Buchi neri, buchi bianchi e tunnel spaziali


Black & white hole
Due fenomeni il medesimo oggetto?

Prima di entrare nel tema di questo intervento, vorrei fare delle puntualizzazioni su alcuni aspetti etimologici e concettuali del termine buco nero; seguendo la comune accezione del termine buco, con il suo significato si intende sostanzialmente uno spazio vuoto, un’area libera, o comunque gli si attribuisce un significato che esprime l’assenza di contenuto, dunque se prendiamo un qualunque strumento e foriamo una qualsiasi superficie o oggetto, il risultato è che parte di quella superficie o oggetto viene rimossa lasciando per l’appunto un foro più o meno regolare e a secondo dello spessore della superficie questo sarà un foro passante o cieco, inoltre la distinzione cromatica di uno spazio vuoto è di per se un non senso e tra l’altro superflua.
Dico questo perché ho sempre pensato che seppure per questioni di immediatezza comunicative nel sintetizzare le peculiarità del fenomeno astrofisico, sostanzialmente lo ritengo fuorviante, inoltre esprime l’esatto contrario di quello che è il fenomeno stesso, proprio perché, più che di un buco vuoto, un bkack hole sarebbe di fatto un buco pieno; altro nonsenso.
Non voglio certo arrogarmi competenze e conoscenze di cui non dispongo ne passare per Mister pignolo, so che potrebbe sembrare atteggiamento polemico, ma ritengo essenziale ed elemento ineludibile nonché indispensabile se si vuole effettivamente comprendere qualunque cosa, quindi sgombrare il campo da qualunque elemento distorsivo e fuorviante; dunque pur mantenendo la denominazione ufficiale attribuita a questi fenomeni, penso che la definizione concettuale più aderente alla specifica categoria di “corpi celesti” sarebbe quella data da John Michell che pur su basi teoriche ipotizzò l’esistenza di questo tipo di stelle in cui per l’appunto la velocità di fuga sarebbe potuta essere superiore a quella della luce e quindi la luce stessa non avrebbe potuto essere irradiata, da cui la definizione di dark star o stelle nere.
Stando a quanto detto, si potrebbe essere indotti a pensare che dark star e buchi neri siano fenomeni astrofisici differenti, probabilmente si tratta forse di una mezza verità; dato che ad oggi stelle nere non sono state osservate, il fenomeno potrebbe essere reale perlomeno in una particolare fase dell’evoluzione di talune supernove in buchi neri e quindi potrebbero avere una fase transitoria intermedia in dark star indi un black hole.

Fatte queste premesse, stando a quanto ci viene detto sui buchi neri, questi oggetti “esotici” sono originati dal collasso definitivo delle supernove e possono essere paragonati in modo estremamente aderente a degli aspiratori spaziali veri e propri che “sfruttando” il campo gravitazionale, inglobano nella loro massa tutto il materiale che entra nel campo gravitazionale, sia esso in forma di gas, polveri stellari, asteroidi, pianeti e stelle ed anche altri buchi neri.
Le particolarità di questi oggetti sono molteplici, in prima istanza attorno a questi corpi si “crea” qualcosa di estremamente insolito che è stato definito con Orizzonte degli eventi; questo orizzonte è simile per concetto a quello che è l’atmosfera per un pianeta, quindi non è la superficie del buco nero, detto questo qualunque cosa superi questo limite non potrà più uscire ne sottrarsi all’intenso campo gravitazionale, compresa la luce stessa, in quanto la velocità di fuga richiederebbe una velocità superiore alla velocità della luce stessa e di conseguenza resta intrappolata al disotto dell’orizzonte.

