Le energie nella piramide

Molte persone mi hanno chiesto quali energie ed in che misura la piramide le sviluppa; non avendo risposte certe, ma solo ipotesi plausibili e ovviamente tutte da verificare, non posso fare altro che proporle; prima di tutto vorrei evidenziare il fatto che di per se una piramide, sia essa costituita da tonnellate e tonnellate di blocchi di roccia oppure che sia fatta di carta o cartone, non può produrre alcuna energia.
Facendo riferimento a quanto già detto nell’intervento “#Forma ed energia due facce della stessa medaglia.” le energie che entrerebbero in gioco si possono idealmente suddividere in energie esterne e interne; semplificando, l’ipotesi è che la struttura geometrica in realtà non faccia altro che “deformare” o concentrare l’energia, ora facendo un parallelismo con i principi alla base dell’otica geometrica, risulterebbe plausibile e comunque razionalmente logico, ipotizzare che all’interno della struttura piramidale si inneschi una sorta di ciclo di riflessioni dell’energia che vi è “entrata”.

Riferendoci ai principi di fisica ed in relazione allo specifico della #propagazione della luce, se un raggio di luce colpisce una superficie, il raggio riflesso ne viene alterato in relazione al grado di assorbimento della stessa superficie nonché all’angolo di incidenza su di essa; la “diversità” tra raggio originario e quello riflesso, sinteticamente risiedono nella differente lunghezza dell’onda e per darne una più immediata rappresentazione, si immagini a ciò che accade nel proiettare una luce attraverso un prisma.
Per quanto riguarda la natura delle energie che verrebbero coinvolte nella struttura piramidale, resta un mistero, idealmente, se ci riferiamo ai monumenti che sono sparsi per l’intero globo, si potrebbe ipotizzare che queste possano essere di natura geomagnetica oppure di una qualche radiazione proveniente dallo spazio, dal sole, dalle stelle e che gli “antichi” erano riusciti a sfruttare in una qualche maniera.

Per quanto riguarda le “#piramidi curative”, voglio essere esplicito e ben chiaro, questo onde evitare malintesi e fraintendimenti, ripeto quanto detto in interventi che trattano questo stesso argomento, “ben lungi da me dare consigli di carattere medico ne di avere la presunzione di quanto esposto possa essere metro di valutazione”, ed aggiungo “queste, sono considerazioni e speculazioni che seppure si basano su principi scientifici, restano tali e personali”; dunque se la forma piramidale e sottolineo il se, costituisce una sorta di “concentratore energetico” le energie coinvolte, potrebbero essere oltre quelle già accennate, anche quelle generate dalla materia minerale o biologica, non dimentichiamo che anche in presenza di materia inorganica questa ha una carica intrinseca energetica ed elettromagnetica che si irradia, tutta la materia è costituita da atomi, quindi….
Detto questo, si potrebbe immaginare, facendo sempre riferimento alle nozioni di fisica, che dal riverbero interno alla camera piramidale si creino dei battimenti e/o intermodulazioni e che questi annullino frequenze e/o diano origine a sub armoniche particolari che entrando in risonanza con il “campione” sottostante o contenuto all’interno della piramide, esplicando fenomeni e reazioni; volendo dare una spiegazione razionale e “para scientifica” dei fenomeni che sarebbero riconducibili all’uso olistico delle piramidi curative, si potrebbe supporre che questi, oltre ad una notevole componente psicologica, coinvolgano anche aspetti energetici reali, questo in relazione agli studi, questi, sì reali e concreti, dei toni binaurali, che inducono il cervello alla creazione di questo tipo di tono.

Come detto, immaginando che dai battimenti interni si generino particolari frequenze, queste potrebbero influire direttamente con la “parte interessata” ma avere influenza anche in ambito celebrale, ossia influenzare il normale andamento delle onde celebrali; a tale proposito e non per dare sostengo all’ipotesi, ma piuttosto per dare un quadro più completo, l’esperienza del Professor Mario Pincherle all’interno del sarcofago della grande piramide di Cheope potrebbe essere una dimostrazione di questa ipotetica influenza.

