Materia ed energia oscura


La distribuzione della materia nello spazio suggerisce
#Un universo “polimerico”

La definizione di #materia oscura assunta è che è quella parte di materia che si manifesta solo tramite effetti gravitazionali ma non è osservabile; seppure questa definizione è sufficientemente esaustiva del concetto di materia oscura, circa la natura di questo materiale sconosciuto non da alcuna indicazione; si tenga presente che comunque la sussistenza di questa materia è funzionale ed ha senso nel presupposto cosmologico del Big Bang, quindi ed in questa ottica, forse potrebbe essere una quota della protomateria primordiale che non si sarebbe “addensata” e che avrebbe costituito quella sorta di “fluido” in cui la “materia ordinaria” fluttua ed in cui ne è mantenuta la fenomenologia di aggregazione.
Si badi bene che queste sono congetture di un semplice appassionato, per altro non molto colto di quello che sono le scienze cosmologiche, astrofisiche e fisiche, che cerca, per quanto gli è concesso di capire e comprendere, razionalizzando in concetti più confacenti al proprio bagaglio culturale, concetti e principi ideali e teorici che forse risultano essere eccessivamente teorici anche per gli stessi scienziati, quindi non escludo la possibilità che in questo mio tentativo di comprendere e razionalizzare, possa dire castronerie macroscopiche, più che altro dettate dall’ignoranza e forse conseguenti da una visione forse troppo semplicistica ed in parte influenzata da un background che si potrebbe sintetizzare con “così in cielo, così in terra”.

Dunque entrando nell’esposizione e seguendo il “principio del così in cielo, così in terra”, quali sono i fenomeni che sono costantemente e quotidianamente onnipresenti alla base nella realtà osservabile?
Nulla di così trascendentale e misterioso da quello che si potrebbe presupporre o desumere dall’interrogativo appena formulato, ma qualcosa che per certi versi potrebbe apparire persino banale e forse, ritengo anche eccessivamente riduttivo; la reazione, si la reazione, fisica, chimica, elettrica, un fenomeno cosi semplice che di fatto nella sua globalità è alla base anche della stessa vita biologica; eludendo disquisizioni teologiche sull’intenzionalità o sulla casualità degli eventi, la materia oscura potrebbe assumere un ruolo essenziale nella formazione dell’universo materiale che possiamo osservare e di cui facciamo parte; certo questo ancora non spiega che cosa sia la materia oscura, però già posiamo, se non intravvedere, almeno ipotizzare che vi sia una diversificazione della materia, questo perché necessariamente, pur restando ignote le qualità e le caratteristiche di tali “prodotti” oscuri devono poter reagire gli uni con gli altri e dare origine ad un nuovo prodotto.

L’ipotesi che l’universo possa essere il risultato di una #reazione chimica, può apparire estremamente semplicistica e riduttiva, ma osservando le immagini estrapolate della distribuzione della materia nello spazio, come non è possibile riscontrare una forte somiglianza con il reticolo che si forma dal processo di #polimerizzazione di un materiale plastico o comunque di sintesi?
Convengo con il fatto che l’ipotesi è decisamente azzardata e che in parte contravverrebbe alla teoria del #Big Bang, ma forse quello che riteniamo Big Bang, in realtà non è che l’attimo in cui la materia si condensa o nella fattispecie del presupposto, l’istante in cui inizia il processo di #polimerasi inizia per poi proseguire nell’aggregarsi nella materia che osserviamo, dando origine per l’appunto alla #struttura spazio temporale.

Sempre in via speculativa e seguendo questa direzione, questi assunti e sono il primo a riconoscerne l’estrema stravaganza, restano comunque coerenti con i principi di unidirezionalità della termodinamica e sono in accordo con l’espansione dell’universo; in un processo chimico la reazione da origine ad un prodotto di sintesi che se osservato nelle diverse fasi infinitesimali della tempistica reattiva, prima si forma e poi gradualmente si stabilizza nel prodotto finale, quindi questo porta conseguentemente a collocare il nostro spazio tempo in una fase intermedia in cui il “prodotto universo” è in fase di stabilizzazione in cui possiamo osservare, si il punto d’origine e quello che di fatto ne è conseguito in termini di dilatazione ed espansione ma di cui non possiamo osservare materialmente le fase successiva, ossia quello che l’universo sarà.
Detto questo, sorge spontaneo domandarsi come sia possibile osservare la #materia oscura dato che questa, nella sostanza delle cose sarebbe esterna o comunque estranea al nostro universo pur essendone contigua?
Nella pratica e dai rilievi fino ad ora effettuati, la materia oscura è percepibile solo in funzione delle #anomalie gravitazionali, che si concentrano in determinate aree dello spazio e che influenzano per l’appunto la disposizione della materia; nella specificità, questa materia oscura, fa sì parte del nostro universo, ma a differenza delle materie oscure originarie, sarebbe in realtà una miscela di “cascame” o più precisamente ciò che resta dalla “polimerasi universale” che pur mantenendo caratteristiche originarie, restano inglobate ma avulse nel prodotto finale e che probabilmente verranno espulse o eliminate nella fase terminale del processo come accade effettivamente nei procedimenti industriali dei prodotti di sintesi.

