Le utility per il controllo del tempo, figlie di Ighina?

Schema delle relazioni per la struttura di un articolo

Schema delle relazioni

Mentre sfogliavo il libretto delle annotazioni e degli appunti, mi è balzato lo sguardo su una triplice sottolineatura e quello che definisco “#l’albero delle relazioni” in sostanza una specie di schemino che abitualmente creo quando affronto un argomento in modo da avere, per cosi dire un quadro di sintesi delle correlazioni dirette, indirette o presunte e che mi permettono di definire a grandi linee la struttura ed il filologico del “pezzo” in via di stesura, in pratica una sorta di schema mnemonico o se si vuole una mappa, per quanto possibile, a 360 gradi del possibile scenario che ne emergerebbe.
Dunque nello specifico, la sottolineatura era relativa all’inventore, ricercatore #Pier Luigi Ighina, personaggio controverso e per alcuni, forse troppi, se non apertamente detrattori, considerata una figura pittoresca, per le sue “strampalate” teorie e invenzioni; con il mio solito bonario ed irriverente cipiglio, mi sono domandato le ragioni per questa “reputazione” e se chi lo ha “catalogato” possa avere avuto o avere delle valide ragioni oppure se dietro questo ci possa essere qualcosa di altro.
Va detto che Ighina ha sempre sostenuto di essere stato uno stretto collaboratore di #Guglielmo Marconi, padre della telegrafia “wireless”, comunque da quello che risulta dalle carte e dalla documentazione, di questa collaborazione non ne esisterebbe traccia; questo potrebbe far pensare che si tratti di millanteria allo scopo di riscuotere un accreditamento o una credibilità, perlomeno sotto l’aspetto del proprio excursus professionale, ovviamente per supportare le proprie teorie scientifiche, ora però nel mio “sfrucugliare” la questione, di primo acchitto mi sovviene domandarmi se questo personaggio fosse realmente un millantatore o che fosse stato estromesso perché “scomodo, non allineato o avviso” rispetto quelle che potevano essere le intenzioni di impiego delle scoperte a cui avrebbe collaborato e quindi rappresentare una seppure potenziale minaccia e di conseguenza emarginato.

Voglio ulteriormente evidenziare il fatto e questo non per sostenere ulteriormente l’ipotesi che Ighina fosse un millantatore, ma piuttosto per completare il quadro e valutarne le sfumature, che se avesse collaborato con Marconi e quindi direttamente o indirettamente con il ministero se non della guerra di allora, quantomeno con quello dell’industria o delle comunicazioni, un riscontro documentale in suo possesso doveva averlo, tanto per fare un esempio, la busta paga, i versamenti contributivi, il libretto di lavoro, li avrebbe resi pubblici, smentendo così le “male lingue”, sempre che non sussistessero circostanze e situazioni di coercizione o nella migliore delle ipotesi, nella volontarietà di mantenere il segreto, dietro il più classico dei giuramenti solenni; non ho avuto modo di conoscere Pier Luigi Ighina e questa è una mia personale considerazione, ma ritengo che essendo una persona di un’epoca ormai lontana, in cui la propria parola ed il proprio onore era il bene più importante se non l’unico, Ighina, volle mantenere fede all’impegno preso fino in fondo, nonostante le conseguenze e sperando che il mondo accademico prendesse atto perlomeno delle indicazioni e delle prove da lui rilevate nelle sue ricerche.

