Possibili risvolti di una strategia studiata a tavolino.


Visione a distanza, Viaggio astrale, Cronovisore, Teletrasporto
Fantasia? Realtà? Argomnti fuorvianti e di distrazione.

Nel presente intervento amplio e approfondisco alcuni aspetti emersi in “The Alien connection”, da quanto ho scritto in quell’intervento, emerge in modo prorompente l’immagine di una realtà decisamente inquietante che inevitabilmente rafforza e da alito alla nutrita schiera di “complottisti” che cercano di dimostrare con fatti ed eventi la sussistenza delle loro teorie; su quelle che sono le mie personali idee sul complotto o sui complotti, lascio a voli approfondire, visto che in più occasioni ho espresso il mio punto di vista, detto questo, sinteticamente ripeto che “più sono le persone coinvolte nella cospirazione e proporzionale è il numero delle probabili defezioni”, quindi considerando i molteplici ripensamenti di molte delle gole profonde che negli anni si sono fatte avanti con rivelazioni più o meno sconvolgenti, mi domando come sia possibile che costoro non abbiano avuto, la forse, non poco brillante idea di “unire le forze” e portare a sostegno delle loro rivelazioni prove concrete.
Come ho detto, quanto esposto nel citato intervento, può essere visto come sostegno alle ipotesi del complotto; nel modo più assoluto, no, le mie intenzione sono solo quelle di capire le cose ed acquisire, per quanto mi è possibile, un quadro della realtà il più ampio e chiaro, ciò non vuol dire che escluda a priori che che sia, compreso il teorema del complotto, ma piuttosto cerco di inquadrarlo, attribuendone un suo specifico ruolo nel contesto globale del quadro.

Ma veniamo al dunque, riprendendo in parte quanto esposto dal presunto ex marines interplanetario, su Marte vi sarebbero basi e strutture permanenti terrestri da ben più di venti anni; nelle sue rivelazioni, afferma che oltre alla presenza di due specie intelligenti autoctone, l’atmosfera del pianeta è respirabile e che nonostante il clima rigido, occasionalmente ci sono anche alcune giornate o periodi caldi; non mi sorprendo delle rivelazioni shock rilasciate, quello che per certi versi mi stupisce è il fatto che nella sua denuncia abbia pressoché “sorvolato” ed in parte eluso l’approfondimento sulle presunte basi lunari; come si suol dire “a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre”, dunque questa definiamola omissione è volutamente intensa ad evitare le possibili quanto probabili verifiche da parte di chiunque disponga di un seppur amatoriale telescopio?

Il maggior rilievo che pongo sulla questione delle basi extra planetarie, sempre nell’ipotesi che ciò sia veritiero, è che trovo poco congrua l’idea che immediatamente dopo le prime esplorazioni lunari, d’amblé vi sia stato un exploit “coloniale ed edilizio” sul nostro satellite, questo vorrebbe significare che l’uomo dopo aver appena inventato la ruota, il giorno dopo sia in grado di costruire una Ferrari!
Ché la cosa è decisamente anacronistica. Anche nell’ipotesi che si disponesse della tecnologia idonea, per questioni di tempistica e logistica, non va dimenticato che le capacità “cargo” dei vettori spaziali è decisamente ridotta ancora oggi, quindi sarebbe occorso un massiccio ed intenso programma di lanci per trasportare materiale ed addetti, cosa pur sempre possibile, ma ripeto, una attività difficilmente occultabile, sopratutto in un periodo storico decisamente teso come quello dell’epoca.
Dunque la realizzazione delle presunte basi, perlomeno per quelle lunari, sarebbe stata possibile nonostante i costi e l’impiego di ingenti risorse, ma la cosa strana è che di fatto dopo la missione Apollo 17, l’attività sulla Luna si è fermata completamente e solo da qualche anno, si ricomincia a parlare di riprendere una qualche attività, dunque come è possibile conciliare le due cose?
Da un lato si evincerebbe che ci sarebbe dovuta essere una attività aerospaziale intensa tanto quella di un aeroporto internazionale in una giornata piena e per un lungo periodo di tempo, mentre dall’altra le attività da e per la Luna si so fermate completamente, bhé la cosa e decisamente curiosa, comunque pur ipotizzando che queste strutture siano state effettivamente realizzate, il come, inevitabilmente, ci riporta ad un periodo storico ancor più anteriore, al periodo del “sogno della Deutschland uber alles hitleriana”; seppure in via ipotetica, con il passar del tempo, con le ricerche e le scoperte più o meno attendibili e comprovate, sembrerebbe che nei fatti, il sogno era tutt’altro che un sogno, ma che avesse uno spessore e una consistenza decisamente maggiore di una leggenda o della semplice propaganda.

