La traslazione dimensionale, è questo il segreto degli UFO?

Senza troppo tergiversare, l’argomento di questo intervento scaturisce da alcuni passi estrapolati dall’intervista dell’alieno; va detto che pur persistendo tutte le riserve circa l’autenticità del documento ed espresse in modo più dettagliato nell’intervento di approfondimento, ho voluto, per così dire, “giocare” per verificarne, anche se in linea teorica, la fondatezza o comunque la plausibilità di alcune affermazioni in esso contenute.

Per entrare subitaneamente in argomento riporto per comodità alcuni stralci dell’intervista:

    1. il salto tra una dimensione ed un’altra è molto più affine a quello che alcuni fisici terrestri hanno chiamato salto quantistico, i mezzi o le navi spaziali utilizzano particolari sistemi radianti per generare un’onda vibratoria attorno al mezzo, questa frequenza vibratoria viene accordata sulla stessa frequenza della dimensione di destinazione, in questo modo l’astronave è trasferita o risucchiata nella dimensione di arrivo.
    … le astronavi attraversano il confine tra le due dimensioni e si crea un effetto simile alla diffrazione che si riscontra nell’osservazione di un soggetto al di sotto di una superficie acquea.

    2.… sarebbe più corretto immaginare le dimensioni come una stratificazione, una sopra l’altra, questo non impedisce che tra gli strati ci possano essere grandi differenze, il rischio di saltare in una dimensione in cui il punto di arrivo è posizionato al centro di una stella è remoto, salti multidimensionali oltre una maggiore energia hanno un grado di imprecisione crescente al crescere delle dimensioni saltate.

    3.… la dimensione spaziale è in relazione allo stato vibrazionale, nelle dimensioni una unità di misura è proporzionale allo stato vibratorio…

Prendendo atto di quanto asserito dalla presunta entità aliena, l’universo sarebbe simile ad una sorta di matriosca e le differenze tra i vari “livelli” sarebbero relativamente minime ed il “saltare” da una dimensione ad un’altra grazie a particolari accorgimenti sarebbe un escabotage che permette di percorrere distanze siderali in tempi brevissimi “aggirando” il problemi relativi alla velocità della luce.

Come ho già sottolineato, il “metodo” prospettato, rispetto le comuni ipotesi fatte sulle modalità con cui gli ufo si muoverebbero, risulta essere decisamente rivelatorio e coerente con quello che si può vedere da una molteplicità di video postati su molte piattaforme di video sharing, prime fra tutti Youtube, ovviamente presupponendo la genuinità di fonti ed immagini; certamente può sembrare un atteggiamento ipercritico, ma questa coerenza, però solleva dei dubbi e qualche sospetto, comunque perseverando nel ritenere il documento e quanto esposto genuino, seguiamo quelle poche e stringate “indicazioni tecniche” che ne emergono e per quanto possibile verificarne la plausibilità e la fondatezza quantomeno teorica e immaginare quale ipotetico “meccanismo” vi sia dietro.

Un’ultima osservazione di carattere generale sull’intervista, da questa emerge che ha più un carattere e un senso “politico” più che tecnologico o forse questo l’aspetto è stato volutamente omesso oppure censurato, se non all’origine, perlomeno lungo i vari “passamano”, non saprei, comunque non viene fatto alcun riferimento al tipo di energie che alimenterebbero questi mezzi; anche qui, qualche sospetto emerge perché la carenza di queste informazioni potrebbero aiutare nel valutarne la genuinità, preciso meglio l’origine del dubbio; facendo riferimento alle rivelazioni di Bob Lazar che guarda caso sono più o meno contemporanee allo stesso periodo della presunta intervista con l’alieno, Lazar afferma che il “carburante” delle navicelle sia un elemento esotico e lo avrebbe definito come elemento 115 che bombardato con un altro elemento questo darebbe origine all’elemento 116 altamente instabile e dalla sua disgregazione si otterrebbe la quantità di energia per alimentare i mezzi.
Dunque se il redattore dell’intervista fosse stato “contaminato” da queste informazioni, nell’ipotesi che si tratti di un falso, perché non le ha incluse o quantomeno non ne ha fatto un riferimento più esplicito?
Questo sicuramente avrebbe dato maggiore credibilità alla sua “opera” oltremodo rafforzato dal fatto che il documento proverrebbe dal “oltre cortina”, ma d’altro canto, nel gioco del depistaggio, se questo documento fosse parte del gioco di specchi e contro specchi, l’omissione ne amplificherebbe l’ambiguità, indipendentemente dal fatto che i contenuti possano essere veri o falsi.

