Abzu la terra perduta dell’oro

Mi accingo a scrivere questo intervento in risposta alle critiche su quanto ho illustrato nell’intervento “Sulle tracce degli Annunaki“, sopratutto rispetto le immagini catturate da Google Map.

Quello che più mi lascia perplesso delle critiche non è tanto l’averle sollevate, ma piuttosto la loro sterilità e i giudizi categorici che ne conseguono, mi sovviene presupporre che coloro che le hanno espresse, e voglio essere benevolo, lo abbiano fatto in buna fede, quindi conseguenza di una superficiale e distratta visione delle sole immagini, senza nemmeno prendersi la briga di leggere il testo di cui ne erano compendio; altro elemento che mi ha dato fastidio, è l’anonimato con cui taluni abbiano espresso la loro opinione, non tanto per la forma anonima, ma piuttosto per la pochezza dei rilievi espressi ed in taluni casi accusandomi di aver taroccato le immagini.

Partendo proprio da quest’ultima critica, ed in previsione di questo tipo di “osservazioni”, ho volutamente inserito nelle immagini i link di Google Map delle aree prese in esame, in più, catturando l’intera finestra del browser il medesimo indirizzo è presente sulla barra degli indirizzi, questo per chi, con buona volontà volesse fare una personale verifica, quindi ammesso e non concesso che le immagini siano taroccate, queste lo sarebbero in origine, quindi l’accusa è bella che smontata.
Dato che gli interventi sulle e ribadisco teoriche scoperte fatte con le utility cartografiche di Google restano teoriche fino a che non si effettuino gli opportuni sopralluoghi; tornando alle immagini pubblicate, devo ulteriormente ripetere che le immagini catturate sono state elaborate giocando su luminosità, contrasto, dettagli e scala colorimetrica al solo scopo di esaltare l’immagine, non vi è un solo pixel alterato cancellato o aggiunto, quindi, per tutti i “critici takeaway”, se in buona fede, si analizzino pure le immagini come e più preferiscono, traggano le loro conclusioni e le illustrino quantomeno in modo serio ed argomentato, in luogo del più che lapidario “fake”, pretendendo per altro che la loro opinione sia tout cour la verità assoluta.

Veniamo invece alle critiche probabilmente più serie e forse dettate da una poca dimestichezza con la materia degli “Annunaki”; personalmente, ritengo che quella che potrebbe essere definita la “Stele di Rosetta” per interpretare le vicende annunake, sia il libro perduto di Enki, ed è proprio dall’analisi di questo libro che i diversi interventi sono scaturiti, quindi posso dire senza paura di smentita che, quantomeno una lettura attenta di questo libro sia la “conditio sine qua non” per entrare nella giusta prospettiva e intendere il senso di quanto pubblicato.

Premessa postuma, assumendo (arbitrariamente) che il libro riporti le cronache delle vicende annunache della loro discesa sulla Terra e di quanto avvenne in seguito e seppure, nel testo siano mitizzate, idealizzate, mitigate e quand’anche manipolate per celare la verità di taluni eventi e sule responsabilità di chi le causò, vi sono affermazioni che si possono prestare a verifiche ed è in tal senso che ho condotto la ricerca.
Detto questo, molti hanno sollevato la questione che la discesa degli Annunaki risalirebbe a circa 400/450 mila anni fa; sinceramente non comprendo su quali basi, testi o riscontri si possano fare queste affermazioni così perentorie, come ho detto e come ripeto, voglio prendere per buone le cose dette da Enki nel suo libro, quindi quando Enki descrive la visione della Terra, essa è, in modo inequivocabile la descrizione della geografia terrestre risalente a più o meno ad un’era geologica che va dai 450 e i 200 milioni di anni fa.
Vero, falso? Io non lo so, mi attengo alle “evidenze” e dai riscontri.
Quindi tenendo presente le descrizioni geografiche, del paesaggio, della flora e della fauna, mettendoli in relazione con quanto la scienza ufficiale ci dice, potremmo ipotizzare che la discesa degli Annunaki sia avvenuta almeno prima dell’estinzione di massa dell’ordoviciano?