Dunque è possibile che in qualche modo la Germania nazista abbia cominciato la colonizzazione della Luna usando i fantomatici haunebu ed in seguito ha esteso il progetto alla colonizzazione di Marte?
Considerando quanto ricercatori e studiosi avrebbero appurato, emerge che le ricerche spaziali del Terzo Reich erano decisamente avanzate, sia per il periodo storico che rispetto la ricerca scientifica di tutte le altre nazioni, inclusi gli Stati Uniti, che anzi, non avevano un progetto aerospaziale nemmeno in fase di abbozzo; sotto questa prospettiva, l’ipotesi delle strutture extra planetarie terrestri assume una plausibilità maggiore che non quella che fa riferimento alla tecnologia ed al “know how” a stelle e strisce degli anni ’60, ’70, ’80; detto questo, non sarebbe del tutto una illazione, ipotizzare che con l’operazione “Paperclip”, vista l’importanza ed il rilievo delle scoperte effettuate dagli scienziati tedeschi e i progressi tecnologici conseguiti dal Reich, il progetto aerospaziale tedesco sia stato “assorbito” dall’asset militar-industriale statunitense e che questi poi ne abbia tratto un vantaggio strategico e tecnologico in tutti i settori; non voglio dare supporto al teorema, ma il fatto che gli Stati Uniti, proprio dopo la fine del 2° conflitto mondiale abbiano cominciato la sperimentazione e la produzione dei motori a reazione supersonici, potrebbe essere un elemento comprovante dell’antefatto.

Certo è possibile che come accade in natura, sussiste il fenomeno della convergenza evolutiva, questa convergenza non si possa essere verificata anche per quanto riguarda il campo della ricerca scientifica e tecnologica, però sorge naturale domandarsi, perché mai, nell’ipotesi che gli americani disponessero delle tecnologie, se non identiche, comunque dello stesso “tenore” non le abbiano impiegate nello scenario bellico? Da quello che riportano le cronache e i libri di storia, non vi furono scrupoli nell’impiegare le scoperte del progetto Manhattan al conflitto, ed aggiungo oltremodo, rivolgendo l’arma verso la popolazione civile; dunque la risposta più sensata è che di fatto non le avevano e probabilmente non ne sapevano praticamente nulla.
Tornando alle presunte strutture terrestri extra planetarie, anche se in ambito di congetture, l’ipotesi acquisisce una differente e maggiore plausibilità rispetto la repentina e subitanea realizzazione dopo il primo allunaggio.

Come ho detto nel precedente intervento, dal resoconto e dall’intervista del capitano Kaye emergerebbe un mondo diviso tra l’establishement governante e il resto del mondo, divisione che si sarebbe concretizzata e realizzata fin dalla fine del secondo conflitto mondiale; ribadisco che si tratta di una personale interpretazione e so che è una pura congettura, ma è forse negabile il fatto che il progresso tecnologico dell’America e dell’Unione Sovietica ha avuto un balzo di decenni proprio a partire dal dopoguerra? Mi domando, come mai queste nazioni pur in possesso di queste conoscenze non le abbiano impiegate nel conflitto mondiale, se non altro, adducendo la necessità di porre fine al conflitto globale e limitare il computo delle vittime? Quindi sempre seguendo la speculazione, la risposta è che nei fatti non le avevano fintanto che non le hanno prese al nemico vinto.
Un ultimo particolare, forse una semplice nota di “colore” come mai alla B.M.W. fu imposto il divieto assoluto di non occuparsi mai più della motoristica aerea? Che forse l’allora fabbrica bavarese era coinvolta nella realizzazione degli “haunebu”? Dopo tutto, il simbolo stesso della fabbrica d’auto è la stilizzazione di un’elica ruotante, quindi una vocazione per eccellenza nell’aeronautica.