Torniamo dunque alla nostra disamina, stando alle affermazioni dell’intervista, le differenze tra “realtà vibrazionali”, risiederebbero in una diversa dimensione della materia, cioè se un atomo della nostra realtà fosse paragonato a quello di un’altra questo sarebbe più grande o più piccolo, quindi le grandezza fisiche sarebbero proporzionali nelle differenti realtà, per far comprendere il “sistema” si immagini la stessa “dinamica” della musica rapportata alla fisicità materiale, per brevità, riporto da Wikipedia uno stralcio del concetto di ottava:

… il la centrale ha una frequenza di 440 Hz ed il la posto un’ottava sopra ha una frequenza di 880 Hz, mentre quello un’ottava sotto ha una frequenza di 220 Hz. Il rapporto tra le frequenze di due note separate da un’ottava è perciò di 2:1. …

Questo vorrebbe dire che seguendo questo principio e le proporzioni musicali, prendendo un metro3 di materia e del peso di un chilogrammo della nostra dimensione e lo “spostassimo” in un’altra, dimensioni e peso, rispetto la nuova realtà risulterebbero avere una maggiore o minore densità e comunque rappresentare una forma di materia esotica dalle caratteristiche insolite per quelle specifiche realtà; però occorre domandarsi se per caso quando il nostro cubo viene a contatto con il nuovo ambiente dimensionale, mantenga oppure no le proprie qualità o se si adattasse al nuovo status; la questione potrebbe sembrare di poco conto, ma immaginando che vi possa essere un adattamento dimensionale, ciò potrebbe essere fatale, la dilatazione o la compressione dimensionale molto probabilmente causerebbe la distruzione se non l’annichilimento della materia esplodendo e/o implodendo, è anche possibile che questo evento possa originare fenomeni insoliti, almeno per quelle specifiche realtà vibrazionali; nel caso la traslazione dimensionale e l’adattamento al nuovo livello vibrazionale della materia non avesse alcun effetto, in un contesto “universale”, le due realtà, rispettivamente avere un eccesso e un difetto di materia e quindi anche se infinitesimale una maggiore o minore densità, detto questo, ne consegue che sarebbe inutile effettuare salti dimensionali allo scopo di percorrere distanze siderali poiché all’atto pratico, seppure dimensionalmente differenti risulterebbero proporzionalmente identiche.
Se invece la materia “traslata” mantenesse il proprio status vibrazionale, si assisterebbe a qualcosa di molto interessante e che a prima vista, perlomeno dal punto di vista di un osservatore di quella dimensione, risulterebbero decisamente inspiegabili e persino in contrasto con le leggi fisiche.

