Alessio interviewed

Questa pagina speciale vuole rispondere alle molte domande poste da lettori e frequentatori di questo mio blog, peraltro voglio precisare che non “opero” su altre piattaforme con altri pseudonimi e cloni di questo blog, anche perché come sanno i bloggher genuini, gestirne uno in modo serio e continuativo è di per sé impegnativo e comunque anche il solo collaborare in altri blog, si rivela problematico e inevitabilmente influirebbe negativamente su uno degli impegni se non su entrambi, come diceva il “mio sergente maggiore” di deve fare una cosa alla volta e farla al meglio, farne due contemporaneamente si finisce per farle male entrambe, comunque mi riferisco alle mie personali capacità o se si vuole limitazioni.
Come ho già detto da qualche altra parte in questo blog, tengo particolarmente alla mia privacy e quindi è possibile che a talune domande che inficiano questa sfera, non darò risposte, al massimo della disponibilità, per alcune e non troppo invasive domande potrei fornire risposte vaghe o comunque incomplete, “chi mi conosce, sa come, dove e quando trovarmi” quindi se e quando riterrò opportuno e/o in particolari circostanze o per esigenze specifiche il modo e le opportune modalità per un contatto diretto si troveranno.

Come detto, questa “pagina” vuole rispondere alle domande dei lettori; onde evitare la necessità di trascrivere tutti i quesiti che per altro, seppure in tempi diversi e per contenuti sono simili, ho preferito trasformarli in forma di “intervista” e per quanto possibile darne un ordinamento organico evitando di dover “saltare di palo in frasca”.

Dunque, via con domande e risposte che saranno distinte anticipando una “D.” per la domanda ed una “R.” per la risposta.

D. Perché hai deciso di tenere un blog su argomenti che possono rientrare nella fantascienza e comunque nell’ambito dell’immaginazione?

R. Sinceramente ho cominciato a “lavorare” al blog più che altro per sperimentare e provare ad utilizzare le funzionalità messe a disposizione degli utenti da varie piattaforme che nel complesso offrono ai propri utenti un pacchetto di servizi ed accessori utilizzabili anche a livello professionale e lavorativo, questo per comprenderne limiti e capacità e quindi poter prospettare il loro impiego anche ai vertici aziendali
Per quanto riguarda i temi che tratto nel blog, bhé ho sempre nutrito in interesse per le materie, definiamole “esotiche” e misteriose, quindi, disponendo di questo spazio ho cominciato a mettere “nero su bianco” quelle che sono i pensieri, le idee, le prospettive e se vogliamo le conclusioni a cui sono giunto nel seguire questi particolari argomenti.

D. Il fatto di nasconderti dietro uno pseudonimo è forse un modo per evitare di essere schernito ed evitare di rientrare tra quelli che sono considerati anche in modo malevolo “cacciatori di ombre”?

R. Come ho detto l’apertura del blog era stata fatta, comunque rispondendo alla domanda, no non ho mai temuto ne sviato l’assunzione della benché minima responsabilità, circa l’espressione del pensiero e delle idee con parole e concetti, quindi “l’anonimato” se peraltro si può parlare di anonimato è solo in funzione della tutela della mia sfera privata, o se si preferisce usare un concetto mediatico, Alessio, phoo34, è in realtà un “nome d’arte” più che uno scudo di anonimato.
Paura di essere schernito, deriso, preso per un visionario folle, per contaballe mitomane, un millantatore o peggio? Nel modo più assoluto no!
Il mio intento non è quello di imbonire o indurre il lettore ad accettare e concordare con il mio pensiero e le mie personali posizioni, ma piuttosto quello di evidenziare fatti e circostanze che denotano che la realtà del mondo che ci circonda, potrebbe essere letta ed interpretata in modo diametralmente opposto da quella che è la “lettura ufficiale” di eventi e fatti che contraddistinguono la realtà.

D. In sostanza stai sostenendo che sussiste una sorta di complotto per alterare e deformare il senso degli avvenimenti che costituiscono la realtà?

R. Per quanto riguarda il “teorema del complotto” ho in più occasioni espresso il mio modo di vedere la questione, comunque, visto che diversi lettori hanno avuto la sensazione che in modo machiavellico sia un sostenitore del teorema, ribadisco che sono uno strenuo sostenitore del fatto che il “complotto globale” è solo un miraggio di chi per un motivo o per l’altro usa questa scusa per emergere o comunque quale auto giustificazione; quello che posso concedere al teorema, è che è possibile ed anche probabile che taluni complotti sono riferibili a forme di quel fenomeno che giuridicamente è definito come aggiotaggio; tanto per fare un esempio e comunque sgombro da qualsiasi orientamento politico, si pensi a cosa è accaduto dopo il crollo del U.R.S.S., oligarchi di vario livello hanno iniziato la corsa ad acquisire le strutture industriali ed energetiche della fu Madre Russia.
Si trattò di un complotto tutti contro tutti per il controllo e in definitiva il possesso ed il monopolio di questi settori? Bhé si, lo fu e rientrano in questo, molte delle vicende che caratterizzano accadimenti di molti personaggi di quella che era parte della nomenclatura e di burocrati ex-sovietici; ma da qui a ipotizzare che tutto questo rientri nel quadro di un complotto mondiale al fine di far crollare l’Unione Sovietica bhé per quanto possibile è altrettanto improbabile, se non altro, considerando il proliferare delle cosi dette “gole profonde” a sostegno di questa ipotesi sarebbero emerse seppure in copia, quantomeno evidenze documentali che attesterebbero le “relazioni pericolose”.
Sintetizzando maggiormente, ritengo che il teorema del complotto, sia in sostanza uno stratagemma per sviare l’attenzione sui fatti e distorcerne le rilevanze ed in definitiva fuorviare da quelli che sono i reali intenti ed interessi di “pollaio”.