Comunque tornado al “complotto” sull’occultamento del presunto ed avanzatissimo livello tecnologico e scientifico nazista che li avrebbe persino portati a calcare i suoli extra terrestri ed ad essere i primi ad avere il primo contatto con forme di vita intelligente è da interpretare come un goffo e paternalistico modo per proteggere la popolazione mondiale dalle “farneticazioni” naziste e non alimentarne la diffusione delle idee, oppure, non solo gli Stati Uniti, ma parimenti i Sovietici hanno visto la possibilità di poter fare le stesse identiche cose che il Führer e l’intera nomenclatura nazista si prefiggeva?
Come ho detto, questa si che sarebbe una bella doccia gelata, per l’intera umanità, il fatto di essere stati manipolati, raggirati, ingannati ed aggiungo persino derubati per settant’anni dalle strutture militari, dalla classe dirigente politica e religiosa, senza distinzione di parte o credo, costituisce quell’elemento devastante per gli interi assetti mondiali e che farebbe loro tremare le vene.
In questa prospettiva, la lettura dei fatti e degli avvenimenti acquisisce una diversa “corposità”, lo scopo ed i fii del debunking generalizzato sulla faccenda UFO, assume un senso ed una logica coerente o comunque una coerenza maggiore rispetto il negare l’esistenza di esseri extra terrestri o dimensionali e di eventuali relazioni con essi; questo vorrebbe dire che il segreto da proteggere è il grande imbroglio perpetrato sui popoli e che nei fatti nascondere l’esistenza degli alieni sarebbe solo un ulteriore “livello” del piano di depistaggio.

Tra le questioni che il caso “Kaye” ha sollevato, noto una certa assonanza con le rivelazioni di altri “informatori” ed ho la sensazione che gli scenari prospettati, siano sostanzialmente concordati e sostenentisi gli uni agli altri, come le rivelazioni fatte dal ex sergente maggiore Robert Dean o le più e sorprendenti rivelazioni di Andrew Basiago.
Andrew Basiago, sostiene che fin dagli anni 60 è disponibile la tecnologia del teletrasporto, strumento realizzato anche grazie al lavoro di suo padre ed in più occasioni assieme a lui avrebbe viaggiato con questo mezzo, Basiago sostiene anche di aver viaggiato fisicamente nel passato anche all’epoca dei dinosauri e fin’anco sulla superficie di Marte.
Difficilmente mi sorprendo e resto stupito di affermazioni shock come queste, forse insensibilità, forse, forse perché è mio vezzo o probabilmente una forma maniacale, nel voler inquadrare le cose in un contesto più ampio ed articolato, ma quello che trovo curioso, pur nell’ipotesi che il teletrasporto sia una realtà quasi cinquantennale, è la concordanza temporale con altri presunti eventi, mi spiego meglio, da un alto c’è chi asserisce l’esistenza di basi e colonie “extra mondo” che comunque per essere realizzate avrebbero necessitato di un’intensa e prolungata attività aerospaziale di cui per altro non v’è traccia, oltremodo in un periodo storico in cui l’esplosione di una supernova ha quasi condotto al conflitto nucleare, dall’altra parte salta fuori qualcuno che indirettamente giustifica l’assenza di quell’attività aerospaziale adducendo l’impiegato il teletrasporto.
Decisamente l’uovo di Colombo, non c’è che dire, la soluzione perfetta per “salvare capra e cavoli” ed aggiungo sviare l’attenzione e l’obbiettivo da qualcos’altro questo oltretutto darebbe modo, sempre per usare espressioni idiomatiche popolari, “mettere il cappello” sul lavoro altrui millantandone il primato statunitense nella realizzazione di basi interplanetarie.