Seguendo le scarne indicazioni dell’alieno, l’ipotesi più verosimile e la più probabile è che la materia tenderebbe ad adattarsi alle nuove condizioni, quindi, al fine di sfruttare le differenze proporzionali tra dimensioni occorre utilizzare un qualche dispositivo al fine di mantenere lo stato vibratorio originario, con questo “trucchetto”, il peso e le dimensioni del nostro cubo risulterebbero essere della metà e via via che si salisse nella scala vibratoria, ad un quarto, un ottavo, un sedicesimo ecc. ecc.; analogamente e in senso inverso, sarebbe il doppio, il quadruplo per le realtà vibratorie inferiori.
Già da quel poco che si può intravvedere da questa ipotetica prospettiva si può comprendere la portata ed i risvolti “rivoluzionari” di questi fenomeni ed ancor di più se si considera veritiera l’affermazione che le leggi fisiche sarebbero uguali in tutto l’universo e identiche per tutte le realtà dimensionali, stando a quanto esposto nell’intervista, questo sarebbe il sistema per eludere o quantomeno “allentare” i vincoli ferrei delle leggi della fisica.
Certo trasferire un cubo di materia dalla nostra realtà ad un’altra, non ha gran senso, sempre che non si intenda utilizzare le altre dimensioni come discarica, seguendo quello che l’entità dice, i salti dimensionali verrebbero utilizzati per percorrere distanze siderali in tempi estremamente brevi, come ho già evidenziato, l’idea che si possa “raggiungere” una galassia a n anni luce di distanza in un tempo estremamente breve, non può non esercitare una capacità ammaliante estremamente forte.
Ci sono però, alcune domande da porsi prima di arrivare a delle conclusioni, seppure teoriche e ipotetiche, nel traslare il nostro cubo da una dimensione ad un’altra, non abbiamo tenuto in considerazione il fattore tempo, questa “dimensione”, subirebbe gli stessi effetti dimensionali oppure no?

Rifacendoci al concetto di spazio-tempo, la risposta più ovvia, sarebbe che esso sia proporzionale e relativo ad ogni dimensione vibratoria, quindi sempre in relazione tra le diverse realtà, sarebbe più lento o veloce rispetto la realtà d’origine, considerando che l’ipotetico dispositivo per traslare, crei una bolla oppure un tunnel dimensionale attorno al nostro cubo, questo vorrebbe dire che in una realtà vibrazionale inferiore, il tempo di quella realtà risulterebbe accelerato rispetto il tempo interno alla bolla e se si potesse osservare l’ambiente circostante, ciò che vedremmo non sarebbe dissimile da quello che si osserva vedendo un filmato accelerato se non addirittura ad una velocità che impedirebbe di distinguerne i particolari; altrettanto e in modo inverso in una dimensione vibratoria superiore, il tempo risulterebbe rallentato e quindi quello che si osserverebbe è qualcosa di estremamente lento se non apparentemente immobile.
Immaginando di essere osservatori di quelle due diverse realtà, sempre che la bolla dimensionale non crei interferenze e distorsioni, ciò che vedremmo dal “transito” del cubo, sarebbe qualcosa di diametralmente opposto, nella dimensione “inferiore” il transito del cubo risulterebbe estremamente lento se non fermo, mentre nella dimensione “superiore” velocissimo o appena percettibile.
E se il tempo fosse una costante uguale per tutte le dimensioni?
Questo potrebbe rappresentare il confine invalicabile tra le diverse dimensioni e quindi tutto questo discorso sarebbe solo un esercizio di logica oppure il ribaltamento dello scenario precedentemente fatto.

Un quesito che mi “frulla” per la testa è se la presunta entità appartenga alla nostra realtà o ad un’altra, è presumibile che appartenga alla nostra stessa realtà, questo non esclude che possa essere di una altra, certo, le problematiche e i pericoli per la traslazione “senza scudo” di materiale da una dimensione ad un’altra sarebbero ininfluenti per materiale inorganico, ma come detto potrebbero essere fatali per quello biologico, ciò nonostante, dato che, sempre dalle sue affermazioni, hanno un bagaglio scientifico e tecnologico di centinaia di migliaia di anni, non possano aver escogitato un qualche accorgimento.

Riprendendo quanto detto dall’entità, il salto dimensionale permetterebbe di aggirare il “limite” della fisica relativo alla questione velocità/massa e quindi percorrere distanze, altrimenti impossibili se intraprese nella dimensione originaria.

