The Alien connection


Earth Defense Force & Mars Defense Force
Le forze armate terrestri nello spazio

Mi appresto a scrivere questo intervento estivo, infastidito dal clima balzano ed imprevedibile che questa estate ci riserva ed in parte da una forte sensazione di un qualcosa fuori posto, di un qualcosa che risulta essere al di fuori degli schemi della classica ricerca ufologica e che sfocia, almeno per quanto mi riguarda, nel “contattismo” se non in quella che per molti versi potrebbe essere una “canalizzazione”, non che questi, definiamoli fenomeni, abbiano una connotazione negativa, sempre che si rivelino genuini e comunque scevri da secondi fini, ma eccepisco per il fatto che sovente dietro queste “manifestazioni” si annidano manie di protagonismo se non accompagnate da problemi di altro tipo.

L‘intervento che mi appresto a scrivere prende in esame le rivelazione fatte da un sedicente ex militare in congedo, un certo Randy Cramer-aka-Captain alias “Kaye” che afferma di aver prestato servizio presso la E.D.F. Earth Defense Force e nella M.D.F. acronimo che significa Mars Defense Force in una base denominata “Aries Prime” e che sarebbe il quartier generale di una organizzazione chiamata Mars Colony Corporation.
Secondo lo scarno documento, il capitano Kaye afferma che l’atmosfera di Marte è respirabile e che sarebbero presenti sul pianeta due specie autoctone o presunte tali, aggiungo io, molto intelligenti, una che rientrerebbe nella tipologia dei rettiliani particolarmente territoriale e la seconda, insettoide, anch’essa territoriale ed in grado di difendere le proprie aree; inizialmente i rapporti con questi indigeni erano stabili (presumibilmente buone) e rimasero “amichevoli” fintanto che non fu ordinato il recupero di un artefatto rettiliano sepolto in una grotta a loro sacra, da qui in poi si scatenò un conflitto che avrebbe persino coinvolto un migliaio di soldati terrestri, di cui si salvarono soltanto 28 persone compreso lui.

Il resoconto si conclude praticamente adducendo che il capitano Keye è alla ricerca di documentazione per confermare la propria vicenda e che attualmente può limitarsi al solo racconto verbale di quanto vissuto; a “sostegno” del racconto l’articolo fa riferimento anche all’intervista al presunto ufficiale in pensione effettuata dalla giornalista Eve Lorgen via telefonica.
Mi permetto di anticipare che per certi versi alcuni passaggi dell’intervista lasciano basiti e sempre per quello che mi riguarda, non concorrono affatto a consolidare la figura dell’ex ufficiale.

Come ho detto al principio, c’è qualcosa che stona, più di qualcosa che mi lascia perplesso, non tanto per le rivelazioni ma piuttosto per la “tempistica” degli avvenimenti, perché se anche approssimativamente le presunte rivelazioni risalgono al 2006, considerando anche l’immediatezza delle rivelazioni al periodo immediatamente dopo il congedo, questo sposta le lancette delle date degli avvenimenti ad un periodo che si colloca all’incirca fine anni ’80 inizio anni ’90, ora facendo riferimento alle asserzioni, si desumerebbe che le colonie marziane fossero ben più che semplici avamposti, da alcune fonti sembrerebbe che nel complesso la presenza umana o terrestre su Marte si aggiri attorno alle 10.000 unità, quindi strutture complesse e idonee ad ospitare una comunità, pur restando in ambito di ristrettezze militari, comunque paragonabili a quelle di una piccola cittadina seppure le condizioni di “vita sociale” possono essere simili a quelle della vita di bordo di una enorme portaerei, sempre stando a quanto riferito, la colonia “Aries Prime” sarebbe il maggior insediamento su Marte e farebbe parte di una di cinque delle basi marziane, ora è vero che il primo atterraggio su un corpo extra terrestre risale al 20 luglio 1969 e quindi pure immaginando una serie di missioni occulte da parte sia di Stati Uniti che dell’allora U.R.S.S. condotte in partnership, anche con la tecnologia “cargo” attualmente disponibile per i vettori aerospaziali, il trasposto del materiale risulterebbe essere inadeguato, inoltre in relazione all’eccentricità del pianeta rosso rispetto l’orbita terrestre, per ridurre i tempi le missioni si sarebbero dovute concentrare in periodi specifici e di conseguenza l’intensa attività aerospaziale, non sarebbe rimasta inosservata.