Un piccolo approfondimento sul dispositivo di teletrasporto; tanto per cominciare, il dispositivo del teletrasporto, stando alla descrizione data da Basiago, è qualcosa che è più simile allo stargate prospettato nell’omonimo film, piuttosto che quello della più popolare serie si Star Treak, comunque aldilà dell’aspetto fisico, mi interesserebbe conoscere il principio fisico del suo funzionamento; detto questo, per quanto possa capire e conoscere di tecnologia delle trasmissione, mi consta che se c’è un trasmettitore, da qualche altra parte ci deve essere un ricevitore, quindi, banalmente mi domando, pure nell’ipotesi che questo o questi ricevitori siano stati portati sulla Luna e su Marte, chi ce li avrebbe portati, quando e con quale mezzi?
Questo banale interrogativo inevitabilmente punterebbe il dito nuovamente sulla tecnologia “Haunebu” tedesca almeno per quanto riguarda gli insediamenti su Marte, comunque anche per l’ipotetica installazione sulla Luna il problema logistico persiste considerando che la capacità cargo dei missili è e resta tuttora limitata in relazione al solo ipotetico materiale tecnico destinato al dispositivo ricevente; si potrebbe obbiettare adducendo l’impiego della navetta Shuttle, è vero, lo spazio del vano della navetta sarebbe sufficientemente capiente, ma da quello che è dato sapere, gli shuttle sono stati progettati esclusivamente per attività orbitali terrestri e non quale vettori interplanetari anche se limitatamente alla Luna.
La questione oltremodo si pone anche in termini “politici” perché se si considera che le missioni Spirit e Opportunity per portare i due piccoli rover sul pianeta rosso, con un peso di meno di 200 chilogrammi (± 170 kg.) hanno raggiunto il costo di un miliardo di dollari cadauna, l’ipotetico trasporto del materiale e comunque di un minimo di personale su Marte per installare il ricevitore, a quanto sarebbe ammontato, oltremodo tenendo all’oscuro non solo i contribuenti, ma, almeno formalmente ed ufficialmente l’intero senato statunitense.

Sempre in via congetturale, si potrebbe immaginare che inizialmente sia stato utilizzata una haunebu, seppure rivisitata in chiave “stars and strips”, però questo apre la porta ad una più veniale questione, tutti i fondi impiegati per le operazioni e le attività aerospaziali segrete da dove sarebbero provenuti e con quale giustificazione sarebbero stati iscritti a registro contabile?
Ulteriormente mi domando e sempre in via teorica, se la tecnologia del teletrasporto è disponibile e funzionante, perché mettere in piedi o meglio in scena la pantomima delle missioni su Marte se non per “reperire” fondi e destinarli occultamente al mantenimento e sostentamento delle attività extra-mondo? Voglio essere ancor più perfido e cattivo, le missioni “fallite” servirono anch’esse allo stesso scopo?
Quindi può essere considerata del tutto fantasiosa l’idea che i rover e le differenti sonde operanti in orbita al pianeta rosso possano essere state teletrasportate e che ne sia stato simulato il viaggio quale giustificativo di bilancio, dopo tutto il maggior costo risulta essere proprio quello relativo ai vettori e quindi tutto “l’ambaradam” non sarebbe che un escamotage per fare la cresta sulla spesa?
Comunque sorvolando su quello che potrebbe essere il filone della “fanta-contabilità” la questione di fondo resta aperta, anche in presenza del teletrasporto, qualcuno ed in qualche modo avrebbe dovuto installarne un terminale, ora è vero la tecnologia dagli anni sessanta ad oggi ha fatto balzi da gigante, e quindi sarebbe possibile immaginare che la miniaturizzazione della componentistica, almeno per quanto riguarda l’elettronica abbia sostanzialmente ridotto le dimensioni dei dispositivi lasciando immaginare che il tutto possa avere quantomeno dimensioni contenute e trasportabili in un’unica spedizione “tradizionale”, ma anche in questa prospettiva, l’elemento umano non può essere non contemplato, specialmente se occorre fare calibrazioni e settaggio del dispositivo medesimo, quindi anche in presenza di un eroe, il minimo di sussistenza per completare le operazioni di messa appunto dovevano essere garantite.
Una considerazione anche se di carattere “classico” su quello che potrebbe essere il funzionamento del teletrasporto, ora come è appurato, una trasmissione per giungere a destinazione deve essere ricevuta, quindi è essenziale un dispositivo ricevente,la domanda forse ingenua che pongo, e se di ricevitori ve ne fossero due e contemporaneamente attivi, l’oggetto o il soggetto teletrasportato verrebbe sdoppiato?
Nel caso si tratti di una persona, in quale dei due “materializzati” risiederebbe la coscienza e quale sarebbe il destino del “duplicato” indesiderato se indesiderato lo è realmente?

