Aspiranti dei


Chi ha vinto la IIª guerra mondiale?

Tutti i libri di storia, tutta la cultura mondiale ha come assunto che la seconda guerra mondiale è stata vinta dagli alleati contro il III° Reich, ufficialmente e storicamente questo è supportato dai fatti, dai resoconti e dalle tragiche vicende di quel conflitto; dire queste cose risulta essere una grandissima banalità, come a voler sottolineare l’ovvio; ma se le cose, anche in via ipotetica non stessero esattamente in questo modo? Per coloro che hanno avuto modo di seguirmi e leggermi, è cosa risaputa che amo sovvertire prospettive e scenari, le motivazioni sono sempre quelle, ossia ed in sintesi, trovare una plausibile, possibile diversa lettura della realtà e allargare il panorama della conoscenza, ma in questo caso, devo riconoscere che il mio “vezzo” è stato notevolmente agevolato e forse anticipato e superato di gran lunga anche rispetto quelli che sono i miei stessi standard.

Il quesito insito nel sottotitolo di questo intervento, può apparire demenziale, anacronistico al di fuori di ogni logica e della stessa storia, (ufficiale) di questo ne sono pienamente cosciente, ma nella logica dello “scuoti l’albero che qualcosa cadrà”, presto o tardi, si rivelerà proficua e qualcosa si troverà, forse qualcosa che conforti le proprie idee e il proprio pensiero, oppure qualcosa di diametralmente opposto; per chi cerca la verità, questo particolare, non ha molta importanza, quello che conta è allargare la propria prospettiva e la propria conoscenza.
Comunque, come si suol dire, “chi cerca trova” e nemmeno a farlo apposta mi sono “imbattuto” in una raccolta di documenti che definire anomala sarebbe un eufemismo, in special modo per il tipo di intrecci e relazioni che da questi emergerebbero e che potrebbero rappresentare i “lembi sollevati” della storia ufficiale e che potrebbe sovvertire tutto quello che è la storia ufficiale moderna comunemente condivisa ed accettata.

Per correttezza, voglio specificare che non è mia intenzione avvallare in un qualche modo, ciò che emerge da questa documentazione, per onestà intellettuale devo far presente ed evidenziare il fatto che da sempre la storia, la scrivono i vincitori, aggiungendo e togliendo ciò che più fa comodo, quindi, anche nell’ipotesi che questo materiale possa essere considerato come “The dark side of the story” o in alternativa la versione della storia scritta dai perdenti, non si può escludere che i perdenti abbiano fatto la medesima cosa con l’intento di magnificarsi e sminuire i successi dei vincitori mediante un bieco tentativo revisionista della storia e degli eventi, approfittando anche del terreno fertile del sottobosco complotti-sta divenuto tanto di moda e che miete sempre nuovi sostenitori, il cui scopo è sostanzialmente quello di seminare dubbi e di minare le verità storiche del pensiero dominante; ma se quello che emerge da questi documenti fosse vero?

Voglio ringraziare la persona che ha voluto condividere con me questo materiale, per la stima e la fiducia che mi ha dimostrato, nonché il permesso di rendere nota l’esistenza di questo materiale seppure in forma limitata, voglio ringraziarlo per il supporto che mi ha fornito nella consultazione del materiale e nel dare una struttura coerente al presente intervento; anticipando la giusta domanda di chi mi legge, specifico che molte delle limitazioni sono dovute al mantenere riservata la fonte del materiale e altre strettamente connesse con questioni che restano pendenti ancora oggi e nonostante siano passati settanta anni avrebbero pesanti ripercussioni in ambito geopolitico.
Non mi è stato concesso riportare documenti in forma di immagine o in altra forma, ma solo di prendere appunti, trascrivere, omettendo particolari o stralci rivelatori, sempre per le motivazione appena citate.

Sinteticamente per inquadrare il come sia giunto a questo materiale, in una delle poche occasioni di incontro, si discuteva su alcuni post che avevo pubblicato tempo fa, ora conoscendo il background di questa persona ed il tenore del materiale di cui dispone o a cui può accedere, i rilievi che fece mi incuriosirono, sopratutto perché questi erano un invito nel seguire e sviluppare argomentazioni che andavano in precise “direzioni”; chiedendo le ragioni di queste sibilline sollecitazioni, mi accennò a del materiale che avrei trovato interessante e che era in “sintonia” con quello che esponevo nei post di cui si discuteva.
Per farla breve, ci organizzammo e dopo qualche giorno potei consultare il materiale cui faceva riferimento; evitando di entrare in merito alle caratteristiche della documentazione, per quello che ne possa sapere di documenti originali, all’apparenza mi sembravano documenti autentici, seppure in copia xerografica, peraltro parzialmente ingialliti, cosi come i fogli della traduzione in italiano, tra le varie carte c’erano diagrammi, progetti e disegni, ma anche “fotografie” sempre in copia xerografica decisamente di qualità infima, ma comunque sufficientemente comprensibili, il tutto contenuto in un particolare contenitore metallico simile ad un faldone da ufficio ma con accorgimenti per preservarne il contenuto.
Dopo aver sfogliato grossolanamente il materiale, prima di impegnarmi nella lettura, chiesi da dove provenisse il materiale e se questo fosse autentico, ovviamente sorvolò sulla fonte, ma per quanto riguarda l’originalità dello stesso, sorrise e disse, “Anche un documento falso più essere originale, cosi come un documento originale può essere un falso”, comunque aggiunse che la stessa documentazione era stata tradotta in altre lingue.

Devo dire che per leggere il “malloppone” ci ho messo una settimana intera, sopratutto perché molti documenti erano il rimando di altri e per altri, creando una specie di reticolo informatico piuttosto complesso ed articolato, se dovessi fare una analogia, quello che più gli si avvicina è un testo di legge che rimanda a altre leggi, commi, sotto commi, paragrafi e punti ecc. ecc., proprio per questa particolare elaboratezza e definiamola strutturazione del materiale documentale, mi sorgeva il dubbio sulla genuinità del materiale e nuovamente ho riproposi la domanda sull’autenticità del materiale, la risposta, questa volta più articolata fu “La documentazione potrebbe essere interamente falsa e lo scopo può essere quello di scardinare assetti politici e culturali consolidati, istigando e facendo proselitismo filo-nazista, però, il fatto che qualcuno si sia prodigato negli anni a raccogliere questo materiale e organizzarlo, se non altro dimostra che esiste una organizzazione (grande o piccola) che raccoglie queste informazione, le correlazioni con eventi storici possono essere verificabili solo in modo parziale perché molte evidenze sono state cancellate e occultate dietro i buchi della storia; sulla veridicità non mi espongo, certo è che tramite questi documenti, molte delle vicende dal dopoguerra ad oggi assumono un differente e un senso compiuto logico e mettono fortemente in dubbio quello che la realtà storica accettata”.
Condivido quanto detto in linea di principio; seppure nutro perplessità su questo materiale, penso sia importante rendere nota la sua esistenza, poi sta ad ognuno valutare e fare le proprie considerazioni.
Pur con tutti i legittimi dubbi, mi domando e vi domando e se questo, anche se viziato da una “revisione partigiana” della storia da parte dei perdenti, rispondesse a vero?

Per quello che è il mio personale pensiero, pur cercando di mantenere una “neutralità assoluta” posso dire, aldilà della natura della documentazione, che emerge qualcosa di stravolgente e sconvolgente, perché se fosse vero, la realtà si rivelerebbe essere una farsa da palcoscenico, in cui l’umanità recita il ruolo di spettatore passivo di uno spettacolo in “Working in progress”.
Un’ ultima considerazione di carattere “generale” è possibile che questo materiale possa essere parte di una sceneggiatura di un film hollywoodiano che le Majoir, per le più che ovvie ragioni hanno “scartato” o magari una strategia editoriale a fini promozionali di un libro di prossima uscita a livello mondiale? Questo dubbio che mi fa compagnia e mi assilla da quando ho cominciato a lavorare su questo intervento, vorrei che fosse anche compagno di chi legge, se non altro a mo di “corrimano intellettuale”.
So già che l’intervento sarà piuttosto lungo per la quantità degli argomenti “coinvolti”, quindi è possibile che non renderlo particolarmente tedioso da leggere tutto di un fiato, lo debba dividere in due o tre parti, in ogni caso per anticipare il problema, penso sia opportuno suddividerlo in “sotto capitoli” in questo modo, oltre a condensare meglio i contenuti, l’escamotage mi permette di renderne una maggiore scorrevolezza e organicità della lettura facendo emergere lo scenario che dalla documentazione si evince.

Il 3° Reich e la bomba atomica.

