Lunar Transient Phenomena


L.T.P. Pioggia e arcobaleni lunari
(forse)

Da almeno 400/450 anni si osservano strani, insoliti e misteriosi fenomeni che animano il paesaggio del nostro satellite, questi eventi si concretizzano in bagliori e luminescenze di intensità e dimensioni variabili, stando alle osservazioni sembra che questi fenomeni non siano concentrati in specifiche aree ne che queste mostrino una particolarità morfologica, almeno visivamente; questi fenomeni sono stati definiti con l’acronimo di L.T.P. ossia Lunar Transient Phenomena che tradotto sta a significare fenomeni lunari temporanei o passeggeri, certo l’acronimo è piuttosto vago e approssimativo, ma questo è anche comprensibile dato che la Luna non è proprio a portata di “mano” quindi l’approssimazione è conseguente la molteplicità delle ipotesi e le teorie sulla natura dei fenomeni stessi; nel complesso questi fenomeni si evidenziano per gli insoliti bagliori e luminescenze che variano per intensità e persistenza ed in diverse occasioni, l’evanescenza di questi fenomeni rafforzerebbe l’ipotesi che si possa trattare se non dello stesso processo di formazione delle nubi come sulla terra, qualcosa di analogo.

Sicuramente l’ipotesi che sul nostro satellite possano essere presenti “fenomeni atmosferici” è decisamente in contrasto con tutto quello che si sa della Luna ed anche con quello che a prima vista, chiunque può osservare ad occhio nudo e comunque si tratta di una ipotesi estremamente azzardata; però data la particolare sfumatura di questo blog ed il “taglio” del materiale pubblicato, tenendo fede a questa linea, voglio riportare alcune voci più o meno attendibili seppur ufficiose che supporterebbero quantomeno l’esistenza dei fenomeni T.L.P., secondo le “voci di corridoio” nelle operazioni di avvicinamento ed approccio al satellite, gli astronauti dell’Apollo 11 avrebbero comunicato alla sala di controllo di Huston che stavano osservando qualcosa che assomigliava a delle nuvole, sicuramente questa comunicazione deve aver lasciato basito l’intero staff, comunque secondo alcuni sostenitori del teorema del complotto, la comunicazione in questione non sarebbe relativa alla missione Apollo undici, ma bensì a quella dell’Apollo 10 in missione di verifica e test dei moduli e delle apparecchiature in procinto di essere impiegati nella successiva missione, comunque aldilà della della missione a cui è ascrivibile la comunicazione, anche perché la differenza temporale è più o meno una sessantina di giorni, dunque sorvolando su questo particolare che comunque rientrerebbe nelle “procedure di depistaggio” in caso di fughe di informazioni, la comunicazione sarebbe stata “censurata”, non tanto per necessità di riservatezza che comunque riguardava una molteplicità delle attività che l’equipaggio avrebbe svolto nel prosieguo della missione, (Apollo 11) ma piuttosto per il fatto che questa osservazione avrebbe potuto far dubitare delle condizioni psicofisiche degli stessi astronauti e ciò in funzione anche del fatto che questo avrebbe strido con quanto “l’uomo comune” sapeva e sa sul nostro satellite.
La fondatezza e la veridicità di queste osservazioni, seppure non siano state confermate pubblicamente da nessuno degli astronauti, sarebbero confermate dalle osservazioni indipendenti di astronomi di diverso livello e caratura in un periodo risalente le prime osservazioni con in cannocchiale, quindi seppure i rilievi degli astronauti fossero stati oggetto del “cover up” in sostanza sarebbe il classico segreto di Pulcinella.

Tornado ai fenomeni transienti, le ipotesi sulla natura sono molteplici ma quella che sembrerebbe la più accreditata o comunque quella con il più alto grado di plausibilità è che i fenomeni sono conseguenti un’attività geologico-vulcanica residuale; detto questo, rispetto quanto la scienza dice sulla Luna, questo è decisamente un elemento di assoluta novità, almeno per il ”grande pubblico” e quindi seppure in miniatura e con percentuali differenti dei materiali avrebbe una conformazione sostanzialmente analoga se non simili a quella terrestre; qui però vorrei fare una considerazione, ora se la Luna ha ancora al suo interno una cospicua percentuale della sua massa ancora allo stato fuso, come è possibile che non si osservano se non veri e propri fenomeni vulcanici come li conosciamo, quantomeno non si osservano i resti o i segni di quelli di un’attività vulcanica del passato, sicuramente si può obbiettare che in funzione del grande ed intenso bombardamento della superficie i segni siano stati cancellati e comunque si confondono con i crateri da impatto, ma ammesso e non concesso, le particolarità delle conformazioni geologiche sono differenti, inoltre proprio in conseguenza dell’intenso bombardamento, l’attività vulcanica avrebbe avuto una intensità che difficilmente non si noterebbe, anzi è vero il contrario, ossia a sparire, ricoperti dalla lava, sarebbero i crateri da impatto e non i “vulcani lunari”, comunque seguendo l’ipotesi che la Luna disponga di un nucleo ancora incandescente, come è possibile che strumentazioni tra le più sofisticare ed all’avanguardia non abbiano percepito se non le radiazioni emesse dal nucleo, quantomeno le emissioni termiche?
Un altro elemento per “cospirazionisti” da tenere segreto sulle caratteristiche del nostro satellite?
È ovvio però che la teoria del nucleo lunare è coerente con la gravità ed il campo magnetico anche se debole è presente e questo è altrettanto in accordo con il presupposto che seppure in proporzione ed in funzione del campo gravitazionale ed elettromagnetico, una impalpabile, sottile, estremamente rarefatta atmosfera è più che una semplice ipotesi, certo non si può paragonare l’atmosfera a quella terrestre ne a quella di qualunque altro pianeta, ma questo è sufficiente a rafforzare l’ipotesi che sulla Luna si possano formare delle nuvole.

