Bollettino 19/02/2014

  • Come costruire un pianeta artificiale

    Quello che ho scritto nello specifico intervento è si un esercizio di fantasia o se si vuole di fantascienza, ma voglio sottolineare il fatto che pur essendo un progetto estremamente futurista con le conoscenze e le tecnologie che disponiamo oggi sarebbe possibile realizzare qualcosa di simile, certo, non un pianeta vero e proprio e nemmeno un satellite delle dimensioni della luna, ovviamente qualcosa di molto più piccolo e facilmente gestibile; come ho detto nei diversi interventi, lo scoglio più grande da superare è l’aspetto “politico” che inevitabilmente si presenta nel mettere d’accordo, non solo le nazioni che coopereranno alla realizzazione ma anche quelle che per un motivo o per l’altro ne resterebbero “fuori” e questo è forse l’aspetto più importante proprio per tutto quello che ne consegue e deriva.
    Qualcuno ha insinuato che questo sia un mezzo per propagandare ed “abbellire” il progetto del N.W.O., mi permetto di dissentire perlomeno dai presupposti con cui mi sono stati fatti questi rilievi, in prima istanza chiedo e domando chi è che sa esattamente cosa si prefigge realmente di realizzare l’ipotetico, quanto possibile piano del NWO?
    Come ripeto, è possibile e probabile che sia in atto una cospirazione globale per fare cambiamenti politici globali al di sopra delle volontà delle nazioni e dei loro cittadini, ma seppure ciò dovesse rispondere alla realtà occulta, chi può seriamente ed aldilà delle influenze ideologiche e politiche asserire che questo sia qualcosa di negativo?
    Se quanto ho appena detto sia elemento a favore del NWO, lo è solo per chi vuole interpretare a rovescio le cose che ho detto, ed invito a rileggere con attenzione, comunque tornando alla questione dell’ipotetico satellite artificiale, per realizzarlo occorre la cooperazione di tutti e quindi un accordo universale sull’uso e le prerogative per cui lo si realizza, ma questo ragionamento o se si vuole definirlo in modo differente come meccanismo, vale per tutti i grandi problemi che affliggono l’umanità, quindi l’effettiva volontà nel trovare le soluzioni.
    Comunque domando, quali dei grandi problemi dell’umanità, anche sotto le luci della modernità tecnologica, sociale e politica sono stati mai risolti?

  • Su Marte
    In relazione a quanto pubblicato sul pianeta Marte, tengo a precisare che le immagini, tutte le immagini sono state prese dai siti ufficiali della NASA e per altro ho inserito i relativi link, esplicito ulteriormente alcune immagini sono delle panoramiche costituite da fotogrammi diversi e quindi riferibili ad una differente tempistica di scatto e conseguentemente di differente illuminazione, anche Marte ha una sua rotazione, quindi si traggano le dovute conseguenze, ora per quanto riguarda i fotogrammi singoli, accendendo all’archivio della NASA, è possibile osservare che le fotografie, si distinguono in destre e sinistre, questo perché i rover sono muniti di doppia ottica per una più che ovvia necessità di ridondanza tra l’altro usata per la realizzazione delle fotografie 3D, detto questo, non so cosa dire circa la differenza tra i due scatti, forse sussiste anche in questo caso una tempistica differente anche in funzione della possibilità di cogliere particolari in sequenza che non si avrebbe con lo scatto simultaneo, occorrerebbe porre l’interrogativo ai tecnici dell’ente che si occupano dei progetti, mi sono limitato ad osservare quelle che possono essere delle incongruenze della superficie rispetto a quanto assunto sulla natura del pianeta e che in via di ipotesi, dimostrerebbero che forse una forma di vita superiore ai microorganismi è presente e quindi una biosfera vitale seppure rada e ridotta.
    Rispetto la denuncia formulata dallo scienziato Rhawn Joseph nei confronti della NASA, l’immagine a cui si riferisce è decisamente molto meno indicativa dell’ipotetico “insabbiamento” si legga quanto ho scritto nei relativi interventi; certamente e sono sicuro che da parte della NASA vi sia tata una “scrematura” di fotogrammi, almeno in seconda istanza, perché alcune immagini mostravano segni inequivocabili seppure di una precedente forma di vita biologica e nello specifico, i resti “ossei” di qualcosa di molto simile alla parte terminale di un’ala o di un arto.
    Era mia intenzione pubblicare un ulteriore intervento sull’argomento, ma dato che le immagini non sono più disponibili, questo sarebbe inevitabilmente apparso come una illazione ed il più classico “al lupo al lupo” quindi….
    Di evidenze “inusuali” sulla superficie e non solo sulla superficie del pianeta rosso ce ne sono molte, basta avere una buona dose di pazienza per cercarle.
    Per quanto riguarda le incongruenze di visualizzazione dei post, ho già detto che questi erano stati pubblicati quando utilizzavo la piattaforma di Myspace poi incorporata in wordpress e le differenze tra le piattaforme si concretizzano in una differente visualizzazione, ho anche detto che provvederò a sistemare la cosa, ma come sempre il tempo è tiranno… appena mi è possibile.
  • Ighina

