Dalla geometria sacra alle piramidi e/o viceversa.

Questo ulteriore intervento scaturisce non solo dalle domande e dai quesiti posti tramite la pagina dei feedback sui diversi post sulle piramidi precedentemente pubblicati, ma anche da una serie di concomitanze che si sono presentate e che continuano a presentarsi in questo ultimo periodo.
Nella specificità di queste coincidenze e per farla breve, continuo ad imbattermi in “cose” che direttamente o indirettamente hanno una relazione con il numero 72, cosa voglia significare, questo non lo so, forse, restando nella sfera metafisica, qualcuno o qualcosa mi spinge ad approfondire temi ed argomenti collegati con questo numero o forse è solo una sequela anomala di coincidenze che “psicologicamente” interpreto come qualcosa di superiore; comunque sia, la precisazione è dovuta per completezza d’informazione e per correttezza nei confronti di tutti coloro che mi hanno posto rilievi e domande.

Colgo l’occasione per ribadire ancora una volta, specie per coloro che mi leggono per la prima volta, che non sono un “piramidologo” ne ho una specifica competenza sulle piramidi ne in qualunque altra materia coinvolta negli articoli pubblicati, se posso permettermi il lusso di fare dell’auto ironia, posso fregiarmi si, di un titolo, quello di “aspirante allievo tuttologo” e si badi che pur aspirando a diventare allievo tuttologo, ironia a parte, risulta essere impegnativo dato che occorre approfondire e apprendere materie ed argomenti spesso assai complessi, sovente a livello da università, con questo non mi sto certo “imbrodando” anzi è il mio modo di enfatizzare ed esaltare le limitazioni che mi caratterizzano, con l’intento, come si suol dire, di prendere tutto ciò che dico con il “beneficio d’inventario”.

Dunque, dopo l’interludio all’intervento eccoci qui; come anticipato nei “prossimamente” questo post ha richiesto una “lavorazione” piuttosto complessa ed articolata e spero che questo sia l’ultimo dei “rimaneggiamenti” per renderlo “leggero” e scorrevole da leggere ma sopratutto dispiegare l’intreccio di aspetti che ne sono coinvolti.
Come prima cosa, penso sia opportuno porsi l’interrogativo se la piramide ma non solo la specifica forma, trae origine dalla geometria sacra oppure se è la geometria sacra che fonda le sue radici nella forma della materia in tutte le sue manifestazioni fisiche; può sembrare per certi versi la trasposizione dell’indovinello “è nato prima l’uovo o la gallina” e probabilmente la risposta è la medesima, fatto questo inciso, ritengo essenziale chiarire il concetto che sta dietro la definizione di geometria sacra e questo, lo faccio riportando quella che, a mio sindacabile giudizio, ritengo la più esaustiva, sintetica e chiara, ossia “lo studio delle relazioni tra le proporzioni e le forme contenute nel microcosmo e nel macrocosmo con lo scopo di comprendere l’Unità che permea tutta la vita.”, definizione data dal sito http://www.merkabah.it/geometria-sacra.php.

Prima ancora di cominciare a mettere nero su bianco le idee ed i pensieri su questo specifico argomento, era il pensiero che nella globalità dei monumenti megalitici del passato remoto e della passato più o meno recente riferito a monumenti e cattedrali, è che questi, aldilà della scienza ingegneristica ed architettonica abbiano una fortissima correlazione con quella che potrebbe essere considerata la trasposizione tridimensionale dei mandala, i quali eccellono nelle perfezioni geometriche, nella proporzionalità e nelle simmetrie esaltando e trasponendo in forma visiva ed artistica concetti, sostanzialmente astratti come l’armonia dei numeri, formule matematiche e fin’anco quelle che possono essere considerate funzioni trigonometriche, dico questo perché non è possibile non riscontrare la sovrapponibilità dei mandala con la matematica frattale che per inciso, sta per compiere il quarantesimo anno, ora rispetto le tradizioni millenarie della pratica del realizzare i mandala, mi sovviene dedurre che questa “pratica religioso-artistica” sia tutto ciò che resta di una conoscenza antichissima ed un metodo per trasmettere agli adepti, (leggasi allievi o studenti) una conoscenza estesa, approfondita che includesse anche l’aspetto trascendentale, rendendo nella sostanza la conoscenza o la scienza “viva” e non “asettica” come avviene.