Ora si tratta di comprendere di cosa sarebbero fatte queste nubi; come conseguenza di una residua attività geologica, sarebbe naturale che i gas che si formano o che sono presenti all’interno delle rocce fuse permeano attraverso la porosità delle rocce solidificate verso la superficie, una volta liberi nella sottile atmosfera, come avviene normalmente, i gas si raffreddano e quindi condensano se non in nubi vere e proprie, quantomeno sotto forma di bruma o nebbia e a secondo del gas con cui si è formata, può stazionare a “quote” differenti e questo insieme di cose sarebbe la spiegazione della luminescenza, dei bagliori e dell’evanescenza di questi fenomeni, come si sa, la superficie lunare nonostante l’illuminazione diretta del sole non ha qualità particolarmente rifrangenti quindi questi fenomeni ottici sarebbero conseguenti la maggiore capacità rifrangente dei gas condensati che varierebbero in intensità, colore ecc. ecc. anche in funzione dell’incidenza della luce.
Seguendo questo ragionamento ne consegue che le nubi non possano essere di polvere o per la precisione di “PM 10 lunare”, se non altro per le scarse qualità rifrangenti della polvere, quindi proseguendo nel percorso speculativo, sarebbe possibile che sulla Luna possa persino “piovere” e perché no magari dopo il temporale anche un bel arcobaleno lunare; per inciso ed in via del tutto teorica, se un tele evento potesse essere osservato dalla terra, molto probabilmente si presenterebbe come una semi-cupola dalla colorazione analoga a quella di bolla di sapone, uno spettacolo da non perdere assolutamente e con questo riprendo il “taglio classico” del blog, anticipando che una vista di quel tipo non potrebbe non passare per un artefatto extraterrestre.

Con questo non voglio certo dire che non possa essere possibile che sulla Luna entità extraterrestri installino o abbiano già installato cupole traslucide “anticipando” quello che il genere umano si prefigge di realizzare appena avrà la possibilità di farlo sia sulla Luna che su Marte, (Biosfera 2) magari non le possiamo osservare perché forse, in parte coperte dalla polvere lunare, ed aggiungo volutamente coperte, così da restare nascoste, ma il tema delle strutture “anomale” presenti sulla superficie lunare è si contiguo alla fenomenologia che si osserva sul nostro satellite, ma vorrei approfondire l’argomento in un futuro intervento, cosi tanto per tenere alto l’interesse per il blog e magari “spuntare” una visita in più.
Restando in “atmosfera”, le recenti scoperte, ma a quanto pare fin dalle missioni Apollo, si dimostra che il nostro satellite non è affatto un sterile e desolato sasso, ma che sarebbero disponibili non “trascurabili” depositi di acqua, indipendentemente che questa acqua sia stata “sottratta” alla Terra dall’impatto con Teia da cui poi si formò l’attuale satellite o che questa sia di origine cometaria, come in gran parte sembrerebbe essere l’acqua terrestre, il fatto è che, sorvolando anche sui segreti NASA, questo ulteriormente farebbe pensare che se non nella totalità dei T.L.P., una parte potrebbe essere relativa alla condensazione vera e propria dell’acqua in un processo esattamente identico a quello terrestre, seppure estremamente dimensionato alle specifiche lunari.
Detto questo, se la quantità di acqua disponibile sulla Luna e comunque in un ambiente artificiale come quello di Biosfera 2, permetteste la colonizzazione permanente del satellite da parte dell’essere umano, mi sovviene domandare se questo non sia stato già fatto da qualcun altro ed in tempi assai più remoti, se proprio non si vogliono coinvolgere gli extraterrestri, nell’evoluzione della vita sulla terra è possibile che una qualche altra specie si possa essere evoluta parimenti all’evoluzione dell’Homo sapiens?