    Nell’intervento su Pier Luigi Ighina, non penso di aver detto nulla di nuovo, mi sono limitato a “sfrucugliare” le cose già più che note, perlomeno a chi si interessa della materia specifica, che le sue invenzioni possano essere state impiegate quale base per lo sviluppo di armamenti non convenzionali è estremamente plausibile e logico e comunque rientra nella logica della scienza in “grigioverde”.
    Sui retroscena che stanno dietro le sue invenzioni e gli assunti “scientifici” bhé come detto nell’intervento seppure partono da presupposti erronei, sembrerebbe che lo abbiano portato a “scoprire” qualcosa di più che concreto che non illazioni e farneticazioni teoriche e questo è verificabile.

  • Sui fondali della California

    Mi è stato riferito che la trasmissione Mistero ha fatto vedere alcune immagini relative all’intervento in questione, questo spiega il perché si è verificato un incremento notevole delle visualizzazioni dello specifico intervento, questo non può che farmi piacere comunque l’intervento è uno di molti altri interventi che prendono in esame la questione di cosa ci sia sul fondo degli oceani e dei mari e di quella realtà spesso sottaciuta, la presenza di testimonianze di un passato assai remoto mette in discussione tutto l’hasset culturale che si è stratificato nei secoli e trovo normale che ci possa essere l’intento di nascondere o comunque celare queste evidenze, poiché attesterebbero la necessità, per rimanere in tema di “profondità” di una “profonda revisione” delle conoscenze acquisite, il che inevitabilmente starebbe se non a dimostrare, quantomeno a sospettare che chi sa, sa ben poco o eventualmente nulla, se non quello che sa sia parziale e decisamente errato; come per tutte le cose, sussiste un istinto di sopravvivenza, perché l’establishment scientifico, religioso ecc. ecc. dovrebbero essere immuni?
    Certo si richiede un atto di coraggio prendere atto che forse il motto socratiano “So di non sapere” ha una scadenza pressoché infinita.
    Tornando allo specifico intervento, quanto è osservabile dalle immagini fornite da Google Map/Eath ribadisco quanto più volte esplicitato, sono immagini elaborate e ricostruite da rilievi satellitari e comunque sono un mosaico, ora, volendo escludere l’intenzionalità di un “tiro mancino” di qualche buontempone impiegato nella “filiera” di elaborazione delle immagini, per la verifica di quanto è osservabile non resta che fare i dovuti sopralluoghi per avere una conferma.
    Sempre in relazione ai possibili tunnel, l’eventuale conferma della loro esistenza accenderebbe una ulteriore luce sulle innumerevoli stranezze che si verificano nell’area da prima ancora che fosse colonizzata, una domanda dai toni un po retorici, qualcuno si è mai domandato perché la città di Los Angeles abbia assunto tale nome? Los Angeles non significa “Gli angeli”?
    Considerando l’influenza religiosa forse le attività dell’area sarebbero riferite agli “angeli”, o secondo una declinazione tecnologica e moderna agli alieni, quindi sarebbe così “stravagante” e fuori contesto ipotizzare che le varie “basi dell’area” possano avere se non una connessione diretta, quantomeno una stretta relazione, non solo con leggende dei nativi americani, ma anche con quelle che sarebbero attività tutt’ora in essere di entità extra?

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