sentire, essendo una persona dalla “scorza dura” mi sono messo tranquillo e disteso sul letto per qualche minuto, poi cosi tanto per prendere al balzo un’opportunità o meglio per fare buon viso a cattivo gioco, ho preso anche la piramidina di legno ed ho voluto sfruttare l’occasione per sperimentare le funzionaòlità della piramide.
Ebbene, ho appoggiato il tito sul vertice della piramide e dopo qualche minuto, vuoi il dolore pulsante, vuoi per il tempo uggioso, mi sono appisolato per qualche minuto, al risvegli il pulsare ed il dolore era notevolente diminuito.

Comunque questa sera, dopo sette ore dall’incidente, cambiando la fasciatura al dito ho scoperto che la ferita era praticamente quasi rimarginata ed oltretutto senza la formazione di piaghette e crosticine dovuta alle piastrine.

La ferita al dito risulta, almeno in superficie semicicatrizzata

La ferita al dito risulta, almeno in superficie semicicatrizzata

Che sia merito dell’energia misteriosa della piramide?
Oppure quanto ipotizzato nell’intervento “Quale è la posizione del tempo nello spazio?” ha una sua anche se parziale dimostrazione?
Non saprei che dire, di fatto anche se il taglio è ancora visibile e il dolore presente, almeno in superfice c’è una rimarginazione decisamente “accelerata” rispetto quello che potrebbe essere il decorso naturale.
Altra ipotedsi è che la forza della mente o dell’autosuggestine può aver fatto da accelerante al processo di rigenerazione?
Chi lo sa; comunque un suggerimento, quando utilizzate un qualunque strumento o attrezzo da lavoro abbiate un po più di attenzione di quella che ho avuto io, vi risparmierete perlomeno il dolore.

Posso garantire che se pure ho effettuato gli esperimenti in un ambiente casalingo, per cui soggetto a variazioni ambientali che con le condizioni di laboratorio non hanno nulla a che fare, ritengo che queste non abbiano influenzato in modo significativo i risultati degli esperimenti, comunque ancora una volta, sembra che le sottili forze della piramide abbiano abbiano detto “presente”.

Per quanto riguarda la natura di queste energie è possibile fare solo ipotesi, oltremodo conseguenti speculazioni che se pure si basano su presupposti e fenomeni fisici, elettromagnetici o geomagnetici o che siano conseguenti l’interazione della struttura, della forma di determinati oggetti su altri oggetti o sostanze, restano ben lontani dall’essere compresi, quello che è evidente che gli effetti di queste forze in un modo o nell’altro sono tangibili e potrebbero aprire orizzonti inaspettati.

Probabilmente un giorno scopriremo perché popoli e civiltà persi nel tempo e nella memoria abbiano costruito le piramidi in ogni angolo del mondo, forse riscopriremo quelle forze, quelle energie che possono ridare armonia ed equilibrio ad ogni cosa e re impareremo ad usarle, si spera per il bene di tutto e tutti e non per pochi eletti.
Per arrivare a quel traguardo, occorre provare, ricercare e comprendere, per cui a tutti coloro che volessero cimentarsi con esperimenti e test, spero che quanto detto possa essere di spunto e tornare utile.


Fine stesura 8 agosto 2012

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16 risposte a Esperimenti con la piramide

  1. Annalisa Rishika ha detto:

    Ciao io ho comprato una piccola piramide che vendono on line di legno e con la punta di rame volevo usarla per magnetizzare una cartina di una casa che voglio vendere e renderla più positiva che consigli mi puoi dare?

    • phoo34 ha detto:

      Ciao Annalisa, non ho consigli da darti in questo senso, seppure sono di mentalità aperta, non penso che questo tipo di pratiche pseudo magiche possano avere effetti di alcunché, per altro “per procura” come usano fare alcuni santoni con la foto di qualcuno.
      Detto questo, c’è da evidenziare un altro piccolo aspetto, ammesso e non concesso le grandi capacità di taluni di poter curare a distanza, tu ti riferisci ad una abitazione o comunque un edificio e indirettamente attribuisci a questo una sorta di entità.
      Restando in ambito metafisico, ciò che può influenzare positivamente o negativamente sono e restano le persone, ipotizzando anche che la struttura possa avere trascorsi anche “pesanti” pensi che un prodotto commerciale possa avere effetti reali sulla struttura o piuttosto sull’atteggiamento psicologico delle persone?
      In tal caso anche se particolarmente scettico, ricorrerei a “pratiche tradizionali” come benedizioni e quant’altro in quanto hanno sicuramente un impatto maggiore.
      Non per smontare le tua aspettative, però devo dirti per come vedo le cose, non sarà certo il fatto di mettere la piantina della casa sotto la piramide che agevolerà la vendita della casa, ma piuttosto di come la si valorizza e la si propone ai potenziali acquirenti, ma sopratutto dal prezzo richiesto.
      In America usa, che il padrone di casa che intende vendere l’abitazione, prepara dei biscotti; questo non per ingraziarsi il cliente o per carineria, ma piuttosto per influenzarlo psicologicamente ed inconsciamente con il profumo dei biscotti che da una maggiore atmosfera da “home”.

