Una strana storia

Premetto che per alcuni aspetti lascio volutamente delle lacune e resto nel vago per le più ovvie ragioni, questo anche in funzione del fatto che la persona che mi ha raccontato questi fatti essendo ormai tra i più, non può esprimere assenso o meno alla divulgazione dei particolari omessi.
Quanto segue è il racconto che mi fece parecchio tempo fa una persona che mi fu presentata dall’insegnate di religione ai tempi della scuola, il sacerdote che non nascondeva affatto di sostenere la cosi detta Teologia della liberazione e che tra l’altro, molti anni prima era stato in centro America come missionario, all’epoca anche diversi giovani cattolici lo seguirono in questo viaggio, comunque, sfrondando il racconto da diversi particolari non rilevanti, ben presto le condizioni di vita delle genti del luogo si mostrarono per quello che erano realmente, detto questo, alcuni di questi giovani non videro altra possibilità che entrare a far parte della guerriglia contras.

Il racconto è un’appendice di una azione di guerriglia in una zona tra Nicaragua e Honduras in cui il gruppo di guerriglieri, dopo uno scontro con l’esercito regolare si defilarono nella fitta vegetazione; sinteticamente il gruppetto di guerriglieri costituito anche da un capitano e un sottotenente dei “regolares” catturati nell’azione si diressero verso delle alture ma dopo qualche ora di marcia si imbatterono in una pattuglia, per evitare un nuovo scontro si infilarono in una grotta nascosta da una fitta vegetazione e scoperta per puro caso.

Quello che accadde di seguito è paragonabile ad un racconto di fantascienza, ma sono convinto che il racconto sia genuino ed assolutamente veritiero anche perché quell’esperienza cambiò radicalmente le persone che ne furono coinvolte.
Dopo essere entrati nella grotta si resero conto che questa proseguiva in uno stretto e tortuoso cunicolo ma sufficientemente largo da far passare delle persone e sbucava sul versante opposto della montagna e la cosa assurda è che dall’altra parte era pieno giorno e dall’imboccatura del cunicolo si vedeva qualcosa di ancora più incredibile e del tutto inaspettato; nella vallata sottostante si ergevano tre grosse piramidi a gradoni, altre grandi strutture e tutto attorno quella che sembrava essere una città.

Perplessi di quanto stavano osservando e con circospezione si diressero verso una radura non molto distante per accamparsi e fare il punto della strana ed insolita situazione, quanto ad un certo punto si presentò davanti a loro un ragazzino con in dosso un gonnellino di paglia intrecciato un copricapo piumato una specie di bastone simile ad un pastorale, il volto e sulle braccia era segnato da colori molto accesi, giallo oro, rosso e blu, all’apparire inatteso del ragazzo, fu inevitabile che tutte le armi furono puntate su di lui, per nulla spaventato rimase li impassibile e con il bastone indicò in due differenti direzioni dove si scorgevano altre persone tra la boscaglia circostante.
Come accade nelle situazioni di accerchiamento e comunque in circostanze ad alto rischio, la possibilità di aprire il fuoco è pressoché certa e cosi fu, solo che le armi non spararono come se si fossero inceppate tutte allo stesso momento, allora il ragazzo fece un altro segno con il bastone invitando a deporre le armi e nel frattempo le altre persone nella boscaglia si fecero avanti, deposte le armi fecero segno di slegare i due prigionieri che ovviamente tentarono di fuggire inutilmente.

