Numbers station

Nonostante l’argomento non sia tra i più entusiasmanti, le numbers station sono un fenomeno globale che risalgono, stando alle cronache, fin dalla prima guerra mondiale, la controversa origine di queste emittenti ed il loro scopo, restano comunque un mistero in-ossidato dal tempo e dall’innovazione tecnologica, che anzi, anacronisticamente ne amplifica il mistero; il fatto che governi e responsabili di tutto il globo, nella migliori delle ipotesi, neghino un coinvolgimento in questo tipo di attività, rende tali affermazioni oltremodo poco credibili proprio per il rilievo e le implicazioni, che renderebbero necessario perlomeno un accurato monitoraggio ed investigazione su questo tipo di emissioni, detto ciò, si comprendono le ragioni della reticenza su questo argomento, dato che questi strumenti, sono tra le utilità e rientrano a pieno titolo in quelle attività governative che si collocano nella fascia “grigia” in cui lecito ed illecito perde demarcazione e le linee guida diventano spesso ideologiche e politiche.

Quello che lascia perplessi, almeno di “prim’acchito” è perché mai, si utilizza un mezzo cosi obsoleto come la radio invece degli ultimi ritrovati tecnologici; l’osservazione è indubbiamente pertinente, ma viziata da una buona dose di “ingenuità tattica e tecnica”, un parametro essenziale da tenere in considerazione in qualunque campo è che le cose migliori sono quelle più semplici, quindi anche nel settore delle comunicazioni indipendentemente dagli specifici contesti e scopi a cui sono destinate.
Tralasciano per ora quello che di più folcloristico caratterizza il fenomeno delle numbers station, è lapalissiano che queste siano impiegate per comunicazioni di “servizio” destinate ad operatori sul campo, ma vediamo di comprendere il perché di questo apparente anacronismo tecnologico; è vero oggi la tecnologia ha raggiunto livelli che solo una decina d’anni erano fantascienza, ed ancor di più in campo strategico e militare, detto questo però anche la più sofisticata tecnologia ha dei limiti intrinseci la complessità, mi spiego meglio, prendiamo ad esempio quello che ci è più vicino, internet, indubbiamente il web ha acquisito un’importanza essenziale per la società moderna e per il suo sviluppo, ma questa importantissima infrastruttura ha la sua fragilità intrinseca e risiede nel fatto che non è costituita da un unico “elemento”, ma dall’interdipendenza di altre infrastrutture come l’hardware e software, la rete telefonica, l’insieme dei server e dei computer, non ché dall’energia per far funzionare l’intero sistema; quante volte è capitato che per un motivo o un altro si è “rimasti” bloccati, perché c’era una qualche problematica nel sistema informatico, certamente il blocco dell’intero sistema è raro, in ambito locale potrebbe essere più frequente, però anche la sola ipotesi di un’unica eventualità, per particolari sistemi informativi questo è già di per sé una grande preoccupazione che in prospettiva potrebbe rivelarsi disastrosa.
C’è da tenere anche in considerazione che la diffusione dei moderni media, non è omogenea nemmeno nelle società tecnologicamente avanzate, quindi l’accesso alle fonti d’informazione o comunque di comunicazione potrebbero non essere disponibili, quindi l’impiego della radio si rivelerebbe ad essere una via “obbligata”.

Ricetrasmittenti miniaturizzate

Ricetrasmittenti miniaturizzate

È vero anche l’uso delle radio è tecnologico, ma la differenza è sostanziale, per quanto vetusto e obsoleto possa essere un trasmettitore, può funzionare in modo autonomo ed indipendente in quanto ha in se tutto il necessario per funzionare, anche in assenza di rete elettrica o di un gruppo elettrogeno, il funzionamento è possibile anche con l’ausilio di semplici batterie oppure tanto per restare tecnologici, pannelli solari; oggi questi dispositivi possono essere estremamente ridotti e compatti con prestazioni simili, seppure in proporzione, alle radio emittenti fisse.
Come detto, l’impiego della radio potrebbe rivelarsi l’unico sistema informativo nelle circostanze in cui i “normali” canali non siano disponibili e qui torniamo alle numbers station ad ai misteriosi messaggi; può sembrare una banalità, ma i messaggi sono in “codice” il fatto che questi comunicati non siano decifrabili, se non dal mittente e dal destinatario, rende il messaggio inutilizzabile per chiunque altro, come ho detto, può sembrare una banalità ma è proprio nella semplicità del messaggio che risiede la sua solidità, il settore della cifratura, con l’avvento dell’informatica ha fatto passi da gigante, nonostante l’utilizzo di queste tecniche crittografiche alle modernità, non sono immuni dalla possibile decodifica con tutto ciò che ne consegue, si pensi alle carte di credito o agli account di web-banking hackerati eppure impiegano algoritmi particolarmente complessi per criptare e decriptare; ciò nonostante la decodifica dei messaggi delle numbers station restano intonsi.