Proporzionalità delle misure nelle diverse dimensioni

Proporzionalità delle misure nelle diverse dimensioni

Questo “giochetto” risolverebbe moltissime questioni e problemi tecnici come la non marginale questione del carburante, ma allo stesso tempo come detto si presentano problemi di altra natura; sempre stando alle affermazioni aliene, le differenze, definiamole “topografiche”, tra dimensioni, non potrebbero essere radicali, se non effettuando salti particolarmente grandi tra dimensione e dimensione, restando comunque in un ambito per così dire, di contiguità dimensionale, se dovessimo effettuare un salto dalla nostra dimensione a quella precedente o successiva, se nella nostra dimensione non fosse presente un qualunque ostacolo, è possibile che nella realtà di destinazione ci sia, ma aldilà della topografia anche se idealmente o sommessamente sottinteso questo aspetto sembrerebbe relativamente ininfluente perché in sostanza la bolla attraverserebbe la materia presente della realtà di transito e comunque in una tale eventualità, stando sempre a quanto riferito, nella fase di transizione dimensionale sarebbe possibile osservare le due diverse realtà e quindi aggiustare eventualmente la “rotta” per evitare il disastro.

Non posso non pensare che questo possa essere un’ulteriore stratagemma al fine di dare una coerenza a veridicità con le proprie affermazioni, comunque pur restando in questa prospettiva, si pone inevitabilmente una questione di “conoscenza reale” della topografia della dimensione di transizione, mi spiego meglio, uno spostamento all’interno della nostra dimensione è facilitato dal fatto che anche sommariamente abbiamo conoscenza e cognizione del nostro spazio, quindi per andare da un punto ad un altro sappiano quantomeno orientarci e prendere la giusta direzione, entrando in un’altra dimensione, inizialmente non ne conosciamo la disposizione, perciò se il nostro “punto di partenza” è situato sulla terra ferma, il rispettivo punto nell’altra dimensione potrebbe essere nel mezzo di un oceano, come detto, le problematiche “fisiche” sarebbero relativamente irrilevanti dato che la bolla attraverserebbe la dimensione e non al suo interno, ma la conoscenza di questi aspetti si rendono indispensabili, non soltanto per i motivi di sicurezza per un eventuale “rientro” in caso di una possibile quanto probabile necessità, ma sopratutto per determinare il percorso e la direzione da seguire in rapporto alla nostra dimensione ed al punto di destinazione cui ci prefiggiamo di raggiungere.
Ipotizziamo di voler raggiungere Proxima Centauri (± 4,28 anni luce) una volta saltati nella dimensione di transito, dovremmo rapportare il percorso che effettueremmo nella nostra dimensione in quella di transito e percorrerla effettuando i dovuti accorgimenti di rotta e non solo, dovremmo anche tenere in conto anche di quella che potremmo definire “deriva spazio-temporale”; è necessario precisare che oggi noi osserviamo Proxima Centauri nella posizione spaziale che aveva e non quella che ha attualmente, la determinazione della sua posizione e del punto relativo anche all’interno della dimensione di transito si rivela fondamentale per non finire fuori rotta e in modo definitivo “lost in space”; anche se il tragitto extra-dimensionale dalla terra alla nostra stella vicina dovesse durare dieci minuti, in assenza di tali conoscenze non raggiungeremmo l’obbiettivo prefissato ne potremmo mai fare ritorno, quindi, riprendendo il quesito sulla dimensione temporale, la determinazione di questo parametro risulta essere comunque essenziale se non fondamentale.

