Le piramidi Antartiche

Stavo preparando questo intervento, quando sul blog di un altro collega ho letto che a seguito dallo scioglimento dei ghiacci artici, starebbero emergendo delle piramidi; condividendo appieno il senso ed i contenuti esposti dal collega nell’articolo, mi permetto fare alcune osservazioni, sullo specifico scatto, in cui si osservano degli escursionisti in una panoramica in cui si scorge una piramide pressoché perfetta ed intatta.
Se mi fossi stato in quelle circostanze e ritrovarmi dinanzi ad una piramide, oltretutto in un luogo in cui l’ipotizzare la presenza di strutture complesse come le piramidi è al di fuori di ogni razionalità ed ortodossia scientifica, avrei riempito una “SD” da 36Gb., di foto e filmati da ogni angolazione possibile della suddetta piramide, rilevando ogni misura possibile, quantomeno, in una prospettiva se non del tutto prosaica per trarne fama e notorietà, ma comunque anche il lato economico non guasterebbe, un servizio del genere, potrebbe fruttare un bel mucchietto di soldini.
Con questo, non voglio insinuare che si possa trattare del solito “fake” ma i dubbi ci sono e comunque i dubbi vanno evidenziati, almeno fino a quando non vi siano ulteriori immagini e conferme.
Per completezza, l’articolo in questione è al seguente indirizzo:
http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/08/06/piramidi-sotto-il-polo-sud-l-antartide-come-l-egitto.html

Veniamo all’intervento in questione, proseguendo il doppio “filone” delle scoperte con Google Map/Google Hearth e quello sule piramidi, vorrei presentare alcune ulteriori ipotetiche scoperte; come ho avuto modo di dire in altre occasioni, il dubitativo si impone poiché i limiti delle funzionalità con cui sono state conseguite, sono molte e per quanto si possa osservare dalle immagini, queste possono essere fuorvianti e potrebbero rilevarsi la cosi detta “buccia di banana”; ciò nonostante, ritengo utile presentare questo materiale e pur restando nella plausibilità che quanto si osserva, il tutto è demandato alle conferme che si possono avere soltanto con rilievi e una verifiche sul campo.

Prima di presentare la “carrellata” sulle strutture piramidali che si troverebbero sul continente antartico, è indispensabile dare delle delucidazioni rispetto a quanto emerge dalle immagini e sul come sia giunto ad ipotizzare la loro presenza; la prima cosa da tenere a mente è che le immagini sono in sostanza un puzzle di scatti fotografici la cui l’omogeneità di risoluzione è particolarmente variabile ed è in funzione della data di ripresa, di conseguenza in stretta relazione delle apparecchiature fotografiche installate sui diversi satelliti ed ulteriormente in relazione alle immagini che le varie agenzie spaziali rilasciano.
Il secondo aspetto da tenere in primo piano è quello relativo alle ombre e alle inclinazioni che queste assumono rispetto le une alle altre ed alla conformazione del suolo e di come questo possa deformarle.

Come si nota dall’immagine realizzata in 3D, le ombre proiettate dalle due strutture piramidali, pur essendo contigue sono per cosi dire l’una l’opposta dell’altra, l’ombra della piramide tetraedrica, sembra allargarsi, mentre quella della piramide a base quadrata sembra restringersi, questo è dovuto alla conformazione della superficie circostante che presenta avvallamenti e rilievi minimi, ma in grado di deformarne in modo sostanziale la proiezione sul terreno.

Fatte queste precisazioni tecniche e sintetizzando il “metro” con cui ho desunto la presenza delle piramidi e quello, appunto del gioco di chiaroscuri e delle ombre che si presentano in particolari immagini, questo non esclude la possibilità di aver preso le classiche lucciole…

Eccoci alla carrellata di immagini, come sempre la fonte è Google Hearth, e seppure rispetto la qualità delle immagini anche se di poco sono migliori quelle di Google Map (forse per una diversa gestione delle immagini), Hearth ha una maggiore maneggevolezza e duttilità di movimento e indubbiamente una quantità di funzionalità maggiore.