Come ho più volte ho rimarcato in molti interventi, questa conoscenza non può essere che il retaggio di una sapienza antica che si perde nella notte dei tempi e che in ogni caso non può essere riferita alle civiltà mediorientali o precolombiane del passato comunemente addotte quali capostipite o progenitrice delle attuali civiltà, ma bensì ad una civiltà o forse più probabilmente a più civiltà pre diluviane i cui brandelli di sapienza sopravvissute al tempo ed agli eventi sono divenuti bagaglio delle “generazioni” successive che per diversi motivi sono stati “rivestiti” di sacralità e ritualizzazione mistico religiosa.
Comunque, aldilà di possibili quanto probabili manipolazioni e mistificazioni di quella conoscenza a fini di potere o prestigio, il fatto che i complessi megalitici e piramidali sparsi per l’intero globo terraqueo abbiano stili e conformazioni differenti, potrebbe essere un elemento di conferma di questa ipotesi estemporanea o comunque dare una indicazione interpretativa delle diversità, stilistico-architettoniche tra i complessi monumentali, sopratutto per quanto riguarda i complessi piramidali.

Restando in tema di mandala e sull’ipotesi della trasposizione nella tridimensionalità, apportando un ulteriore elemento di riscontro, seppure in via ipotetica, osservando le foto satellitari del complesso di Angkor Wat si osserva che l’intera struttura ha una fortissima assonanza con i mandala realizzati dai monaci buddisti nelle loro funzioni religiose; una coincidenza? Forse, ma un’altra nota che si accorda con questa ipotesi è la storia dell’edificazione del complesso che secondo alcune leggende locali fu “realizzato dall’acqua che cadeva dal cielo”; non per essere autoreferenziale, ma è inevitabile rimandare a quanto avevo scritto su Pumapunku, quindi immaginare che il complesso sia il risultato di una stampa 3D potrebbe non essere una teoria del tutto strampalata ne campata in aria.

Non è la prima volta che ipotizzo che i complessi megalitici possano essere stati realizzatati con tecnologie che sono entrate a far parte del bagaglio tecnologico ed industriale “moderno” solo da alcuni lustri, sono cosciente che l’idea che in un ancestrale passato queste tecnologie fossero ben più avanzate e funzionali anche a “scale” miria metriche, inevitabilmente pone degli interrogativi e in parte tenta di sollevare il velo posto sulle ombre della storia dell’umanità o più in generale sul passato di questo pianeta spostando le lancette dell’orologio ad epoche, molto molto più remote, rispetto quelle determinate nell’ortodossia scientifica.

Non voglio attingere da farina altrui, ma mi sembra utile per allargare gli orizzonti, citare Sir Arthur Conan Doyle contestualizzando la frase cult di Sherlock Holmes “Una volta eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità.”, quindi per quanto ci possiamo considerare tecnologicamente avanzati, il nostro livello ci permette di considerare queste tecniche comunque realizzabili, seppure in un futuro più o meno prossimo.
Riflettendo su alcuni degli elementi appena esposti, la tecnica della stampa 3D di manufatti monumentali, potrebbe essere la spiegazione del come siano stato possibile realizzare strutture megalitiche di proporzioni “intrasportabili”, con rocce tra le più dure dopo il diamante e con forme ad incastro pressoché perfette e combacianti, se non al decimo di millimetro, al millimetro, cosa che oggi giorno, risulta essere particolarmente impegnativo anche utilizzando strumentazione di altissima precisione e per manufatti dalle dimensioni estremamente più contenute rispetto quelle di strutture antiche.

Come ho detto, sono convito che quella che è stata definita come geometria sacra, in realtà non è che qualche scampolo superstite di una scienza multi disciplinare o più esattamente omni disciplinare; dico questo partendo dal presupposto che tutto è materia ed energia, ma solo a stadi differenti, quindi, pur “facendo l’occhiolino” alla teoria del tutto e restando con i piedi per terra, mi attengo a quanto stabilito nella famosa equazione di Albert Einstein E=MC2, che in pratica dimostra come la massa o se si vuole la materia possa essere trasformata in energia, ovviamente per quanto possa aver compreso la teoria della relatività, questa rispetto la meccanica quantistica rappresenta un limite del “materiale fisico”, un confine tra realtà come la si vive e conosce quotidianamente da quella, diciamo metafisica se non trascendentale della o delle realtà quantistiche, ora anche sotto questo profilo, mi sembra di scorgere in quella che è stata definita geometria sacra i labili contorni di ciò che potrebbe essere un varco, un ponte, un anello di congiunzione tra le differenti realtà.