Riprendendo la testimonianza di Andrew Basiago, ecco che si affaccia nuovamente una figura che aleggia pressoché sempre quando si affronta la questione UFO, la di Nikoa Tesla, secondo alcuni ed anche secondo Basiago, il lavoro del padre avrebbe origine e si sarebbe sviluppato da un non ben identificato progetto dell’inventore naturalizzato i cui primi test diedero seguito al “Philadelphia Experiment”; non voglio certo sminuire o negare che l’inventiva e la genialità di Tesla possano aver dato il “la” ad esperimenti e scoperta sensazionali e rivoluzionarie non solo per la sua epoca, ma anche per quella futura, ma anche in questo caso, ho la forte sensazione che questo sia millanta-torio ed esclusivamente funzionale alla ricerca di una sorta di imprimatur adducendo in modo ammiccante ai misteriosi e spesso controversi progetti dell’inventore scienziato Serbo-statunitense, con lo scopo di acquisire maggiore credibilità.
Come più volte ho detto, quando gli incastri sono troppo “perfetti” e i tasselli combaciano nel concorrere a consolidare una presunta verità, comincio a drizzare le antenne, perché quando tutto è troppo bello per essere vero, quasi sempre non lo è e molte volte, si rivela essere l’esatto contrario; queste concordanze, almeno per come la vedo, non fanno altro che aumentare la confusione tra vero e falso, tra reale e fantasia, e ripeto, forse lo scopo di tutto questo è proprio aumentare l’incertezza ed alimentare i dubbi, non importa se alla prova dei fatti fatti ed eventi siano veri o falsi, quello che conta è consolidare il “divide et impera”, sia esso rivolto alla sfera politica, economica, sociale o scientifica.

Una ultima considerazione sulla vicenda di Andrew Basiago, secondo la sua testimonianza, il teletrasporto permetterebbe di viaggiare nel tempo, sia nel passato che nel futuro, ora so che può sembrare che da parte mia ci sia l’accanimento e l’intenzione di “smontare” il gioco, ma la questione si pone non solo in termini per cosi dire metafisici, ma anche in termini strettamente scientifici; mi spiego meglio, per la sfera metafisica e/o trascendentale, l’affermazione del viaggio nel futuro, sostanzialmente comporta che il futuro è già in essere e quindi in modo sintetico, questo vorrebbe significare che tutto sarebbe già prestabilito ed immutabile, quindi in parole povere, il destino di ogni cosa, di ogni essere è sostanzialmente già scritto e prestabilito, da questo ne consegue che il libero arbitrio, l’autodeterminazione, la realizzazione sia dei singoli individui che di popoli di fatto è soltanto una mera illusione.
Analogamente per quanto riguarda il passato, qualunque evento che miri ad alterare il percorso degli eventi sarebbe del tutto inutile ed inefficace, sempre e comunque che possano essere messi in atto, a tal proposito avevo scritto qualcosa in merito (Giocando col tempo),

Comunque attenendoci a quanto la scienza ufficiale ci dice e che quanto postulato dalla fisica sia corretto, non esiste nulla che possa superare la velocità della luce, nemmeno la luce stessa può andare oltre la propria stessa velocità, quindi immaginando la possibilità dei viaggi temporali, questi richiederebbero il raggiungimento di velocità super luminari; però sempre seguendo i principi della fisica, si presenta la non poco semplice questione massa/energia che impedirebbe di raggiungere la velocità della luce ed escludendo quella del suo superamento.
Ora se questo “ostacolo” in qualche maniera è stato risolto o “eluso”, ciò richiederebbe una fonte energetica di tale portata difficilmente quantificabile e generabile, ritornando con i piedi in terra e alle affermazioni di Basiago, ipotizzare che un tale dispositivo possa essere collocato in un palazzo più o meno anonimo di una città, oltretutto in prossimità di un importante aeroporto, pare surreale, se non altro per i possibili effetti conseguenti la deformazione spaziotemporale che ne conseguirebbe.