Dunque, l’immagine seguente è già stata oggetto di un precedente intervento del blog e la ripresento in questo contesto più specifico.
Da quanto si vede dell’immagine, stando a quanto riportato sulla barra di “stato” risale al 1999, e si osserva una piramide tetraedrica che emerge dal ghiaccio, gli accumuli di neve verso ovest potrebbero essere la conseguenza dei venti e delle relative deviazioni causate dalla struttura e questo potrebbe confermare se non la presenza della piramide, quantomeno una vetta particolarmente regolare, forse eccessivamente regolare, comunque, riferendoci a quanto detto in precedenza sulle ombre proiettate, sembra una coincidenza ma in questa immagine non ci è di particolare aiuto perché l’ombra sembra coincidere con il lato oscuro delle due facce della piramide, ciò non di meno, i due spigoli della faccia fronte sole, si distinguono nettamente e quello orientato a nord pare essere pure sgombro dalla neve o dal ghiaccio.

Osservando l’ombra più a nord della prima struttura, sembra emergere una ulteriore piramide con le forme più classiche, ossia a base quadrata; non deve trarre in inganno la presenza di quella strana linea, è solo la giunzione tra i diversi “collage” che costituiscono l’insieme del collage complessivo che poi forma il quadrante osservabile e tale “linea” casualmente coinciderebbe con il lato est dell’ipotetica piramide; anche in questo caso, si osserva un accumulo della neve sullo spigolo sud della piramide e uno minore su quello nord, creando una specie di avvallamento sul lato ovest, che come per l’ombra dell’altra piramide coincide con i bordi dell’avvallamento.
Un’altra evidenza di queste ipotetiche piramidi è l’orientamento delle facce, perlomeno di quella quadrata che non è allineata con i punti cardinali, come per le piramidi “storiche”, mentre per la piramide tetraedrica, l’allineamento dello spigolo pare essere in linea con il nord; (geografico stando a Google Hearth) potrebbe essere questo l’indizio che originariamente queste fossero allineate con un “altro” nord? La differenza sarebbe particolarmente cospicua e potrebbe essere l’indicazione che in tempi remoti, il nord, geografico e/o magnetico avessero una diversa ubicazione.

Quest’altra immagine mostrerebbe due strutture piramidali; la particolarità della struttura maggiore è che sembra essere rettangolare e stando a quanto si osserva a prima vista, il lato più lungo sarebbe di un migliaio di metri, mentre quello più corto, circa 750, questo però potrebbe essere una illusione dovuta al fatto che il colore bruno della struttura si confonde con l’ombra e se ruotiamo “l’inquadratura” si percepisce che forse la reale struttura sia tetraedrica ed “allungata” sullo spigolo sud.
Rispetto la precedente piramide tetraedrica, questa sembrerebbe avere un allineamento diametralmente antitetico con la faccia a Nord; un’altra singolarità geologica della sua conformazione estremamente regolare?
Forse, ma la presenza ad est della suddetta struttura, pare emergere un’altra piramide tetraedrica più piccola, un ulteriore casualità o forse le particolari conformazioni montuose sono tali in relazione ad una concomitanza e interazione di fenomeni ignoti?
Ipoteticamente, sarebbe plausibile pensare che gran parte del continente antartico abbia avuto origine da intensa attività vulcanica, cosa che potrebbe essere confermata dal fatto che i terreni sottostanti i ghiacciai siano essenzialmente neri o comunque piuttosto scuri, a differenza di rocce sedimentarie che normalmente sono chiare; ipotizzando una intensa attività vulcanica ed in prossimità delle linee di forza del campo geomagnetico terrestre, le rocce incandescenti e semifluide, per loro specifica conformazione e sotto gli effetti geomagnetici si possono essere “cristallizzate” in forme regolari, analogamente a come la limatura di ferro si orienta rispetto la presenza di un magnete e formi dei “filacci” che a volte ricadono l’uno su l’altro a formare delle punte triangolari o piramidi formi.
Questa potrebbe essere la chiave di lettura o se si vuole una ricostruzione approssimativa dello specifico concatenarsi di eventi che possono aver condotto alla formazione di vette o montagne con una forma regolare, regolarità che comunque resta specifica del materiale eruttato e che non necessariamente deve avere avuto una omogeneità costante, da cui per l’appunto, una diversificazione costitutiva tra “montagne e montagne” in cui l’erosione non ha avuto effetti su quelle “polarizzate” mentre sulle altre si.
Non va dimenticato che fondamentalmente la forma conica è essenzialmente una forma piramidale a base tonda, quindi la presenza di materiale ferroso in alta concentrazione nella composizione del magma ed in presenza di una forte concentrazione magnetica, potrebbe aver fatto si che le rocce si addensassero da prima secondo una struttura geo-magnetica, (geometricamente magnetica) e poi raffreddandosi consolidandone la struttura cristallina.
Una eventuale verifica di questa, se pur stravagante ipotesi, la si potrebbe avere verificando la composizione delle specifiche rocce.