Usando un po di immaginazione e quello che definisco “ingegno alla MacGyver” proviamo a idealizzare il marchingegno che possa permettere di effettuare i “salti vibrazionali”, tenendo in considerazione quanto l’entità asserisce, questi veicoli sarebbero strutturati o disporrebbero di una sorta di sovrastruttura per generare un campo radiante; la prima cosa a cui mi viene da pensare è che questo ipotetico campo radiante possa essere “costituito” da particolari emissioni radio, in linea di ipotesi potrebbero essere di qualunque lunghezza e ampiezza, ma procediamo per passi.
Seguendo l’idea che questo campo radiante sia costituito da onde elettromagnetiche emergerebbe, seguendo l’assunto alieno, che questo serva a mantenere lo stato vibratorio dimensionale originario e al tempo stesso creare una vibrazione della “frequenza” della dimensione di transito; questo significherebbe che in realtà questo scudo sarebbe costituito, perlomeno da due gusci operanti a frequenze differenti.
Sorge però una questione di carattere tecnico, le onde radio, seppure concentrate o direzionate, tendono ad allontanarsi ed espandersi in modo sferico e questo è coerente con l’ipotesi della “sfera radiante”, ma la questione è che un’emissione radio tradizionale, tende anche ad indebolirsi via via che si allontana dalla fonte, in relazione al mezzo o l’ambiente di propagazione e all’energia immessa, cessando oltremodo di persistere nel momento che l’energia non viene più fornita, quindi seguendo gli insegnamenti di radio elettronica, occorrerebbe una sorta di “apparato bi-banda” perennemente in trasmissione con una capacità di amplificazione dell’emissione decisamente al di fuori di canoni tradizionali e dalle dimensioni “fuori scala” anche per gli apparati in “grigioverde”.

Ipotetica bolla dimensionale attorno ad un UFO

Ipotetica bolla dimensionale attorno ad un UFO

Esiste un fenomeno che radioamatori e tecnici delle trasmissioni conoscono molto bene ed i cui effetti sulle apparecchiature e strumentazioni possono rivelarsi disastrose, le onde stazionarie; questo particolare fenomeno potrebbe essere la risposta, di fatto le onde stazionarie sono una perturbazione creata da una emissione elettromagnetica e tale perturbazione si propaga nel tempo ma sono limitate nello spazio, quindi immaginando un emettitore di onde stazionarie di grandissima potenza “usando” frequenze radio particolarmente corte o microonde, sarebbe possibile creare in campo energetico che avvolgerebbe il veicolo e lo isolerebbe dalla realtà dimensionale, mentre il secondo emettitore lo “traslerebbe” nell’altra dimensione vibratoria.
Convengo che il dispositivo immaginato sembra la descrizione tecnica dello scudo ad energia utilizzato dalle astronavi di Star Trek e non è del tutto da escludere, anche se in linea teorica, che se si potesse realizzare un aggeggio simile, potrebbe realmente funzionare, ma tornando al tema specifico, questo sistema di traslazione dimensionale non dovrebbe interferire con le altre apparecchiature e strumentazioni preposte allo spostamento spaziale, perché dobbiamo ricordarci che saltare da una realtà ad un’altra non vuol dire spostarsi nello spazio, perciò ci si ritroverebbe nello stesso identico punto spaziale ma di un’altra realtà.

Schema di traslazione dimensionale.

Schema di traslazione dimensionale.

Detto questo e tenendo in conto quanto detto sulle questioni “topografiche” e temporali, proviamo a vedere come si svolgerebbe materialmente il viaggio per Proxima Centauri saltando in un’altra dimensione; effettuato il salto dimensionale ci troveremmo nello stesso identico punto di partenza con la differenza però che le dimensioni spaziali rispetto la nostra, sono proporzionalmente e enormemente inferiori, se nella nostra realtà la distanza in anni luce fosse espressa in chilometri, il numero che ne risulta è decisamente difficile da scrivere e da leggere, sfruttando però la diversa proporzionalità questa distanza risulterebbe irrisoria, per darne una idea, questa potrebbe essere paragonabile alla distanza che c’è tra terra e luna o magari ancora meno.
Una volta raggiunto il corrispettivo punto dimensionale di arrivo, si rientra nella nostra dimensione e il gioco è fatto; quindi potremmo raggiungere Proxima Centauri in un arco temporale esiguo, va però precisato, che l’assunto è che all’interno della dimensione di transizione ci si possa spostare alla nostra velocità, questo “trucco” di fatto non violerebbe le leggi della fisica, anzi, in linea generale sembra avere una sua coerenza, poiché come è noto, all’aumentare della velocità, corrisponde un aumento di massa, e questo è il limite fisico della materia, indipendentemente dalle teoriche e ipotetiche realtà vibrazionali, quindi traslando della materia in un’altra realtà, (inferiore) questa avrebbe di per se una massa ed un’energia superiore e quindi viaggiare ad una maggiore velocità rispetto i parametri vibratori della stessa dimensione.