D. In questo modo però attesti che ci siano dei complotti in atto e quindi se con gli specifici distinguo, sostieni il teorema, non è una contraddizione?

R. È forse una contraddizione parlarne e cercare di comprenderne dimensioni e natura?

D. In diverse occasioni hai detto che non hai particolari specifiche, però traspare, leggendo i post che le competenze e un livello conoscitivo non indifferente su molte questioni, le hai, è forse un ulteriore modo per celarti dietro il “nome d’arte”?

R. So quello che traspare da quanto esprimo nei miei interventi, certo questo potrebbe dare adito a millanteria, ma se si vuole parlare di competenza, bhé no, comunque quando mi riferisco al concetto di competenze, tanto per essere chiaro ed entrare nella specificità, non posso certo dire di essere un ingegnere aerospaziale, ne un archeologo, ne un dottore, ecc. ecc., quelle che sembrano essere competenze sono di fatto la risultante dell’approfondimento degli aspetti che sono inerenti o coinvolti nel tema trattato, detto questo però, non posso che rallegrarmi della immeritata attribuzione e considerazione, in ogni caso, non posso “fregiarmi” di titoli accademici e questo aldilà dell’ipotesi millantato-ria, mi da l’indicazione ed il polso che nel mio ricercare e comprendere, quantomeno ho appreso e compreso bene.
Non voglio fare il saccente ne assurgere in cattedra, ne tanto meno creare proseliti del “phoo34 pensiero”, comunque in più interventi ho detto che lo strumento principe per comprendere le cose è porsi le giuste domande, se non altro si possono dare risposte sbagliate, ma si resta comunque in “partita”, se il quesito è sbagliato, la risposta non può che essere di conseguenza.

D. Nel complesso e per tua stessa definizione, gli articoli del tuo blog mirano ad evidenziare una realtà diversa da quella che comunemente appare ad uno sguardo superficiale, spesso utilizzi l’immagine del puzzle come escabotage per darne un quadro complessivo e incompleto, questo trucco non è forse una ulteriore indicazione che in fondo sei un sostenitore del teorema del complotto?

R. Ribadisco quanto detto prima, ritengo il teorema fuorviante e distorsivo, che poi venga usato strumentalmente per raggiungere un fine, bhé non è da escludere, ma chiedo se il mio intento nel complottare è quello di raggiungere un dato risultato od obbiettivo, ovviamente ciò che mi prefiggo di ottenere, probabilmente interessa anche altri “competitor”, quindi per quanto possa essere occulto e sotterramento lo scontro, inevitabilmente si avrebbe tutto l’interesse a che gli intenti dell’avversario siano smascherati e con il più alto grado di risonanza e quindi acquisire una posizione privilegiata.
Per quanto riguarda l’immagine del puzzle, bhé considerando le specificità della società umana e delle sue declinazioni ideologiche, politiche ed economiche, ho ritenuto e ritengo che l’immagine sintetizzi la sua complessità e l’estrema frammentazione della realtà; siccome il comprendere il quadro complessivo si rivela estremamente articolato e complesso, il trucco di ridurre i vari aspetti a tasselli, permette perlomeno idealmente di averne un insieme anche se parziale e frastagliato, organicamente coerente, certo come capita nel realizzare un vero puzzle, può accadere di accostare un pezzo dove non dovrebbe essere, ma questo è parte del “gioco” e man mano che si procede, prima o poi ci si accorge dell’errore.

D. Leggendo i post che sostanzialmente riguardano i servizi di cartografia di Google, hai evidenziato molte cose insolite, da quelle che sembrano strutture sommerse in epoche remote, a quelle di presunte astronavi ed ipotetiche attività extraterrestri in atto, sia sopra la superficie che sul fono degli oceani, fino a mostrare strani ed indecifrabili geoglifi che sembrano avere un senso o intento tecnologico; quello che ci si domanda è possibile che con milioni di utenti tu sia l’unico che abbia notato queste cose?
Inoltre, stando a quello che si può osservare da Google Map molte immagini disponibili attualmente sembrano mostrare qualcosa di diverso da quello che hai esposto e questo fa pensare che le immagini che hai condiviso siano state manomesse intenzionalmente per suscitare scalpore e fare notizia, come rispondi a queste affermazioni?