Dopo le dovute precisazioni, i necessari chiarimenti fatti nel lungo preambolo, veniamo al primo di quelli che possono essere considerati i diversi tasselli che compongono l’intervento; come ho detto gli argomenti trattati sono diversi ed iniziare da questo mi agevola nel predisporre la prospettiva e la sequenza degli altri evidenziando anche se in piccolo, quello che in modo più articolato e complesso emerge dall’intera documentazione.
Dunque per cominciare, pur volendo far risalire la nascita delle idee del nazismo, al sottobosco intellettuale dell’alta borghesia e della nobiltà di fine ottocento all’interno di circoli e associazioni più o meno segrete, l’ascesa di Adolf Hitler e del nazismo sembrerebbe proprio uno step, una fase di un progetto ideato e strutturato lungamente, in cui la figura del Führer e del partito di cui era il vertice, rappresentarono un mezzo, uno strumento per realizzarlo, il fatto che in un breve periodo di tempo non solo le idee, ma il progetto nazista ebbe modo di affermarsi, in Germania ed acquisire sostenitori anche in molti dei paesi che poi lo avrebbero contrastato ed in seguito combattuto; sorvolando sulle molte stranezze delle relazioni politiche ed economiche internazionali dell’epoca tra la Germania e il resto del mondo, un altro mistero è rappresentato dai sorprendenti progressi nelle scienze e nelle tecnologie che ancora oggi, anche se a denti stretti si fa fatica a riconoscere e tributare agli scienziati tedeschi e che tutt’oggi rappresentano una tecnologia applicata sia in ambito civile che militare, in questo “faldone”, tra i vati documenti, c’era una lettera decisamente curiosa e insolita, ed uso il condizionale, perché sarebbe una lettera datata il 15 ottobre 1921 e scritta dal futuro Führer allo scienziato bavarese Röntgen in cui oltre ad esprime la sua grande ammirazione e stima, chiede allo scienziato in nome dell’amor patrio e del riscatto germanico dall’infamia che la Società delle Nazioni inflisse alla Germania con il trattato di Versailles, chiese la possibilità di impieghi diversi della sua scoperta, in sintesi la possibilità di impiegare i raggi X quale strumento bellico.

Fantastoria! Questo è ciò che ho pensato e sono certo che chi legge questo converrà con il mio pensiero, magari, esprimendolo in modo più crudo e volgare, come ho detto anche in altre occasioni, è importante prendere tutto con beneficio d’inventario ed in particolare per quanto contenuto in questo intervento, tenendo ben presente quanto detto nell’introduzione; il documento letto ovviamente è la versione tradotta, anche se accompagnata dalla copia in tedesco e siglata dallo stesso Hitler, però non conoscendo ne il tedesco ne la grafia del leader, le riserve sulla sua autenticità restano intonse, comunque pare che lo scienziato non abbia risposto o perlomeno non risulterebbe una benché minima traccia di una sua risposta, però da questo emergere un elemento insolito sugli interessi del Führer e quelle che sarebbero state, almeno idealmente, le prospettive che aveva in serbo.
Ma veniamo alla questione dell’atomica nazista, ora se già nel 1921 qualcuno e direi forse più di qualcuno, pensava ad un impiego in ambito militare dei raggi X, è altamente probabile che la ricerca in tal senso poi sia stata propedeutica alla scoperta di Hahn ed in seguito alla costituzione del programma nucleare tedesco, dapprima in ambito civile e poi “fagocitato” da quello militare.
Stando a quanto la storia ufficiale ci dice, dalle ricerche e dal lavoro di Heisenberg, sarebbe emerso che la realizzazione di un ordigno nucleare sarebbe stata cosa impossibile; dato il temperamento del Führer non sarebbe stata cosa facile da fargli accettare questo fatto e forse per “mitigare” le eventuali reazioni, gli fu prospettato la possibilità di realizzare dei reattori nucleari per la produzione di energia da impiegare su sottomarini e navi.
Seguendo il “filo” documentale, però emergerebbe che nella sostanza l’asserzione di Heisenberg sull’ordigno atomico non fosse veritiera e che probabilmente, rientrasse in un qualche depistaggio per altri “competitor”, poiché le ricerche e lo sviluppo di questo progetto sarebbero proseguite segretamente, fatto che potrebbe essere ulteriormente supportato dal tentativo di Heisenberg di coinvolgere nel progetto nazista lo scienziato danese Niels Bohr; va detto che su questa vicenda ci sono due versioni, una in cui Heisenberg avrebbe avuto il ruolo di “talpa” e nell’altra in cui sarebbe solidale e convinto sostenitore del progetto nazista, ma quale delle due sia vera, per la questione dell’atomica nazista, risulta irrilevante, poiché di fatto si dimostrerebbe che la ricerca e lo sviluppo dell’ordigno era in essere ed in pieno fermento oltremodo ad uno stadio molto avanzato.
Tra i vari documenti relativi alla questione atomica emerge un resoconto proveniente dal Kaiser Wilhelm Gesellschaft, destinato all’alto comando della marina militare tedesca ed al Führer in persona in cui si prospettava la necessità di reperire una gran quantità di deuterio e nel quale si ipotizzava che l’area più indicata per il reperimento di questo elemento era il mare del nord in cui le condizioni climatiche e delle correnti marine locali concorrevano a crearne un accumulo, in particolar modo nei fondali dei fiordi norvegesi con particolari ed elevate profondità; la cosa interessante è che il resoconto sarebbe datato al 20 aprile del 1939, cioè, più o meno un anno prima dell’occupazione della Danimarca e della Norvegia da parte delle truppe tedesche.
Che l’invasione di quelle nazioni sia avvenuta proprio per queste ragioni? Sicuramente, avrebbe rappresentato un ulteriore elemento decisionale che avvallava e rafforzava anche gli aspetti strategici e tattici degli intenti del Führer .
Tra i documenti relativi alla questione nucleare, emergono i documenti di carico di diverse navi e sottomarini in cui oltre ad essere elencate una gran quantità di attrezzature, strumentazioni e materiali, spiccano generatori di alta tensione, ingenti quantità polveri di vetro e cristallo, piombo in lastre, fusti di mercurio, deuterio e ossido di uranio le cui date vanno dalla fine 1942 al gennaio 1944; ora volendo fare 2+2, questo oltre a confermare che il progetto dell’ordigno atomico era proseguito, denotava il grande fervore nel suo sviluppo, e che era oltremodo anche in fase estremamente avanzato, quanto emerge da questa documentazione confermerebbe anche quanto fu esposto dalle rivelazioni di Romersa, il quale assistette ai test sia in Turingia che a quello tenutosi sull’isola di Rügen, in nome e per conto di Benito Mussolini; stando a questa documentazione, il test tenutosi sull’isola di Rügen, avrebbe coinvolto un contingente di 1500/2000 persone equipaggiate in vario modo.
Stando a quanto si dice delle atomiche naziste, queste sarebbero state “bombe sporche”, però questo contrasta con quanto descritto dall’attendente del Duce, che da una descrizione delle esplosioni in tutto e per tutto identiche a quelle effettuate a Los Alamos; il fatto che non si siano potuti rinvenire i crateri del punto 0 (zero) delle esplosioni, è si un elemento che potrebbe confermare l’ipotesi della bomba sporca, ma l’assenza dei crateri atomici potrebbe dipendere dalla quantità di materiale radioattivo impiegato nei test, quindi considerando che si trattava dei test è altamente probabile che questi ordigni fossero dotati di un quantitativo di materiale fissile decisamente ridotto e questo anche in funzione della esigua quantità disponibile; comunque sorvolando sulla questione del tipo di ordigno, sta il fatto che già nel 1944 la Germania nazista deteneva armamenti nucleari o comunque, armamenti non convenzionali, quindi ulteriormente si sconfesserebbe l’assunto che il progetto atomico nazista fosse arretrato rispetto quello statunitense.