La possibilità dei salti dimensionali, come già detto risulta essere davvero l’uovo di Colombo e la soluzione ad una ampia gamma di problemi e forse anche la “chiave di lettura” di molti misteri; abbiamo visto la grande utilità si potrebbe avere dalla traslazione dimensionale per i viaggi interstellari o addirittura intergalattici sfruttando le dimensioni inferiori, in parte una sommaria panoramica di ciò che sarebbe l’ambiente di una dimensione superiore è stata prospettata, un osservatore all’interno della bolla dimensionale osserverebbe una realtà rallentata o apparentemente immobile, senza considerare le dimensioni delle cose in esso contenute.
A prima vista questo potrebbe sembrare di scarso interesse e utilità, ma non è così, per fare un esempio semplicissimo, immaginiamo di poter osservare una cellula, un batterio o un qualunque corpuscolo microscopico, magari un atomo alle dimensioni di un sistema solare.
Anche con la tecnologia più avanzata e futuristica o fantascientifica non sarebbe possibile realizzare un microscopio capace di eguagliarne le performance, ma la cosa rivela molti risvolti pratici oltre a “funzionare” quale microscopio 3D, stando a quanto esposto, ciò significherebbe che un oggetto che pesa 1 chilogrammo nella nostra realtà, in quella superiore e contigua peserebbe la metà, quindi se il salto dimensionale, sempre rimanendo fedeli alle proporzionalità musicali, fosse in una realtà decupla o centupla la nostra, proporzionalmente il suo peso risulterebbe inferiore.

Come detto all’inizio di questo intervento, è sì un modo di “giocare” ma se mi è permessa un po di presunzione, giocare in modo serio, basando (per quanto mi è possibile) il gioco su concetti e principi concreti; continuando nella speculazione, sarebbe possibile creare un sistema industriale ad oc per sfruttare in modo pratico le differenze dimensionali?
Sotto questa ipotetica prospettiva, non sarebbe del tutto campata in aria l’idea che quanto affermato da alcune legende popolari, possa rispondere a verità, leggende che riportano che le strutture sarebbero state realizzate nell’arco di una notte; immaginando che si sia impiegata una tecnologia dimensionale, questo risulterebbe fattibile, prendiamo il più classico ed enigmatico degli artefatti, le piramidi, nonostante ingegneri e ricercatori d’ogni tipo si siano spremuti le meningi e passato notti insonni nel cercare di comprendere come è stato possibile spostare blocchi dal peso proibitivo anche per i mezzi odierni tra i più avanzati e sofisticati.
Immaginando che attorno a questi enormi blocchi sia stata applicata una bolla dimensionale per traslarli in una dimensione in cui il peso sia l’equivalente di una piuma, lo spostamento ed il posizionamento ne risulterebbe enormemente facilitato, senza considerare l’estrema malleabilità dei materiali a cui si potrebbe dare forme e conformazioni che risulterebbero pressoché impossibili da realizzare nella nostra realtà fisica.
Non posso non evidenziare l’assonanza di quanto estrapolato con il lavoro, le invenzioni o quantomeno scoperte fatte da personaggi, peraltro, citati più volte negli interventi di questo blog, come J.E.Keely, Nicola Tesla, Edward Leedskalnin, in particolar modo da quanto risulterebbe dalla storia di quest’ultimo, secondo cui Leedskalnin, utilizzasse uno strano quanto semplice dispositivo, simile ad una scatola per “alleggerire” gli enormi blocchi di calcare corallino per spostarli e posizionarli con facilità e da solo.