R. L’insinuazione che abbia ritoccato e falsificato alcune se non tutte le immagini che ho catturato da Google Map e da Google heath è del tutto falsa, non che questo non sia possibile; oggi, con i software ed hardware è possibile falsificare video in diretta, figuriamoci ritoccare immagini catturate dallo schermo di un PC, comunque, come anticipato negli specifici interventi le immagini offerte dai servizi di Google, sono un collage di immagini satellitari che per loro stessa natura sono una elaborazione grafica dei dati acquisiti e quindi è possibile che talune “incongruenze” siano da imputare alla conversione, comunque se in una zona o area si rileva una struttura che assomiglia ad un edificio, a parte macroscopiche defaiance di programmi o conseguenti un errore di acquisizione dei dati satellitari oppure nella trasmissione dei dati, il software stesso non può certo correggere l’immagine a “capocchia” inserendo la prima cosa che gli pare e piace, pur in presenza di una intelligenza artificiale, questa inserirebbe comunque qualcosa di congruo con l’area circostante, quindi per quanto possa essere ipotetica la struttura o l’oggetto ripreso, qualcosa sussiste, ovviamente tutto necessita di una verifica effettiva sul campo per determinare con esattezza la natura di ciò che appare.
Detto questo e tornando alle insinuazioni, confermo la genuinità delle immagini catturate, ora se le immagini a cui faccio riferimento sono state sostituite da chi gestisce la mappatura pubblica, questo potrebbe far pensare che qualcuno, le abbia sostituite con altre meno definite al fine di occultare scomode “presenze”, (questo pe ri teorici del complotto) oppure che vi sia stato l’accavallamento di un aggiornamento con immagini antecedenti meno dettagliate, comunque sia ho anche ipotizzato che qualcuno all’interno della “filiera” del sistema abbia voluto fare uno scherzo e prendersi gioco degli utenti, se fosse questa la spiegazione, sicuramente i dirigenti ed i responsabili avrebbero preso le opportune misure nei confronti di questo o questi giocherelloni, in ogni caso uno scarno comunicato di scuse sarebbe stato emesso se non dalle strutture primarie, quantomeno dallo staff di Google.
Per quanto riguarda ciò che si osserva dalle immagini che ho postato nei vari interventi, bhé, pur con il dubitativo espresso in tutti gli interventi, se si osserva qualcosa e sempre in considerazione di eventuali, quanto possibili “aberrazioni ottiche”, quel qualcosa se pur deformato è presente nell’immagine, la reale esistenza può essere confermata o smentita solo da una verifica sul campo e questa verifica dipende oltre dalla volontà di approfondire la questione, anche dalle disponibilità di mezzi e fondi, ora per il fatto che solo io abbia evidenziato quelle particolarità, bhé non so che rispondere, molto probabilmente anche altri utenti si sono imbattuti in queste, ma vuoi per un motivo o per un altro non ne hanno dato notizia, voglio precisare però che “pattugliare”, non dico chilometro per chilometro ma aree prossime alla decina, è un lavoro certosino e di pazienza che richiede tempo, inoltre va considerato che la maggior parte degli utenti informatizzati utilizza dispositivi e software in modo “superficiale ed approssimativo” impiegando nella generalità il 10% delle funzionalità disponibili.

D. Se quello che si osserva dalle immagini è realmente quello che si vede ed il fatto che molte di queste immagini siano state sostituite intenzionalmente con quelle corrette e rivedute, questo potrebbe essere ulteriormente l’indice che il tuo intento è quello di evidenziare un complotto nel nascondere cose che possono stravolgere gli assetti della conoscenza e della storia.

R. Il mio intento è quello di capire le cose e la realtà in cui vivo, comunque, ulteriormente ribadisco quello già detto sul teorema del complotto; detto questo, e facendo riferimento ad una frase nota, più che altro per il fatto che è parte dell’effige della C.I.A. e non per il fatto che è tratta dal Vangelo secondo Giovanni “La verità vi renderà liberi”, nell’ottica di una comprensibile competizione tra soggetti, siano essi nazioni, gruppi di potere o tra singole persone, celare la verità o in senso più ampio la realtà delle cose e della conoscenza, può si, essere inteso come un complotto col fine di mantenere ad “uso e consumo proprio” il potere che deriva da esse, sopratutto per l’aspetto ed i risvolti strategici e militari, quindi, restando in questa prospettiva è plausibile che le immagini specifiche possono essere sfuggite a quella che è la censura militare, non c’è da dimenticare che comunque i sistemi satellitari, rientrano sotto il monopolio ed il controllo delle forze armate o comunque dai vertici delle stesse.
Ora si può ovviamente gridare “al complotto al complotto”, ma in sostanza e restando in un’ottica pragmatica della realtà, questo rientra di fatto nelle strategie per mantenere o comunque preservare posizioni di vantaggio rispetto altri soggetti; va anche detto che quello che si può osservare con i satelliti di uno schieramento, lo si può osservare anche con i satelliti dell’altro, quindi di fatto il “vantaggio strategico” in una ottica di confronto ciò può trasformarsi in quello che potrebbe essere una linea di contrapposizione e potenzialmente trasformarsi una vera e propria linea di fronte armato.

D. Quello che risalta in alcuni interventi è che rispetto il tema extraterrestri, hai una posizione insolita e per certi versi scettica, comunque ne ridimensioni l’incidenza ipotizzando che altre specie terrestri abbiano un ruolo ed una influenza maggiore su quello che è l’evoluzione della società umana o della specie umana, questa posizione è decisamente inusuale rispetto le posizioni espresse dalla maggior parte degli ufologi, non pensi che questo possa emarginarti anche rispetto l’ortodossia ufologica?