Mentre facevo ordine nelle idee e nei pensieri, mi sono trovato a pensare al perché, questi test, o perlomeno il secondo, non sia stato effettuato su uno scenario bellico reale, strategicamente questo avrebbe rappresentato un efficace strumento di persuasione a trattare da parte dei nemici, in pratica ciò che accadde in Giappone con Hiroshima e Nagasaki.
Mentre formulavo ad alta voce questa domanda al mio ospite, prese il faldone e scartabellando tra i diversi fascicoli, tira fuori una specie di memorandum di un paio di pagine dattilografate in cui il team di scienziati prospettavano le possibili conseguenze che sarebbero seguite ad una esplosione nucleare, il rapporto illustrava le incognite di ciò che sarebbe potuto accadere se si fosse inteso costruire un ordigno come dal progetto originario, lo scenario che si prospettava era che superando una certa quantità di esplosivo nucleare, la reazione non si sarebbe potuta fermare perché sarebbe stata alimentata dalla materia circostante e avrebbe distrutto il pianeta, quindi si raccomandava prima di proseguire col progetto originario di testare dispositivi di ridotte dimensioni per acquisire maggiori dati; è quindi questo il motivo dell’assenza dei crateri atomici nelle aree dei presunti test?
Certo che le considerazioni esposte nel memorandum sembrano essere le stesse che gli scienziati che lavoravano al Progetto Manhattan si ponevano.
Seppure questo ulteriore elemento fornisca una più dettagliata immagine sulla questione dell’atomica nazista, non risponde alla domanda del perché non sperimentare direttamente sui campi di battaglia la “mini bomba”?
Per il momento lascio l’interrogativo in sospeso, lo riprenderò più avanti e la risposta potrebbe essere rivelatoria di retroscena e risvolti sorprendenti, decisamente interessanti.
Dunque, da questi documenti, emerge in modo prorompente che il progetto nazista di armamenti atomici, al contrario di quanto è riportato nell’ufficialità della storia, stava per entrare nella fase applicativa, i grandi risultati ottenuti in campo missilistico sopratutto con le V1 e in seguito con lo sviluppo e il perfezionamento delle V2 avrebbero rappresentato i vettori d’eccellenza per l’impiego di questi ordigni, sempre con le dovute riserve, già nel 1944 la Germania nazista, sostanzialmente disponeva di un sistema missilistico balistico, però volendo anche ipotizzare che i nazisti volessero implementare degli ordigni nucleari come ogive delle V1 e delle V2, sorge un problema pratico non indifferente, perché seppure le ipotetiche bombe sperimentali naziste fossero state una versione “ridotta” di quelle statunitensi, il problema tecnico rimane perché di fatto i vettori sarebbero risultati comunque inadeguati a trasportare il dispositivo atomico.
Se consideriamo che “Little Boy” pesava ben quattro tonnellate e che per il trasporto fu necessario adattare ed alleggerire un B-29, sembrerebbe che le presunte pretese naziste di impiegare testate nucleari sulle V2 erano del tutto velleitarie, ora il peso e le dimensioni dei primi ordigni atomici erano conseguenti i meccanismi d’innesco della massa critica ed anche per la relativa schermatura, quindi ammesso e non concesso che gli ingegneri tedeschi fossero riusciti a “rimpicciolire” se non a miniaturizzare una micro bomba atomica?
Decisamente fantascientifico e comunque irreale, ma tornado all’elenco dei materiali è possibile o plausibile che gli scienziati tedeschi abbiano trovato un modo diverso per il raggiungimento della massa critica rispetto quello del progetto Manhattan per innescare la reazione nucleare, tanto da ridurre il peso del carico utile da installare sulle V2?

Tra i vari “carteggi” l’occhio mi scivolò su un fascicoletto intitolato “Professor Ettore Majorana”, il documento stilato più che come un rapporto vero e proprio era una specie di resoconto scritto da un certo Helmut Ströße relativo ad un incontro tenuto a Roma nel gennaio del 1936 in cui sottoponeva allo scienziato italiano una serie di problemi su incarico di Heisenberg “… Ho consegnato i documenti al professor Majorana, dopo aver letto i documenti ha detto che occorreva qualche tempo per approfondire gli aspetti e che la questione energetica che si delineava dai calcoli sembrano essere in contrasto…
Ho anticipato al professore come tramite l’impiego di una fonte aggiuntiva energetica radiante, potesse sopperire al fattore di dispersione ma questo aumenta l’incomprensibilità del risultato, come suggerito dal professo Heisenberg, Majorana mi guardò perplesso e tirando fuori una matita dalla giacca scrisse degli appunti sul lato di uno dei fogli, poi mi disse che forse il problema non era relativo alla fonte di energia ma alla qualità, ma doveva approfondire prima di formulare una ipotesi valida…

… 18 gennaio 1936 Roma, il professor Majorana mi ha contattato per un incontro per questo pomeriggio alle 16,30.
Accompagnato da un membro dell’ambasciata tedesca, l’incontro è stato molto breve con uno scarno scambio di parole tra prestazioni d’obbligo e di circostanza, consegna nelle mie mani un plico sigillato, diretto personalmente al professor Heisenberg aggiungendo che valuterà quanto prima la proposta. …

Questo documento, potrebbe essere un ulteriore indizio e forse la conferma che gli scienziati tedeschi anche grazie alla collaborazione di Majorana abbiano realmente trovato un modo alternativo per l’innesco della reazione a catena? Non dovrebbe essere certo una cosa sconvolgente ne una novità che gli scienziati italiani abbiano collaborato più o meno direttamente con quelli tedeschi alla ricerca atomica, però questo documento accende anche se piccola, una ulteriore luce non solo sulla questione dell’atomica tedesca ma anche sulle vicende dello scienziato italiano.

Rudolf Heß

Questo sotto capitolo dell’intervento è stato inserito perché dalla documentazione emergerebbe che la vicenda del gerarca nazista si inserisce in un contesto molto più articolato e complesso; ufficialmente la missione del 1941 di Rudolf Heß fu una iniziativa personale, al di fuori di ogni logica strategica e politica, in sintesi, l’impresa senza testa ne coda, destinata al fallimento, alcuni ipotizzano che fosse una iniziativa di depistaggio per disorientare il nemico, alcuni però ritengono che Heß operò in segreto in nome e per conto dello steso Führer, all’insaputa degli altri gerarchi; così come per la doppia versione Heisenberg/Bohr, queste servono da siparietto per celare e distorcere fatti ed eventi che se resi pubblici, risulterebbero estremamente scomodi, non solo sotto il profilo storico, ma ideologico, politico e sociale.
Comunque stando sempre alla versione ufficiale, le motivazioni di questa missione erano quelle di instaurare un canale riservato di trattative per cessare le ostilità con il Terzo Reich che si sarebbe trovato in difficoltà.
Perennemente presente il dubitativo, da questa documentazione si evince che le cose non stavano affatto così; l’iniziativa di Heß, sarebbe stata sì, una proposta di armistizio con il fronte anglosassone, ma alla base di questo, vi sarebbe stato l’intento e la proposta di formare un fronte comune rispetto l’Unione Sovietica e più in generale il “blocco comunista”.
L’ipotesi che la Germania volesse aprire trattative di pace per sopraggiunte difficoltà, viene smentita anche nei fatti dalla storia ufficiale e penso che valga la pena soffermarsi fare alcune riflessioni; ora se la missione di Heß non fosse stata una iniziativa personalistica dettata da chissà quale astrusa prospettiva, ma un modo per scavalcare le gerarchie del Reich e eludere le inevitabili conflittualità che comunque caratterizzavano i vertici di comando? Sicuramente la figura di Heß, sarebbe stata la indicata, perché seppure facente parte della cerchia ristretta più vicina al Führer, era pressoché di second’ordine, sacrificabile e sufficientemente credibile da svolgere un ruolo “sotto copertura”, se non altro per sondare il terreno.
Seguendo questo percorso interpretativo, risulta comunque strano ed incomprensibile come i servizi inglesi e americani, non abbino sfruttato questa risorsa che seppure indirettamente avrebbe potuto agevolare e dare sostegno a quelle “energie” che all’interno del Reich avversavano se non il regime, quantomeno la nomenclatura gerarchica del Führer.
Dunque sempre nell’ipotesi che il Führer avesse realmente intenzione di “porgere un ramoscello d’ulivo”, perlomeno nei confronti degli inglesi, è possibile che la missione fallì in virtù del patto Molotov-Ribbentrop siglato due anni prima, facendo pensare loro che si trattasse solo di una strategia per mettere in difficoltà gli alleati ed incrinare le alleanze?
Proseguendo questa linea di lettura, è probabile che gli inglesi colsero l’occasione, con un duplice intento, da un lato, verificare le reali intenzioni di Hitler, e dall’altro provare a indurlo a scelte strategiche sbagliate; l’evidenza di questo stato di cose o più precisamente di queste “relazioni pericolose” emergerebbero da due fatti ben precisi che avvallerebbero, non solo che queste relazioni ci sono state, ma che erano ai massimi vertici, il primo elemento è che la missione di Rudolf Heß che avviene tra il 9 e il 10 maggio del 1941, il secondo, sembra essere una conseguenza del primo e cioè il rinvio dell’operazione Barbarossa che nei piani originari era prevista per il 15 maggio ma che fu spostata al 22 giugno.
Ora, Tenendo in considerazione che la strategia della Blitzkrieg ha portato la Germania a conquistare gran parte dell’Europa in brevissimo tempo, questo “cambio” di tattica risulta incomprensibile, anche per le semplici questioni climatiche, ma che acquista una coerenza se inserita in un contesto articolato di un gioco di verifiche e contro verifiche di eventuali doppi giochi.
Ora questi elementi, seppure distinti, mostrano un dietro le quinte in cui ciò che pare non aver relazione di fatto sarebbero strettamente legati tra di loro e dando alla missione di Heß, una rilevanza storica decisamente più corposa le cui prospettive avrebbero potuto dare al percorso della storia una direzione completamente differente.
Riallacciandomi brevemente alla questione atomica, alcuni documenti relativi alla missione parrebbero indicare che i tedeschi avrebbero sperimentato dei nuovi armamenti nella campagna di Russia; non viene specificato quale tipo di armi, però sarebbe un azzardo ipotizzare che la sperimentazione fosse relativa ad armamenti nucleari? Queste anticipazioni, potrebbero essere state, forse, un non tanto velato, atto intimidatorio nei confronti degli alleati?
Certamente si, però sorge una incongruenza temporale tra la vicenda di Heß e la questione dell’atomica, perché i presunti successi sarebbero stati concretizzati nel 1944 quindi due o tre anni dopo; questo mi porta a pensare che la divulgazione di queste informazioni rientrassero nella strategia di verifica da parte del Führer nei confronti degli inglesi, comunque questo potrebbe, ulteriormente confermare che in ambito nucleare i tedeschi avessero almeno sulla carta, risolto molti dei problemi, tanto da indurli ad utilizzare questo come una forma di pressione psicologica?