Facendo alcune riflessioni, ed ipotizzando che effettivamente queste strutture siano state realizzate dal genere umano, questo ci porta in dietro di molti anni; anche se può essere azzardato e comunque in via speculativa, quanto emerge sembra dare la sponda a quelli che erano i progetti spaziali di colonizzazione della Luna e di Marte del Terzo Reich, dunque seguendo questa linea, le idee ed i progetti prospettati da Wernher Von Braun, prima e dopo “paperclip” sembrano sostenere questa ipotesi, ora stando a quanto detto nell’intervista rilasciata ad Oriana Fallacci, Von Braun ipotizzava il primo viaggio su Marte addirittura per il 1985!

Comunque anche tenendo buone le previsioni di Wernher, il problema logistico sussiste, anzi, i problemi di trasporto di materiali e persone risulterebbe ancor più imponente considerando le ridotte capacità di carico dei mezzi vettori; seppure ufficialmente, il primo volo in orbita di uno Space Shuttle si è svolto nell’aprile del 1981 ipotizzando l’impiego di questo tipo mezzi, questo avrebbe comportato l’impiego massiccio ed intensivo di una flotta di navette, e come detto, concentrando le operazioni di lancio in periodi specifici in cui l’orbita marziana era più prossima a quella terrestre e quindi una attività decisamente difficile da occultare.
Da quanto detto e restando in ambito di congetture è possibile che le presunte colonie terrestri su Marte possano essere state se non completate, quantomeno insediate inizialmente da quelli che potevano essere astronauti tedeschi? Magari proprio con l’impiego delle “wunderwaffe”?
Altro elemento che concorderebbe a sostenere la congettura delle “armi miracolose” del Terzo Reich e che forse non siano del tutto ipotetiche, sta il fatto che tra i primi a rivendicare il “dominio” sul continente antartico vi era proprio la Germania Nazista e che la battezzò il territorio con il nome di Nuova Svevia – Neuschwabenland dove sarebbe stata realizzata una base al di sotto dei ghiacciai in cui scienziati e ricercatori lavoravano alla costruzione di versioni avanzate di haunebu dalle dimensioni imponenti rispetto i prototipi e i modelli realizzati in Polonia e nella base di Peenemünde.

Mi permetto di far notare ancora un altro elemento di “concordanza” con questa ipotesi; la famosa operazione “Highjump”, ufficialmente una spedizione di esplorazione, addestramento e di test dei materiali alle rigide temperature antartiche, probabilmente era una copertura per obbiettivi di altro tipo e per la precisione, la localizzazione e la conquista della base nazista dove si sospettava, tra l’altro che lo stesso Führer avesse trovato riparo, scampato all’assedio di Berlino, questo spiegherebbe la necessità dell’imponente schieramento di mezzi navali, aerei e di truppe, (ufficialmente 4.700 uomini e 13 navi) inoltre sembrerebbe che vi fu uno scontro armato in cui le forze statunitensi dovettero battere la ritirata con gravi perdite ed in seguito lo stesso ammiraglio Byrd, avrebbe fatto un drammatico rapporto ai vertici militari e di governo.

Dopo questa divagazione “storica”, torniamo alle colonie marziane; dunque seguendo una certa cronologia, ipotizzare l’insediamento di colonie su Marte ipso facto le prime missioni lunari, risulta essere materialmente impossibile, quindi l’ipotesi di una iniziale realizzazione da parte di astronauti nazisti, sarebbe temporalmente coerente anche alla luce di quanto esposto nel paragrafo precedente.
Certo l’idea lascia spiazzati, specie se si considera che questo significherebbe che i primi rappresentanti terrestri che hanno preso contatto con forme di vita extraterrestre sarebbero stati i rappresentanti, non tanto della Germania, ma piuttosto di una ideologia totalitaria che nel complesso ha scatenato una guerra mondiale e causato circa 55 milioni di vittime; non c’è che dire, come biglietto da visita!
La questione che si pone a questo punto è che dopo la sconfitta del Terzo Reich queste strutture si sarebbero trovate “tagliate fuori dal mondo” e non solo metaforicamente, ma la questione che si delinea e che in seguito creerà ulteriori divisioni del mondo in nuovi blocchi è che parte degli scienziati che lavoravano ai progetti speciali del Reich specie per quelli della basi e dei complessi militari in Polonia finirono, volenti o nolenti per collaborare con i sovietici, mentre in modo analogo, quelli che si arresero agli anglo-americani, furono oggetto dell’operazione Paperclip che condusse la maggior parte degli scienziati tedeschi a collaborare al piano aerospaziale americano, mi correggo, il piano aerospaziale tedesco fu trasferito in toto a quello americano, dato che nella sostanza all’epoca l’America non lo aveva affatto.