Ma cosa succede alla materia che cade in un buco nero, o più precisamente che supera l’orizzonte degli eventi?
Secondo le attuali conoscenze sui buchi neri, in prossimità dell’orizzonte degli eventi la materia per effetto delle forze gravitazionali subisce il fenomeno della “spaghettificazione” ossia la materia viene risucchiata e compressa ed in definitiva sulla soglia dell’orizzonte viene letteralmente smembrata a livello atomico e subatomico; questo però apre la porta ad ipotesi che porterebbero alla necessità di ridefinire l’essenza stessa dei buchi neri, dico questo perché in sostanza se la materia viene smembrata al più infimo livello particellare, ciò significa che la materia che supera l’orizzonte degli eventi viene riportata ad un livello primigenio, se non uguale a quello primigenio del Big Bang, perlomeno ad uno stato estremamente simile.
Proseguendo la lettura in questa prospettiva, ne consegue che tutto quello che si trova al disotto dell’orizzonte degli eventi non è più materia, ma bensì di qualcosa di pre-materiale, c’è da tenere presente che quello che resta della materia, non ha ancora toccato la superficie, quindi si trova ancora sospesa o in caduta in quella che è “l’atmosfera” del buco nero, questo materiale per effetto della maggior gravità acquisterà via via che precipita verso la superficie un maggior peso e subirà conseguentemente un incremento di pressione, l’azione combinata di questi due effetti, letteralmente per “questioni di spazio” fa si che la dimensione spaziale all’interno della materia venga “eliminata dall’equazione”; siccome il tessuto dell’universo in parte è costituito da binomio spazio-tempo, l’assenza dell’una influisce sull’altra e quindi spiegherebbe il fenomeno della deformazione spazio-temporale che si verificherebbero in prossimità di questi oggetti.
Per averne un’idea, si provi ad immaginare di poter eliminare tutto lo spazio tra la materia che costituisce il nostro pianeta, le sue dimensioni, talora si potesse parlare ancora di dimensioni, sarebbero cosi piccole che probabilmente nemmeno con il più potente microscopio ad effetto tunnel sarebbe osservabile.

Dunque se eliminare lo spazio tra la materia è il “trucco” con cui i buchi neri possono inglobare al loro interno milioni se non miliardi di stelle ed ovviamente tutta la materia che le circonda, questo si rivela indubbiamente un ottimo sistema per non “scoppiare” e continuare ad esistere dato che la materia, non avendo più una dimensione, di fatto non ha più una “fisicità” e quindi qualunque cosa possa essere il buco nero sarebbe di fatto costituito da pre-materia e si, potremmo considerare questi oggetti extra dimensionali; mi spiego, la nostra dimensione, il nostro universo occupa una dimensione concettualmente definita con spazio tempo e sarebbe la conseguenza della “decompressione” della materia e dilatandosi ha dato origine allo spazio e contemporaneamente al tempo a seguito del Big Bang, oppure, stando alle nuove e più avanzate teorie quantistiche, dallo scontro di due membrane; comunque sia, l’universo o se si vuole, il nostro universo è costituito di materia-spazio-tempo, detto questo e tornando ai buchi neri, data la loro particolarità, questi si troverebbero a “cavallo” tra due dimensioni; in alternativa i buchi neri potrebbero essere considerati dei fenomeni involutivi della materia che nel prosieguo delle loro esistenze ed accrescimento nelle eternità, in funzione della deformazione del tessuto spaziotemporale, potrebbero essere propedeutici al definitivo Big Crunch i cui unici soggetti sarebbero in realtà le due ultime smisurate ed inimmaginabili singolarità che una volta unitesi, potrebbero dare seguito ad un nuovo Big Bang.