L’esoterismo e le cose che cadono dal cielo

Questa parte dell’intervento che ho voluto denominare con “esoterismo e le cose che cadono dal cielo”, prende in esame alcuni fatti che sono stati quasi completamente cancellati dalla storia e che volutamente sono stati relegati a mera questione propagandistica o pura leggenda, ribadendo il concetto che la storia la scrivono i vincitori esaltando o sminuendo fatti ed eventi, se non eliminando ciò che più fa comodo, molti fatti, seppur malamente documentati restano ad evidenziare lacune ed incongruenze della comune accezione storica, e che per molti versi potrebbero e sottolineo, potrebbero essere la “chiave di volta” nel comprendere una realtà costituita da fatti, eventi e circostanze che metterebbero la Germania al centro di un crocevia storico il cui progetto, potrebbe non essere solo di mera conquista del potere e del mondo.
Che l’ideologia nazista avesse risvolti esoterici e mistici non è certo una novità, ma erano in realtà la cima dell’iceberg di una più profonda e complessa filosofia, in cui l’ideologia politica non era altro che una fase intermedia di un percorso iniziatico ben preciso cominciato molto tempo prima.
Le origine dell’ideologia nazista, sono storicamente riconducibili a circoli e sette esoteriche dell’ottocento, che gradualmente riuscirono a insediarsi nei gangli di potere; di quello che si può sapere di questi circoli è che in un modo o nell’altro si rifacevano alla cultura ed alle leggende nordiche, non solo quale base culturale, ma anche come assunti mistico-religiosi che in modo più sintetico potremmo definire come neo pagani e neo druidici in cui i rituali magici rivestivano una componente importante sia in ambito pubblico che in cerimonie private o circoscritte.
Queste organizzazioni più o meno segrete, che in un secondo tempo costituirono o affluirono in quelle che poi furono considerate l’anima del nazismo, come la società di Thule e quella del Vril, in cui, solo i più idonei non solo fisicamente potevano essere ammessi quale membri, ricalcando per certi versi, le leggende ed i miti di Artù.
Come ho esposto ed ipotizzato in un altro intervento, tramite le pratiche magiche, i rituali, le sedute spiritiche, le pratiche divinatorie, la consultazione e l’interpretazione di testi sacri d’ogni tipo, è possibile che siano venuti in possesso di conoscenze, non solo in ambito “umanistico”, ma anche in quello tecnologico e scientifico il ché darebbe una spiegazione del come la Germania potesse rappresentare il culmine dell’intellighenzia tecnologica e scientifica mondiale.
Che la cultura tedesca, fosse profondamente influenzata dai miti e dalle leggende, lo si riscontra anche nel fatto che un “umile” caporale, molto tempo prima di scoprire la propria vocazione politica, in uno dei momenti di tranquillità, ebbe modo di scrivere una criptica e per certi versi profetica poesia.

Tornano al punto, tra i carteggi del fascicolo, “si fa strada” un fascicoletto piuttosto corposo di una quarantina di fogli, una sorta di compendio o di memorandum che reca in calce alla prima pagina il titolo “Contributi esterni”, (Externe Beiträgen) che lasciava intendere si trattasse di documenti relativi ad attività di copertura e di spionaggio in altri paesi, leggendo il fascicolo, (tradotto) però emerge che il senso del “esterni” era inteso più come estranei a questo mondo; il documento datato al 26 giugno 1938 era destinato ad un alto ufficiale delle SS (Himmler?) ed era una sorta di rapporto/resoconto di una serie di investigazioni su eventi che si erano verificati in diverse epoche e che nel complesso si riferivano a quelle che oggi definiamo attività UFO, gli eventi sommariamente riportati vanno dal 1561 al 1938 ed una analisi dei riscontri materiali, inclusi quelli che per tradizioni e cultura sarebbero stati erroneamente considerati reliquie sacre.

Degli eventi citati nel fascicolo, posso riportare solo alcuni e in modo estremamente sintetico, comunque aldilà della veridicità sia dei fatti che del documento stesso, penso sia utile, non solo darne notizia, ma anche che da questi fogli emerge il particolare interesse e rilievo che questi fatti avevano nella “ricerca nazista”

Carcassonne – Francia, 4 luglio 1880, diversi testimoni tra i comuni di Carcassonne e Perpignan, osservarono nella direzione di Couiza un grande numero di “potenti lanterne che danzavano sospese nel cielo” alcuni testimoni di Carcassonne dicono che da alcune delle luci “abbassandosi gettavano lingue di fuoco come ferro fuso verso il basso e poi tornavano tra le altre a danzare, dopo qualche tempo (minuti) le luci divennero una e come lampo svani verso il cielo”, il parroco che sarebbe stato tra i testimoni di questo fatto, chiamò alla preghiera i fedeli, presagendo che quello potesse essere un segno tremendo e che gli angeli dell’apocalisse avessero cominciato a versare il contenuto delle quattro coppe. (da una piccola verifica su google map, l’area interessata potrebbe forse avere a che fare con l’abazia di Rennes-le-Château e le vicende dell’abate Saunière?)

Cambrai – Francia, 25 novembre 1917, sui campi di battaglia contro l’esercito inglese, molti soldati ed ufficiali del … sostengono di aver osservato palle di fuoco volteggiare al di sopra delle retrovie nemiche e dirigersi verso di loro a grande celerità, per poi svanire nel nulla appena al di sopra delle loro teste, il fatto si è ripetuto anche due giorni dopo, il 27 novembre, tra i testimoni di questo evento anche personaggi eccellenti e di altissimo rango cui è difficile non prestare dovuto conto e delle convalide degli eventi medesimi da parte loro … lo stesso … riporta “ho visto una di queste sfere infuocate scendere a posarsi a terra, sorpreso di quello che accadeva, dall’oggetto incandescente uscirono due figure alte, slanciate stranamente vestite, cominciammo a sparare pensando a una qualche nuova macchina inglese per sfondare le linee del fronte, ma incuranti delle circostanze le due figure dopo qualche attimo risalirono sulla sfera incandescente e a grandissima velocità svanì in cielo verso ovest”…

Dusseldorf – Germania, 8 novembre 1920 alle 19,30 alla periferia di Dusseldorf un gruppo di lavoratori in procinto di rientrare alle loro case, hanno osservato nel cielo buio quello che è il più grande degli Zeplein illuminato da potenti fotoelettriche, sorpresi dalla grande velocità e osservando meglio notarono che da esso fuoriuscirono due globi illuminati in pari modo che cominciarono a ruotare attorno al velivolo più grande, dopo questo, quello che sembrava un dirigibile si innalzò verso sud ovest ruotando su se stesso creando un’onda come un sasso gettato nello stagno, nel mentre i due globi restavano fermi fluttuando per qualche minuto, uno di questi fece un grande cerchio e svanì nella stessa direzione del grande oggetto, dopo poco l’altro fece lo stesso ma non svani, si diresse sempre verso sud ovest lasciando una scia nel cielo, qualche secondo dopo scorgemmo un lontano bagliore all’orizzonte seguito da boato lontano come di artiglieria pesante … riscontro dell’evento è un rapporto del comando di polizia di Colonia, in cui si fa presente che ad ovest della cittadina molti abitanti hanno segnalato una potente esplosione avvenuta attorno alle 19,30 o poco dopo …

Tra questi “resoconti” si evincerebbe, ed il condizionale è necessario che se i fatti rispondono a verità, il primo ufo crash “moderno” non fu quello di Roswel ma che ce ne sarebbero altri e ben precedenti di decine di anni, come per l’appunto il presunto schianto in Bavaria/Vestfalia anticipando anche il presunto schianto italiano avvenuto in Lombardia; in fatti in questo “compendio” si fa riferimento anche a questo evento e che riporto sempre parzialmente il contenuto.