Considerando i tempi evolutivi darwiniani e suddividendo il tempo complessivo dell’esistenza della Terra, bhè anche nella più negativa delle ipotesi, almeno una o due specie differenti oltre la nostra potrebbero essere figlie di “Gaia”, comunque tornando ai fenomeni transienti lunari, pur non escludendo “attività intelligenti ignote” starebbero ad indicare che in fondo lo spazio è molto più vitale di quello che ci si aspetterebbe o che si possa immaginare, materia prebiotica, microbi, batteri, acqua che fluttuano nello spazio interplanetario e interstellare certificano che il fenomeno della vita è un fenomeno comune; concludo questo intervento riportando quanto George Adamski asserisce nel secondo libro “A bordo dei dischi volanti” in un passo dice che poté osservare dagli oblò del “ricognitore venusiano” in modo distinto e chiaro, foreste, fiumi e laghi che ricoprivano la superficie della luna similmente ai paesaggi terrestri; mi permetto di essere autoreferenziale, ma sembrerebbe che questo possa essere una chiave di lettura o forse in accordo che quanto esposto nell’intervista con l’alieno circa la multi dimensionalità e che quindi ogni pianeta ospita forme di vita; in passato ci fu qualcun altro che postulò decisamente in epoche non sospette, un’infinita pluralità di mondi, un domenicano di nome Giordano Bruno, che per la sua eccessiva larghezza di vedute ne pagò letteralmente lo “scotto”.
Ora chiedo alla luce delle nuove posizioni della Chiesa espresse da molteplici suoi rappresentati, prelati e porporati, circa la possibilità di vita/e extraterrestri e supportato dalle conclusioni della stessa Specola Vaticana, non sarebbe il caso, se non altro per mettersi al passo con la storia e la scienza, che la “Sanctae Romanae Ecclesiae”, faccia ammenda e se proprio non riabiliti il monaco, quantomeno riesamini severo giudizio?

Come sempre i link di riferimento:

http://scienza.panorama.it/spazio/Acqua-sulla-Luna-dopo-quarant-anni-forse-risolto-il-mistero-della-sua-origine
http://justnoisehmmm.blogspot.it/2011/01/transient-lunar-phenomenon.html

Documentazione
Lunar Transient Phenomena: What Do the Clementine Images Reveal? – (PDF)
Manifestation and possible source of lunar transient phenomena (LTP)
Observation of lunar transient phenomena (LTP) in 1972 and 1973
On the origin of mascons and moonquakes
The lunar magma ocean: A transient lunar phenomenon?
Transient Phenbomena on the Moon
A compositional studi of Aristarchus region of Moon using near-infrared reflectance spectroscopy
Obrservation of water vapor ions at the lunar surface
Photometry of the lunar surface
Water vapor, whece comest thou?
Lunar and terrestrial sample photoconductivity
Transient Lunar Phenomena: Regularity and Reality
The lunar atmosphere: History, Status, Current problem, amd context


Voglio precisare che non è mia intenzione tenere un corso di informatica su come ricercare in rete documenti ed informazioni, faccio questo per prevenire eventuali richieste sul “come si fa”, questo potrebbe sembrare un atteggiamento scostante, ma non lo è; è vero, un po seccato si ma più che altro per le banalità e sciocchezze che vengono molto spesso richieste, comunque restando nella specificità dell’intervento, facendo riferimento al principale e più importante motore di ricerca, riporto le seguenti immagini di riferimento.
Come prima cosa, occorre digitare nella barra di ricerca (sul browser, la finestrella di ricerca è quella che a lato mostra una lente di ingrandimento oppure sulla pagina del motore di ricerca è affianco alla “textarea”) il termine o l’insieme di termini da ricercare, nello specifico quello che stiamo cercando è “lunar transient phenomena”, quasi istantaneamente appare la lista dei collegamenti “paginata”, restando nella specificità della nostra ricerca, intendiamo trovare e reperire una documentazione attendibile e comunque che abbia uno spessore e caratura didattica, quindi come si nota dall’immagine e per agevolare il filtro di ricerca cliccheremo sulla voce “Articoli accademici per…”

Schermata catturata da Google

Schermata catturata da Google

In questo modo verranno resi disponibili solo quei collegamenti che rispondono alle specifiche, inoltre la nuova schermata offre la possibilità di filtrare ulteriormente la specifica ricerca come si evidenzia nella colonna sotto la freccia rossa.

Schermata catturata da Google

Schermata catturata da Google

Un piccolo suggerimento, la maggior parte dei collegamenti, purtroppo si riferisce a materiale e documentazione di proprietà di università e centri di ricerca, quindi è possibile che molti dei link conducano ad una pagina per l’acquisto del documento, ma questo aspetto è in funzione alle vostre disponibilità e scelte, in ogni caso, alcuni collegamenti, nella colonna di destra riportano il link diretti a documentazione e archivi che possono essere aperti direttamente, in genere sono documenti in formato PDF o comunque un formato similare ma per htlm.

Spero di aver anticipato ed essere stato esaustivo nel anticipare le domande; lo so, qualcuno mi sta facendo notare che si potrebbe voler salvare il documento in locale, ok, se si tratta di un PDF e se questo non ha delle restrizioni, basta salvarlo cliccando sull’icona “floppy” se si tratta di altri formati, oltre le eventuali protezioni, dipende dal formato del file specifico che magari potrebbe essere si salvato, ma poi con quale programma lo aprite?


Fine stesura 16 agosto 2013

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