Una piramide su misura

Questo intervento si può considerare una appendice dell’intervento “Esperimenti con la piramide” in cui approfondisco in modo più completo le modalità di costruzione di una piramide “calibrata” e su misura per l’uso olistico; sia ben chiaro che come ho espressamente specificato nel precedente intervento, l’impiego della piramide a scopo “curativo” è esclusivamente al fine di amplificare l’effetto placebo, pertanto, non deve essere preso quale indicazione medica ne metodica terapeutica certa, qualificata e/o certificata.

Dunque partendo dall’ipotesi che la forma piramidale coinvolga energie geomagnetiche e che in una qualche forma riesca a concentrarle e ad innescare una serie di reazioni psicosomatiche di cui il primo step è il cosi detto effetto placebo, si può ipotizzare che lo “strumento” debba essere dimensionato in base a dei parametri specifici di chi poi lo utilizza; seguendo più che altro l’intuito, si potrebbe paragonare il corpo umano ad un complicatissimo sistema di circuiti elettro-biochimici che agiscono ed interagiscono tra di loro il cui funzionamento sia particolare che complessivo, determinano il funzionamento dell’intero sistema ed in base a squilibri e compensazioni, concorrono nello stabilire il grado di salute o malattia dell’individuo; detto in parole molto più semplici, si immagini un qualunque circuito elettronico che per quanto accurato e commisurato sia il progetto, in cui i componenti, sia singolarmente che nell’interazione tra loro, già per se stessi, possono creare, induttanze, resistenze, oscillazioni di energia e frequenze spuria che comunque sussistono sempre se pure contenute e ridotte al minimo determinano i parametri operativi del dispositivo.

Stando a questo assunto e dato che un qualunque “circuito” sia elettrico che bioelettrico emette una specifica frequenza, questa varia a seconda che il circuito funzioni correttamente oppure no, se questo è parte di un circuito più grande, nel caso di un non perfetto funzionamento, può avere riflessi su altri “componenti” e conseguentemente amplificare gli effetti negativi e sul funzionamento generale.
Diciamo per brevità che idealmente il corpo umano è qualcosa che se pure è entità a se stante e distinta, è parte del “circuito” globale dell’intero pianeta ed è in relazione con esso e all’insieme delle influenze che il pianeta stesso ha su di esso e delle influenze degli altri corpi celesti.
Tralasciando le cause della “disfunzione”, piccola o grande che sia, questo in sostanza fa si che il complesso funzionale non sia in accordo con i flussi geomagnetici planetari e se questo “disaccordo” persiste, si può innescare una spirale degenerativa che consegue il principio di conservazione dell’energia, sia del corpo, che tende a conservare lo “status energetico” se pure disorientato, che da parte del pianeta che essendo più grande ed intenso tenderà a forzare il riequilibrio o perlomeno la ri polarizzazione del campo biomagnetico, in questo modo amplificando ed interferendo ulteriormente sul campo bioelettrico del corpo.
Tornando alla piramide e in relazione a quanto tetto, è possibile che la struttura alteri o interferisca, sul normale fluire del geomagnetismo e sul magnetismo biologico del corpo, mettendoli per cosi dire in “parallelo” e trasformando di fatto il complesso bioelettrico in una specie di bobina ad induzione e di conseguenza riaccordando il corpo sulla giusta frequenza; come ho detto queste sono ipotesi che per quanto si basino si principi concreti, restano teorie e le dinamiche tutte da essere verificate.

Restando in questa prospettiva, la domanda che ci si pone è come realizzare una piramide ad oc, quali possono essere i parametri, le misure con cui costruirla?
Seguendo il ragionamento precedente, il corpo umano verrebbe equiparato ad un circuito risonante e se vogliamo anche ad una “antenna” se pure di natura organica, quindi, il parametro che spontaneamente si evince è che l’altezza del soggetto rappresenta per l’appunto la lunghezza dell’antenna ad onda intera e quindi la frequenza di risonanza è data dalla formula f=1/T.