Gli indigeni condussero il gruppetto nei pressi della città, dove le persone che incontravano erano vestite tutte in modo simile ai ragazzi e in più indossavano gioielli, anelli al naso e alle orecchie fascioni alle bracia e al collo e sembrava che fossero d’oro finemente lavorato, anche su molte delle pareti delle case vi erano dei pannelli che sembravano essere d’oro su cui vi erano incise strane scritture e strani simboli.
Sempre più stupefatti delle cose che vedevano, pensarono di aver trovato l’accesso ala mitica e leggendaria città di Eldorado, oltretutto le persone parlavano una strana ed incomprensibile lingua che il capitano dei “regolares” asserì che assomigliava ad una lingua di una tribù di indio della Bolivia.
Giunti nella cittadina, furono condotti in uno dei palazzi e fatti accomodare in un grande ed alto salone i cui pavimenti e le pareti erano perfettamente levigati tanto da essere lucidi, la cosa insolita che notarono quasi subito è che nel salone non vi era il benché minimo eco, come se fosse insonorizzato.
Dopo qualche tempo lasciti soli nel grande salone si aprì una grande porta in una parete e ne uscì una figura piuttosto alta probabilmente due metri e mezzo o forse tre, dalla carnagione bronzea, dai lineamenti gentili e fini con una testa allungata e dalle movenze delicate, disse qualcosa ma nessuno comprese, poi puntò una sottile verga che teneva nella mano dopo di ché il gruppetto comprese tutto quello che diceva.
Chiese chi erano e come erano giunti in quel luogo e mentre ognuno rispondeva, su uno schermo appariva come in un film ciò che raccontava, passarono, forse, diverse ore in quello strano tipo di conversazione ad un certo punto l’essere si alzo e disse che quanto stavano per vedere non era stato più visto dagli uomini da moltissimo tempo.

Giulio, none fittizio del narratore, disse che rimasero in quel luogo per circa un mese e che quello che vide era qualcosa di indescrivibile e altrettanto inspiegabile, gli fecero vedere come con l’acqua modellavano, tagliavano e levigavano la pietra, come spostavano grandi blocchi scolpiti nel sottosuolo come se fossero palloncini, gli mostrarono una macchina che dall’energia elettrica estraeva una sostanza simile all’oro ma liquida come il mercurio che utilizzavano in molti dei loro strumenti ed in modi differenti, anche come alimentazione per il loro veicoli, gli furono mostrati i mezzi con cui vanno di mondo in mondo e in differenti spazi, gli narrarono la vera storia della terra, che cosa fosse in realtà la terra, i pianeti e l’universo, ma di questo non volle mai dire nulla di più.
Chiese se potesse restare con loro, ma uno degli esseri alti gli disse che non era opportuno per lui ne per gli altri del suo gruppo restare li, che non era il loro posto ne il tempo giusto e che le cose dovevano fare il loro corso, dopo di che il gruppetto di guerriglieri e dei due “regolares” si ritrovarono in una radura nei pressi di un paesino sperduto tra le montagne.

Dopo quell’esperienza Giulio e a quanto pare anche gli altri cambiarono radicalmente le loro vite il loro modo di vedere e pensare, ho provato a più riprese a chiedere maggiori dettagli su quello che non mi aveva detto ma si mostrò sempre irremovibile, è certo che l’esperienza lo segnò in modo profondo e permanente e se ho raccontato questa sua avventura è in parte anche per ricordarmi di questo strano e per certi versi insolito personaggio che seppure nella più profonda e genuina buona fede, fece delle scelte difficili e tormentate, scelte che lo portarono a vivere quell’esperienza catartica, forse un percorso prestabilito.

Facendo alcune riflessioni su quanto emerge da questo racconto e sulle vicende della storia recentissima del Nicaragua e mi riferisco alle vicende relative alla questione dello scandalo Iran-contras, mi sovviene chiedermi se per caso dietro quelle specifiche vicende e le motivazioni ufficiali, vi fossero ben più specifici interessi in ballo e per la precisione, ritrovare quella grotta o forse varco dimensionale per accedere ad una base aliena e quindi recuperare tecnologia avanzata?
Dopo tutto il gruppetto di involontari “argonauti” era costituito, anche se prigionieri da due militari regolari nicaraguensi e quindi sarebbe possibile che uno o entrambi gli ufficiali nei loro rapporti abbiano parlato dell’avventura e illustrato le meraviglie tecnologiche e di conseguenza, acceso l’interesse per quelle tecnologie, tecnologie che per l’orientamento politico del governo non dovevano assolutamente cadere in quelle mani e che avrebbe potuto diventare altamente instabile ed incontrollabile; l’acquisizione di una tecnologia avanzata da parte di “un cane sciolto” dello schieramento comunista avrebbe certamente intensificato gli sforzi dell’amministrazione reaganiana nel realizzare il progetto Scudo Spaziale e sicuramente ulteriormente indebolito le posizione dell’allora U.R.S.S., quindi è possibile che lo scoppio dello scandalo sia stato un modo per far “saltare gli schemi” e quindi insabbiare tutto o quantomeno fermare la ricerca dell’ipotetico portale.