Dopo la trattazione sui buchi neri, veniamo ai buchi bianchi, ora da qualche lustro alcuni fisici teorici ed astrofisici, teorizzato che nell’universo, da qualche parte possano esistere oggetti che hanno qualità opposte a quelle dei buchi neri e li hanno definiti come buchi bianchi, la teoria immagina che questi oggetti al contrario dei “fratelli neri” eiettino materia; ora però la questione si complica e non di poco, perché se di fatto i buchi neri si alimentano e accrescono le proprie “dimensioni” tramite la materia dell’universo e teoricamente sussisstere come oggetti a se stanti, i buchi bianchi come potrebbero eiettare materia, strutturata o meno che sia, mantenendo comunque una propria struttura o dimensionalità senza dissolversi?
Questa considerazione porta inevitabilmente a ipotizzare che se nell’eventualità dell’esistenza dei buchi bianchi, questi al contrario di buchi neri non possono esistere se non in stretta connessione o simbiosi coi buchi neri, parimenti però sorge la necessità di rivisitare o quantomeno rivedere ciò che è stato ipotizzato sulla singolarità “nera” poiché si contraddice l’assunto che nulla possa sfuggire da un buco nero, quindi seguendo in questa direzione, un buco nero non sarebbe più un oggetto a se stante ma il terminale di un qualcosa che assomiglia ad un tunnel dove da un lato la materia entra e dall’altra esce,

Ora, sorgono altri quesiti circa le reali qualità dei buchi neri, mi spiego, seguendo questa prospettiva, ciò attesterebbe che effettivamente i buchi neri sarebbero dei buchi, dei fori in quello che è il “tessuto” o la struttura dello spazio, quindi è lecito supporre che l’implosione di una supernova, apra uno squarcio in questa struttura spaziale, ora sappiamo, anche alla luce delle ultime strabilianti osservazioni che i buchi neri effettivamente “ingurgitano” materia, quindi, nell’ottica che questa fuoriesce da una zona spaziale, questa inevitabilmente entrerà in una altra zona spaziale; la logica porta però a fare delle considerazioni su questo fenomeno, perché se da qualche parte esce qualcosa, da qualche altra parte entra, ma non solo, questa fuoriuscita è in funzione alla diversa densità o se si vuole pressione tra le due are spaziali, ne consegue, almeno sotto il profilo “visivo” che quella che sembra essere la massa del buco nero, in realtà è solo l’accumulo della materia nel collo di bottiglia.
Queste considerazioni pongono ulteriori quesiti circa la struttura complessiva dell’universo, attenendoci al concetto di unicità del nostro universo, si delinea che esso non sia omogeneo come ci appare, ne per quanto riguarda la densità della materia, ne per l’aspetto “pressorio”; certamente è da tenere in considerazione che non ci è possibile osservare l’intero universo, ma esclusivamente la porzione che rientra nel nostro “cono spaziotemporale” perciò potrebbe essere possibile che proprio nell’area esterna alla nostra “visuale” si possano trovare queste particolari aree e conseguentemente quelli che come teorizzato sarebbero i buchi bianchi.
Vorrei però fare una considerazione su cosa o come potrebbero presentarsi i buchi bianchi, contrariamente a quello che si possa pensare è probabile che non abbiano una forma vera e propria, perciò analogamente ed inversamente non apparirebbero come i buchi neri, ma bensì potrebbero presentarsi similmente ad una sorta di geyser di getti di materia destrutturata che gradualmente ed in relazione alle “condizioni ambientali” dell’area si riorganizza e ristruttura nuovamente.

Attenendoci a quanto detto fino ad ora, ritengo importante approfondire un aspetto che potrebbe apparire di secondaria importanza ma in realtà riveste un ruolo essenziale e cioè quale sia in realtà la condizione naturale della materia; prima ho distinto la materia in materia e per-materia, ma questa distinzione potrebbe essere superflua perché forse ciò che è l’essenza della materia non è pregiudicata dai differenti stadi in cui si trova, ma quello che invece ne determina le qualità, sono lo spazio disponibile in cui essa si dispone organizzandosi e strutturandosi; provando a fare un parallelismo con le carte da gioco, si potrebbe immaginare che il mazzo di carte rappresenti lo stato a “riposo” della materia o come l’ho definita pre-materia all’interno del buco nero, mentre il castello di carte rappresenta la condizione “attiva” o in movimento della materia che si organizza e struttura in varie e multiforme fogge, cosi come avviene per il castello di carte, basta un non nulla, una lieve alterazione degli equilibri e dei pesi a far si che il castello intero collassi su se stesso, questo evento fa si che le carte ricadano l’una su l’altra ed idealmente tendono a riacquistare lo stato di “riposo” tendendo a riformare nuovamente il mazzo originario.
Certamente la materia non è un mazzo di carte, ma questo giochino potrebbe darci l’indicazione che forse lo stato naturale della materia è quello a “riposo” e quindi l’universo strutturato non è che una fase più o meno lunga di eccitamento della materia.