R. In prima istanza voglio precisare che non sono un ufologo, ne mi ritengo tale senza con questo dare giudizi sulla categoria, secondo, facendo riferimento al principio del “rasoio di Occam”, ritengo che la possibilità che altre specie, in altre ere geologiche, possano avere avuto un cammino evolutivo analogo a quello umano, possa essere una cosa non solo possibile e probabile ma reale; dico questo perché sempre in relazione al principio a cui ho fatto riferimento, nella storia complessiva del nostro pianeta è plausibile che altri esseri si siano evoluti prima di noi ed abbiano lasciato tracce della loro esistenza, prove che sostanzialmente rientrano in quei reperti classificati come OOParts, la cui datazione anche se con una approssimazione temporale su scala geologica attesterebbe che manufatti di varia natura risalgono ad ere in cui non la specie umana non poteva ancora esistere (secondo l’ortodossia scientifica e ecclesiastica), ma non esistevano un gran numero di specie ormai estinte, quindi l’ipotesi risulta essere più attendibile che non quella su ipotetici ed improbabili viaggiatori del tempo; detto questo, il fatto di preferire l’ipotesi di una evoluzione autoctona di altre specie terresti, non esclude che nell’evolvere e nel progredite tecnologicamente ad un livello superiore a quello nostro siano poi entrate in contatto con altre specie evolute di altri pianeti, quindi piuttosto che essere scettico rispetto l’ipotesi aliena, penso che questo allarghi le fila degli attori presenti sul “palcoscenico”; ora ci si domanda dove sono questi esseri, bhé sempre in via di ipotesi potrebbero essersi trasferiti su altri pianeti o sistemi solari a causa di drastici cambiamenti climatici, oppure si sono estinti, vuoi per catastrofi naturali o artificiali e perché no, magari sono ancora tra noi dissimulando le differenze, comunque volendo inserirli nella casistica, potrebbero rientrare nella categoria degli extraterrestri o più preciso nella neo categoria degli ex-terrestri, parimenti a come potrebbero essere classificate le generazioni che nasceranno dai coloni della luna, di Marte o sua qualche base spaziale permanente.
Questa mia convinzione consegue anche dalle molteplici tracce, riferimenti e testimonianze storiche che si riscontrano testi sacri di molte culture e religioni da opere iconografiche e più in generale come detto in precedenza di manufatti che fanno riferimento ad epoche in cui la stessa specie umana, non poteva ancora esistere, perlomeno rispetto l’ortodossia della scienza ufficiale.
Il pensiero di essere emarginato per quello che espongo, non è certo tra le mie preoccupazioni; come ho detto quello che è il mio interesse e cercare di comprendere e capire le cose, ora se in questo tentativo la ricerca della comprensione, mi porta ad immaginare e/o a formulare delle ipotesi e che queste, possano essere condivise, condivisibili oppure contestate e avversate, va bene lo stesso, se da questo ne nasce una discussione, un dibattito, è certamente meglio che non il silenzio.

D. L’idea che proponi è certamente fuori dagli schemi tradizionali, quello che porti a sostegno delle tue idee denota che nel tuo ricercare, hai acquisito un buon bagaglio di conoscenze e una cultura superiore alla media, si potrebbe pensare che provieni da un ambiente culturale superiore e nonostante asserisci di non avere una specifica formazione, devi averne.

R. Ringrazio per la considerazione e confermo che nonostante ciò che possa apparire non è come si insinua, certo non posso negare che nel portare avanti la mia ricerca si è reso necessario approfondire materie ed argomenti disparati, ed aggiungo, non senza difficoltà, comunque non è possibile affrontare un qualunque argomento, anche il più banale e frivolo come il calcio o più in generale lo sport, se non si conosce e se ne ha una panoramica anche superficiale, allora si la qualifica di millantatore sarebbe ben meritata, come ho detto prima, il fatto che l’esposizione delle mie teorie e delle prospettive che ne emergono facciano pensare che chi le ha scritte possa essere opera di un dotto, bhé non mi dispiace affatto, se non altro significa che tutto quello che ho appreso l’ho appreso per il verso giusto e quindi testimonia, almeno per me stesso, che ho appreso correttamente; voglio puntualizzare una cosa che forse potrebbe sembrare pretenziosa, ritengo che non è certo il disporre di un titolo, di una qualifica rilasciata da una qualunque istituzione, che attesta la giustezza del pensiero, mi è capitato di avere a che fare con alcuni “dotti” che in funzione del loto titolo pretendevano di possedere la “verità”, questo non ha impedito loro di naufragare se non nel ridicolo, sicuramente nel puerile, come ho detto non è un titolo che denota la giustezza o la verità di un principio, di una teoria o semplicemente di un pensiero, ma piuttosto, se è frutto di una ricerca e un approfondimento serio, eccetto per quelle particolari ed insolite persone che rientrano nella categoria dei “savant” che seppur strabiliano per le particolari capacità, sostanzialmente sono, eliminando ogni declinazione denigratoria, degli idioti sapienti.

D. Cosa ti ha spinto ad affrontare questa ricerca e a trovare quelle che definisci prospettive alternative, ma sopratutto perché hai deciso di condividere con altri questa tua visione?