Quello che ulteriormente mi lascia perplesso della vicenda è che per portare sostegno alla storia verrebbero coinvolti personaggi importanti della scena politica mondiale, non che questo possa essere un elemento comprovante, ma piuttosto perché mi sembra una banalità, ed in parte una millanteria, da sempre, specie per quanto riguarda la nomenclatura e le cariche altisonanti degli Stati Uniti, dell’Unione Sovietica prima e della Russia poi e comunque di qualunque nazione, quei posti sono prerogativa di figure più o meno di spicco legate ai servizi segreti, di sicurezza e militari, quindi il fatto che presidenti, primi ministri o altro facciano parte della “cospirazione” è come si suo dire acqua calda, quello che trovo però fuorviante e conforme al sistema di debunking è il fatto di attribuire vicende ed eventi senza alcuna prova tangibile e questo anche nel caso che ciò possa essere vero, in mancanza di una prova, contribuisce solo a fomentare ed alimentare la cortina fumogena che a sua volta nutre una forma sottile e diffusa di paranoia che inevitabilmente concorre nel mantenere l’intero sistema di coverup funzionale solo a chi ha interesse nel mantenere il segreto.

Tornando alle rivelazioni del capitano Kaye, alla vicenda di Andrew Basiago, a quelle di Robert Dean e tante altre gole profonde, mi chiedo se effettivamente costoro siano dei “dissidenti” o costituiscano di fatto un elemento attivo nel depistare e creare disinformazione, mi sovviene fare un confronto con un altro personaggio “storico”, che a suo tempo fece delle rivelazioni sensazionali circa gli UFO, l’area 51 e le procedure di retro-ingegneria portate avanti da lui e da, molti altri scienziati negli hangar della base soprannominata Dreamland, un certo Bob Lazar; a differenza dei sopracitati, costui sembra letteralmente sparito nel nulla, le ultime voci dicono che abbia avuto ulteriori problemi con la giustizia in quanto coinvolto nello sfruttamento della prostituzione e della pornografia, bhé, mi pare proprio una emerita cretinata, considerando che nello specifico in molti stati americani la prostituzione è pressoché legale e che l’industria della pornografia, almeno per l’epoca posteriore alle sue vicende era piuttosto fiorente e pilastro dell’economia americana, comunque, sempre ammesso che le sue rivelazioni fossero veritiere, costui nella pratica è scomparso dalla scena e dal mondo ufologico, cosa che non è avvenuto per altre e già citate fonti.

Ribadisco il fatto che nella specificità del racconto di Andrew Basiago, si respira un’aria di fantascienza pura, il fatto che asserisca che gli Stati Uniti o meglio taluni organismi sovra governativi statunitensi dispongano di tecnologie degne della più ambiziosa sceneggiatura holliwodiana, mi lasciano perplesso, il motivo risiede nell’organicità del resoconto, poiché le tecnologie avanguardiste vanno dalla visione remota, al viaggio astrale, al cronovisore, al teletrasporto, ebbene tutta questa “organicità” mi sembra stridere con il fatto che la mentalità e la logica delle strutture governative, non solo americane ma più in generale di qualunque nazione applica il modello organizzativo Taylorista, ossia dei compartimenti stagni in cui un settore non sa e non conosce cosa fa l’altro, quindi il fatto che queste gole profonde abbiano una conoscenza amplia e dettagliata delle “cose” mi fa pensare che di fatto, sono o sono state ai vertici della “questione”.
Detto questo, le conclusioni che se ne possono trarre sono diametralmente opposte, o sono in dissenso e per certi versi dei “pentiti” rispetto ciò che hanno fatto ed operato per gran parte della loro vita, oppure le loro testimonianze sono panzane ben studiate e sceneggiate e inevitabilmente rientrano organicamente nel sistema di debunking e depistaggio; vi sarebbe una terza possibilità, quella delle turbe mentali, ma la scarto a priori perché se si fosse di fronte a questo tipo di patologia, il quadro che ne emergerebbe non sarebbe cosi “organico e strutturato”, comunque è pur sempre una opzione e nel caso fosse quella giusta bhé sarà anche cattiveria, ma forse in presenza di costoro sarebbe il caso di eliminare oggetti appuntiti.