Tonando ai “buchi” c’è da fare attenzione a non confonderli con i wormhole o più propriamente noti ponti di Einstein-Rosen, in quanto questi ultimi, seppure teorici sarebbero artificiali, inoltre a differenza dei tunnel creati dai buchi neri questi tunnel potrebbero essere attraversati in modo “sicuro” evitando gli indesiderati quanto deprecabili effetti dello smembramento della materia che si verificherebbe entrando in un buco nero e con l’assoluta incertezza di quello che poi potrebbe uscire dall’altro lato; comunque secondo questo scenario, sembrerebbe che i buchi neri e quelli bianchi debbano essere in stretta relazione tra loro, il fatto che ad oggi i buchi bianchi non sono stato ancora osservati, potrebbe rafforzare l’ipotesi cosmologica del Big Bang, da tutto questo le conclusioni, ovviamente teoriche che emergono sono, che i buchi neri possono essere molto probabilmente corpi extra dimensionali e/o extra universali, che i presunti tunnel non possono essere che a senso unico, cioè una volta entrati/usciti la decisione è irreversibile.
Ora considerando il numero e le dimensioni dei probabili buchi neri presenti al centro delle galassie, senza contare quelli “ordinari” del nostro universo, ciò potrebbe significare che nel complesso, l’universo degli universi è estremamente denso di realtà e che molto probabilmente queste possono essere molto simili se non uguali a quella “nostrana”; volendo darne un’immagine complessiva e razionale, l’universo degli universi potrebbe assomigliare perlomeno per assonanza ad un complesso ed intricato reticolo di vasi comunicanti che si alimentano in un ciclo chiuso e per semplificare ulteriormente il quadro, potrebbe essere paragonata ad un processo che quotidianamente sfruttiamo nei frigoriferi e climatizzatori.

Ed ecco i riferimenti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Einstein
http://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_di_Hawking
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_Relativit%C3%A0
http://it.wikipedia.org/wiki/Gravit%C3%A0
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_quantistica_della_gravitazione
http://it.wikipedia.org/wiki/Spaziotempo_di_Minkowski

Finalmente ho un ritaglio di tempo per dare seguito a quanto ho affermato nella risposta al commento di bruce, mi scuso per l’iniziale inadempienza, dettata anche dal fatto che i riferimenti che seguono sono in inglese e quindi, pur avendoli letti precedentemente, ho cercato di metterli in un ordine coerente, almeno spero.

http://phys.columbia.edu/~cqft/physics.htm
http://www.infoplease.com/cig/theories-universe/quantum-mechanics-vs-general-relativity.html
http://www.phys.vt.edu/~jhs/faq/blackholes.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Special:Search/Journal_of_Nonlinear_Phenomena_in_Complex_Systems

http://www.passionescienza.it/index.php?l=IT&s=Fisica&p=ponte_einstein_rosen
http://imptechnology1.weebly.com/ponte-di-einstein-rosen.html
http://www.nasa.gov/centers/glenn/technology/warp/ideachev.html
http://science.nasa.gov/astrophysics/focus-areas/what-is-dark-energy/
http://math.ucr.edu/home/baez/physics/Relativity/GR/dark_matter.html
http://astro.berkeley.edu/~mwhite/darkmatter/dm.html
http://www.webfilesuci.org/WormholeFAQ.html
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=follow-up-what-exactly-is
http://www.vis.uni-stuttgart.de/~muelleta/MTvis/
PDFhttp://uw.physics.wisc.edu/~himpsel/107/Lectures/Phy107Lect19.pdf

Inserisco anche un documentario postato su Youtube.