R. Se rispondessi che scrivo per il solo per mio personale diletto, commetterei quello che si potrebbe considerare “falso ideologico”, scrivo certo per il piacere di esprimermi, ma anche per far conoscere il mio pensiero ad altre persone, indipendentemente che poi sia condiviso o contestato, comunque trovo molto gratificante l’immaginare ciò che non è stato ancora immaginato, trovarne una lettura diversa e dargli una “forma” coerente, seppure teoretica o semplicemente in forma di ipotesi, questo mi permettere di sfidare le mie capacità di comprensione; potrebbe sembrare che questa sfida sia sterile, al pari di chi gioca a scacchi contro se stesso, ma in realtà si gioca per abbattere il muro della propria “non conoscenza” e quando si giunge ad aprire una breccia nel muro, è indubbiamente una gran bella sensazione.
Comunque ho sempre avuto interesse per questo tipo di argomenti, oltre ad aver ho avuto modo di assistere ad alcuni eventi insoliti e in talune circostante esserne anche partecipe in prima persona, va detto che ho subito anche l’influenza dell’ambiente in cui sono cresciuto, in cui gli argomenti che si possono inscrivere nella sfera paranormale erano e sono consuetudinari, comunque quello che mi ha spronato a rendere pubblico il mio pensiero è stato il suggerimento di una cara persona che ha trovato alcuni scritti particolarmente interessanti e mi ha spronato al condividerli, la pubblicazione del blog è solo l’ultima fase di questo “processo divulgativo” o se vogliamo la sua versione “tecnologica”, una decina di anni fa la realtà informatica era decisamente molto più desolata ed i “social media” erano ben lungi dal fare la loro comparsa.

D. Leggendo i vari interventi sembra che tu abbia già in testa il quadro complessivo ed in definitiva sai già dove condurre il lettore, questa cosa non potrebbe essere interpreta come un modo per indurre i lettori a pensare e vedere le cose come le vedi tu?

R. È ovvio che perseguo un filologico che mi permette di completare l’ideale puzzle, ma ciò e solo una necessità al fine di posizionare i vari tasselli nella giusta posizione, ne consegue che nel complesso ho in mente un quadro complessivo seppure non dettagliato e strutturato in modo organico, questo, a mio modo di vedere, risente delle influenze di cui parlavo in precedenza, però non vuol dire che il quadro sia “consolidato”, anzi, come ho accennato, mi è capitato di dover “riposizionare” uno o più tasselli; detto questo, nel modo più assoluto nego che le modalità dell’esposizione dei post sia per fare proseliti del “phoo34 pensiero”, comunque se c’è un intento è quello si di portare il lettore ad osservare le cose dalla mia prospettiva, non però quella di indurlo a pensare come la penso io, voglio sottolineare che, come io diffido di chi si proclama detentore della verità, così sono conscio che io stesso non sono il detentore della suddetta, applicando il concetto di relatività, la verità può assumere forme e fogge differenti a seconda del punto da cui la si osserva; cosi tanto per fare un esempio pratico, si immagini sei persone intente ad osservare una ruota che gira, si immagini anche che ognuna di queste persone è posizionata su ognuna della facce di un ideale contenitore cubico in cui la ruota gira, ora se ad ognuno di essi si chiederà in quale senso stia girando la ruota, ognuno affermerà qualcosa di diverso e contrario agli altri; chi ha realmente ragione?
Bhé tutti e nessuno, in sostanza quello su cui possono concordare unanimemente è che la ruota gira, in quale senso o direzione è solo una questione di prospettiva, quindi impossibile da determinare con certezza assoluta; questo giochino potrebbe sembrare un modo di coniugare o traslare il principio di indeterminazione di Heisemberg nella sfera filosofica, detto questo ed in questa prospettiva sta la mia esortazione nel cercare prospettive diverse e differenti, perché ritengo che solo quando si avrà a disposizione ciò che si osserva dai diversi punti, si potrà disporre del quadro completo e quindi determinare se ed in che modo sia possibile stabilire il senso della “rotazione” della ruota.

D. Da alcuni interventi sembra che i tuoi interessi siano anche nel campo dell’occultismo e delle diverse branche compreso lo spiritismo magia e satanismo, credi in questo tipo di cose?

R. Non posso negare che seppure non ho una profonda e specifica conoscenza di queste “materie”, ho interesse nel approfondire queste questioni, comunque per precisare, fondamentalmente non sono un credente, le questioni di fede sono aspetti interiori ed intimi la cui disanima equivale alle dissertazioni “sul sesso degli angeli”, comunque ho avuto modo di rispondere al quesito circa le questioni di fede ed in questa voglio confermare ciò che avevo già detto, fondamentalmente non sono un credente, detto questo, ripeto che anche il più ateo tra gli atei, nel più intimo del loro essere in qualcosa credono anche se non ammetteranno mai questo aspetto, quindi escludendo divagazioni su quelle che possono essere le mie personali questioni di fede, si credo in qualcosa, ma questo, pur nella possibilità di cortocircuito tra fede e pensiero logico, fanno parte della sfida nel aprire le brecce nel “muro della personale non conoscenza”.
Per la specifica questione sulle “scienze occulte”, ritengo che siano testimonianze frammentarie e spesso fraintese di una conoscenza antica, spesso i detentori di questi frammenti, ammantano di mistero e sovrannaturale quello che molto probabilmente loro stessi conoscono parzialmente o per nulla, vuoi in modo intenzionale per arrogarsi un potere o una posizione di rilievo, vuoi per il solo fatto di accettare fideisticamente ed acriticamente i dettami che ne derivano o che ne sono desunti, detto questo fenomeni inspiegabili attribuibili o conseguenti certi tipi di pratica sono reali, per la spiegazione bhé occorrerebbe avere i “frammenti mancanti” di quelle scienze perse nelle nebbie dei tempi; non voglio certo dare una spiegazione di questi fenomeni, ma seguendo quelli che sono i principi della meccanica quantistica, questi fenomeni potrebbero rappresentare ed essere la prova che l’universo risponde effettivamente ai principi postulati dalla “nuova fisica” e quindi confermare che non è possibile dire con precisione e sicurezza sufficiente dove e come si presenta uno specifico evento o fenomeno fisico e quindi nell’approssimazione della limitata comprensione della realtà ciò potrebbe apparire come una magia.