Se da un lato la realtà fisica è essenzialmente dovuta ad una perpetua trasformazione di materia in energia e di energia in materia, la realtà o le realtà quantistiche sono o sarebbero costituite essenzialmente dai soli livelli vibrazionali energetici; sono conscio del fatto che è una definizione assolutamente approssimativa e difficilmente razionalizzabile, quindi sempre per quanto mi è stato possibile comprendere la “faccenda” provo a spiegarla con un semplice esempio; immaginate che la realtà quantistica sia simile ad uno stagno e che in questo stagno in modo ritmico o ieratico (casuale) cadano delle gocce di pioggia, queste all’impatto generano delle onde ed in relazione al numero di gocce, le onde possono interferire o no con la propagazione delle altre, ovviamente se il numero è limitato, le singole onde si estenderanno senza interferire le una con le altre, ma se il numero delle gocce supera un cero numero, in relazione a quella che si può definire, risonanza amplificheranno l’energia delle gocce e quindi le diverse onde si scontreranno generando l’increspatura sul pelo dell’acqua.
Per chiarire ulteriormente, si immagini che la realtà quantistica sia simile all’etere, in cui le onde radio viaggiano nello spazio, proseguendo nel loro tragitto e dissipando la loro energia, si allungano e/o si abbassano di frequenza, (Red shift) ora in qualche punto dello spazio, lungo il tragitto, le probabilità che frequenze differenti si possano trovare allo stesso livello vibratorio, può creare una interferenza o una risonanza, nel primo caso, si ha una diminuzione dell’energia di una o di entrambe le onde se non l’annullamento totale, mentre nel caso della risonanza si ha una amplificazione energetica che amplificherebbe le due onde generando una ulteriore onda risonante.

Bene, vi state domandando che c’entra tutto questo con la geometria sacra, effettivamente quanto appena detto, sembra essere incongruente con lo specifico argomento, ma lo è solo apparentemente, considerando che nonostante le grandi conquiste nel campo dell’astrofisica e della fisica, non sappiamo ancora come è nato e sviluppato il nostro universo, la cosa c’entra e come, aldilà delle differenti teorie, dal Big bang a quella del multiverso e non per fare il paciere o il mediatore tra le varie fazioni, mi permetto da semplice appassionato, di immaginare che magari il nostro universo si è sviluppato proprio in un punto dello spazio, anche se è improprio definirlo spazio considerando che in realtà sarebbe il sub spazio, comunque, in quel determinato punto, due o più onde energetiche si siano incrociate generando le condizioni a che l’energia vibratoria si condensasse in materia e dando origine al nostro universo.

Anche quest’ultimo passaggio pare incongruo o per certi versi raffazzonato, ma da quello che so circa la propagazione delle onde radio, l’interferenza o la risonanza seguono regole ben precise e quindi riconducibili a numeri e formule; detto questo, e riprendendo la questione della geometria sacra, mi domando se sia effettivamente del tutto campato in aria ipotizzare che i mandala, perlomeno determinati mandala, rappresentino ed allo stesso tempo generino una qualche forma energetica?
Riprendendo ulteriormente la teoria della traslazione dei mandala da figure prettamente bidimensionali, a tridimensionali, l’intento ne trasporli in solidi, potrebbe essere stato quello di amplificare quelle energie?
Restando nel campo “edile/architettonico” non è forse risaputo che chiese, cattedrali o monumenti, permettano di creare determinati, definiamoli stati ambientali, anche solo sotto il profilo acustico?
Le onde sonore non sono comunque una forma di energia? Quindi tornando alle piramidi, le differenti conformazioni con cui sono state realizzate, potrebbero effettivamente rispondere a delle necessità a noi sconosciute ma che per gli “antichi” erano più che note ed essenziali e che rivestivano un ruolo importantissimo?
Stando a calcoli fatti seguendo l’ortodossia scientifica, le piramidi, o più precisamente la piramide di Cheope sarebbe stata edificata in 20 anni e questo vorrebbe dire che si sarebbero dovute movimentare e posare delle pietre difficilmente gestibili anche con i più moderni sistemi ogni due secondi, ammesso e non concesso che disponessimo di queste capacità, inevitabilmente il procedimento dovrebbe risultare automatizzato, limitando il fattore umano a semplice controllo e quindi le presunte e smisurate maestranze previste per l’edificazione della piramide di Cheope sarebbero risultate più di intralcio che di utilità, inoltre come evidenziato più e più volte in questo blog, occorrerebbe rivedere e correggere non solo quanto si sa del passato e sicuramente riconsiderare molti degli assunti homo-centici.