Tornando alle rivelazione fatte dal capitano Keye sull’aspetto internazionale delle strutture dello E.D.F. E del M.D.F., per certi versi hanno il sapore di provocazione e una sfumatura “offensiva”; mi spiego meglio, ora stando alla storia recente dell’umanità, fin dalla fine del secondo conflitto mondiale il cui culmine fu rappresentato dalla conferenza di Yalta, i potenti o meglio i vincitori, si spartirono il mondo per aree di “competenza” politica, tenendo presente quanto detto nel precedente passo, quello che emergerebbe nella sostanza è che di fatto tutto sarebbe ridotto ad un gioco di ruoli per costruire, si una cortina di ferro, man non tra il mondo occidentale e il blocco comunista, ma tra quello dei governanti e quello dei governati.
Sotto questa prospettiva, si accende un’ulteriore luce oscura sulla ragione del mantenimento del più stretto segreto sull’intera faccenda UFO; questa in realtà sarebbe volta, non a nascondere l’esistenza degli alieni e dei rapporti con queste entità, eventualmente usata anche come strumento di depistaggio, ma piuttosto per celare al mondo il fatto che per decenni il mondo intero è stato raggirato, ingannato, tradito e questo senza distinzione di schieramento ideologico, politico, religioso, economico, ecc. ecc.

Questa si che sarebbe sarebbe una bella doccia fredda, anzi gelata per l’intera umanità, questo si che costituirebbe quell’elemento sconvolgente e devastante degli “assetti costituiti”, non certo la presa di coscienza dell’esistenza di esseri alieni provenienti da mondi e dimensioni diverse dalla nostra.

Proseguendo l’approfondimento delle rivelazioni del capitano Keye, emergerebbe che la responsabilità per l’inasprimento dei rapporti con le popolazioni indigene marziane sarebbero dei terrestri, quindi nella pratica, i cattivi saremmo “noi”; questo fatto sottolineerebbe che nonostante siano passati diversi secoli, la mentalità predatoria di una parte importante dell’umanità è rimasta tale e quale a quella dei conquistadores e colonizzatori delle Americhe del 1400 e che la civilizzazione ed progresso sociale raggiunto, non è altro che un ulteriore elemento turlupinante e fittizio di una realtà manipolata e distorta.
Ore che il capitano Keye, dopo vent’anni di servizio presso le forze armate interplanetarie, non disponga di un riscontro oggettivo da portare a riprova delle sue affermazioni e decisamente strano? No?
La cosa risulta incomprensibile, dopo anni di addestramento su lune, tra cui una di un pianeta esterno e astronavi, dopo un periodo di 17 anni in servizio attivo sul pianeta rosso non disporre nemmeno di un “cencio” di prova è paradossale, eppure per una persona “normale” risulta normale portare a casa un souvenir della gita o del viaggio in un posto esotico, eppure per questo personaggio che avrebbe vissuto addirittura al di fuori del pianeta Terra questo definiamolo vezzo non lo ha avuto se non altro per dimostrare la veridicità della sua esperienza ventennale.
E’ consuetudine, di soldati di qualunque guerra, passata, presente è purtroppo futura, riportare a casa dei cimeli di guerra, eppure sempre in relazione alle sue rivelazioni circa venti anni della sua vita, costui non ha riportato un benché minimo souvenir, che so, un sasso, un pezzo di roccia, considerando che è stato partecipe di un conflitto armato con i marziani, non dico un arma o una parte anatomica del nemico ucciso, ma quantomeno un gadget, un bottone, un pezzo di divisa o un cappello, sempre che ne facciano uso, dell’avversario abbattuto?
Sicuramente si potrebbe obbiettare che il sistema di controllo e sicurezza non avrebbe permesso “infiltrazioni” di materiali e oggetti alieni che sarebbero stati sequestrati, ma in venti anni, nonostante la rigidità delle maglie della “censura” un modo per “aggirare” il sistema lo si sarebbe trovato.