Varese – Italia 11 giugno 1933 alcuni addetti dell’aeroporto d’addestramento di Cascina Malpensa hanno osservato strani velivoli luminescenti compiere acrobazie insolite nel soprastante spazio aereo e limitrofo, allertato il comando … il fenomeno si è ripetuto il 12 anche se l’area interessata alle scorribande era spostata verso sud est, al fenomeno protrattosi per due ore, oltre al personale in servizio ha assistito l’ufficiale di collegamento … il 13 alle … si è ripetuto il fenomeno e nelle acrobazie uno degli oggetti è caduto … – testimonianza dell’ufficiale di collegamento “… il velivolo di forma tondeggiante stazionava in aria, ebbe un sobbalzo ed ondeggiò lievemente, poco dopo cadde come un sasso al suolo, saliti sui mezzi predisposti ci dirigemmo in direzione di … per individuare il punto esatto dell’impatto …”

A completare questo sintetico resoconto, c’è un permesso rilasciato dal … per una commissione congiunta italiana e tedesca che l’autorizza all’accesso illimitato sia all’area delle vicende che alle strutture della Caproni Siae Marchetti ed ai referti medici che attestano il rinvenimento di quattro salme. (di chi? Nel documento non viene specificato altro)

Restando al materiale del “compendio”, risulterebbe che tutte le informazioni, tutti gli oggetti e qualsiasi cosa attinente al questo specifico fenomeno rientravano in modo esclusivo sotto il controllo e la gestione della commissione congiunta italo-tedesca o più esattamente germanico-italiana; ora è possibile, anzi probabile che il misterioso Gabinetto Ricerche Speciali istituito da Mussolini (RS/33) sia il “dipartimento” italiano di questa commissione congiunta.
Le due ultime pagine di questo documento sono particolarmente interessanti perché seppure espresse in forma allusiva o in codice, fa riferimento ad “ospiti provenienti da fuori” e del tipo di contributo fornito nelle nuove scienze. (?)
L’ambiguità di queste pagine, a mio avviso può derivare anche dal fatto che si cita un gruppo di monaci tibetani che avrebbero collaborato alle relazioni, forse un non perfetta traslitterazione dal tedesco?
Sia pure, ma allora perché non specificare ospiti stranieri invece di ospiti provenienti da fuori, fuori dove?
Prima di trarre facili conclusioni, è forse più plausibile che il gruppo di monaci avesse collaborato con i ricercatori tedeschi al procedimento di retro ingegneria sui rottami provenienti dagli ufo crash, collaborano nel individuare riferimenti e indicazioni nei testi in sanscrito; e se invece il documento attestasse una reale interazione con entità aliene in cui i monaci avevano il ruolo di interpreti, visto che il sanscrito, potrebbe essere la lingua degli dei e che di fatto i monaci padroneggiano in modo assoluto?
Degli ospiti esterni non ne viene fatta descrizione alcuna, quindi pur cercando di aumentare il dettaglio su queste figure, si evince che tutto sommato, pur ipotizzando che si trattasse di alieni, questi nella sostanza non avessero particolari differenze somatiche rispetto un essere umano.

Dopo quanto riportato, voglio ulteriormente e nuovamente ribadire tutte le perplessità su questa specifica documentazione e in generale su tutto il materiale del faldone, non so se oggettivamente ci possano essere dei riscontri tangibili e se questi siano accessibili per le verifiche, certo è che quanto riporterebbero questi documenti ha dell’incredibile se non del surreale; ipotizzare che più o meno dalla metà degli anni trenta, vi fosse stato il “primo contatto” sovverte totalmente quella che è la storia anche se in linea ipotetica declina e contestualizza una serie di fatti più o meno inspiegabili o poco chiari della storia ufficiale, ma aggiungerebbe un intero capitolo a quella che è l’ufologia.
Restando comunque in un contesto di plausibilità, questo confermerebbe le affermazioni di molti degli scienziati che rientrarono nel progetto “paperclip” seppure in tempi e in contesti diversi asseriscono più o meno in forma ufficiosa “simo stati aiutati” in questo o un quel progetto.

Restando in tema delle “cose che cadono dal cielo”, in una relazione relativa probabilmente ad uno o più recuperi, si legge “… dal materiale recuperato e attualmente in possesso, possiamo avere una generale visione dei velivoli …
… pezzi esterni della carlinga sono molto lucidi e lisci e quasi senza peso, la resistenza del materiale ai test, non hanno paragone con i materiale conosciuti, altri frammenti piegati o ritorti riprendono la forma originaria anche se sottoposti a intenso calore…
… la strumentazione in dotazione resta incomprensibile nello scopo e funzioni, particolare riguardo per insolite “pietre” di diversa forma cilindrica, piramidale e parallelepipeda al cui capo sottili strisce metalliche formano due o tre file di linee molto vicine, alcune di queste pietre danneggiate mostrano che contengono molti strati di un materiale traslucido che contiene una maglia o un reticolo di un qualche filato molto sottile….
… anche se danneggiate parti del mezzo, lasciano intendere una specie di miscelatore o carburatore di un qualche combustibile binario/ternario considerando la presenza di tre camere distinte che potrebbero creare un fluido. (plasma?) …
… il sistemi ottici rinvenuti nei velivoli sono identici a… molto avanzato, le parti intermedie le lenti, indicano una qualche funzione elettrica o elettronica per l’amplificazione della luce o degli ingrandimenti… con il dispositivo … parzialmente funzionante è stato possibile osservare nitidamente un francobollo di 3 pfennig da cinque chilometri come a dieci centimetri, si presume che se adeguatamente alimentato con la giusta energia il dispositivo ottico permetterebbe ingrandimenti di grandezza non quantificabile e con effetti distorsivi minimi o nulli….”

Questa sembra la relazione di una serie di test e di retro ingegneria che i nazisti avrebbero condotto sugli oggetti precipitati, dato che non vi è riferimento di date, è possibile che tale rapporto sia antecedente al 1941/43, tenendo sempre presente il dubitativo, mi sovviene fare una piccola relazione tra quanto emergerebbe da questo documento e alcune affermazioni di una decina di anni dopo di George Adamski nei suoi libri circa uno strumento ottico particolarmente potente che sarebbe in dotazione sui dischi volanti; anche le qualità descritte di alcuni materiali, sembrano essere analoghe alle descrizioni dei frammenti dell’incidente di Roswel.
Forse elementi di conferma della veridicità di quanto riportato nelle osservazioni della presunta relazione nazista?
Anche a questo punto si presenta ancora una volta lo stesso tipo di quesito analogo a quello sulla questione nucleare; se i tedeschi hanno avuto in mano un telescopio cosi potente ed innovativo, perché, pur avendo un grandissimo potenziale bellico, non lo hanno replicato ed usato nel conflitto seppure con funzionalità ridotte?
Eppure uno strumento di quel tipo che permette di vedere un francobollo lontano cinque chilometri come se fosse ad un palmo dal naso, avrebbe rivoluzionato e sovvertito l’intera scienza ottica, senza considerare l’enorme utilità che avrebbe avuto sul campo di battaglia.
Risulta decisamente incomprensibile come il Reich che si dimostrò capace di conquistate l’intera Europa in un lasso temporale estremamente breve, non abbia adoperato queste “utilità” per consolidare le proprie conquiste ed attorno a queste “aggregare” intellighenzia, interessi strategici e politici.