Come ho detto, l’ipotesi è decisamente stravagante e fantasiosa, ma dopo tutto penso di aver mantenuto fede al motto del blog che recita “Di tutto un po, seriamente ma non troppo” e comunque l’idea di un universo quale risultato di un processo chimico, magari si potrebbe rivelare una buona intuizione, per l’individuazione di quei meccanismi che sono alla base della creazione, (passaggio un po cacofonico, lo so) ma resta un escamotage ragionato e costruito a tavolino per cercare di comprendere e razionalizzare quello che, almeno per quello che mi riguarda, scienziati e ricercatori divulgano e che trovo eccessivamente ideali e teorici nelle loro esposizioni e che forse sono rivolte più ai loro colleghi che non al grande pubblico.

Non mi sono dimenticato della questione dell’energia oscura; ma come si inserisce questa ulteriore stranezza nel modello “#polimerico” dell’universo?
Devo dire che inserire questo ulteriore fattore e renderlo “coerente” ha richiesto una maggiore “#spremitura di meningi”, questo perché se sotto il profilo “molecolare” di un polimero, una volta costituita la struttura, questa risulta definita e stabile, l’attuale struttura dell’universo risulta essere in espansione oltremodo in accelerazione; questi fattori portano a fare alcune considerazioni, nell’ipotesi delle fasi di “polimerizzazione” questo vorrebbe dire in prima istanza che la fase in cui ci troviamo è ancora in essere e che quindi la struttura dell’universo non è completa ma in “costruzione”, #l’energia oscura che per l’appunto tende a dilatare lo spazio, sarebbe, inserita in questo contesto, la forza cinetica della reazione chimica primordiale, tanto per restare in tema di prodotti polimerici, si pensi ad esempio alle #schiume poliuretaniche che una volta spruzzate si espandono di circa 70/80 volte il volume originario, facendo riferimento a quanto ho potuto osservare, inizialmente il prodotto spruzzato resta per qualche frazione di tempo quasi inerte, poi inizia a gonfiarsi accelerando l’espansione, in seguito rallenta e si ferma al massimo della sia espansione solidificando, per certi versi questa osservazione sembra essere coerente non solo con l’assunto del Big Bang ma anche con il principio inflattivo seppure riferito alla schiuma polimerica.

Tornando all’energia oscura, se quanto prospettato dovesse essere corretto, ciò confermerebbe il fatto che la struttura dell’universo è ancora nella fase iniziale, almeno per quanto riguarda il nostro presente spazio temporale, per gli effetti che questa energia ha sull’universo, ovviamente sono quelli che si possono osservare ma che nel prosieguo dovrebbero diminuire in relazione al progredire della strutturazione dell’universo; seguendo questa linea, in questo scenario, conseguentemente verrebbe contemplata l’attenuazione delle #energie gravitazionali onde evitare il collasso non solo della materia ma della stessa struttura universale su se stessa in qualcosa di amorfo ed indefinito non molto dissimile da quello che potrebbe essere un #soufflé mal riuscito.
L’assimilazione dell’energia oscura a quella che potrebbe essere l’energia che si sviluppa da una massa lievitante risulta essere riduttiva e decisamente semplicistica, ma e qui non voglio perorare la giustezza della visione prospettata, ma semplicemente fare un parallelismo seguendo il principio che la natura per creare e seppure favorisce la generazione di cose complesse, segue il principio del minino sforzo e la semplicità, quindi seppure quello che ho esposto come ho detto è un modo per razionalizzare concetti e principi a volte astrusi; forse, tutto sommato potrebbe non essere dissimile da ciò che realmente accade nella realtà delle cose, purtroppo ed in considerazione dell’estrema grandezza dei tempi cui tutto questo è riferito, per una eventuale verifica occorrerebbe essere se non altro osservatori esterni l’universo stesso, ma questo umanamente non è possibile.