D. In diversi interventi lasci intendere che la struttura dell’universo sia un multi-verso, in cosa differisce il tuo modello dalla concezione classica e dalle ipotesi formulate da altri fisici teorici che hanno immaginato qualcosa di simile a quello immaginato da te?

R. Sinceramente non ho una idea di come possa essere la struttura o la conformazione dell’universo e se questo sia un mono o un multi-verso, se avessi le capacità di formulare questa teoria, dovrei comunque supportarla con equazioni e formule e magari,perché no, concorrere al premio Nobel, ma ciò e fuori della mia portata, ciò nonostante questo non mi preclude ne preclude ad altri la possibilità di formulare ipotesi, quindi rispondendo alla domanda, seguendo quelli che sono i progressi nel campo della meccanica quantistica e delle teorie sull’universo, mi accodo prendendo atto di queste nuove idee e concetti, è ovvio che come in tutte le cose, ognuno si crea la propria personale versione, per quanto riguarda la mia, propendo per un universo di universi in cui i buchi neri rappresentano le porte d’accesso a questi universi in cui la materia si travasa da un universo in un altro in un ciclo infinito simile ad un insieme intricato di vasi comunicanti con pressioni e temperature differenti che si alimentano l’un l’altro.

D. Pensi che gli extraterrestri esistono realmente e ritieni che siano amichevoli od ostili?

R. Non voglio ripetere “a pappagallo” ma se fossimo soli nell’universo, tutto ciò sarebbe uno spreco di spazio ed energie, quindi si, sono convinto che forme di vita intelligente si sia sviluppata e è evoluta su altri pianeti e sistemi solari prima ancora che lo stesso nostro sistema solare si formasse, come detto in una precedente risposta ritengo anche che forme di vita intelligente diversa dal genere umano, possa essere evoluta anche sulla stessa terra, ora considerando che l’età teorica stimata dell’universo è di oltre quattordici miliardi di anni luce e stando alle scoperte su qualità, quantità e della natura delle materie che fluttuano in esso, le probabilità che altri pianeti abbiano avuto se non lo stesso identico processo formativo della terra, quantomeno qualcosa di simile, il numero di questi pianeti potrebbe essere difficile da immaginare e ancor più difficile da scriverne, tanto grande potrebbe essere il loro numero, se poi si considera che di tutto l’universo possiamo osservare solo una esigua porzione, quella relativa al nostro cono spaziotemporale, le cose assumono dimensioni veramente difficili da razionalizzare.
Comunque restando sul pianeta terra, ho avuto modo di esprimere il mio pensiero in diversi interventi, quindi facendo il “conto della serva” ritengo che nei più o meno tre miliardi di anni dopo la formazione del nostro pianeta, considerando i tempi stimati dalla teoria evolutiva darwiniana a che l’uomo si sia potuto evolvere da un ramo di primati e facendo il rapporto di questi valori, l’ipotesi che altre specie terrestri abbiano avuto un processo evolutivo analogo al nostro, non è un’ipotesi campata in aria ne remota, ma assai probabile.
Come anticipato in precedenza l’interrogativo che spontaneamente emerge, è domandare dove sono questi “complanetari”, di ipotesi se ne possono fare molte, estinti, autodistrutti, emigrati su altri pianeti o magari, sono ancora tra noi dissimulando le inevitabili differenze, si potrebbe obbiettare che se ciò rispondesse a verità, brandelli della loro civiltà potrebbero essere rinvenuti e portati alla luce ma sembrerebbe che non ne sia rimasto, ora il fatto che non ci siano reperti, tracce tangibili della loro epopea, ma questa è una falsità, non attesta che non abbiano “calcato la terra”, ora in considerazione del presunto dell’alto livello tecnologico che abbiamo raggiunto, le grandi opere che abbiamo costruito o potremmo realizzare, nel momento in cui la specie umana sparisse dalla faccia della terra, difficilmente ed in rari se non unici casi, potrebbero superare a mala pena il millennio, superato il quale chi potrebbe immaginare che in passato una “scimmia parlante” dominava il mondo?
Ora se attribuissimo il nostro stesso livello tecnologico a questi confratelli terrestri, su una scala temporale geologica, quale di quelle loro strutture potrebbero aver superato l’inclemenza delle ere geologiche? Riprendendo brevemente la risposta sulle immagini di strutture sui fondali oceanici osservabili con Google Map/hearth, quelle ipotetiche strutture potrebbero essere le testimonianze (non tutte) se non della civiltà primigenia della terra, comunque rappresentare i resti di una civiltà le cui glorie risalirebbero ad epoche assai lontane nel tempo e talune ben lungi dalla “comparsa” del genere umano; completando la risposta, sinceramente non so se alieni e/o co-terrestri siano amichevoli od ostili, il fatto che l’interazione, almeno a livello ufficiale sia sostanzialmente un “gioco a rimpiattino” o più precisamente un “cucu settete” o più in generale una sorta di non interazione, è difficile poter stabilire se siano amici o nemici, comunque stando alle varie fazioni, ci sarebbero quelli amichevoli e quelli ostili, ma anche questo dipende cosa si intende per amichevole od ostile, considerando e partendo dal presupposto che appartengono ad una civiltà, anche se extraterrestre, seppur non più evoluta, quantomeno più avanzata tecnologicamente rispetto quella terrestre, forse, in una stima decisamente riduttiva, di qualche migliaio d’anni, questo non può che denotare una posizione di subalternità del genere umano; concludendo, non è del tutto da escludere che la posizione di Stephen Hawking possa avere una reale e fondata concretezza, certo questa prospettiva porta a che il genere umano assuma una posizione o un atteggiamento di chiusura e per certi versi “autarchico” nei confronti di una possibile società o comunità interstellare, facendo un parallelismo storico, si potrebbe verificare ciò che si verifico, quando fu scoperto il nuovo mondo, le civiltà locali furono nel complesso, letteralmente spazzate via, quindi nell’ipotesi di “frequentazione” anche se amichevole con una civiltà più avanzata, si rischia di annullare o estinguere in modo assoluto tutto quello che nel bene e nel male, l’umanità ha costruito lungo la sua evoluzione e quindi cancellare le proprie radici culturali per annullarsi e diluirsi in quella “nuova”.