Fine stesura 26 agosto 2013

Annunci

Informazioni su phoo34

Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
Questa voce è stata pubblicata in Cosmologia, Fisica, geomagnetismo, Invenzioni, planetologia, Scienza di confine e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Buchi neri, buchi bianchi e tunnel spaziali

  1. Raffaele lami ha detto:

    Buchi neri e buchi bianchi, e una affermazione errata definirli buche, in realtà luna esiste perché esiste l’altra e sono due trombe interposti collegati da un corridoio, in loro circola una energia più veloce della luce al punto da rendersi invisibile, la frequenza oscura.
    Considerato questo le due trombe si trovano al centro di due galassie gemelli, la dove in una tromba assorbe energia e una espelle, dado energia alle rispettive galassie, i cosi detti monti paralleli.
    Nelle galassie ruotano i sistemi solari e quando altro e le galassie gemellate girano insieme ad un asse che il suo epicentro corrisponde al piano equatoriale del cosmo, con il doppio effetto che ruotano in torno al cosmo.
    In tanto prendiamo in esame il primo effetto rotativo delle galassie gemellati, per capire che con questo effetto rotativo le galassie gemellati si alternano periodicamente la posizione una sopra l’equatore cosmico e una sotto, con effetto equinozi cosmici. (o passaggio quantico)
    Prendendo in considerazione che il cosmo a sua volta ha l’effetto di doppia tromba, generando un flusso e riflusso dell’energia invisibile. Con questa considerazione si comprende che il cosmo a due piani energetiche diversi, per capirci voglia definirla una positiva e una negativa. Con ciò comprendiamo che le due galassie gemellate ogni inversione campiono la loro polarità energetica. (la nostra galassia in questa era e posizionata sotto l’equatore cosmico con energia negativa, il prossimo equinozio cosmico o passaggio quantico, ci posizioneremo in quella positiva.
    L’ultima inversione energetica cosmica risale all’evento del grande diluvio, ora siamo in procinto della riconversione energetica cosmica.
    Quando spigato fin qui ci fa capire che ogni qualvolta si alterna il piano energetico, le galassie subiscano una inversione del flusso energetico, con questo possiamo comprendere che nel frangente del passaggio quantico, le galassie con tutto quello che le compongano, subiscano un grande stravolgimento, detto cambiamento.
    Questa e la meccanica dell’evoluzione galattica, a questo punto viene spontanea la domanda, quando avverrà il prossimo passaggio quantico. Il tempo del ciclo e prevedibile solo approssimativamente, ma il momento esatto non può essere previsto perché l’universo e in continua evoluzione e mutazione dei tempi a lungo termine, e come una donna che deve partorire la sua creatura, che il tempo di massima e di nove mesi, ma il momento esatto non e prevedibile, solo con l’osservazione delle mutazione si può capire l’avvicinarsi l’evento.
    La scienza può valutare l’avvicinarsi del tempo facendo delle osservazione logiche, ad esempio, l’era interglaciale e un avvertimento, perché a una corrispondenza fisica. Quando una galassia si avvicina al centro dell’equatore cosmico in essa aumenta la potenza energetica invisibile, che quella che da energia agli atomi facendo girare più velocemente gli elettroni i quali per effetto di espansione rotativa, fanno aumentare il volume degli atomi che si manifesto in aumento di temperatura globale.
    Questo e l’effetto irreversibile del ciclo planetario, per capire il concetto ci possiamo spiegare le ere glaciale che corrispondano a punto di allontanamento massimo delle galassia dal piano equatoriale cosmico.
    Anche nelle vecchie scritture mitologiche sono date ampie informazione di questo prossimo evento, bisogna saperli interpretare e di risalire quando più possibile agli originali.
    Non in questa esposizione più o meno scientifica introdurre delle spiegazione mitologiche.