Torniamo al materiale del faldone, sempre in relazione alla questione ufo, mentre scartabellavo cercando di seguire il filologico, salta fuori una lettera del Vaticano, in cui il mittente (cardinale) oltre ad esprimere il forte dissenso della Chiesa di Roma su questo tipo di investigazioni, proponeva l’ausilio della guida di alcune alcune figure ecclesiaste onde evitare delle derive e mantenere il più stretto riserbo sulla questione ed estrema cautela nel gestirla; non mi è permesso riferire oltre di questo documento, ma sempre con il condizionale, se la lettera fosse autentica, bhé lascio a voi trarre le conseguenze.
Dunque che all’interno della Chiesa Cattolica Romana, già prima del Terzo Reich, qualcuno, anzi più di qualcuno conosceva questo tipo di realtà? Che cosa si intendeva per deriva?
Certo è che questo foglio di carta risulterebbe essere particolarmente scomodo e “imbarazzante” per le gerarchie della Chiesa, perlomeno quelle dell’epoca; però questo particolare getta una nuova prospettiva del perché sostanzialmente il Vaticano non si sia schierato in modo più netto nei confronti del nazismo, è forse questa l’inconfessabile ragione che ci sta dietro? È possibile ipotizzare che con tutte le possibili limitazioni vi si stata una specie di “partnership” tra Vaticano e Terzo Reich su questa materia? E che cosa la Chiesa di Roma sapeva o sa di e su questa “fenomenologia”?
Da quello che traspare dalla missiva, sembra proprio che ne sappiano abbastanza, tanto da potersi proporre come “guida”.
Ma sono diversi i documenti “scomodi” presenti in questo faldone, rimanendo su tema dell’ipotetica collaborazione tra Santa Sede e l’organismo segreto delle SS, (coincidenza linguistica Santa Sede/SS?) risulterebbe che vi fu uno scambio di diverse “visite” tra rappresentanti del Terzo Reich e quelli del Vaticano, ed alcune addirittura nel più inaccessibile, riservato castello di Wewelsburg.
Ma come una legazione del Vaticano nel “santa sanctorum” del misticismo nazista dove solo e soltanto i più fedeli tra i fedelissimi delle SS potevano accedere?
È questo il “do ut des” per la non ingerenza del Vaticano nelle faccende del regime nazista?
Leggendo i vari documenti, più che risposte si accumulavano domande, certo, certo emergevano intrecci e connessioni di eventi che apparentemente sembravano scollegati ed acquisivano una logicità, ma nel complesso restava integro quel senso di “nebulosità” che avvolgeva questa questione, su che cosa effettivamente verteva la presunta e inconfessabile collaborazione? Che cosa avevano scoperto i nazisti e cosa il Vaticano cercava in un certo modo di “contenere”?
Ok, restando in un ambito meramente materiale, è possibile che i nazisti, in un modo o in un altro, abbiano avuto accesso ad una conoscenza superiore che abbia permesso loro di costruire o ricostruire mezzi e dispositivi dalle capacità “miracolose”? Macchine volanti che hanno strappato il sipario, mostrando loro la reale dimensione umana, rivelando altre “umanità” ed altri mondi?
D’accordo, pur restando in un’ottica prettamente materialista, per la Chiesa Cattolica e non solo, questo avrebbe rappresentato motivo di, definiamolo, grande “imbarazzo”, non ché perdita di credibilità e di conseguenza un drastico ridimensionamento del potere sulle coscienze.
Ma è possibile ci sia altro, oltre queste, seppur basilari motivazioni? Accantoniamo la questione assieme all’altro interrogativo
Facendo un salto temporale ai nostri giorni, l’apertura che la Chiesa Cattolica ha fatto nei confronti della vita extraterrestre e l’esistenza di altri mondi, pare essere un deciso cambio di “strategia” o perlomeno un diverso modo di porsi e porre la questione; ben venga, anzi, meglio tardi che mai, ma seguendo il mio “vizio” mi sorge spontaneo di chiedermi il perché di questo?
Eppure per la sola riabilitazione del lavoro e della figura di Galileo Galilei, c’è voluto l’avvento di Karol Wojtyla, una inevitabile e non più procrastinabile riabilitazione, difronte alle evidenze della “scienza moderna”? In parte si, ed in parte perché sarebbe stato altrettanto incongruente perseverare in un verdetto che nella sostanza delle opere della stessa Chiesa Cattolica, ad opera dei propri ricercatori in università ed istituti di ricerca era costantemente avversata.
Comunque sorvolando sulla questione Galileo Galilei, resta aperta la questione di Giordano Bruno, che per le medesime asserzioni, che oggi la Chiesa Cattolica fa aprendo alla possibilità di altre “creazioni”, fu mandato al rogo e questo ancor di più delinea nella sostanza la fallibilità del Sommo Pontefice e della Chiesa medesima; quindi seppure in modo “rozzo e grossolano” oggi la Chiesa Cattolica si trova nella posizione di che dice tutto ed il contrario di tutto, quindi non la fa risplendere di “onestà intellettuale” sopratutto perché se le posizioni odierne sono in sintonia con quelle di un eretico, sorge naturale domandarsi se gli eretici abbiano guadagnato il Soglio di Pietro oppure se le “svolte moderniste” siano strumentali e col fine di continuare a detenere il primato del potere sulle coscienze.

Quanto ho appena detto potrebbe dare il sentore di un attacco nei confronti della Chiesa Cattolica; non è così, ho solo voluto evidenziare ed enfatizzare quelle che sono delle incongruenze e delle lacune nell’atteggiamento ecclesiastico, come più volte ho ribadito e ribadirò anche più avanti, con tutta l’aleatorietà di quanto emerge dalla documentazione, non si può dire che seppure in forma partigiana, non emerga il tratteggio di una realtà complessa ed articolata ben differente da quella ufficiale.
Tornado al punto, appare evidente che la Chiesa fosse ben informata della questione e che anzi, visto l’intento di “guida” che si proponeva di svolgere, ne sapesse molto di più rispetto ciò che i nazisti avevano appreso o scoperto; se non altro anche perché nella storia millenaria della Chiesa, oltre ad avere avuto un precipuo interesse sule questioni “superiori”, hanno avuto maggior tempo e sicuramente risorse nelle investigazioni, quindi la successiva domanda è come ed in che modo si concretizzo la presunta collaborazione tra la SS Ahnenerbe ed il Vaticano?
Nella documentazione non se ne fa riferimento, ma è altamente probabile ed in considerazione della convergenza nel tipo di “ricerca”, contatti più o meno ufficiosi si siano verificati, perlomeno sul campo, in parole più semplici, se un gruppo di ricercatori incontra un altro gruppo di ricercatori, sarebbe normale che i due gruppi si interroghino su chi sia l’altro e che cosa stia cercando, magari anche fingendo di collaborare, per cercare di carpire informazioni.
Questo “contatto” potrebbe essersi verificato in moltissime circostanze e forse ancor prima dell’ascesa della dittatura nazista, proprio in quel sottobosco di circoli e gruppi esoterici che caratterizzavano il periodo a cavalo tra ottocento e novecento.
Ora che la filosofia nazista prendesse in seria considerazione la storia e la cultura degli Arii, che facesse riferimento ai veda e a testi sacri indiani resta coerente con l’esoterismo mistico, quello che per certi versi risulta essere in contrasto con l’aspetto antisemita è che tenessero in considerazione anche il vecchio ed il nuovo testamento, sopratutto la Torah ebraica inclusi diversi testi rabbinici.
Quella che sembra essere una incongruenza ideologica, potrebbe dimostrerebbe che aldilà di quello che la filmografia ci ha raccontato della spasmodica ricerca di reliquie sacre da parte del Terzo Reich potrebbe essere stato proprio il terreno su cui si creò una certa “convergenza” di intenti nel loro rinvenimento seppure su presupposti idealmente opposti.

Stando ad altri documenti, sempre se fossero veri, darebbero ad alcune vicende storiche una diversa “collocazione” mostrando retroscena inevitabilmente scomodi e compromettenti; in questo caso i documenti si riferiscono alla guerra civile spagnola e coinvolgerebbero il Governo Britannico nella persona il Primo Ministro Chamberlain e indirettamente la Corona Inglese; in sintesi l’Inghilterra occultamente sostenne il fronte nazionalista di Francisco Franco con armi e denaro, perché se il Fronte Popolare, avesse raggiunto i propri scopi, l’Europa di fatto si sarebbe trovata in una morsa comunista, superfluo dire che lo schieramento nazionalista di Franco era sostenuto dalla Germania e dall’Italia militarmente, quindi il sostegno inglese al Caudillo, rientrava si in una strategia internazionale più complessa, ma nella sostanza e nei fatti si dava aiuto al nemico nazifascista e questo inevitabilmente sarebbe risultato imbarazzante, più per la Corona che per gli iberici nazionalisti; probabilmente gli inglesi pensavano di poter usare questa “alleanza occulta” anche come una potenziale risorsa futura quale elemento per incrinare il blocco nazifascista; comunque aldilà dei giochi di politica e di strategia internazionale, si evince che in questo contesto, gli inglesi avrebbero mostrato un grande interesse per moltissimi fenomeni inusuali che si sarebbero verificati nell’estate del 1937 nelle aree tra Salamanca e Madrid e nell’area dello stretto di Gibilterra.
I fenomeni in questione emergerebbero da un grande numero di rapporti effettuati anche dai piloti della Luftwaffe impiegati nella campagna di Spagna, volendo ignorare i retroscena citati è possibile che gli inglesi si fossero interessati a questi fatti anche sulla base di altre fonti che riferivano di queste stranezze, pur restando all’oscuro dei rapporti della Luftwaffe; ora alcuni documenti dimostrerebbero che vi fu una richiesta da parte inglese di informazioni e “collaborazione” proprio direttamente a Franco per questa questione.
Ribadisco nuovamente che se la documentazione fosse vera, questo dimostrerebbe che da parte di Francisco Franco, seppure ad un “basso livello”, fece il doppio gioco, nella specificità, la cosa riguarderebbe un presunto ufo crash avvenuto nella zona citata tra Madrid e Salamanca in cui in un “combattimento aereo” uno o più oggetti vennero abbattuti dagli aerei tedeschi precipitando nelle retrovie franchiste; alcuni giorni dopo, le forze franchiste ricevettero l’ordine di ritirarsi.
Che i reparti in questione ebbero l’ordine di ritirarsi proprio per dare la possibilità ad un qualche commando inglese di poter recuperare questo/i velivoli prima che intervenissero i nazisti?
Magari si tratta di coincidenze e concomitanze fortuite e del tutto casuali, però alla luce di quanto detto, forse, forse, il fatto di aver “ceduto il controllo” della questione ufo agli inglesi potrebbe essere un indizio e magari la spiegazione della longevità del regime franchista ben oltre la fine della seconda guerra mondiale?

