The Edward Snowden Datagate, il gioco delle tre carte, anzi quello delle quattro carte.

Sto seguendo le vicende del così detto datagate scatenato dalla “defezione” dell’analista ex C.I.A. ed ora ex N.S.A. Edward Snowden, sinteticamente, Snowden ha deciso di divulgare le attività di spionaggio degli enti governativi che oltre lo screening dei tracciati elettronici generati da cittadini o residenti in America, monitora anche quelli di paesi e nazioni terze, senza sottilizzare tra alleati e avversari; comunque sia legalmente parlando, aldilà dei reati in cui potrebbe incorrere l’ex agente, è fuori di dubbio che ha infranto il contratto sottoscritto con il datore di lavoro e questo lo pone dalla parte del torto indipendentemente dalle più alte e nobili motivazioni che lo possano aver spinto nell’agire, come ha agito.
Certamente le rivelazioni fatte da Snowden mettono in una posizione scomoda l’amministrazione americana, sia sul fronte dell’opinione pubblica americana, che sul terreno della diplomazia, ma in particolare sul delicato sistema di relazioni e collaborazioni tra gli alleati che potrebbero essere messe in discussione e addurre ad eventuali ed approfondite verifiche.
Ora se l’operato del dipendente “infedele” è stato dettato dal solo e esclusivo motivo di denunciare l’abuso dei servizi di sicurezza violando non solo le stesse leggi cui sono preposte a difesa e comunque tenute a rispettare, ma anche quelle internazionali, cagionando un grave danno alla nazione americana e dei suoi rappresentanti.
L’abuso dei servizi segreti e quelli di sicurezza, non è cosa nuova nella storia degli Stati Uniti, le vicende di J.H.Hoover, capo indiscusso dell’F.B.I per quasi cinquant’anni ne è un emblema; ciò non significa che sussistano automatismi per cui i livelli superiori siano correttamente informati sull’operato dei subalterni, è possibile e plausibile che possano sussistere circostanze particolari in cui, per forma, protocolli o quant’altro vi sia una ufficiosità nell’affrontare e avvallare pratiche non de tutto ortodosse, sempre ammesso e non concesso che chi di dovere ne sia realmente informato, comunque, che si tratti di attività autorizzate o meno dai vertici governativi, lo scandalo mette in difficoltà parecchie persone e ovviamente ad interrogarsi se tutti abbiano svolto il proprio lavoro al meglio, quindi, come, dove perché si è creata una falla nel “sistema”.
Un aspetto che mi lascia perplesso è l’emergere di una sovrapposizione di competenze, è notorio che la C.I.A. si occupa del “fronte estero” mentre N.S.A. ed F.B.I di quello interno, però da come la questione è stata posta dai media, sembrerebbe che tutte le responsabilità ricadano sull’ente della sicurezza nazionale, come a sottolineare ed enfatizzare l’irregolarità dell’operazione di sorveglianza e screenign internazionale.

Quello che trovo davvero curioso è che tutto questo susciti grande stupore, certo sotto l’aspetto della sicurezza il fatto è davvero macroscopico e per certi versi potrebbe essere anche comico, ma l’exploit di Snowden, guarda caso era stato anticipato più o meno di una settimana dalla diatriba tra D.E.A. ed Apple circa “l’indecifrabilità dei iMessage” e si inserisce in un quadro più complesso della querelle su presunti codici rubati alla stessa Apple; vorrei fare notare che forse in tutto l’assetto c’è qualcosa che non quadra o comunque non torna, non mi riferisco “all’affaire Snowden” ma a tutto l’insieme, il quesito che mi sorge spontaneo è come sia possibile che una azienda, che seppure dalle dimensioni e dai profitti di una multinazionale, che per altro ha avuto anche a che fare di recente con il temutissimo I.R.S. per la presunta evasione di diversi milioni di dollari, abbia realizzato e reso disponibile sui suoi prodotti un sistema di comunicazione non decodificabile, quando di fatto e per obblighi industriali ogni invenzione, innovazione, brevetto deve prima passare l’esame del N.I.S.P.?
Un sistema di criptazione e decriptazione di quel tenore, sempre che risponda a verità, non potrebbe certo essere reso disponibile se non per usi strettamente militari, quindi o si tratta di una strategia per facilitare attività di insider, oppure Apple ha palesemente violato una quantità di leggi e normative federali che i problemi con l’I.R.S., sarebbero l’ultima e la minore delle preoccupazioni.
In questa ottica potrebbe assumere una diversa valenza l’hacking da parte dell’F.B.I di milioni di Iphone e Ipad.