    • phoo34 ha detto:

      Ciao Raffalele, vorrei far presente che i buchi neri non sarebbero presenti solo a centro galattico, quindi, in parte antitetico con quanto hai esposto, comunque, possiamo sapere e conoscere solo ciò che accade al disopra dell’orizzonte degli eventi e non ciò che vi è o che accade oltre esso, la mia esposizione e puramente ipotetica e nasce semplicemente da alcune riflessioni su questi strani e misteriosi oggetti, di cui, peraltro sappiamo estremamente poco o nulla, ma anche perché travalicano in nostro livello di accezione e di immaginazione al pari del concetto di infinito.
      Per quanto riguarda i riferimenti ai cicli glaciali, su scala galattica, questi sarebbero temporalmente infinitesimali e quindi non conseguenti l’orbita galattica, ma più propriamente a fenomeni locali del sistema solare e più in particolare ai fenomeni geologici della terra.

      • Raffaele lami ha detto:

        certo stiamo parlato di teoria riguarda ai buchi neri e bianchi.
        sicuramente la loro esistenza non e solo a livello galattico ma anche a livelli cosmici e universo.
        il termine coniato di buchi neri e perché scientificamente no si conosce la sua composizione e la sua funzione nel sistema universo.
        io le definirei dei vortici di energia di luce invisibile perché e molto più veloce della luce visibile. la loro esistenza a livello galattico e di vortici gemellati contrapposti collegate di un cordone di flusso energetico, avendo la funzione di flusso e deflusso, questo ci fa teorizzare che i due vortici generano la rotazione dei corpi celesti nelle galassie, le quale si possono pensare in due galassie gemellate (definibile i due monti paralleli).
        le galassie gemellate) l’energia che genera i vortici galattici e riflessa dai vortici del cosmo il quale a sua volta e generata dalla energia universale.
        l’energia che stiamo teorizzando (energia di luce invisibile che genera e crea la materia di tutto l’universo, per capre questo concetto bisogna tenere conto del termine, capire l’infinitamente piccolo per capire l’infinitamente grande.
        con questo cosa voglio dire che l’energia invisibile e quella che genera la rotazione degli elettroni attorno al nucleo formato da protoni e neutroni, con la velocità di rotazione degli elettroni si espandono creando un involucro atomo, uno spazio vuoto nel vuoto, la diversificazione degli atomi per ragione del numero degli elettroni e dei neutroni e protoni, formano le molecole chimiche della materi universale, (energia di luce rigenerativa e immortale che crea l’universo) il nostro limite di intelligenza sensoriale la definisce (spirito santo). l’umo e predisposte per connettersi con l’intelligenza extra sensoriale per la conoscenza e la memoria del passato del presente e del futuro, L’umo e un animale ma e stato geneticamente modificato per l’evoluzione della rigenerazione della energia immortale. alla prossima Raffaele Scusate la mia sgrammaticatura.

  2. bruce ha detto:

    Che mondo sarebbe per i blogghisti senza wikipedia.
    Passavo di qui e lascio un cordiale saluto
    Bruce

    • phoo34 ha detto:

      Ciao Bruce,
      Felice della tua visita e contraccambio il saluto; è vero Wichipedia si rivela un ottimo riferimento per noi blogghers, comunque non voglio fare il “questuante pro terzi” ma il solo fatto di creare “refer” a questo importante strumento di cultura ed informazione è un aiuto indiretto per sostenerla e farla crescere, certamante un contributo più cospiquo sarebbe auspicabile, ma comunque questo dipende dalle scielte di ognuno.
      In questo particolare intervento, si nota certamente una “monotonia” o meglio dire una mono-referenzialità a Wichipedia, questa è dovuta ad una svista conseguente alcune meste vicissitudini familiari che mi hanno distolto la concentrazione, appena possibile adeguerò i link ai siti, che seppure sono specifici per gli “addetti” potrebbero rivelarsi in ocni caso uno stimolo ad approfondire.

Lascia un Commento, sarà moderato prima della pubblicazione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...