Leggende relative a molti siti megalitici di cui si ipotizza solo l’epoca di edificazione riportano che furono realizzati nell’arco di una notte o in brevissimo tempo e per brevissimo intendono dall’oggi al domani ed in quasi tutte queste leggende, il re o l’imperatore di turno avrebbe potuto realizzare quelle opere grazie all’intervento diretto o indiretto di una o più divinità scesa dal cielo.
In un’altra occasione ho avuto modo di puntualizzare che non è strettamente necessario tirare in ballo ed attribuire tutto o in parte ai cosi detti “omini verdi”, quindi torno a proporre l’ipotesi che la civiltà umana possa essersi evoluta su questo pianeta fin da epoche assai più remote e che in più occasioni, raggiunto un progresso tecnologico e scientifico, poi non siano riuscite a gestirlo causando il loro declino e sfiorando la totale auto distruzione; si convengo sul fatto che tutto resta aleatorio e teorico, ma molti elementi, pur non costituendo una prova, indicano che in un passato vi furono catastrofi globali, i quali, sempre secondo l’ortodossia scientifica, sarebbero conseguenza di fenomeni naturali, e se in realtà tali catastrofi fossero conseguenza di scelte deliberate?
Ora con quanto ci è dato sapere delle conoscenze tecniche e scientifiche attuali, se qualche “genio” volesse magari alterare di ½ grado l’asse di rotazione della terra per poter mettere le mani, che so sule immense ricchezze dell’area siberiana, gli sconvolgimenti climatici e non solo che ne conseguirebbero, sarebbero da considerare naturali o artificiali?

Ovviamente in una società globalizzata, questo tipo di “operazioni” verrebbero eseguite sotto copertura e comunque ascritte alla fenomenologia della natura, non tanto per nascondere le motivazioni economiche o politiche che vi sono dietro, ma piuttosto per scaricarsi, almeno difronte al mondo, dalle responsabilità, quantomeno della prematura dipartita di milioni di persone e della devastazione di grandi aree del pianeta.
Quindi volendo a tutti i costi coinvolgere “l’alien nation” che per altro sembra essere testimoniata non solo in molti testi sacri per altro distanti temporalmente, geograficamente e culturalmente, ma anche da graffiti e opere rupestri, non è da escludere quelle umanità avessero instaurato relazioni con entità di altri pianeti o dimensioni; si può pensare che quanto appena detto risenta dell’influenza di quanto riportato “nell’intervista con l’alieno”, ma non è così, è un po come gli esterofili che ritengono che tutto ciò che proviene dall’estero sia migliore, più bello e funzionale di quanto è disponibile nel nostro paese, analogamente io non sono un “alienofono”, nel senso che, da terrestre e forse in parte, si influenzato da una cultura homo centrica, ritengo che tutto sommato l’umanità possa non essere seconda a nessuno, perlomeno nel suo piccolo; con questo non è che veda gli extraterrestri come una minaccia o li consideri a tutti i costi amichevoli, ma ritengo che cosi come in natura ogni specie ha le proprie caratteristiche, cosi tra esseri superiori sussistano interessi e prerogative specifiche ed ognuno poi tutela e salvaguarda i propri, eventualmente e da quello che si vocifera sulle entità aliene è che sostanzialmente ed a differenza dell’umanità, l’interesse comune sarebbe anteposto a quello personalistico.