      • Annalisa Rishika ha detto:

        Grazie della risposta immagino che la piramide non basti anche se io credo molto nelle armonia che genera vibrazioni per questo l ho comprata come fen shui credo di più bei grandi maestri come lahiri Mahasaya di cui si legge nella Autobiografia di uno yogi di Paramahansa Yogananda credo anche che ci deve essere un punto sulla terra per le forze positive Yogananda faceva costruire anche templi per anime che vogliono avere la devozione Ci troviamo appunto nelle elezioni dell America e ho letto di Swami Kriyananda uno scritto sulla soluzione di crisi economica molto valido devo dire che io una volta ho usato il disegno von la mano sinistra e disegnato una casa che poi ho trovato Rudolf Steiner insegnava a disegnare per collegarsi l intuizione io mi interessò di spiritualita e amo Paramahansa Yogananda e credo più in Dio ma siccome avevo trovato casa proprio con il disegno con la mano sinistra pensavo alla piramide c e anche EFT manuale per i ricordi emotivi e forse la mia casa ne ha per me tutto aiuta

      • phoo34 ha detto:

        Comprendo più di quanto sembra di quanto hai detto, purtroppo o per fortuna, viviamo in una realtà prettamente fisica e si deve giocare con le regole di essa, comunque parto dal presupposto, (per taluni discutibile) fai ciò che ti fa stare bene, ed aggiungo, senza danneggiare gli altri per buona pace dei taluni.

  2. paolo ha detto:

    Un dubbio: l’orientamento N-S non deve essere fatto tenendo la stella polare come indicazione anzichè il N-S geomagnetico tramite bussola (che varia notevolmente)?

    • phoo34 ha detto:

      Ciao Paolo, l’orientamento delle piramidi è sempre in ambito geografico del pianeta, il fenomeno dell’inversione magnetica terrestre o con il fenomeno della precessione rendono questi “poli” variabili, in pratica si deve o si dovrebbe tenere in considerazione solo i poli indicati dall’asse di rotazione.

      • quindi in sostanza come faccio? con la stella polare? ma n è precisa con l’asse di rotazione terrestre anche per la precessione

      • phoo34 ha detto:

        Il mio “ragionamento” era riferito su una scala temporale assai grande comunque puoi usare l’orientamento con la stella polare per gli esperimenti, l’orientamento del modellino anche se non preciso dovrebbero dare dei risultati, tieni presente che essendo in scala e le misure di riferimento planetarie rispetto il modello, la differenza è infinitesimale, in parole semplici, un arco di un grado alla distanza dal centro ha una lunghezza a 10 metri ne ha un’altra a 1.000.000 un’altra ancora.

  3. gilda ha detto:

    una piccola testimonianza su un’esperimento con la piramide fatto da me in questa settimana .da più di due anni ho dei problemi con delle entità negative e non ho trovato nessuno che mi chiudesse il settimo chakra per non sentirli più parlare. cosi sto provando con la piramide e sembra che funzioni bene. se l’argomento vi disturba o non vi interessa cancellatelo pure. grazie per l’attenzione.

    • phoo34 ha detto:

      Ciao gilda, ti ringrazio per la testimonianza, mi preme ribadire quanto ho espresso nell’intervento, aldilà delle proprie convinzioni ritengo che nella complessità dell’essere umano abbiamo in noi la capacità di guarirci, la piramide potrebbe essere uno degli strumenti che ci aiutano a far si che questa capacità si attivi o entri in funzione, un po come la piuma di Dumbo.
      Non entro in merito alle tematiche coinvolte nel tuo commento, comunque sono lieto che tu abbia giovamento e ulteriormente ti ringrazio per il contributo.

  4. fabrizio ha detto:

    grazie per il tuo lavoro
    mi sarà molto utile, ho trovato spunti utili per quanto riguarda i materiali e l’orientamento della piramide
    sono contento di aver letto della tua esperienza.

  5. Olivier ha detto:

    RAMTHA ti spiegherà il potere delle piramidi. Nel libro “Da atlantide alla superconsapevolezza, pp 152-159 ci sono alcune indicazioni. In altri testi abborda pure il potere delle piramidi, direzionate chiaramente verso il nord.