Seguendo questo ragionamento immaginiamo di dover realizzare una piramide per qualcuno che ha una altezza di 170cm, (1,70m) ovviamente realizzare una piramide in scala 1:1 comporta oltre a problemi logistici, anche quelli di carattere tecnico nella scelta dei materiali onde evitare che le facce della piramide tendano ad incurvarsi per il peso, comunque il procedimento è identico a quello illustrato per la realizzazione di una piramide “modello Cheope” ma differisce per alcune particolarità.
Come accennato, quello che differisce dal modello Cheope è che per realizzare questa piramide su misura, occorre partire dalla misura dell’altezza del soggetto; contrariamente a quanto si possa pensare, la misura in questione non sarà relativa all’altezza della piramide, ma bensì alla misura della base, mentre l’altezza sarà la sua metà.

Si potrebbe dire che il “procedimento” è analogo al campo oculistico in cui ogni lente è specifica ad ogni occhio, in questo caso, è la forma piramidale che viene adattata alla specificità del soggetto e quindi, sempre restando nel campo delle ipotesi, una maggiore performance nell’irradiare le misteriose energie.
Si tenga presente che la piramide cosi strutturata è una piramide perfetta, nel senso che questa è esattamente 1/6 del volume del cubo costruito sulla sua base, e di conseguenza l’inclinazione delle facce è esattamente a 45° mentre quella degli spigoli è pari a 35°26’4”; si potrebbero utilizzare le misure in vece che in centimetri Megahertz, ma sostanzialmente le proporzioni della piramide restano identiche, comunque per dovere di completezza, i 170 centimetri rapportati in Mhz equivalgono a 176,470588Mhz e rientrano nella parte alta dello spettro VHF ossia Very Height Frequancy.

Personalmente non ho effettuato sperimentazioni in questa direzione, però si potrebbero costruire piramidi in cui l’altezza sia pari alla misura della base, in questo caso, la piramide risulterebbe più acuta e facendo sempre riferimento al suo cubo, il volume sarebbe esattamente la metà del cubo stesso; si potrebbero realizzare piramidi utilizzando parametri e misure biometriche derivanti da un E.C.G., oppure da un elettroencefalogramma, dai livelli elettrolitici ecc. ecc., in linea teorica realizzare forme piramidali specifiche non solo per il soggetto, ma anche per l’eventuale patologia.

Ribadisco che l’impiego della piramide a scopo curativo è essenzialmente intesa a sfruttare ed amplificare al massimo l’effetto placebo, se poi entrino in gioco forze biomagnetiche, geomagnetiche o energie ancora da scoprire, che permettano una accelerazione della guarigione o quantomeno un allevio delle sintomatologie, ben vengano; dal canto mio, con questo ed il precedente intervento, ho voluto esporre una sintetica panoramica del “fenomeno piramide” e delle personali esperienze; ben lungi da me dare consigli di carattere medico ne di avere la presunzione di quanto esposto possa essere metro di valutazione, anzi, sono il primo a dirlo, considerate quello che ho riportato, con il cosi detto beneficio d’inventario ed eventualmente sperimentate voi stessi, non c’è metro migliore del proprio giudizio.


Fine stesura 12 agosto 2012

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3 risposte a Una piramide su misura

  1. phoo34 ha detto:

    Diverse persone mi hanno scritto chiedendomi “la formula” per costruire una piramide perfetta; beh sinceramente trovo il quesito alquanto bizzarro, sia per come è formulato e per i presupposti, è vero tutto può essere raffigurato in forma di “formula” ma si tenga presente che si tratta di geometria e non di matematica, detto questo, vediamo di capire meglio la questione, una piramide è una figura geometrica e generalmente la si intende come un solido, la sua “perfezione” è in relazione al materiale usato per realizzarla, al procedimento con cui la si costruisce, nonché dalle abilità manuali.
    Se per “piramide perfetta” si intende l’equivalente di una sfera perfetta, le cose cambiano perché cosi come una retta è puramente ideale, una sfera è altrettanto ideale cosi come oltremodo lo è una ipotetica piramide perfetta; comunque quello che più si avvicina all’idealità di una piramide perfetta è il più semplice dei solidi platonici, ossia il tetraedro, in cui per l’appunto, lati, facce, angoli sono identici.