Ma torniamo alla questione della geometria sacra, come ho detto al principio, è un periodo in cui continuo ad imbattermi in cose che hanno a che fare con il numero 72, la cosa interessante e qui devo ringraziare Wikipedia che mi ha permesso di “ridurre” i tempi di ricerca nel web lasciandomi più spazio per approfondire le diverse implicazioni; dunque, la prima cosa che va detta sul numero 72 in relazione alla forma piramide è che per realizzare una piramide di carta o cartone, occorre partire da un pentagono e l’angolo dei due lati dei cinque triangoli è proprio di 72°, altro elemento che accomunerebbe la struttura piramidale con il numero 72 e l’aspetto astronomico è che, guarda caso ogni 72 anni si ha lo spostamento di un grado della precessione degli equinozi; un ulteriore elemento che lega il numero 72 a strutture architettoniche del passato e mi riferisco al già citato complesso di Angkor Wat, lungo i lati del selciato principale sono presenti 72 leoni che starebbero a rappresentare proprio lo slittamento processionale degli equinozi.

Per un maggiore approfondimento del numero 72 lascio a voi visitare la pagina di Wikipedia, comunque quello che vorrei sottolineare dell’elenco proposto dal portale, è l’afnio, restando comunque in un ambito di assonanze e plausibili correlazioni con la struttura piramidale e con raffigurazioni presenti in altri monumenti egizi, (Dendera), risulta curioso che questo elemento che riveste un ruolo di rilievo non solo per l’industria ma anche in ambito energetico, possa in un certo qual modo rientrare in quella specie di codice criptico occulto teorizzato nelle misure della piramide; restando in ambito “energetico” in molti, compreso me, riteniamo che la struttura piramidale ed in particolare il complesso della piana di Giza avesse funzioni e scopi energetici di natura ancor oggi sconosciuti, almeno ufficialmente, e quindi sempre per via indiziaria, l’abbinamento piramide/afnio non sembra essere del tutto casuale o fortuito.

Dunque tornando al titolo dell’intervento, penso possa risultare logico ritenere quella che è definita geometria sacra come le “regole o le funzioni” con cui e su cui si è sviluppata la creazione, non per dare supporto a quanto teorizzato da Hawking ma forse la creazione non ha avuto bisogno di un Dio creatore, oppure per restare in accordo con il mio retaggio cultural-religioso, Dio è la creazione stessa, non si dice forse che Dio è in ogni dove e quando?
E questo immancabilmente ci riporta alla teoria del tutto in cui ogni singola particella o energia è parte dell’Uno e che quindi, ognuno di noi non è altro che una frazione di questo Unico; quello che ci distingue gli uni dagli altri sarebbe nella pratica un differente stato di coscienza limitato all’esistenza irregimentata nella materialità; ripropongo l’interrogativo circa la frase pronunciata da Gesù Cristo “Tutto quello che farete al più piccolo dei miei fratelli lo avrete fatto a me”, era forse il modo per dire a chi voleva e poteva intendere ribadire questo aspetto dell’esistenza e della realtà?

Finalmente! Dopo questa ulteriore revisione e lo “sfronda mento” di alcuni passaggi anche piuttosto complessi e decisamente pesanti, concludo questo intervento con i consuetudinari riferimenti per coloro che volessero approfondire l’argomento, ovviamente i link sono quelli che ho ovviamente ritenuto i più idonei per essere citati, ciò non di meno se qualcuno avesse qualche link interessante da segnalare e che amplia il quadro che ho esposto, ben venga, sarò lieto di postarlo.

Mi auguro di essere riuscito nell’intento di esporre in modo chiaro e sufficientemente sintetico un tema particolarmente complesso e di averlo reso piacevole da leggere, riducendolo delle iniziali 12 pagine alle attuali 7.

http://www.metallirari.com/la-superbomba-allafnio/
http://www.progettomeg.it/armaff.htm
http://vipmulher.com/lenciclopedia/armi-esotiche-pompa-di-afnio.html
http://www.ing.unitn.it/~colombo/AFNIO/RELAZIONE%20AFNIO/HOME.htm

http://www.ing.unitn.it/~colombo/AFNIO/RELAZIONE%20AFNIO/INDICE.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/72_%28numero%29
http://www.antriel.altervista.org/spiegazionegeometriasacra.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Frattale
http://it.wikipedia.org/wiki/Beno%C3%AEt_Mandelbrot
http://scienzaemusica.blogspot.it/2012/03/frattali-e-musica.html


Fine stesura 13 giugno 2014

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