L’immagine seguente rispetto le due precedenti, mostrerebbe qualcosa che rispetto l’ipotesi appena fatta si può collocare a metà, nel senso che se per le strutture mostrate in precedenza, si potrebbe ipotizzare la concatenazione di specifici circostanze naturali, in questo caso, la forma quadrata di quello che sembra essere una mastaba, è si conseguente le concatenazioni di cui prima, ma sembrerebbe nella specifica struttura che si sia in presenza anche di artefatti; da quello che si può intravvedere, sulla “spianata” del tronco piramidale, pare intravvedersi un muro di cinta e stando al righello di Google Hearth, pare che misurino dai sessata, settanta metri di altezza ed alcuni di larghezza, al cui interno sembrano distinguersi strutture che ricordano edifici e torri.
Dato che la qualità del dettaglio dell’immagine è piuttosto bassa, è anche possibile che ciò che sembrano mura di cinta e edifici siano solo una aberrazione ottica dovuta alla “pixellatura” dell’immagine.

L’immagine seguente mostra strutture analoghe alle prime due immagini e mostrano quelle che potrebbero essere strutture piramidali che emergono dal ghiaccio, le forme sembrano alternarsi in tetraedriche e a base quadra, a parte la diversità d’orientamento rispetto quello “canonico”, ciò che colpisce di questa immagine non è tanto la presenza di ipotetiche strutture piramidali, che comunque se confermate nella loro reale esistenza, non ridirebbero il clamore che susciterebbero, ma piuttosto la strana conformazione a Nord-ovest che per conformazione ed in via del tutto ipotetica, ricorda per forma e misure quella della sfinge della piana di Giza se pure l’orientamento rispetto quest’ultima è di 90gradi.

Anche nella seguente immagine si osserva una struttura che ricorda la piramide “classica” se pure la struttura assomiglia più ad un tronco di piramide, anche in essa si potrebbe distinguere qualcosa che ha più dell’artefatto che qualcosa di naturale, di fatti sulla sommità sembra scorgersi una struttura rettangolare e sopra di essa, una cupola o una torretta; sempre per analogia e somiglianza, questa ricorda molto da vicino le piramidi del sud e del centro America su cui per l’appunto sono situate delle “casette” con annessa cupola.

Tralascio l’interrogativo del chi le abbia realizzate e del quando, poiché già in altri interventi ho prospettato l’ipotesi più che fondata da altre evidenze della presenza di civiltà a noi sconosciute e che solo vagamente ci sono pervenute vaghe e frammentarie informazioni, tramandate da leggende orali le cui origini i perdono nel buio della nostra “civilizzazione”.

L’immagine qui sopra mostrerebbe due piramidi; va precisato che molto probabilmente si tratta della medesima ipotetica struttura ripresa in due diversi passaggi del satellite e che per un errore del software per l’assemblaggio delle immagini, questa è stata duplicata, la conferma di questo potrebbe anche essere relativo al fatto che, sempre escludendo intenti censori, le immagini dell’area sono “macro pixellate” inoltre non viene data l’indicazione della data dell’acquisizione, comunque la piramide o le piramidi risultano essere di eguale dimensione e orientamento e la differenza apparente è conseguente alla differente posizione assiale del satellite.