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Gif animata, per visualizzare l’animazione cliccare su “1057 × 823”.

Tornando alla questione delle energie e nello specifico di quello che teoricamente potrebbe accadere all’interno della piramide, “scopiazzando” un grafico dal lavoro pubblicato su un altro blog e di cui in calce riporto il collegamento, ho realizzato quello specifico di una ipotetica struttura piramidale, nel realizzare questa animazione, contrariamente a quanto prospettato nella realizzazione di una piramide in cartone, ho considerato quale struttura, il tronco di piramide, ossia la struttura è “orfana” della punta, quindi alla sommità risulta aperta; questo escamotage è per rendere coerente e/o favorire “l’accesso” dell’ipotetica fonte energetica all’interno della struttura, ma in considerazione del fatto che nella piramide di Cheope, modello a cui si ispirano le piramidi curative la pietra apicale, non c’è e quindi nella sostanza la piramide risulta essere un tronco di piramide.

Ii punti focali si posizionano  a circa ¼ ed ad ½ dell'altezza

Ii punti focali si posizionano a circa ¼ ed ad ½ dell’altezza

Devo sottolineare che le riflessioni sono state calcolate immaginando una degradazione nulla del raggio energetico, ossia che le superfici, nel riflettere non influenzino le qualità originarie del raggio stesso, questo ovviamente nella realtà non è possibile, ma mi ha dato modo di evidenziare quelli che sembrano essere dei “punti focali” in cui le traiettorie si concentrano ed aree decisamente più “libere”, va anche detto che nello schema, per ovvie ragioni, ho preso in esame solo i percorsi di due raggi energetici rettilinei e per la precisione quelli con una tangenza maggiore e minore rispetto l’asse verticale, ovviamente copiando specularmente i rispettivi percorsi.
Si nota dal reticolo che emerge dalle intersezioni delle traiettorie, che i punti focali si posizionano a circa ¼ ed ad ½ dell’altezza, mentre osservando le intersezioni “periferiche” il loro insieme denota un’area più o meno rettangolare o trapezoidale che caratterizza la metà inferiore dell’ipotetica struttura.

Come detto questo è solo un modo per razionalizzare quello che teoricamente potrebbe accadere all’interno della piramide, dato che nella realtà anche impiegando materiali altamente riflettenti e con il più basso coefficiente di assorbimento, la degradazione dell’energia sussiste sempre, detto questo, proprio dalla maggiore e più rapida degradazione la “formazione” o l’insorgere di sub armoniche si amplifica e tra queste frequenze spuria, potrebbero celarsi proprio quelle che rimetterebbero in “equilibrio” le energie biologiche o che sarebbero alla base di tutta quella serie di fenomeni fisici e materiali che contraddistinguerebbero le sperimentazioni con la piramide.

Concludendo l’intervento, sempre in linea di ipotesi ed riferendomi ai fenomeni riflessivi, rifrattivi di cristalli e di particolari materiali, oltre all’analogia “comportamentale” della luce e più in generale delle emissioni energetiche, voglio evidenziare la relazione, se così si può definire, tra fonte energetica e qualità del materiale della struttura, in cui le migliori “performance” si ottengono con materiali dalle qualità isolanti o per usare un gergo strettamente tecnico sono dei dielettrici.
Da quanto ipotizzato fino ad ora, si potrebbe immaginare che seppure la forma piramidale, costituisca la forma ideale per “concentrare” o “manipolare” forme energetiche, per quanto riguarda l’impiego in campo “terapeutico” si potrebbero studiare e adottare forme diverse e più aderenti alle necessità, ma questo inevitabilmente comporta un background di conoscenze che attualmente non esiste.

Riferimenti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Ottica_geometrica
http://it.wikipedia.org/wiki/Battimenti_%28musica%29
http://galileo.cincom.unical.it/pubblicazioni/editoria/libri/Fisica/fisica2/MFM9L2.htm
http://marcomodigliani.wordpress.com/progetti/riflessioni-intensificatori-di-luce-a-riflessione/


Fine stesura 10 gennaio 2014

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