D. Da alcune affermazioni contenute in alcuni interventi, sembra che non credi in Dio, forse sei uno dei sostenitori della teoria degli antichi astronauti?

R. Come ho precisato, non intendo entrare in questioni di credo personali, comunque restandone fuori, posso dire che in una ottica trascendentale o se si vuole metafisica facendo riferimento alle diverse concezioni della divinità, si potrebbe immaginare Dio come una forma di super coscienza collettiva, questo sarebbe coerente con l’assunto giudaico-cristiano di un Dio onnisciente, ora l’onniscenza potrebbe essere “razionalizzata” e spiegata ipotizzando che le coscienze individuali di ognuno di noi e forse di ogni essere, sia in realtà una “singola” cellula autonoma ma connessa con quella collettiva, per fare una analogia tecnologica, si provi ad immaginare la stessa relazione che intercorre tra le C.P.U. “multicore” in cui n C.P.U., pur potendo lavorare in modo autonomo ed indipendente, sono correlate ad una C.P.U. superiore che ne controlla e gestisce i flussi; ora il fatto che Dio possa vedere e conoscere tutto in ogni dove e quando, l’onniscenza divina potrebbe essere sostanzialmente conseguente il fatto che pur nelle nostre individualità, non abbiamo coscienza del fatto che tutto ciò che viviamo nelle nostre esistenze, queste in realtà sono sostanzialmente i terminali, i “sensori” con i quali la super coscienza acquisisce le esperienze, volendo trovare un’altra analogia naturalista, si potrebbe assimilare la cosa Dio ad un’anemone metafisica e noi i suoi tentacoli.
Questo porta a riconsiderare il concetto di individualità e coscienza, portandoci inevitabilmente a quella che sinteticamente è la “sindrome da alveare”, ossia l’annullamento di ogni individualità; a questo punto vorrei fare una considerazione, immaginare di perdere la propria individualità per ogni essere umano è qualcosa di raccapricciante, anche perché l’uomo si è evoluto come essere prettamente individualista tendendo all’auto affermazione individuale, questo implica contraddittoriamente debba per forza vivere in gruppo per confrontarsi e primeggiare rispetto gli altri, quindi sostanzialmente si rivela un “animale” gregario, queste peculiarità sono quelle che poi hanno declinato e caratterizzato i secoli di storia del genere umano e delle società che ha creato; ora anche se a livello trascendentale o metafisico, la prospettiva di un annullamento o comunque di un ridimensionamento dell’individualismo, risulta essere di difficile accettazione se non altro a livello razionale perché sostanzialmente contraddice tutto l’excursus evolutivo, certamente l’idea che in sostanza, l’esistenza individuale e quindi la coscienza che si “forma” sulla e dall’esistenza di ognuno di noi, possa essere effimera più di quello che nei secoli l’umanità ha razionalizzato sulla sua esistenza, risulta essere decisamente un “boccone” troppo grande se non da digerire, perlomeno da ingoiare, questo “scenario metafisico” potrebbe essere la spiegazione di quei fatti che rientrano nella fenomenologia E.S.P. (Extra Sensorial Perceptions) e quindi in modo sottomesso indicare anche se in via ipotetica che il futuro salto evolutivo possa essere proprio in tal senso; tornando alla questione posta e riallacciandomi alle entità aliene ed alle presunte e spiccate capacità “mentali” attribuite loro, ciò potrebbe indicare che questi esseri possano disporre di una coscienza superiore similmente a quella precedentemente illustrata in cui la singola coscienza assume un ruolo ed un rilievo secondario; questa particolarità, potrebbe permettere loro di “connettersi” alla rete “coscienziale collettiva umana o terrestre” quindi spiegare, sempre in via di ipotesi, le capacità telepatiche e di controllo anche fisico degli addotti.
Seguendo questa linea, ciò potrebbe rappresentare la spiegazione del perché o le ragioni dell’assenza, perlomeno apparente, dell’interazione con i singoli soggetti, magari proprio perché la specie umana non ha ancora raggiunto un livello evolutivo in grado di connettersi con la coscienza collettiva e quindi essendo tale facoltà limitata, non sono in grado di accedere; facendo riferimento alla cultura cattolica, Cristo Gesù disse “tutto ciò che farete anche al più piccolo dei miei fratelli, lo farete a me” forse in modo criptico, si riferiva a questa “cosa”?
Un’ultima considerazione di carattere naturalistico, c’è da domandarsi se il “modello alveare” sia realmente quello più valido, ora considerando che gli insetti popolavano il nostro pianeta prima ancora che altre specie facessero la loro comparsa e che negli eoni, proprio gli insetti ed in particolare quelli che sfruttano la “strategia della comunità” abbiano superato indenni estinzioni di massa e catastrofi naturali di ogni tipo, giungendo pressoché identiche ai nostri giorni; volendo dare una sfumatura ideologica, si potrebbe essere portati ad immaginare che forse Marx, oltre a rivedere ed adattare liberamente il pensiero cristiano, possa altresì, essersi ispirato alla natura “copiando” quantomeno in chiave ideologica ciò che avviene in alveari e formicai.
Per quanto riguarda gli antichi astronauti, come ho tetto, è possibile che civiltà extraterrestri abbiano interagito con civiltà umane o non antecedenti la nostra ed è altrettanto possibile che da quelle interazioni, ci possano essere degli “scambi culturali” che potrebbero aver influenzato usi e costumi.