Tornando alla questione della materia oscura e restando nell’ottica che esistano differenti materie oscure, viene da domandarsi se per caso il nostro universo materiale e/o spazio temporale possa generarne una sua specifica; dico questo perché mi sovviene domandarmi se ciò che resta delle stelle, almeno per quelle che rientrano nella classificazione del sole (G) il loro destino pre-finale è quello di #nana bianca e d’appresso, dopo che l’ultimo brandello di energia sarà dissipato diventerà una #nana nera, questa residua materia stellare potrebbe rientrare nella classificazione della materia oscura?
E’ vero, ad oggi le nane nere restano #ipotetici “corpi celesti” in funzione dell’enorme tempo che richiede la dissipazione totale della loro energia e che quindi data la “giovinezza” dell’universo si presume che non abbiano ancora fatto la loro apparizione, ma aldilà della tempistica e della loro ipotetica osservabilità, in linea di principio, potrebbero si rientrare nella classificazione di materia oscura perlomeno, quale futuro soggetto se non proprio dell’universo, quantomeno della nostra #galassia, quindi, stando alla casistica che attribuisce a questa #categoria di stelle una percentuale del 97% sulla popolazione stellare, questa materia avrà una notevole influenza sulle dinamiche galattiche, inoltre considerando anche stime al ribasso per quanto riguarda la popolazione stellare di altre galassie, ne consegue che complessivamente questo particolare tipo di materia avrà un ruolo crescente sulle dinamiche complessive intergalattiche e universali.

Detto questo emerge da un lato, che seppure in una tempistica “umana” assai lontana, la presenza di una forma o di un tipo di materia oscura sarà una parte importante della costituzione dell’universo, e dall’altro, il rilevamento di materia oscura in aree dello spazio lascia ipotizzare che forse #l’età dell’universo potrebbe essere spostata temporalmente molto più in dietro; dico questo perché seppure le nane nere esauriscono ogni forma di energia residua, restano sempre in atto le forze gravitazionali che mantengono aggregata la materia esausta, nel qual caso, ciò che resterebbe di questi corpi sarebbe pulviscolo atomico o forse subatomico; ora presupponendo che le #forze gravitazionali associate a questi corpi celesti persistano, la considerazione conseguente che viene da fare e se effettivamente la materia oscura rilevata possa essere tutto ciò che resta magari di antichi ammassi globulari sfuggiti alle forze gravitazionali galattiche e quindi isolate dalle dinamiche “rigenerative”.
Un’altra considerazione che mi sovviene di fare è se questa ipotesi dovesse corrispondere a verità, come mai l’insieme delle stelle nere non si è aggregata in un unico corpo, dopo tutto le forze gravitazionali sarebbero ancora in essere dato che ne mantengono una strutturazione materiale, stando a quanto ci è stato insegnato, le #interazioni gravitazionali tra corpi fanno si che questi si attraggano l’uno all’altro, quindi perché questo non è avvenuto?

Una #forza diversa dalla gravità? Eppure considerando le ridotte dimensioni seppure accompagnate da densità minori, ma pur sempre paragonabili a quelle stellari della materia residua di questi corpi, questo sarebbe dovuto accadere, quindi, “fosse che fosse” che la materia oscura acquisisca o assuma caratteristiche di qualcosa non molto dissimile dalla #superconduttività?
Questo fattore potrebbe spiegare perché, sempre restando nell’ipotesi dei “#cadaveri stellari”, non si siano aggregati in una sorta di buco “nero inerte” quindi, pur in presenza delle forze gravitazionali, queste vengono contrastate dall’effetto repulsivo che i corpi stessi esercitano vicendevolmente, effetto oltremodo accentuato dalle temperature che differirebbero dallo zero assoluto per unità infinitesimali di grado; questo assunto, ovviamente senza alcuna presunzione da parte mia, risulterebbe essere oltremodo coerente con gli effetti di lente gravitazionale associati alla regioni in cui la materia oscura sarebbe stata rilevata.

Torno a ribadire quello già detto in precedenza; quanto esposto è il tentativo di comprendere, razionalizzare ed inquadrare in modo organico concetti e principi molto complessi che inevitabilmente richiedono una conoscenza multidisciplinare che in gran parte sono fuori della mia portata, quindi mi auguro di non aver ecceduto con i “voli di fantasia” e che le “castronerie” non siano di dimensioni stellari, tanto per restare in tema; concludo questo intervento prospettando brevemente una ulteriore e differente lettura di quello che potrebbero rappresentare nel nostro universo la materia e l’energia oscura; e se questi “nuovi soggetti” fossero ciò che di più simile c’è al concetto di confine tra la nostra e un’altra dimensione?
Non voglio essere autoreferenziale, ma potrebbe forse essere questa la prova, per cosi dire, tangibile che quanto asserito dall’alieno abbia un ulteriore fondatezza?

Questo è uno dei pochi interventi in cui ometto i riferimenti, ciò è dettato dal fatto che l’elenco, oltre ad essere eccessivo, richiederebbe un maggiore ed intenso lavoro di definizione dei “tag” per l’apertura dei link in altre finestre, oltre al “copia ed incolla” tra le cose che detesto è la ripetitività del lavoro e si in parte perché, a volte mi piace indugiare nella pigrizia.
Inserisco un filmato relativo alla polimerizzazione che trovo semplice e di immediata comprensione dello specifico tema.


Fine stesura 23 febbraio 2014

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