Ma vediamo di approfondire meglio la faccenda, la teoria più “strampalata” di questo ricercatore era quella del #monopolo e della relazione Sole/Terra che questi avevano nello scambiarsi reciprocamente cariche di diversa polarità; ora per la stragrande maggioranza della gente è noto che non può esistere un magnete o elettromagnete con unica polarità magnetica, un magnete avrà sempre un polo positivo e uno negativo, anche provando a dividere il magnete questo manterrà le polarità; quindi sotto l’aspetto razionale, questa affermazione pare proprio essere campata in aria, ma è veramente così?
Qualcun altro e con maggiori credenziali aveva ipotizzato se non lo stesso “elemento” quantomeno una particella analoga, a quella che avrebbe scoperto, fotografato ed usato Ighina nei suoi esperimenti, il nome di quest’uomo è #Paul Dirac che nel 1931 per l’appunto ipotizzò secondo modelli teorici della fisica l’esistenza di particelle con cariche magnetiche univoche
Sorge il dubbio che in parte è simbolizzato da alcuni interrogativi presenti nell’albero delle relazioni, che Ighina abbia “attinto” alle teorie di Dirac e su queste, sviluppato la sua ricerca, è possibile, plausibile e sarebbe altrettanto logico, ma allora questo denoterebbe che tutto sommato qualcosa di più concreto c’è rispetto a quanto si asserisce sull’inventore.
L’assunto ufficiale comincia a emettere qualche scricchiolio, non so se sinistro o destro, però qualcosa non quadra, ammesso e non concesso che il primato sull’ipotesi dei monopoli non spetti ad Ighina ma a Paul Dirac, a quest’ultimo, spetterebbe a Pier Luigi, il riconoscimento di aver dimostrato sperimentalmente l’esistenza di queste particelle monopolari e con il senno di poi, senza l’impiego di un acceleratore di particelle.

Tornando alla figura di Ighina, sempre in relazione alla questione dei monopoli e alla presunta collaborazione con Marconi, egli asserisce che la morte improvvisa dell’insigne, fu causata proprio da una sperimentazione condotta da Marconi nel generare monopoli e non essendo presente all’esperimento, fu omesso, (desumo) un passaggio o una qualche procedura di sicurezza che per l’appunto si rivelò fatale.
Volendo perseverare nell’ipotesi illatoria di Ighina, resta il fatto che seppure la morte di Marconi è stata conseguente una crisi cardiaca, da quanto risulta l’illustre personaggio non aveva mai avuto problematiche di salute ne tanto meno patologie cardiache pregresse, altrimenti seppure in forma privata, queste sarebbero state documentate, quantomeno sotto il profilo storiografico; comunque e non è che voglia trovare a tutti i costi tracce di una cospirazione o di un complotto, ma potrebbe essere che proprio per la particolare rilevanza del personaggio, del periodo storico e politico dell’Italia, queste informazioni siano state per cosi dire “secretate”; ma perché mai nascondere la cartella clinica di questa grande figura?

Forse e dico forse, seguendo il mio vezzo di mettere in relazione e trovare collegamenti “strani” non potrebbe essere tra le cause o concause si possano far risalire all’esperimento del ’33 su quello che poteva essere la prima sperimentazione del famigerato #raggio della morte?
Secondo l’ufficialità delle cose, questo esperimento sarebbe solo frutto della propaganda del regime, e quindi un cumulo di facezie atte ad agitare avversari e nemici, ora però, sempre con il senno di poi e con tutte le limitazioni del caso, sembrerebbe che le faccende legate alle “#wunderwaffe” non siano poi del tutto delle cialtronate propagandiste, se non altro è stato dimostrato indirettamente che l’operazione #parerclip attuata dagli Stati Uniti, mirasse proprio ad impadronirsi delle tecnologie avanzate dei nazisti; anche se si vuole eludere ogni riferimento alla presunta tecnologia della “#campana” sicuramente per l’interesse verteva sulle tecnologie motoristiche a reazione e sulla missilistica, che guarda caso avrebbe poi condotto gli americani a piantare la bandiera a stelle e strisce sulla luna.

Tornado alla questione del raggio della morte, mi permetto di fare una piccola divagazione dai toni da pettegolezzo, l’esperimento sarebbe stato finanziato direttamente da #Benito Mussolini e a quanto pare l’unica testimonianza verrebbe da #Donna Rachele, la quale avrebbe assistito ad un test in cui tutti i motori sarebbero stati “bloccati” (presumo spenti) da una forza misteriosa; arrivo al pettegolezzo “venato di cattiveria” non è che per caso, Mussolini volesse “prendere due piccioni con una fava?”