Tornando alle intercettazioni, possibile che quanto divulgato da Snowden susciti tanta sorpresa e un certo sgomento, possibile che la memoria storica sia cosi labile?
Qualche decina di anni addietro, in una situazione geopolitica mondiale molto meno complessa rispetto l’attuale, anche se più articolata e pericolosa, il mondo venne portato a conoscenza di un fantascientifico programma denominato ECHELON, il cui scopo era quello di sorvegliare tutte le comunicazioni del pianeta.
Come detto la situazione era quella di un mondo diviso in due schieramenti, il blocco occidentale e quello comunista, eppure nonostante la situazione di “muro contro muro” che a volte ha toccato apici di tensione estremi, mai nessuno ha avuto un benché minimo sussulto o espresso, quantomeno riserve e sdegno per questo tipo di attività, come mai? Ora se il “blocco occidentale” aveva sviluppato queste tecnologie, era possibile che il contrapposto schieramento fosse da meno?
Evidentemente no, anche se con le relative differenze, entrambi stavano (e stanno) percorrendo la stessa strada, quindi entrambi con l’interesse a tenere l’intera faccenda riservata e come si suol dire “lavare i panni sporchi in casa”, questo spiega il come mai per quasi più di trent’anni non se ne è saputo ufficialmente nulla, almeno per il programma del blocco occidentale.

Torniamo ad fattaccio della defezione di Snowden e delle rivelazioni fatte; c’è realmente qualche elemento di novità? Sinceramente no, si può ipotizzare l’ovvio, cioè l’ammodernamento delle apparecchiature alle nuove tecnologie e ai nuovi media, ma il metodo resta lo stesso, come accennato prima, le fughe di notizie su queste “pratiche” riguarda solo ed esclusivamente ciò che resta del blocco occidentale e più precisamente riferibili alle strutture americane e inglesi.
É’ davvero possibile che lo schieramento occidentale sia l’unico che utilizza in modo sistematico, capillare e su scala globale l’intercettazione e lo spionaggio?
Sicuramente ne detiene il primato anche perché di fatto le più grandi ed importanti aziende nel settore informatico sono americane e quindi avendo fatto da apripista hanno acquisito una posizione privilegiata, però se c’è un primo, c’è un secondo, un terzo ecc. ecc. quindi anche se non ci sono defezioni e fughe di notizie tra le file di queste strutture, la loro esistenza, anche se teorica non è solo una mera ipotesi ma potrebbe essere una realtà ben più complessa e articolata.
Ora ciò che riveste un ruolo essenziale nella società odierna è l’informazione, che si tratti di conoscere in anticipo le mosse e le contromosse del nemico sullo scenario tattico oppure, come e cosa stiano facendo i competitori commerciali, per affrontare situazioni e fasi del mercato, segna la differenza tra prosperità e successo o fallimento e declino, quindi ottenere queste informazioni si rivela un qualcosa di irrinunciabile.
Dunque è possibile che la defezione di Snowden, possa rientrare in una strategia più ampia al fine di avere maggior cognizione di strutture antagoniste nel settore della sorveglianza globale e quindi determinare se esiste un solo Grande Fratello o se ce ne sia più di uno?

Le cronache degli spostamenti reali o ipotetici dell’ex agente, tra paesi che se lo contendono o che sarebbero ben lieti di offrirgli asilo, è piuttosto curiosa, facendo riferimento anche alla sola idea che la filmografia ci da dell’agente speciale o segreto, è che questo oltre ad avere proprie qualità, glie ne vengono fornite altre con l’addestramento, ora è presumibile che quando per la prima volta Snowden varcò la l’ingresso principale dei servizi quale recluta, quantomeno dovette sottostare e superare un “C.A.R.”; ora è si possibile che abbia deciso di defezionare, non importa per quali motivazioni, però trovo che la strategia di fuga alla “In viaggio col folle” sia inappropriata non solo per il tipo di addestramento, ma anche per la più comune delle persone che abbia un po di senso logico e raziocinio, sempre ammesso e non concesso che le strutture quali quelle coinvolte nell’affaire, non siano accessibili anche allo “scemo più scemo” del momento; decisamente una gran bella curiosità il fatto che le presunte tappe di fuga siano disponibili ai media e non agli ex colleghi.

Tornando ad ECHELON, qualche anno fa, esattamente nel 2006, uscì un film, “The Listering – In ascolto” sotto il profilo dei “movie action” ha ben poco a che spartire, anzi è decisamente lento e a tratti anche monotono, ma per quanto riguarda il quadro che prospetta sullo spionaggio ed il controllo globale, nonostante alcuni passaggi siano enfatizzati e grotteschi, ne da uno spaccato decisamente realistico seppur datato agli anni 70/80, dunque l’evoluzione di queste strutture già all’ora all’avanguardia, oggigiorno dovrebbero essere efficienti almeno il decuplo se non per controllare e gestire, ma quantomeno per poter monitorizzare in modo sufficientemente adeguato il network mondiale.
Questo denota ulteriormente che si vuole far passare o assumere il concetto che solo il “brutto e cattivo occidente” fa queste cose, ma sono convinto che non è così, ne è il solo a farle, perlomeno il pregio della sfera occidentale è che anche grazie alle libertà democratiche seppure per vie traverse, grazie a “gole profonde”, defezioni o intrusioni informatiche, queste cose vengono fatte conoscere e divulgate, mentre dall’altra parte, resta solo un interrogativo spoglio delle domande stesse, la cosa comunque la si voglia intendere non è certo un buon segnale.


Fine stesura 26 giugno 2013

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