    Piramidi di diversa configurazione, potrebbero essere considerate imperfette o comunque facendo riferimento ad una ipotetica “formula” quali frazione di un solido più complesso, ad esempio restando nell’ambito dei solidi platonici, una piramide a base quadrata sarebbe 1/6 di un cubo, 1/20 di un icosaedro.
    Solidi platonici
    Tutto dipende da cosa si intende per perfetto o in relazione a ciò che si considera perfetto, ad esempio, si potrebbe considerare perfetta una piramide che risponda alla proporzionalità della sequenza di Fibonacci in cui l’altezza della piramide è il lato maggiore del rettangolo aureo oppure il suo cateto (diagonale); come detto tutto è relativo ai presupposti per cui si realizza la struttura piramidale.

    Restando nella specificità dell’intervento, come detto, non resta che sperimentare e verificare quale delle diverse configurazioni e proporzioni rispondono meglio alle proprie esigenze di ricerca, nonostante quella che può essere definita ricerca empirica quale “piramidologia” e che annovera decenni e decenni di sperimentazioni ad oggi si è ancora ben lungi dall’aver compiuto un vero e proprio passo dal comprendere la relazione tra forma ed energia in relazione alle strutture piramidali.

  2. Paolo ha detto:

    Ciao, complimenti per l’articolo.
    Volevo chiederti una delucidazione a riguardo “comunque per dovere di completezza, i 170 centimetri rapportati in Mhz equivalgono a 176,470588Mhz”. Non chiedo un trattato di elettronica ma come posso calcolare la frequenza di risonanza di una piramide?
    Sto costruendo una piramide piccola in scala con la pirammide di Keope (nel mio caso le proporzioni sono 1/2000 ) come da te indicato in altro articolo e volevo sperimentare alcune cose con l’ellettromagnetismo ma non so come calcolare la risonanza della piramide.
    Grazie, Paolo.

    • phoo34 ha detto:

      Ciao Paolo, prima di risponderti, voglio precisare che le mie sono solo teorie, comunque dato che sperimentazioni in questa direzione sembra che non ce ne siano, almeno da quanto ne possa sapere, si tratta di fare delle prove, venendo al tuo quesito e seguendo una certa logica, non posso darti una risposta ma soltanto indirizzarti verso la direzione dove potrebbe trovarsi la risposta.
      La frequenza di risonanza è ovviamente relativa al materiale, alle dimensioni e ritengo che possa rivestire una certa rilevanza anche la massa dell’oggetto o più semplicemente se l’oggetto è pieno o vuoto, quindi seguendo la logica, se abbiamo una piramide di lato di 10cm, la frequenza relativa di risonanza sarà quella della lunghezza d’onda relativa ai 10cm diversamente quella dell’altezza, del perimetro o delle diagonali o qualunque altra misura estrapola bile dalla piramide, comunque penso che in linea di principio, per trovare una misura comune si potrebbero rispolverare le vecchie lezioni di matematica e più precisamente i vecchi Minimo Comune Multiplo e/o Massimo Comune Divisore, quindi impiegando un po di pazienza per i calcoli, trovare questi valori e su questi procedere con la sperimentazione.

      Per quanto riguarda la misura dei 176.47Mhz tieni presente che la frequenza è nella banda VHF dei 2metri una banda radioamatoriale, quindi prima di sperimentare con eventuali emissioni, accertati di non creare disturbo, sopratutto se non disponi di licenza radioamatoriale ma sopratutto di eventuali autorizzazioni da parte del Ministero delle Comunicazioni per la sperimentazione, in caso contrario le eventuali sanzioni sono a livello penale.

      Buone sperimentazioni ed eventualmente fammi sapere
      Ciao

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