Fine stesura 28 settembre 2012

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15 risposte a Una strana storia

  1. Deker ha detto:

    Ciao Alessio, ho riletto il post con attnzione e mi e quelo che mi incuriosisce in modo particolare è quella strana macchina che estrarrebbe oro dall’elettricità, è vero che gli alieni hanno una tecnologia avanzata ma credo che questo particolare sia eccessivamnte fantasioso e rende il racconto poco credibile, se fosse vero che abbiano le capacità di estrarre oro dalla corrente questo contraddice la teoria che nel passato gli Annunaki si siano insdiati sulla terra per recuperare questo metallo prezioso e che abbiano creato il genere umano per estrarlo dalle miniere al posto loro, se avevano questa tecnologia allora perché venire sul nostro pianeta?
    Un’altra domanda e qui faccio l’impertinente come te, dato che l’oro e altri metalli preziosi si creano dall’esplosione delle stelle perché non recuperare quello invece di scavare miniere o costruire macchine per crearlo?

    • phoo34 ha detto:

      Mi fa piacere che tu abbia sollevato questi interrogativi e meritano una risposta più approfondita, quindi nei prossimi giorni pubblicherò uno specifico intervento; comunque per quanto riguarda l’immediatezza, per alcune considerazioni che hai fatto, non posso dirti molto altro, non sono stato io a fare l’esperienza e quindi non posso dirti se realmente sia vero o no quanto mi è stato raccontato, quello che posso assicurarti è che ritengo la persona degna di fiducia.

  2. Rithe Bices ha detto:

    Mi sarebbe interessato molto quello che aveva da dire sulla vera storia della Terra, Pianeti e Universo..

    • phoo34 ha detto:

      Ciao Rithe Bices,
      Anche a me sarebbe piaciuto sapere di più e non solo su quell’argomento ma su tante altre cose di cui non ho parlato nel post, purtroppo occorrerebbe organizzare una “seduta medianica”, ma considerando quanto sta accadendo nel mondo delle “canalizzazioni” presumo che tutto lascerebbe solo ulteriori dubbi e incertezze.

      • Deker ha detto:

        Quali sono le cose che non hai detto nel post? nella risposta che hai dato a Giacomo parli di portali simili anche in Italia e uno anche in Vaticano, potresti essere più preciso?

      • phoo34 ha detto:

        Le omissioni e le lacune sono relative al fatto che si potrebbe risalire all’identità di Giulio e seppure ormai sia tra i più, ha dei familiari, quindi… per quanto accennato a Rithe Bices, ho preferito sorvolare su quegli argomenti perché estremamente incredibili.
        Per i portali che si troverebbero in Italia, si dice che Leonardo da Vinci in gioventù girando per i boschi si sia imbattuto in una grotta e che abbia avuto un incontro con delle entità aliene, la riprova di questi incontri sarebbero alcuni bozzetti in cui sono disegnati esseri dalle forme grottesche, inoltre ci sarebbe un documento dove lo stesso Leonardo parla di questo strano incontro, ma non fa riferimento al luogo.
        Per quanto riguarda il portale che sarebbe in Vaticano, si ipotizza che sia localizzato in quelle che furono i confini tracciati da Romolo e Remo al tempo della prima Roma.