Chiusa la divagazione, sempre in merito al presunto dispositivo costruito da Marconi questo avrebbe utilizzato o funzionato proprio con un’energia elettromagnetica; certamente e sempre con il senno di poi, si può ipotizzare che Marconi realizzò uno strumento in grado di creare un impulso elettromagnetico, anticipando di 50/60 anni l’attuale tecnologia, certo è possibile e plausibile, ma stando sempre a quanto viene riferito in via ufficiosa, perché mai lo stesso Marconi avrebbe distrutto quella che in sostanza era l’arma difensiva per eccellenza?
Seguendo sempre le “vibrisse sotto il mio naso”, perché probabilmente non si trattava di un #IEM ma di qualcosa d’altro, l’impiego concentrato di monopoli?
E’ ovvio che se e qualora da qualche parte ci dovessero essere i progetti di quell’apparecchiatura, probabilmente sarebbero in chissà quale archivio statunitense; (operazione paperclip) dico questo perché di fatto, tutte le ricerche e le sperimentazioni, furono avocate dal #Terzo Reich, in relazione a precisi accordi tra #Hitler e Mussolini, non voglio certo aggiungere ulteriore mistero, ma non fu proprio nel ’33 che si sarebbe verificato un #UFO crash tra Milano e Varese ed in seguito fu lo stesso Mussolini ad istituire un dipartimento speciale per indagare in strettissimo segreto; è possibile che l’apparecchiatura o lo strumento realizzato da Marconi abbia potuto causare lo schianto della navicella?

Tornando ad Ighina, potrebbe essere questo insieme di circostanze ed eventi che avrebbero concorso alla sua “estromissione” non solo dai progetti, ma anche dagli archivi contabili ed amministrativi, analogamente e sempre in via di ipotesi a come accadde a #Bob Lazar per #l’area 51?

Ma riprendiamo la questione dei monopoli e degli strampalati progetti di Ighina, ora se oggettivamente i progetti realizzati seguendo le sue altrettanto strampalate teorie erano cosi “fantasiose e irreali”, sorge spontaneo domandarsi, perché mai una #società di ricerche tedesca avrebbe investito fondi e risorse davvero ingenti nel ricercare questi elementi se oggettivamente queste particelle, similmente a quanto ipotizzato sul #Bosone di Higs era una mera speculazione teorica priva di fondamento?
Eppure sembrerebbe che i monopoli esistano davvero, almeno da quello che è stato riportato dalla stampa, una tra tante testate lescienze.it perlomeno quella che pubblica le notizie in rete, quindi mi domando se effettivamente quanto si dice e riferisce a Pier Luigi Ighina sia il risultato di uno scientifico debunking e/o un tentativo per l’occultamento di conoscenze decisamente avanzate e per gli eventuali risvolti del particolare periodo storico.

Ma veniamo alla specificità del titolo dell’intervento, è possibile che quel marchingegno costruito e realizzato da Ighina, il quale invitava scolaresche e chiunque gli chiedesse di mostrargli quali “prodigi” era in grado di fare, già al solo rendere il cielo sereno, potesse aver solleticato l’interesse da parte militare?

Bhé indubbiamente uno strumento del genere non potrebbe essere passato inosservato, perlomeno per chi, per prerogative e mansioni, operando con serietà e compitezza del proprio ruolo; un marchingegno del genere seppure con tutte le limitazioni, avrebbe comunque giocato o rivestito un ruolo in ambito strategico decisamente importante.
Se facciamo riferimento alla #guerra del Vietnam, quella guerra si rivelò un grandissimo laboratorio sperimentale per gli armamenti, convenzionali e non, sopratutto per quanto riguarda le possibilità del #controllo meteorologico, migliaia di voli sui cieli del Vietnam non erano di bombardieri carichi di bombe, ma di tonnellate di microparticolati per scatenare temporali e piogge intense al fine di “fiaccare” il nemico; da qui quelle che potrebbero essere le progenitrici delle #scie chimiche, ma qui mi fermo se no si scantona troppo; comunque un aggeggio capace di trasformare una giornata serena in una piovosa o viceversa, a seconda delle necessità si rivela strategica anche in uno scenario odierno, quindi si potrebbe ipotizzare oppure sarebbe una forzatura che “l’apparecchio” di Igina sia stato ulteriormente sviluppato e trasformato in una vera e propria #arma ambientale?