Le utilità della traslazione dimensionale, non si limitano soltanto al settore dei trasposti o dell’edilizia, è possibile che anche in campo energetico questa teorica quanto ipotetica tecnologia possa rappresentare qualcosa di altrettanto rivoluzionario; immaginiamo che grazie alle differenze dimensionali, potessimo realizzare materiali ed elementi che non esistono, manipolando a livello atomico gli stessi atomi, immaginiamo anche la sola possibilità di prelevare una quantità infinitesimale di materia da una sotto dimensione e traslarla nella nostra, a contatto con lo stato vibratorio essa si disgreghi generando una quantità di energia nella misura anche minima di un fattore esponenziale cubico, oltremodo impiegando materia ordinaria e non materiali fissili o radioattivi, oltremodo con il pregio di generare un’energia “pulita” e forse nettamente superiore anche al più energetico dei materiali della nostra realtà.

Rispondendo alla domanda formulata nel titolo di questo intervento e basando le speculazioni su principi e concetti scientifici, sembrerebbe, almeno in linea teorica che quanto prospettato possa essere si e che le affermazioni rilasciate dalla presunta entità, nella presunta intervista, se non possono essere considerate verità acquisite, perlomeno risulterebbero avere un buon grado di coerenza; come in altre occasioni, voglio sottolineare l’enorme differenza che c’è tra vero e verosimile, in ogni caso, nell’eventualità che quanto immaginato possa avvicinarsi alla realtà, in questo caso realtà di un universo a diversi livelli vibratori, analogamente ed in senso figurato, si potrebbe dire che si sarebbe difronte ad un big bang conoscitivo ed evolutivo, delineando ulteriormente l’infinità dell’universo stesso.

Come sempre riporto alcuni link di riferimento.

https://it.wikipedia.org/wiki/Ununpentio
http://it.wikipedia.org/wiki/Transizione_vibrazionale
http://www.silverland.info/documenti/elemento-115/
http://www.ecn.org/cunfi/el115.htm


Fine stesura 21 maggio 2013

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Informazioni su phoo34

Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
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4 risposte a La traslazione dimensionale, è questo il segreto degli UFO?

  1. Sbolivar ha detto:

    Ciao Alessio è molto interessante quello che hai estrapolato e per le prospettive che emergono, voglio far presente che seguendo il tuo ragionamento vorrebbe dire che saltando da una dimensione ad una inferiore si acquisirebbe una densità relativa crescente, questo significherebbe anche che sia possibile raggiungere una densità uguale o superiore a quella di un buco nero super massiccio, di conseguenza la navicella all’interno del campo se non venisse distrutta non potrebbe mai uscire da quello stato ne spostarsi all’interno di quella realtà anche se protetta dallo scudo dimensionale.
    Non possiamo sapere in quale proporzione possa essere la differenza dimensionale tra le realtà, potrebbero essere cosi grandi che il salto creerebbe istantaneamente un buco nero in quella realtà o nella stessa nostra realtà con tutto quello che ne seguirebbe.

    • phoo34 ha detto:

      Ben ritrovato Sbolivar,
      come ho precisato nell’intervento, ho voluto “giocare”, hai perfettamente ragione, non sappiamo qual’è il rapporto tra le differenze dimensionali e saltare da una realtà dimensionale ad un’altra potrebbe avere le conseguenze che hai esposto, se avessi le risposte a questo tipo di cose, probabilmente indosserei un “camice mimetico gallonato”.
      Le estrapolazioni prospettate potrebbero essere intese come un modo per mettere in sintonia il modello standard dell’universo inflazionario con il modello quantistico, una sorta di ponte tra le due concezioni, ma questa idea non è propriamente mia, ma suggerito dall’affermazione del sedicente alieno quando asserisce che il salto dimensionale sarebbe paragonabile, almeno concettualmente, ad un salto quantico.
      Sono molti interrogativi sulla genuinità del documento e delle affermazioni contenute, comunque ipotizzando che possa essere veritiero, quantomeno nei contenuti, apre scenari davvero affascinanti che oltre a fornire una diversa lettura delle “norme” universali, potrebbe fornire l’interpretazione di una realtà fuori dalla nostra attuale comprensione; estremizzando il concetto, immaginare che sfruttando la traslazione dimensionale qualcuno possa aver “posizionato” la luna, la dove la vediamo, renderebbe relativamente semplice “l’operazione”, quindi sarebbe estremamente molto più banale e risibile l’edificare strutture e monumenti megalitici nell’arco di una notte, in ogni caso tutto questo equivale a fare i conti senza l’oste.