Wotan Projekt

Seppure questa parte dell’intervento rientrerebbe nel capoverso “esoterismo e le cose che cadono dal cielo” ho volutamente farne un capoverso a parte perché aiuta ad inquadrare meglio l’aspetto esoterico mistico e della fortissima influenza della mitologia norrena ed il culto di Odino, nella specificità, la questione l’occhio di Odino si presta ad una interpretazione “tecnologica”; aldilà delle diverse versioni di come Odino perse l’occhio, quello che è più interessante della questione è che si riporta (riporto da Wikipedia) “Odino tiene accanto a sé la testa recisa di Mímir, fonte inesauribile di conoscenza che gli rivela molte notizie dagli altri mondi”, la cosa è particolarmente curiosa, perché oggettivamente, ammesso che si trattasse di una “testa” come avrebbe potuto comunicare conoscenze e informazioni? Per via telepatica? Sia pure, ma seppure si trattasse della testa di un altro dio, sarebbe comunque stata la testa di un dio morto e quindi morta anch’essa; mi permetto di fare una breve divagazione, la questione della “testa parlante”, sembra ricalcare la leggenda templare di Bafomen, ma torniamo a Odino, dunque Odino disponeva di questa “testa” ma volendo darne una interpretazione più logica e razionale è inevitabile teorizzare che in realtà si trattasse di qualcosa che abbia una forte similitudine con quello che è retaggio della società moderna e comunque da risvolti meno macabri?
A cosa potrebbe essere assimilata una “testa parlante” tenendo presente quanto detto prima se non ad un dispositivo ricevente analogo alla radio o ad un televisore? In questo caso, per altro, la presenza del cinescopio, farebbe assomigliare il dispositivo alla teta di un ciclope, per di più Mímir, sarebbe stato un gigante, visto che Odino per acquisire saggezza e conoscenza intraprese il suo viaggio nella terra dei giganti.

Fatte queste considerazioni, sarebbe così astruso e fuori di ogni logica ipotizzare che dall’insieme delle metodiche di “comunicazioni non convenzionali” tese a convalidare e supportare la giustezza degli assunti di superiorità della razza ariana e del popolo tedesco rispetto le altre genti, abbiano impiegato comunicazioni le medianiche anche per recuperare conoscenze e tecnologie del passato o addirittura del futuro? Come e in che modo si sarebbero tenute le “comunicazioni”? Sicuramente nella pratica sarebbero rientrate tutte le forme di divinazione, sedute medianiche e spiritiche, telescrittura, in un secondo tempo con l’avvento dei dispositivi radioelettrici anche con quella che potrebbe essere stata l’antesignana della psicofonia “moderna”.
Ora che l’esoterismo ed il misticismo ricoprissero un ruolo essenziale per il nazismo non solo in ambito “ideologico” ma anche quale strumento pratico, verrebbe confermato da una direttiva emanata il 10 febbraio del 1936 dal comando delle SS Ahnenerbe in cui Herman Wirth, disponeva il reclutamento anche forzato di tutte quelle persone che avevano capacità medianiche o di altro tipo senza distinzione di razza, idonee a cooperare alle “ricerca trascendentale”.
Anche qui mi permetto di notare una similitudine con quanto accadde negli Stati Uniti negli anni ’50, in cui una non ben identificata organizzazione governativa, “reclutava” medium e sensitivi d’ogni tipo col fine di usarli a scopo di spionaggio.
Comunque, sempre da questa documentazione, sembrerebbe che i nazisti, delle pratiche divinatorie e medianiche avessero fatto una vera e propria “macchina industriale” predisponendo un vero e proprio metodo di verifiche e contro verifiche mediante sedute in tempi luoghi e medium differenti, applicando quella che in una ricerca scientifica viene definita come “in doppio cieco” e raccolto il materiale, considerando rispondenze e discrepanze le usavano per approfondimenti o per obbiettivi pratici.
Non c’è che dire… l’organizzazione teutonica non fa una grinza e rispecchia in modo fedele la mentalità e la logica tedesca; riprendendo il titolo del capoverso, sembrerebbe che il Progetto Odino, fosse qualcosa che mirava a ricreare proprio la presunta “testa di Mímir” e seppure in una prospettiva al passato, avrebbe rappresentato l’applicazione scientifica di quella che è la psicofonia se non addirittura qualcosa di molto più avanzato.
Sempre con il condizionale, se il “Wotan Projekt”, rispondesse a vero, si dimostrerebbe che i nazisti avevano raggiunto una conoscenza ed una tecnologia decisamente difficile da determinare per l’enorme portata, non solo in campo meramente tecnologico e scientifico, ma anche per cosi dire “trascendentale” o metafisico.
Ma cosa era il Wotan Projekt? Come detto, lo scopo del progetto sarebbe stato quello di “ricreare la Testa del dio Mimir”, utilizzando anche le conoscenze tecnologiche per convertire qualcosa di “metafisico e/o trascendentale” in qualcosa di concreto e materiale; il progetto sostanzialmente si basava su alcuni assunti ben precisi, ossia che le comunicazioni “medianiche” sono reali, che la loro origine non è di questa esistenza, che le realtà di provenienza sono più di una, che queste realtà possono interagire con il nostro piano esistenziale tramite particolari individui con il raggiungimento i stati mentali o tecniche meditative particolari, che l’interazione delle realtà esterne si possono manifestare anche con eventi fisici e materiali.
Da questi presupposti, il progetto mirava a rendere queste “interazioni” più stabili, concrete ed a raggiungere una maggiore attendibilità delle comunicazioni che non la trascrizione di sedute spiritiche di vario tipo.
Già da quanto detto, si evince un particolare interessante perché con l’asserire che le “comunicazioni medianiche” sono reali, di fatto si attesta che il nostro piano esistenziale non è l’unico, quindi seppure in senso lato, comunicazioni extra terrestri e non necessariamente con i soli defunti; certo, può sembrare un cavillo lessicale, ma non lo è nella sostanza, perché si evidenzia che la ricerca esoterico mistica nazista avrebbe portato alla scoperta di altre due realtà oltre la nostra, e la portata di queste scoperte sono pallidamente paragonabili a quella avvenuta nel 1492, sopratutto per la “ricaduta” non solo di eventuali ricchezze, ma cosa sicuramente più importante, in ambito delle conoscenze, del mondo e dell’esistenza.
Volendo immaginare la portata di questo fatto, si provi ad immaginare se Colombo nel scoprire il nuovo mondo avesse tenuto il segreta la sua scoperta, quale sarebbero state le conseguenze e lo svolgimento della storia?
Sicuramente il Ragno di Spagna avrebbe goduto di tutti i vantaggi che da questa scoperta conseguivano ed in modo assolutamente esclusivo, divenendo di fatto la potenza mondiale e seppure occultamente globale, ridimensionando le altre nazioni al ruolo non di vassalli ma bensì di valvassori.
Quindi è plausibile che le ricerche avanzate in campo esoterico, abbiano portato l’intellighenzia nazista a queste scoperte? E fu il tenore di queste scoperte che, sempre ipoteticamente parlando, spinse la Chiesa Cattolica alla “collaborazione” tra nazisti e Vaticano? Certamente il tutto acquisisce un senso logico coerente, anche se indubitabilmente assume una dimensione surreale oltre le più sfrenate fantasie.
Comunque torniamo al “Wotan Projekt”, tra la documentazione relativa al progetto, emerge il progetto di un ingegnere che già nel 1922 avrebbe collaborato alle prime sperimentazioni di trasmissione delle immagini (TV?) in Inghilterra, il progetto a cui stava lavorando dal 1930 prevedeva di implementare un dispositivo similare sugli aerei da combattimento e sui caccia bombardieri quale sistema di retro-visione e mira per abbattere i nemici in coda, il presunto ingegnere si chiamava Hauberöfen; ne viene riportato solo il cognome, comunque da una ricerca in rete, non ho trovato nessuna informazione ne sulla persona ne sull’ipotetico progetto, in ogni caso, potrebbe essere anche il nome in codice del progetto stesso o del team che vi lavorava, il progetto sarebbe stato “assorbito” dall’amministrazione di Wewelsburg” (SS Ahnenerbe), perché in diverse occasioni, il dispositivo avrebbe intercettato o ricevuto trasmissioni ignote e in lingue sconosciute.
Occorre fare alcune puntualizzazioni, è noto che le prime trasmissioni TV si tennero in concomitanza delle olimpiadi del 1939 di Berlino, in cui la Germania nazista, oltre a far sfoggio delle proprie grandezze, voleva sottolineare al resto del mondo il predominio anche in ambito tecnologico trasmettendo le prime immagini e la capacità di riprodurle, comunque la sperimentazione della TV non era certo appannaggio dei tedeschi, in altri paesi si stava studiando il modo di trasmettere e ricevere immagini, quindi tornado al progetto di Hauberöfen, se le trasmissioni intercettate fossero state emissioni di altri “competitor”, sarebbero state quantomeno riconosciute come tali e quindi il progetto stesso non sarebbe stato “inglobato dalla Ahnenerbe.
Che cosa era stato ricevuto e quale il contenuto delle presunte trasmissioni, perché questo progetto rientrò nelle competenze del “dipartimento” esoterico mistico?
Questo dispositivo seppure realizzato per altri scopi e funzioni, poteva essere adattato per realizzare proprio “la testa di Mimir”?
Sempre in merito alle strane trasmissioni, penso sia opportuno fare un’altra piccola digressione, non sarebbe la prima volta che con invenzioni di vario tipo, vengano intercettate o ricevute inspiegabili trasmissioni, Tesla, Meucci e Marconi, si imbatterono in questo “fenomeno”, che queste siano da conferma delle evidenze di una diversa realtà oltre quella terrena?
Questa breve digressione però è propedeutica a qualcosa di altro, facendo un salto temporale più o meno di venti, trent’anni, ecco che questo presunto dispositivo tedesco ricorda un’altra presunta invenzione, il cronovisore di Padre Ernetti; è vero, la presunta invenzione del monaco, sarebbe il risultato di una ricerca avanzata sulla psicofonia, intrapresa con Padre Agostino Gemelli.
Stando a quanto si riferisce di questo specifico dispositivo, era possibile vedere fatti ed eventi del passato e del futuro, comunque aldilà delle capacità della “macchina vaticana”, sorvolando sulle implicazioni filosofiche e scientifiche che ne deriverebbero, è forse un azzardo ipotizzare che si tratti dello stesso dispositivo che i nazisti avrebbero realizzato anno più anno meno negli ani ’40 oppure ciò che realizzo Padre Ernetti si basava su progetti nazisti? Come è giunto questo materiale nelle mani dei due ecclesiasti? Che questo stia a dimostrare e confermare la reale e concreta collaborazione tra Vaticano e l’animo più intimo e segreto del nazismo?