Ma non solo, sarebbe altrettanto accaduto a quelle fantasiose e per certi versi balzane strutture denominate #valvole antisismiche?
Se qualcuno fosse in grado di scatenare dei terremoti controllati, (cosa per altro fattibile) come sarebbe mai possibile difendersi da un attacco di questo tipo?
Dunque anche per queste fantasiose valvole varrebbe il principio del debunking ed il discredito strumentale per chi, pur seguendo un propria teoria, giunge, se non proprio agli esatti principi scientifici, perlomeno ad una seppure grossolana, approssimativa, ma funzionale soluzione, quindi…
Cosi tanto per dare un senso a quanto detto, e non per essere autoreferenziale, provate ad ascoltare cosa dice il Generale #Fabio Mini, video postato nell’intervento “#Stregoni in divisa bianca e l’inferno della realtà.” oppure andate direttamente sul sito degli organizzatori della manifestazione a cui i video sono riferiti http://#www.nogeoingegneria.com/

Concludendo questo intervento, il sospetto, anzi più che un semplice sospetto, che la campagna denigratoria nei confronti di Pier Luigi Ighina sia strumentale e tendente a nascondere il bandolo di più di una matassa, sembrerebbe assumere una valenza concreta e seguendo determinate logiche, logica e conseguente.

Come sempre l’elenco dei riferimenti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Raggio_della_morte

http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Luigi_Ighina
http://it.wikipedia.org/wiki/Monopolo_magnetico
http://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.5432

http://curiositybox.wordpress.com/tag/monopolo-magnetico/


http://www.lescienze.it/news/2009/09/04/news/la_prima_volta_dei_monopoli_magnetici-573686/

http://www.treccani.it/enciclopedia/monopolo-magnetico/
http://www.cmseritti.altervista.org/index_file/Page4998.htm
http://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?monopolo_magnetico

http://www.fortunadrago.it/?page_id=377


http://www.onne.it/main.asp?m=Progetti&l=1&t=0#16

http://mistero.me/misteri/personaggi-misteri/ighina-la-macchina-del-tempo/


Fine stesura 27 gennaio 2014

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Informazioni su phoo34

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4 risposte a Le utility per il controllo del tempo, figlie di Ighina?

  1. Luisella ha detto:

    Ciao Alessio sono daccordo con te che Pier Luigi Ighna sia stat odenigrato e emarginato proprio per i motivi che hai elencato e ha voluto mantenere l’impegno di un giuramento di segretezza, mio nonno era più o men ocoetaneo di Ighina e mi ricorderò sempre le parole che diceva, puoi perdere tutto, anche la vita, ma una delle poche cose che non potranno mai toglieti è l’onore, solo tu puoi rinunciarci, intendendo dire che se si è di parole, nulla eccett ote stesso può impedire di rimangiartela, per questo concodo che abbia mantenuto l’impegno anche se questo gli ha causato dei problemi.
    Cosa intendevi dire che Mussolini voleva prendere due piccioni con una fava?

    • phoo34 ha detto:

      Ciao Luisella, si l’etichetta, se possiamo definirla cosi, del tempo dei nostri nonni era decisamente diversa dai costumi odierni, la parola data era sacra, oggigiorno tutti o quasi tutti preferiscono attenersi alla filosofia del “Verba volant, scripta manent”, quindi, e lo si può riscontrare ogni giorno sempre più gente parla a vanvera ma sopratutto, ieri ha detto una cosa, oggi il contrario e domani… bhé dipende da quello che più converrà.
      Per il pettegolezzo, mi riferisco al fatto che magari Mussolini fece assistere al presunto test del raggio della morte la gentil consorte per “liberarsene”, ma come ho detto è una piccola malignità conseguente la mia ignoranza nel sapere se lo stesso Duce assistette all’esperimento oppure no.