Riferendomi a quanto emerge dal racconto, un altro elemento dissonante è l’esistenza di una non ben identificata “sovrastruttura” la Mars Colony Corporation; ora è vero che negli Stati Uniti, il paese per eccellenza del liberismo, le corporations hanno un potere ed un’influenza sui governi, se non uguale a quelle di una nazione, ma perlomeno gli si avvicina, ora pur ipotizzando che queste organizzazioni possano considerarsi al di sopra non solo del governo degli Stati Uniti, ma anche di qualunque altra nazione, al di spora delle Nazioni Unite, non vuol dire che nella realtà dei fatti lo siano, altrimenti anche in questa prospettiva si evidenzierebbe ulteriormente, aldilà delle ideologie, delle forme di governo, di credo e fedi religiose, che queste sarebbero solo elementi del più classico romanico “dīvide et īmpera”; in diverse altre occasioni ho detto che amo particolarmente utilizzare tinte forti ed oscure per enfatizzare aspetti e fatti, in questo caso, devo dire che ho avuto buon gioco e che lo scenario cupo è per lo più contestuale al resoconto del capitano Keye e quindi ho potuto “aggiungere” poco di mio, lo scenario di un mondo, anzi, in questo caso, di due mondi, controllati e gestiti da una corporazione lascia spiazzati, disorientati e frastornati, una società, tanto per richiamarci alla filmografia stile Atmosfera zero, Robocop, Alien, Man in Black, Starship Troopers, tanto per citare qualche cultmoovie, se si dovesse rivelare che seppure anche pallidamente si avvicinasse alla realtà rappresentata nei film, bhè dovremmo interrogarci seriamente su tante, molte cose e comunque non potremmo che trarre la conclusione che ci troveremmo nei guai, comunque quando qualcosa sembra troppo “perfetta” è certo che non lo è affatto, perlomeno per quanto mi riguarda, seppure lascio la porta aperta alla possibilità che il resoconto possa anche remotamente esser vero, sono propenso ad applicare il classico rasoio di Ocam.

Avvicinandomi alla conclusione di questo intervento, vorrei fare alcune considerazioni generali; la prima riguarda una questione di fondo, ora, secondo diversi “informatori” talune forze speciali non prevedono congedo, ossia, una volta entrati a far parte dell’organico, lo si resta a vita, il che significa che se formalmente ed in “ossequio” alle leggi, dopo un determinato periodo di lavoro o servizio, si raggiunge la pensione, il fatto di essere a riposo, non estingue l’appartenenza o prevede l’estromissione dall’organico effettivo, in parole più semplici, il “congedo” è un congedo temporaneo o provvisorio anche a 90 anni o più, questo comporta che il “pensionato” deve comunque sottostare al regime ed al livello di segretezza conseguito, altrimenti, la messa a riposo diventa “permanente”.
Detto questo, sorge spontaneo interrogarsi, non tanto sulla genuinità della persona, ma piuttosto sulla veridicità delle rivelazioni e lo scopo, i motivi che lo animano; la vicenda del capitano Keye come quella di tanti altri “informatori” rientra perfettamente nello schema della “disinformatio” del sistema di debunking e depistaggio, anzi sembrerebbe il “modello perfetto” per aumentare confusione e incomprensioni della realtà.