    • phoo34 ha detto:

      Ciao Oliver,
      Ti ringrazio per le indicazione, per quanto riguarda il potere o le capacità delle piramidi, non sono totalmente a digiuno di queste informazioni; mi permetto di suggerite la lettura dell’intervento “Forma ed energia due facce della stessa medaglia“.
      Con il dovuto rispetto per le tue opinioni o la tua fede, per quanto riguarda i “channeling” purtroppo o per fortuna le vicende relative al 2012, la griglia globale, la nuova era, ecc. ecc. e tutto quello che è seguito, ha dimostrato, oltremodo anche per sostanziale e/o diretta ammissione degli stessi canalizzati “stavano giocando e si sono stancati” detto in modo molto molto “diplomatico”, quindi l’affidabilità di questi personaggi è decisamente scarsa se non nulla, detto questo, che l’entità canalizzante chiunque essa sia o si faccia chiamare, in funzione della loro grande conoscenza e saggezza, dovrebbero sapere quali possono essere le conseguenze se il messaggero non è affidabile, quindi mi permetto di riformulare l’interrogativo che posi più volte a diversi presunti canalizzai e relative entità e che restano tutt’ora in sospeso:
      Dite di possedere conoscenza e saggezza infinita, che disponete di mezzi e risorse aldilà dell’immaginabile, che volete aiutare gli uomini ad entrare in una nuova e grande era; che tra breve tutto cambierà e via discorrendo, ma come è possibile osservare dalla quotidianità le cose stanno all’estremo opposto di quello che prospettate, quindi, da semplice umano, mi domando, quando i fatti daranno seguito alle parole?
      Ho l’impressione che si tratti della carota del somaro… cammina cammina ma non arriverà mai a prenderla.

      Ho sempre avuto un atteggiamento critico nei confronti di questi definiamoli “fenomeni sociali” e se vorrai ti suggerisco di leggere anche l’intervento “L’economia delle anime“.
      Comunque, forse, un giorno un “canalizzante” risponderà ai quesiti, ma ho il vago sospetto che potrebbero essere estremamente vaghe, fuorvianti e probabilmente fuori contesto.

  6. Alchemikgiova ha detto:

    Complimenti, hai fatto veramente un ottimo lavoro. Finalmente qualcuno che agisce e non legge solo libri 😉
    Mi permetto di darti qualche dritta in più vedrai che se hai ancora voglia di sperimentare ti tornerà utile. I materiali che usi vanno benissimo, una piramide di cartone funziona meglio di costosissime piramidi in ottone e argento che si trovano in commercio.Il fatto di essere un materiale isolante è indispensabile ma il cartone ad esempio non ha contenuto la vita al suo interno, il legno si. Se usi cartone abbi cura di dipingerlo di rosso magari con un colore micaceo (il rosso ha una frequenza con la proprietà di far fluire molto meglio le energie e la mica per la sua struttura mantiene memorie e programmi) Quando fai esperimenti tieni un diario il più meticoloso possibile annotando data, ora, luna, tempo meteo, umore personale, ti sarà utile per capire perché il condensatore si è caricato solo in un dato momento e non dopo o prima ( certe porte si aprono e si chiudono ) Esistono dei siti che tengono monitorata l’attività solare molto interessanti se vuoi lavorare con le piramidi. Un altra cosa(molto importante), prova a mettere dell’acqua sotto la piramide a una profondità pari all’altezza, di modo che il vertice della proiezione speculare della stessa sia immerso. Il Pensiero direzionato con l’ausilio di una piramide viene amplificato notevolmente ecco che anche la materia ne può essere influenzata, noi siamo fatti di materia e soprattutto di acqua (vedi anche Masaru Emoto).
    3 leggi fondamentali della Magia (se consideriamo la Magia come somma di tutte le conoscienze): •Il Pensiero Crea•Come in Alto così in Basso•Il Simile attrae il Simile
    Ecco, dopo informazioni,suggerimenti, salti di logica e intrecci vari spero di aver generato in te qualche nuovo interrogativo e stimolato la tua voglia di ricerca. Buon lavoro e buona fortuna 😉

    • phoo34 ha detto:

      Ciao Alchemikgiova ti ringrazio per le dritte, comunque, per quanto riguarda una certa “ortodossia piramidologica” le piramidi dovrebbero essere realizzate esclusivamente in materiali isolanti omogenei e non in metallo per quanto nobile possa essere, questo perché si ritiene che sfruttino forme di energia complementare l’energia elettrica, a supporto di questa ipotesi ci sarebbero una infinità di geoglifi sparsi per l’intero Egitto che ricordano qualche cosa di elettronico e sembrerebbero essere strettamente correlati alle strutture piramidali.
      Aggiungo anche che sia le piramidi e non solo egizie ma anche altri grandi strutture, comprese quelle megalitiche sparse per l’intero globo sembrano avere una stretta correlazione con la presunta griglia energetica planetaria che gli antichi sapessero come impiegarla.
      Per l’esperimento con il condensatore, ne ho fatte di prove e controprove “condite in ogni salsa” ma l’esito è sempre stato negativo, forse è stato un caso fortuito di una serie di coincidenze e circostanze.

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