  3. giacomo ha detto:

    troppo bello per essere tutto vero; a prescindere, di cose e luoghi inspiegabili, ultimamente, se ne stanno trovando diversi e, per loro, ci rimane difficile oggi, dare delle spiegazioni plausubili. Certo è, che molto tempo trascorso, esistevano delle tecnologie incredibili e degli pseudoumani ignoti a noi; chissà: forse, un domani riusciremo a trovare la “chiave di volta” di questi enigmi remoti.-

    • phoo34 ha detto:

      Giulio era una persona molto complicata e forse pedina di un gioco molto più grande di quello che si possa immaginare, penso anche che abbia ambientato l’evento in un luogo diverso da quello reale, ma comunque conosciuto, sono convinto che non si possa cambiare il proprio stile di vita e le proprie convinzioni in modo radicale dall’oggi al domani tanto da abbracciare la vita monastica, per quanto riguarda il “passaggi dimensionali” o quelle che potrebbero essere “sacche tempo-spaziali” credo che ce ne siano diverse anche in Italia, una per tutte la famosa grotta di Leonardo da Vinci, ed un’altra, pare sotto il Vaticano.
      Sono anche convinto che quelle che tu chiami “chiave di volta” per comprendere questi misteri, qualcuno la detiene già.

      • bruce ha detto:

        Molto interessante, mi sarebbe piacito sapere se c’è stato un seguito, perchè di queste storie se ne sentono molte e quasi tutte non confermate.
        Interessate l’allusioni a porte spazio-tempo. Ce ne è una in particolare scoperta nel 1996: “La porta di Aramu Muru, o “Puerta de Hayu Marca” .
        Un saluto

      • phoo34 ha detto:

        Se ci siano stati sviluppi sulla specifica questione non so, è presumibile che qualcuno abbia provato a fare delle verifiche ma come sempre certi argomenti sono sempre trattati, per cosi dire, in modo estremamente riservato sia per quello che potrebbe emergere che per ciò che ne potrebbe conseguire.
        Il tipo di esperienza sembra proprio una sorta di porta spazio temporale, di fatti avevo chiesto a Giulio se avesse chiesto a qualcuno delle persone incontrate in quell’esperienza un qualche riferimento temporale, ma a quanto pare era un aspetto che è passato del tutto in secondo piano; sarebbe interessante sapere se il tempo “visitato” fosse stato nel passato o nel futuro.

      • giacomo ha detto:

        Già è vero: prima di tutto, penso che bisogna essere molto obiettivi nelle ricerche personali di quanto ognuno di noi studia, cerca, indaga, traduce, trova, etc. cercando alla fine di poter dare agli “altri” cognizioni di causa in tutti i sensi, compreso prove, fonti,etc.; cosa che, reputo da parte mia, rimane molto difficile credere a “tutto”, proprio perchè i “tanti” non danno spiegazioni nè logiche, nè plausibili su quanto si è trovato. Da parte mia, le “chiavi di volta” ne ho trovate diverse, specialmente, sulla storia di Abramo e dove hanno abitato i primi faraoni egizi, come ad esempio Scorpione, Narmer, Nineter, etc., ma ho le “prove e controprove” da poter facilmente fare/avere delle contrapposizioni e dialoghi, anche contro gli “accademini”. E’ per questi ritrovamenti, non solo linguistici che ho incominciato a svelare “verità occulte” sulla storia antichissima italiana, scrivendo un mio primo libro. Premetto, che è giunta l’ora di non raccontare più stupidaggini, come quanto ci hanno insegnato i ns. “maestri di scuola” che, a loro tempo, erano i “servi” del governo. Forse, i tempi, sono maturi per farci “crescere” al dispetto di cose “occultate” per centinaia e decine di anni, considerando quanto si sta’ trovando in tutto il globo. A me, piace mettere sempre le cose in chiaro senza tanto tergiversare, come fa ad esempio Alessio; preferisco persone come Lui, che altri ove non hanno il coraggio di dire le verità. Con rispetto, ciao da Giacomo.-

        II° commento
        Ribadisco che mi farebbe piacere sapere, portando delle prove vere sull’esistenza fisica di Romolo e Remo, considerando che il famoso reperto detto della “lupa che allatta i due gemelli”, è un falso del medioevo.