I numeri primi speso vengono impiegati nella crittografia

I numeri primi speso vengono impiegati nella crittografia

Non voglio entrare nel merito della crittografia, però come ho detto in precedenza, le cose semplici sono quelle che funzionano meglio, certo parlare di semplicità nel campo della crittografia può sembrare un gioco di parole o una contraddizione in termini, ma è davvero cosi?
Solo apparentemente, sorvolando sui vari metodi per cifrare messaggi e comunicazioni, la semplicità di un sistema non implica che il procedimento di codifica non sia complesso, quello che rende “solido” un sistema di crittografia, non è la complessità del procedimento, anche se questo ha una sua importanza, ma piuttosto la diffusione del sistema stesso, questo perché maggiore è il numero di utilizzatori, maggiore il numero di messaggi decodificabili, dunque la standardizzazione di questi sistemi, inevitabilmente ne determinano il livello di vulnerabilità, quindi anche implementando il sistema crittografico con i più grandi numeri primi disponibili, questo non è sinonimo di sicurezza e inviolabilità e tornando alle numbers station appare evidente che la solidità delle codifiche utilizzate esula dagli standard e probabilmente si basa su sistemi personalizzati ed esclusivi a tal punto che una comunicazione resta indecifrabile anche per “operatori” della stessa equipe.

Dallo scenario appare chiaro il perché, nonostante le tecnologie avanzatissime disponibili, si utilizza ancora oggi il “rudimentale strumento radiofonico”, questi aspetti, è vero che sottraggono fascino e mistero su queste emittenti e sui messaggi, prospettando di fatto una funzionalità e una aderenza operativa per scopi specifici, sopratutto governativi, quello che lascia inalterato il mistero su questo fenomeno, è che da quanto risulterebbe, trasmissioni radio di questo tipo risalgono al periodo della prima guerra mondiale, oltre ad essere le più “antiche” trasmissioni radiofoniche, sarebbero anche le più tecnologicamente avanzate dato che gli standard operativi dell’epoca, le comunicazione erano via filo e per lo più in codice morse.

Aprendo alle vaie ipotesi alternative, se non su tutte le numbers station, è possibile che qualcuno utilizzi questa forma di comunicazione al di fuori dei “canali ufficiali” e/o illegalmente?
La risposta è ovviamente affermativa, dopo tutto, apparati trasmittenti sono disponibili più o meno liberamente sul mercato, l’utilizzo ufficiale è si soggetto a concessioni, licenze e requisiti specifici, ma è ovvio che se qualcuno intende utilizzare questi strumenti per scopi illegali, l’incorrere in reati e sanzioni è certo l’ultimo delle preoccupazioni; con questo non sostengo che le “numbers station non ufficiali” siano utilizzate da terroristi, contrabbandieri o qualunque altra organizzazione illegale, anche se la possibilità non e del tutto campata in aria, quello che trovo davvero fuori luogo e del tutto irrealistico è attribuire a queste emittenti un’origine sovrannaturale e extraterrestre.

In primo luogo ci si dovrebbe domandare perché mai eventuali extraterrestri utilizzerebbero un sistema cosi arcaico, almeno presumibilmente rispetto l’avanzata tecnologia di cui dispongono, cosi come la domanda si pone per eventuali entità extra terrene o ex terrene, supponendo un fondamento più che concreto di dimensioni extra rispetto la nostra, mi chiedo come mai dovrebbero comunicarci in “codice” e non in chiaro eventuali messaggi e rivelazioni?

Seguendo alcune dicerie, si dice che Nicola Tesla nei suoi esperimenti di ricetrasmissione nel 1896/7 captò in più occasioni emissioni radiofoniche dello stesso tenore delle moderne nunbers station, c’è da domandarsi se tali affermazioni rispondano a vero, chi all’epoca poteva disporre di strumenti di quel tipo, quando gli stessi strumenti cominciavano ad essere “inventati”?
Una presunta e rudimentale ricetrasmittente antecedente agli esperimenti di Tesla, potrebbe essere attribuibile ad un non ben identificato nobile scienziato tedesco a cui il Kaiser Guglielmo II° commissionò lo strumento, lo scienziato nobile o viceversa, avrebbe realizzato questo apparecchio seguendo le indicazioni di un antico testo indiano;(It’s a Long Way to the Top “of power”) è ovvio che in assenza di una qualche verifica documentale queste restano dicerie riportate più per completezza d’informazione che non quali dati di fatto, è vero che le leggende hanno un fondamento di verità, ma restano comunque legate alla sfera del fantastico più che alla realtà.
Comunque sia, pare che lo stesso Marconi si imbatté in queste insolite trasmissioni radio, seppure in tempi successivi alle esperienze di Tesla.

Qualcuno ha ipotizzato che le trasmissioni di alcune N.S. siano un messaggio che contiene una sorta di cronologia di fatti ed eventi accaduti e che dovranno accadere, similmente e per analogia a quanto espresso nel film “Segnali dal futuro”; l’ipotesi è indubbiamente affascinante, se non fosse per il fatto che di fatto, riscontri di questo tipo nei messaggi non ce ne siano mai stati, si potrebbe obbiettare che i messaggi sono codificati e rivolti ai soli “adepti”, ma allora perché, come nel film, non è stata inviata una lettera invece di impegnare tempo e risorse? Sicuramente l’invio di una, cento o più lettere sarebbe costato o costerebbe molto meno che non aprire un impianto radiofonico che oltre ad essere ascoltabile da tutti o quasi tutti, sarebbe stato certamente più riservato ed esclusivo; non trovate?

Come sempre lascio i link di riferimento più interessanti ed affidabili:

http://it.wikipedia.org/wiki/Numbers_station
http://iw7dol.jimdo.com/radio-misteri/number-stations/
http://www.ilgiornale.it/news/esteri/quando-radio-d-i-numeri-007-missione-onde-corte-917802.html
http://captainsonic.wordpress.com/2009/08/11/numbers-stations-guida-allascolto/
http://www.spynumbers.com/


Fine stesura 27 giugno 2013

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Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
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