L’immagine successiva mostra un’ulteriore struttura piramidale, la particolarità di questa struttura è che sarebbe la prima struttura in prossimità della costa, o per la precisione a ridosso di essa; la maggior parte delle piramidi conosciute sono situate geograficamente se non nell’entroterra, su grosse placche che con non sono proprio nei pressi delle coste, comunque, anche da questa immagine si osserva una certa la coerenza delle ombre proiettate con quella che dovrebbe essere la struttura che la genera, quindi è possibile che la struttura, naturale o artificiale che sia, sia più he reale.

Anche da questa ulteriore immagine si desume la presenza, sempre teorica, di un complesso di strutture piramidali coperte dai ghiacci; l’immagine sembra ricalcare la disposizione e le proporzioni delle piramidi di Giza, se non fosse per un’ulteriore struttura più grande in linea con la più piccola.

In quest’ultima immagine si nota ancora una struttura piramidale tetraedrica ed anche in questo caso, l’ombra proiettata risulta coerente con l’ipotetica forma dell’oggetto che la proietta.

Che dire, sempre che tali strutture vengano confermate da rilievi e verifiche sul campo, sembra che il continente antartico sia la terra delle piramidi e nonostante i diversi orientamenti delle strutture, emerge che ciò che potrebbe essere presente sul continente antartico, sia stato il “modello” seguito per la realizzazione di tutte le altre piramidi sparse per il mondo.

Riprendendo l’ipotesi che alcune montagne abbiano assunto una forma regolare, e per regolare intendo quella della piramide, sia essa tetraedrica che a base quadrata, a seguito di eccezionali concomitanze eruttive e campi magnetici particolarmente intensi e focalizzati, è possibile che l’uomo o le società dell’epoca, abbiano voluto “imitare” o replicare ciò che si era creato in natura, questo spiegherebbe le differenze dimensionali tra i manufatti e quelle che potremmo definire montagne perfette o sacre, anche perché, e qui, se pure sia una speculazione del tutto personale, è possibile che nelle prossimità di tali montagne sacre, in funzione della particolarità geologiche e di cristallizzazione delle rocce sano presenti particolari campi energetici che “l’uomo antidiluviano” imparato a conoscere e ad utilizzare per le proprie necessità; riprendendo brevemente quanto detto nell’intervento sulla “piramide segreta”, questa sarebbe la riprova della trascendenza della forma piramidale da una realtà strettamente materiale e materialista, il messaggio della Natura, quale entità, anche se espresso in un linguaggio non umano, ermetico, esoterico ed occulto, dice all’uomo che la realtà delle cose è diversa da quanto ci appare e che sta a noi decidere se allargare gli orizzonti, propri ed altrui.


Fine stesura 19 agosto 2012

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Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
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2 risposte a Le piramidi Antartiche

  1. giacomo ha detto:

    Da ricerche storiche più che ventennali, ho sempre sostenuto che anticamente le terre emerse sin dal neolitico, avessero una conformazione diversa da quanto ci hanno propinato gli “accademici”, o quanto è stato scritto a livello storico. Pertanto, credo che in effetti, vi sia molto da scoprire in Antartide ma, chissà se poi verrà divulgato seriamente. E’ noto che un “tempo” l’Antartide fosse esente dai ghiacci e quindi “popolata” da una “razza” super intelligente. Perchè mai meravigliarsi dell’esistenza di tali piramidi? Perchè non andare a Montevecchia e saperne di più sulle tre piramidi uguali a quelle di Giza?

    • phoo34 ha detto:

      Concordo, e anzi ti dirò di più, personalmente sono convinto che questo pianetino è stata e sarà la “nursery” per altre razze e l’homo è solo una di queste; per quanto riguarda la scienza ufficiale, si ripropone lo schema galileano… e quindi tutto ciò che contrasta gli assunti istituzionali non sono contemplati.

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