      • Sbolivar ha detto:

        La teoria che esponi sembra essere la trasposizione dei war games al mondo della fisica, immaginare gli scenari possibili sulla base di cose reali è un ottimo sistema per le strategie tattiche, non so quanto questo stratagemma possa essere efficace per il mondo della fisica e come dici equivale al fare i conti senza l’oste.
        Mettere in accordo il modello quantistico con quello inflazionario mi sembra un po pretenzioso e credo che quanto hai immaginato sia un modo per aggirare le incompatibilità tra i due modelli piu che risolverle, devo riconoscere che l’idea di un dispositivo che amplifica il fenomeno delle onde stazionarie e sfruttarlo per sostarsi ha il suo fascino, ma si presenta il problema della quantità di energia necessaria per alimentarlo e mantenere i due o tre gusci necessari alla protezione del veiclo nelle diverse dimensioni.
        Generare un campo di onde stazionarie cosi intenso da renderelo pressochè soilido e di una durezza capace di resistere alle forze di questa e di altre dimensioni, creerebbe probabilmente distorsioni nella magnetosfera dellla terra e forse anche dei pianeti più prossimi a noi, è questo forse uno dei pericoli che l’alieno prospettava perché in pratica significa creare qualcosa di simile ad una stella di neutroni quando ancora oggi non siamo in grado di creare le condizioni simili per ottenere la fusione di idrogeno ed elio.

      • phoo34 ha detto:

        Ciao Sbolivar,
        Non ho capito bene il senso della trasposizione dei giochi di guerra applicato alla fisica, forse ti riferisci alla metodica di analisi basandosi su presupposti fittizi?
        Se ti riferisci all’impiego di queste ipotetiche possibilità di viaggiare in dimensioni diverse, beh, sicuramente sarebbe un vantaggio indiscutibile, se invece intendi l’immaginare i meccanismi ed ai possibili principi fisici, la scienza e la ricerca si basano essenzialmente su ipotesi e congetture che funzionino, almeno nella teoria, per l’aspetto pratico, non resta che sperimentare e vedere se il modello teorico supera la prova del fuoco.
        Certamente non ho la pretesa di unificare i modelli che fior fiore si matematici e fisici si sono sudati le sette camicie per concretizzarli, ho solo ipotizzato che “l’anello mancante” tra le due concezioni possa essere un universo multi vibrazionale, armonizzando i due modelli in qualcosa di complessivo.
        Tornando all’aspetto pratico del presunto meccanismo, anche qui ho immaginato quale possa essere, per i fattori energetici per attivalo e mantenerlo potrebbe essere che una volta “avviato” si autoalimenta similmente a come capita per per gli oggetti orbitanti attorno ad un copro celeste, è comunque indubbio che occorre una notevole quantità di energia, questo si, ma torno a ripetere che le mie sono congetture e ipotesi estrapolate dalle asserzioni di un presunto alieno.
        Per quanto riguarda i possibili rischi a cui ti riferisci, anche io ho avuto il tuo stesso pensiero, forse è proprio per questo aspetto che si “sarebbe resa necessaria la collaborazione coatta”, questo aspetto sembra essere organico e coerente con quanto esposto nell’intervista e ne confermerebbe la genuinità, o perlomeno è quello che si vorrebbe far credere, comunque come più volte ho detto, è d’obbligo il dubitativo, specie quando tutto sembra perfetto.

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