  2. Lutezio ha detto:

    Trovo ingegnoso il metodo chge hai per organizzare la scrittura degli interventi, penso che copierò il sistema, sulla faccenda di Ighina e le sue scoperte, so che ancora proma di Paul Dirac c’era stato un altro che aveva ipotizzato delle particelle o degli atomi di quel tipo, ma non ricordo il nome, e potrebbe avere avutoi isopirazione o suggerimenti da entrambi, vorrei domandarti se anche tu hai tratto ispirazione da quelle idee per il tempone che hai descritto nella teoria del tubo.
    Se Ighina si fosse ispirato o costruito le sue teorie sul lavoro di altri, non mi sembra una cosa negativa e non mi sembra che ci possono essere motivi per pensare a un plagio, le idee e il pensiero non sono ancora oggetto dei diritti d’autore.
    Anche i tetroscena sul’esperimento del 1933 che hai illustrato fanno vedere qualcosa che da senso agli avvenimenti di quel periodo storico e fanno luce su aspetti quasi sconosciuti, per l’ufo che sarebbe precipitato in lombardia, mi ero interessato della cosa perché abito tra Varese e Milano ma oltre a quelle poche notizie, no nsi sa esattamente dove sia il luogo in cui è precipitato, quello che si vocifera è che Marconi e diversi collaboratori frequentavano spesso nell’aereoporto di Malpensa che all’epoca era un piccolissimo aeroporto, forse più piccolo di quello di Bresso e sovente era usato per i test della Siae Marchetti.
    L’ipotesi che fai sull’impiego delle invenzioni di Ighina come armi, è altrettanto sconcertante, ho visto il video del generale e per la prima volta mi sono spaventato e sentito inerme pensando che si possono usare apparecchiature anche non perfettamente funzionanti e che non si conoscono le conseguenze del loro uso, sono daccodo con la tua idea e sono convinto che il discedito gettato sull’inventore sia proprio stato fatto per limitare la conoscenza di fatti molti allarmanti, mi chiedo spesso se chi ci governa è al corrente di queste cose oppure come per la situazione politica ed economica è totalemente distaccta dalla realtà e prosegue nell’assoluta ignoranza.

    • phoo34 ha detto:

      Il metodo non è che uno degli escamotage, ce ne sono molti altri, ma poi ognuno se ne “crea” uno su misura e ideale per il proprio stile di scrittura, per la faccenda “tempone” no non mi ero ispirato a niente, è solo una delle ipotesi per dare una dimensionalità al tempo e tutto sommato è anche a mio avviso decisamente fantasiosa.
      Concordo sul fatto che anche nell’ipotesi che Ighina si sia ispirato alle teorie di altri per costruire le proprie non è cero una violazione del “copyright” almeno per ora e speriamo che lo sia per sempre, se dovessimo dover pagare i diritti d’autore anche sui pensieri, bhé vorrebbe dire che il cervello diventerebbe superfluo.
      Come ho detto nell’intervento, ho il “vizio” di mettere in relazione le cose più strane, ora anche in assenza di riscontri ufficiali, e poi mi domando come sarebbe possibile che ce ne possano essere, se gli eventi del ’33 erano custoditi oltremodo più come “questioni private del Duce” che non come segreto di stato, i riferimenti a quegli eventi per quanto ipotetici, si inseriscono in un quadro storico che non è del tutto riferibile alla sola propaganda.
      Per la localizzazione dell’ufo crash lombardo, non so che dire, forse leggendo il libro di Pinotti potresti trovare delle indicazioni, sempre ammesso e non concesso che nei documenti che gli furono dati ce ne sia menzione, presumibilmente e facendo delle congetture, considerando il particolare interesse che gli ufo hanno sulle aree sopra e prospicienti gli aeroporti, sicuramente l’area sarà quella dell’aeroporto di Malpensa.
      Su quello che dici dei governanti, bhé non voglio esprimere alcun giudizio, il metro che utilizzo per formarmi un’opinione, su qualsiasi argomento, dal governo al vicino di casa, è valutare le cose dai fatti.
      Da un lato mi spiace e dall’altro sono contento, che tu ti sia spaventato di quello che il Generale Mini dice, sicuramente apre gli occhi a molta gente, perlomeno a chi vuole ascoltare e capire, per il resto e non certo per minimizzare o sminuire quello che emerge dal video, bhé probabilmente di cose “raccapriccianti” ce ne sarebbero tante, ma tante altre e molto più pesanti di quelle che il generale ha voluto o potuto condividere.

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