Altra personale considerazione è che, sia dal resoconto, che dall’intervista del capitano Keye, emerge una specie di “unicum” nel senso che si parla di controllo mentale, nanoliti, metodi di invecchiamento e ringiovanimento, rituali e pratiche “magiche”, alieni extra-dimensionali, ufo e navicelle fantascientifiche, basi ed avamposti su altri pianeti, complotti, super-soldati, in somma vengono contemplate tutte le materie e gli argomenti inerenti all’underground del mistero e tutto questo insieme di cose, messe in un contesto organico e ben ordinato, invece di schiarire le idee, non fa che accrescere i dubbi; ma forse è proprio questo l’obbiettivo, accrescere i dubbi e la poca credibilità, non importa se la cosa possa essere vera o falsa, poiché se fosse falsa, sarebbe una normale conseguenza relegarla tra le panzane, ma nel caso vi fosse anche una “piccola” verità, bhé come ho detto saremo proprio nei guai.


Fine stesura 13 agosto 2014

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4 risposte a The Alien connection

  1. david ha detto:

    Come si fa a dir e’cosi o non e’cosi? Bisognerebbe aver la capacita’di radunar hacker,veggenti e ipnotizzatori disposti a collabborare x tale problema e tirar le somme.Non male l idea e?

    • phoo34 ha detto:

      Ciao David, sinceramente non comprendo il senso del commento, ne a cosa dovrebbero servire hackers, veggenti e ipnotizzatori in merito alla presunta o presunte basi lunari e marziane di cui l’intervento parla, comunque, c’è un “detto” che dice: più è grossa la balla e più sarà grande il numero delle persone che ci crederà, a parte questa piccola digressione, nell’ipotesi della reale esistenza di queste strutture extra planetarie, il problema è chi, come, dove, e quando sarebbero state realizzate ma ancor di più il perché, specie per il fatto che queste sarebbero sostanzialmente installazioni militari, inoltre sarebbe inevitabile che prima o poi l’idea di indipendenza e “libertà” dalla vecchia patria madre diventa un aspetto non secondario…

  2. Sbolivar ha detto:

    Come sempre l’acume dimostra le capacità di analisi che hai nel sezionare gli argomenti, sicuramente le tue osservazioni non sono da scartare a priori e ritengo che si dovrebbero approfondire molti aspetti sollevati.
    La storia raccontata dal capitano, sicuramente è fuori del mondo, incredibile e surreale, la sensazione che si ha nel leggere il materiale è quella di avere a che fare con la sceneggiatura di un film di fantascienza holliwoodiana o del farneticare di una persona dissociata e mentalmente instabile o ancora con uno dei tanti debunker che operano per sviare e depistare.
    Sulle modalità della realizzazione delle presunte basi su Marte, l’ipotesi che hai formulato non sono campate in aria, voglio segnalarti la storia di Andrew Basiago che riporta di basi su Marte, secondo il suo racconto, sarebbero state realizzate con l’ausilio del teletrasporto che suo padre avrebbe realizzato per l’USAF già negli anni 60 in una base nel New Jersey ed egli stesso sarebbe stato teletrasportato in più occasioni.

    • phoo34 ha detto:

      Ti ringrazio per l’apprezzamento e sono d’accordo sul fatto che la cosa ha risvolti incredibili e fantascientifici, come ho detto nell’intervento, lascio la porta aperta alla possibilità anche se remota che ciò possa essere vero e ribadisco che se ci fosse una verità nel racconto o rispetto le congetture che ho fatto, saremmo nei guai, spiego meglio cosa intendo per guai, il fatto che il mondo intero sia stato o sia tenuto all’oscuro di aspetti che ritengo essenziali per l’intero genere umano, lascia intendere che un manipolo più o meno cospicuo di persone, di fatto sarebbe al di sopra di tutto e quindi, noi saremmo solo, per dirla in parole semplici, degli schiavi sotto effetto di un’illusione nell’avere le tanto declamate libertà, autodeterminazione, ecc. ecc. e per e su cui in modo più ampio e generale il mondo si dividerebbe in buoni e cattivi, causando conflitti tensioni e ogni sorta di “malvagità”.
      Per gli approfondimenti di cui accenni, avrei preferito che fossi più esplicito indicandone almeno alcuni, comunque per quanto riguarda la vicenda di Andrew Basiago, mi costringi, in senso buono, ovviamente, ad anticipare il tema di un prossimo post, in ogni modo ho già pubblicato diverso materiale che è inerente o comunque attiguo alla vicenda teletrasporto, ad esempio per citarne uno il crono-visore di Padre Ernetti.

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