      • phoo34 ha detto:

        Ciao Giacomo,
        Mi sono permesso di unificare i due commenti in uno solo per comodità per gli altri lettori, venendo al tuo commento, concordo sulla necessità che si debba fare chiarezza sui fatti storici, dico fare chiarezza perché parlare di revisione mi da il sentore di qualcosa di manipolato e “aggiustato” per far combaciare la propria (dei revisori) tesi con i fatti e quindi accreditarsi come detentori della verità.
        Il dilemma è purtroppo sempre lo stesso, “può il Re rinunciare a un po del suo potere?” bhé la risposta è no perché, un pezzetto oggi, uno domani, il Re finisce per essere uno qualunque; che la conoscenza sia uno degli strumenti per perpetrare e conservare il potere è un fatto storico più che acclarato e ben documentato anche nei Testi Sacri, non per altro in molti di essi una parte delle scritture è riservata ai soli “adepti” siano essi sacerdoti, maestri o iniziati.
        La questione è cosa accadrebbe o accadrà nel momento in cui i cosi detti veli cadranno, certamente non basterà cospargersi il capo di cenere e fare il mea cupla o eventualmente asserire che lo i è fatto in buona fede per evitare il collasso della civiltà, come ho detto in una altra sede, da una menzogna anche se detta in buona fede e con le migliori delle intenzioni non può nascere nulla di buono, tra l’altro la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni.
        Detto questo c’è da interrogarsi anche se le persone siano in grado di accettare le verità, anche le più scomode, le più sconvolgenti o se purtroppo si preferisce fare come gli struzzi mettendo la testa sotto tera, (mi sono domandato più volte se sia vero che gli struzzi agiscano in si tal bizzarro modo difronte alle difficoltà) lasciando inevitabilmente mano libera al Re.

        Per quanto riguarda Romolo e Remo, ho da sempre avuto delle perplessità sulla storia insegnata a scuola e questa perplessità non è tanto sulla leggendaria levatrice canina che tra l’altro potrebbe dare adito alle più che spericolate e fantasiose teorie su licantropi e via discorrendo, ma per il fatto che la storia della fondazione di Roma ricalca a grandi linee le vicende di Caino e Abele, forse influenze del neo cristianesimo o commistione con il Mitraismo?
        Non saprei, però trovo curioso che nelle Sacre Scritture, Dio disse a Pietro “fa di questa pietra la mia Chiesa” quando la storia di Roma dalla sua fondazione al suo declino è caratterizzata dal sangue e questo particolare inevitabilmente getta oscure ed inquietanti ombre non solo sulla storia cella città Eterna ma anche su duemila e più anni della storia della Chiesa.
        Che tra le catacombe si celi veramente una caverna portale per una dimensione “luciferina” e che San Pietro, la cattedrale ne sia il tappo e che attorno a questo oscuro antro vi sia una sorta di “Scull and Bone” ante literam?

      • giacomo ha detto:

        ciao: che vuoi che ti dica: secondo me, così tanto per dire, se venisse un domani un “papa nero”, forse si svelerrebero cose interessanti nel sottosuolo della città eterna. Per le cose “occulte” è vero quello che dici sul fatto se oguno di noi, un domani, potessimo ricredere alle falsità raccontate, non sono dai libri di scuola ma anche dai “dotti sapienti” della ns. repubblica. Finchè la ns. cultura mentale non cambierà in modo adeguato, crederemo sempre a livello “qualunquistico”. Da parte mia, me ne frego; continuo a scrivere il mio libro semi-tecnico come una avventura del quarto millennio, spiegando anche tecnicamente le scoperte trovate. Se ti dicessi, a Te, che sei erudito che l’evento dei primi faraoni egizi si sono svolti nel suolo italiano e, che l’evento di Abramo e soci altrettanto, cosa ne penseresti? Che sono un pazzo visionario?
        E’ questo il “punto/fatto cruciale” di noi ricercatori/studiosi, ove quasi nessuno ci da credito. E chi se ne frega! Magari, come tanti di noi che raccontano verità occulte in tali libri o notizie, a forza di dirle, forse un domani la gentes si ricrederà. – ciao

      • phoo34 ha detto:

        Sono convinto che l’avvento di un pontefice di colore, sia esso nero, giallo, rosso o… blu non possa cambiare la benché minima virgola, questo perché come ogni organizzazione umana, l’elezione di in nuovo pontefice passa per una mediazione tra le varie fazioni, quindi ritengo che un eventuale “sovversivo” abbia ben poche chance di assurgere a Sommo Pontefice, pensa alle difficoltà che ha dovuto affrontare Papa Giovanni al secolo Roncalli, nel Concilio Vaticano II°, pensa alle enormi resistenze, non solo interne ma internazionali che Giovanni Paolo II° al secolo Wojtyla ha dovuto far fronte nel cercare di ammodernare la Chiesa di Roma.
        Comunque è ovvio che chi ha un pensiero indipendente e al di fuori degli schemi tradizionali sia emarginato, persone di questo tipo rappresentano una grande incognita e quindi persone di cui diffidare anche nella prospettiva che il loro pensiero possa portare acqua al loro mulino, proprio perché al di fuori dei canoni tradizionali e degli schemi dell’ortodossia.
        E’ una grande verità quando dici che il pensiero dominante resterà tale fintanto che i singoli non cominceranno a ragionare in modo indipendente e con la propria testa, ma sai bene cosa significa, non tanto in termini economici, ma piuttosto in ambito intellettivo cercare, ricercare, capire e acquisire una conoscenza ma ancor più difficile ed impegnativo riflettere e vedere le cose sotto una molteplicità di prospettive al fine di averne un visione globale e questo inevitabilmente non è da tutti, la gente comune risponde al più classico dei cliché “panem et circenses” e fintanto che ha il pane e il divertimento, tutto il resto è in second’ordine; forse e dico forse, in questo periodo di crisi economica globale, molti stanno cominciando ad aprire gli occhi, ma semplicemente perché scarseggia il “panem” e non per altro, l’essere umano è di indole pigro.
        Per quanto riguarda gli eventi storici a cui ti riferisci, dato che la storia è parte della conoscenza e che la conoscenza è da sempre monopolio dei potenti, è possibile che qualcuno abbia volutamente occultato determinati fatti poiché rappresentavano una minaccia per l’assetto dei poteri, quindi assolutamente no, non ti etichetterei come visionario, anche perché non è nel mio modo di essere, attribuire etichette o qualifiche.
        Per quanto riguarda il fatto di avere credito o meno, non me ne preoccuperei, anzi, proprio nel momento in cui si dovesse riscuotere una certa “cattedraticità” si finisce per esser messi su un piedistallo e divenire parte integrante dello schema precostituito ed essere fagocitati dal “sistema”.
        Gli “indipendenti” sanno che il loro ruolo e quello di rompighiaccio e sanno benissimo che nella stragrande maggioranza dei casi il merito del loro lavoro sarà colto da altri.

      • giacomo ha detto:

        ciao: be’ hai ragione sui papa: mi ero scordato sulle antiche difficoltà. Per il rimanente delle proprie ed altrui opinioni, ti faccio un esempio significativo: un po’ di tempo trascorso, avevo notato delle stranezze sulla luna riguardanti gli alunaggi americani e sovietici. Mandai alla Nasa tali incongruenze (foto); dopo una settimana tali foto sono state pubblicate dai loro siti in tutto il mondo ed ogni giorno, mi mandano come minimo cinque loro siti oltre ad un modulo da compilare (mai fatto). E’ probabile che io sia segnalato a loro come “un rompiscatole”. Altri italiani, si sono “paternizzati” di queste mie foto. A prescindere, come al solito, siamo guidati da false testimonianze globali. come l’evoluzione climatica guidata, o come chi, i potenti americani si costruiscono rifugi nelle terre del nord (posti insoliti su g.e.) nascondendo in seguito tali rilevazioni fotografiche. Per lo studio, se ti può interessare, posso inviarti la nuova decodificazione di antichi alfabeti, ove potrai scoprire e e leggere scritte etrusche (non solo) che rimangono enigmatiche ancor oggi (senza senso) per i “dotti accademici”. Ci vorebbe tempo e “saliva” per spiegare/confutare troppe cose importanti sugli antichissimi abitanti italici (non solo). Troppo facile e semplicistico, dire che tutto quello che si trova sul suolo italiano, è sempre etrusco. – ciao e buon lavoro.-

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