Non so se quanto viene asserito dalle gole profonde sia vero oppure no, comunque quello che mi domando è come è possibile che un “veterano dello spazio” dopo venti anni di servizio debba ricercare prove e testimonianze delle proprie vicende?
Come è possibile che un sergente maggiore della NATO non abbia riscontri tangibili del suo racconto?
Andrew Basiago, coinvolto negli esperimenti di teletrasporto dal suo stesso genitore, in considerazione della lunga esperienza con il teletrasporto non divulghi o riferisca sul procedimento e i meccanismi con cui è realizzato tale strumento?
Come e perché tutti gli “informatori” che fanno rivelazioni sensazionali e per certi versi sconvolgenti, di fatto portano solo la propria testimonianza verbale; non voglio certo contribuire allo Stalking nei confronti di costoro, però chiedo, come sarebbe possibile fidarsi della parola di chi nei propri racconti e rivelazioni ha cooperato, partecipato e contribuito a costruire, realizzare quelle cose nascondendole al resto del mondo? Equivarrebbe a credere al bugiardo che dice di essere sincero mentre riconosce di essere un bugiardo!
Seppure presi con le pinze, trovo più credibili ed affidabili i McKinnon, gli Assange, gli Snowden, piuttosto che coloro che per un motivo o per un altro sono stati parte integranti del sistema e che “sulla via per Damasco” abbiano avuto l’illuminazione, che ritengo per altro estremamente parziale.

Concludo questo intervento facendone un bilancio personale; ho volutamente calcato la mano su alcuni aspetti perché mi è servito in parte come espediente per mettere giù le idee e pensieri in modo più chiaro e sintetico, la mia posizione rispetto i temi che tratto è notoriamente “neutralista”, in questo specifico intervento ho giocato sui due fronti opposti cercando ragioni e motivi per supportarli e contraddirli, va detto che comunque sono convinto che la “verità” stia nel mezzo, il mio intento è quello di capire e comprendere e nel farlo, ritengo che non ci si debba esimere dal prendere visione delle realtà contrapposte, anche a rischio di rimanerne ammaliato, invischiato e preda, la cosa importante è nel ricercare il vero, non è tanto negare o confermare le cose, ma penso che occorra tenerne conto di tutte, perché ogni cosa alla fin fine ha un suo ruolo, un suo perché, una sua ragione, buona o cattiva che possa essere e tutte in modi differenti concorrono a creare la realtà che abbiano sotto gli occhi quotidianamente.

La vicenda delle colonie marziane, sulla Luna o su quella di chissà quale pianeta, quella del teletrasporto, del crono-visore, quella suo viaggi temporali, ecc. ecc. come ho detto possono essere considerate panzane o parte di conoscenze e tecnologie nascoste, forse per un paternalistico e protettivo atteggiamento dei governanti o forse per nascondere scomode verità storiche, per scoprirlo occorre ricercare e verificare, nel mio piccolo mi pongo le domande cercando di pormi quelle giuste e come ho detto in un’altra occasione, se la domanda è sbagliata, la risposta non potrà mai essere giusta.

P.S.
Ho appena finito di postare il materiale di questo intervento e mi sono trovato di fronte ad un piccolo dilemma, considerando le tematiche toccate, sotto quale categoria inscrivere il post?
Di fatto sarebbero contemplate tutte, ma per rispettare la classificazione che ho dato i diversi post, mi trovo in difficoltà, comunque questo mi suggerisce ulteriormente che “è troppo bello per essere vero”.

Drizzate le antenne! Sempre!!!


Fine stesura 17 agosto 2014

Annunci

Informazioni su phoo34

Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
Questa voce è stata pubblicata in Alieni, Bioingegneria, Cosmologia, Esobiologia, Esoterismo, Etica, Fisica, Fotografie, Free energy, Ingegneria navale, Internet, Invenzioni, Life on Mars, Magia, Marina militare, Marte, Morale, Occultismo, planetologia, Rettiliani, Scienza di confine, Segreti, Spiritismo, Storia, Tecnologia, Teologia, Top Secret, Ufologia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Possibili risvolti di una strategia studiata a tavolino.

  1. phoo34 ha detto:

    Ringrazio tutti coloro che mi hanno segnalato il “link interrotto”, ho provveduto alla rettifica e mi scuso per errore dovuto a disattenzione!

Lascia un Commento, sarà moderato prima della pubblicazione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...