Entrando nella specificità di alcune critiche sulla ipotetica localizzazione dell’Abzu sui fondali del Mar Glaciale Artico, anche qui non mi sono certo inventato le cose, ho semplicemente messo in relazione degli elementi al fine di averne un quadro organico e coerente, quindi se gli Annunaki (Enlil) descrivono l’Abzul in modo sintetico ma esaustivo, asserendo che questa era localizzata a sud del pianeta, è lecito domandarsi se questo sud, sia inteso in senso geografico o geomagnetico?
È noto che periodicamente il campo magnetico terrestre si inverte, aldilà delle cause e dei meccanismi secondo cui ciò avviene e che ancora restano da scoprire, sta di fatto che questo cambiamento di orientamento si verifica, perciò è plausibile e logico ipotizzare che all’epoca in questione il sud era il nord e viceversa e quindi il testo dice il vero?

Mi sovviene fare una piccola considerazione, su quale assunto possiamo definire il sud e il nord del pianeta? Forse in relazione alla rotazione attorno al sole, oppure rispetto la rotazione sul piano galattico del sistema solare? E su quale base assumiamo il nord e il sud della galassia, se non per pura e semplice convenzione?

Dunque, in alternativa, è possibile che la discrepanza tra quanto il libro riporta e la realtà, sia in funzione a che gli umani non potessero scoprire e rintracciare un centro essenziale e vitale per gli Annunaki e per Nibiru?
Tornando alle immagini di Google, occorre fare una puntualizzazione, perché oggettivamente le aree in questione, ma anche altre aree della cartografia dei fondali oceanici mostrano i medesimi “difetti”, in prima istanza, non si comprende come alcune aree abbiano un dettaglio estremamente elevato, tanto da poter osservare quelli che erano i letti di antichi fiumi, crepacci e fenditure di montagne sommerse ed altre aree sono caratterizzate da “sfumature” dai contorni netti che inequivocabilmente sembrano essere state fatte apposta.
L’immagine seguente chiarisce il “concetto” è l’immagine aerea del Colosseo, in cui ho cercato di replicare il tipo di sfumature in questione.

Esempio di sfumatura alla Google Map

Esempio di sfumatura alla Google Map

Fonte immagine Google Map

Fonte immagine Google Map

Difficile asserire che queste siano in funzione di errori di rilevamento o di generazione elle immagini, è evidente che l’intento è proprio quello di occultare qualcosa di scomodo, detto ciò, nonostante “l’appannamento” è possibile identificare i contorni di qualcosa che di naturale ha ben poco se non nulla.
Come si vede all’immagine, quello che si osserva, ha tutte le caratteristiche di qualcosa di assimilabile a strutture edilizie su più livelli con cortili rampe, vie, in sintesi quello che oggigiorno definiremmo un quartiere denso di palazzi e edifici, la cosa che sbalordisce sono e restano le dimensioni; questo particolare è solo uno dei tanti che si possono osservare nelle aree analizzate, chi più chi meno sfumati, indicano comunque la presenza i qualcosa che difficilmente può essere associato a montagne o colline.

Nell’intervento Sulle tracce degli Annunaki, ho inserito una gallery relativa ad un’area specifica del Mar Glaciale Artico, in questo intervento oltre a riproporre quella galleria, inserisco altre evidenze di alcune aree più a sud in cui si possono osservare strutture analoghe e con le medesime dimensioni.
Come ho avuto modo di rispondere in privato ad alcuni critici, se questo è il risultato di un “malfunzionamento” dei sistemi di rilevazione, occorrerebbe intendesi su cosa si intende per mal funzionamento, perché se è stato rilevato quanto è visibile, forse la disfunzione sta proprio nella incompleta o mancata censura di immagini scomode.
Comunque lascio a voi trarre opinioni e conseguenze.

Come sempre per visionare la gallery premere su una delle miniature e per uscirne cliccare sulla x in altro a sinistra o premere Esc.


Fine stesura 5 agosto 2016

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