D. Diverse persone hanno provato a sottoporre alla tua attenzione il loro lavoro e le loro ricerche e puntualmente hai declinato l’offerta, puoi spiegare le ragioni di questo?

R. In realtà non ho rifiutato nulla, anzi in diverse occasioni ho espresso interesse per quello che sinteticamente mi veniva prospettato, ma di fatto, oltre alla presentazione, non vi è stato un seguito, voglio precisare però che ho sempre specificato che non intendo pubblicare il materiale ed i lavori di altre persone, questa scelta non è per questioni di protagonismo o per motivi di competizione per “l’odiens” ma semplicemente dettato da questioni di carattere pratico, come posso essere certo al 100% che il materiale offerto sia effettivamente genuino o comunque non frutto di plagio?
Questa certezza la posso avere e garantire per quanto riguarda il materiale che “produco” personalmente e comunque anche se riporto stralci di lavori altrui, ne indico fonte e origine e per quanto possibile cerco di verificare il più possibile la corrispondenza e l’attendibilità; detto questo, il mio rifiuto è forse relativo al divulgare l’indirizzo email ed al ricevimento di allegati, le cui motivazioni sono essenzialmente in funzione della sicurezza informatica onde evitare infezioni virali, ma anche per mantenere riservata la sfera privata, comunque in più occasioni ho suggerito ai diversi “sottoponenti” di pubblicare su un loro blog, sito o spazio personale tali materiali, in questo caso e a queste condizioni non averei e non ho problemi nell’approfondire il loro lavori ed eventualmente referenziarli nel mio blog.
Penso che sarebbe una ingenuità pubblicare “d’amblé” materiali la cui verifica potrebbe rivelarsi complicata o comunque difficoltosa, oltremodo, sarebbe altrettanto scorretto da parte mia attribuirmene, se non la paternità, quantomeno accampare privilegi “editoriali” anche nella sola ipotesi, dato che il materiale sarebbe reso pubblico dalle pagine del mio blog e di conseguenza ne assumerei le relative responsabilità.

Come anticipato, le domande sono state costruite su istanze e quesiti dei diversi lettori, condensando le domande in forma di intervista, ciò mi ha permesso di dare risposte articolate e con un maggiore dettaglio, spero di esser stato sufficientemente chiaro e puntuale nelle risposte.

In ultimo, do risposta a chi mi ha chiesto informazioni sulle impostazioni grafiche che ho cominciato al usare per abbellire i post e parti del format; non voglio apparire scostante ne tanto meno geloso di questi “segreti”, comunque non intendo tenere un corso di informatica, quello che posso dire o meglio suggerire e di approfondire la conoscenza sul Hiper Text Markup Language (html) ed in parallelo quello dei “fogli stile” Caracters Set Style il cui acronimo è C.S.S.; si tenga presente che le impostazioni di questi attributi possono essere differenti a seconda del browser usato, della release, del sistema operativo e non da ultimo del dispositivo hardware, in ogni caso, ringrazio per gli apprezzamenti.
Per completezza di informazione ho terminato di stendere questa intervista cica un mese fa per la precisione il 3 agosto, ma per questioni contingenti e impegni personali, la pubblicazion è slittata.

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