Che il “Ministero dell’Occulto” nazista avesse realizzato se non proprio nel 1933, ma anche qualche anno dopo la “testa di Mimir”?
Se teniamo come buone le descrizioni del dispositivo di Ernetti, è plausibile che quantomeno, i più alti ranghi dell’intellighenzia nazista, sapeva quale sarebbe stato lo svolgimento dei fatti futuri e che il progetto del Reich millenario del Führer sarebbe naufragato, oltremodo che la grande Germania sarebbe stata smembrata tra est ed ovest. Che la “strana” missione di Heß rientrasse in un qualche modo in un tentativo per scongiurare quel drammatico e ignominioso destino, forse peggiore delle sanzioni imposte con il trattato di Versailles?
Ma toniamo alle misteriose trasmissioni televisive, potrebbero essere state, magari anche in via accidentale, l’intercettazione di trasmissioni aliene? Come da indole teutonica, tutto viene trascritto scrupolosamente e quindi anche se in via accidentale e fortuita, la frequenza, le impostazioni dei vari componenti ecc. ecc. rappresentavano un punto fisso di partenza per l’identificazione di un sistema di comunicazione sconosciuto e sicuramente molto più articolato e complesso; detto questo è altrettanto plausibile che si sia provato a “contattare” sulla stessa frequenza i misteriosi conversatori, analogamente a come poteva capitare trenta o quaranta anni fa in una conversazione telefonica, in cui l’operatore di centralino, per motivi d’urgenza si intrometteva nella conversazione?
Sono riusciti ad interagire e ne hanno avuto risposta?
Restando comunque nel campo delle congetture, l’eventuale risposta sarebbe stata incomprensibile e questo aspetto potrebbe essere la giustificazione della necessità del coinvolgimento di linguisti quali interpreti e traduttori; dunque il fatto che le SS Ahnenerbe avessero fagocitato il progetto “televisione” acquista un senso compiuto più che coerente, quindi in considerazione delle possibilità che la “testa di Mimir” metteva a loro disposizione, dell’anima del nazismo, non solo la capacità di entrare in contatto con gli “dei”, ma lo stesso seppure ridotto potere divino nel contemplare passato e futuro, per altro prerogative degli dei e quindi rafforzare ulteriormente la giustezza delle proprie convinzioni e giustamente considerarsi degli di divenire se non dei veri e propri, semidei.
Leggendo questi documenti, ho la sensazione di che come in una partita di poker, uno dei giocatori, pur avendo una scala reale, in modo deliberato, preferisca passare e perdere il piatto; non ha senso, non c’è una logica nel partire alla conquista del mondo e poi una volta che si ha la possibilità di prenderselo in una mano sola, si rinunci. Perché di questo “dietro front”?
Che questa documentazione sia il frutto di una mente fervida che miri a destabilizzare gli assunti storici cercando di fare propaganda post-nazista sfruttando e manipolando coincidenze in modo da rendere verosimile un cumulo di falsità? Come ho detto è possibile che questo materiale possa essere relativo ad un qualche progetto hollywoodiano, scartato per le più che ovvie motivazioni, però è notorio che comunque in una sceneggiatura, la coerenza storica è un elemento marginale e la coerenza che emerge da questi documenti, sembra essere fin troppo coerente e altrettanto illuminante di fatti e avvenimenti che nella storia ufficiale restano oscuri e lacunosi.

Provando a tirare le somme quello che emergerebbe, dalla documentazione, è che il periodo che va approssimativamente dal 1930 al 1944, potrebbe essere definito un periodo di immenso fermento per l’intellighenzia occultista germanica, un fermento non disordinato, ma che segue uno schema ed un percorso ben preciso e prestabilito; che dietro tutto questo vi sia l’ombra di una “regia occulta” che ha intravisto nell’affermazione del nazional socialismo lo strumento o il mezzo più congeniale per realizzare i propri piani.
In un altro intervento ho avuto modo di esporre l’idea che se non fosse stato il nazismo ad affermarsi in Germania ma il comunismo, oggi si parlerebbe del misticismo esoterico comunista; dopo aver letto questa documentazione, devo ricredermi, non sono più convinto di quella affermazione, a questa conclusione mi ci ha portato un piccolo ragionamento logico, perché se nell’ipotesi che uno o più gruppi occulti ricercava una “coperta” per per il raggiungimento dei propri intenti, il comunismo di fatto era già una realtà consolidata ed affermata e quindi se ciò non è avvenuto, questo presuppone che non sia per una mera questione di potere.
Perché allora “i registi” avrebbero scelto di far nascere il nazismo, forse il paravento costruito su misura? Perché si preferì una ideologia di destra piuttosto che una ideologia massificante come il comunismo? Una scelta di campo le cui ragioni non risiedono solo in questioni ideologiche ma e forse più prominenti motivazioni trascendentali?
Considerando l’aspetto esoterico del nazismo, penso che sia altamente probabile che due eventi possano avere avuto una grande influenza su quello che era l’embrione e che in seguito divenne l’animus nazista; le apparizioni mariane, quella di Nostra Signora di Lourdes del 1858 e quella della Madonna di Fatima del 1917, sopratutto per quanto riguarda quest’ultima che, in modo marcato, oltre a delineare una netta avversione rispetto gli eventi che si stavano verificando in Russia, avrebbe attirato l’attenzione e l’interesse per i fenomeni inusuali verificati proprio in relazione all’evento mariano.
Ora seppure letti con una chiave tecnologica e “retrospettica”, gli strani fenomeni atmosferici e astronomici descritti dai tantissimi testimoni oculari, per altro, non solo popolani, ma anche persone con una cultura ed una formazione superiore, possono essere facilmente assimilabili ad altrettanto moderni rapporti di eventi ufo.
Questi fatti, avrebbero alimentato quella ricerca esoterica e mistica nel cercare di comprendere questi fatti e quindi il contesto ideologico “anticlericale” rappresentato dal pensiero comunista rappresentò l’elemento escludente quale eventuale “vettore”.
Considerando che il sottobosco dei circoli esoterico mistici e massonici, di fine ottocento seppure esclusivi ed elitari, tra di essi vi era un interscambio e questo seppure con i dovuti distinguo, permise do costituire quella sorta di terreno fertile per divulgare se non proprio le idee naziste i principi esoterici che lo avrebbero animato e questo spiegherebbe il perché in molti paesi, l’avvento del nazional socialismo fu visto di buon occhio, perlomeno da un grande settore dall’alta borghesia.
Comunque aldilà degli ipotetici retroscena internazionali, i grandi e per certi versi inspiegabili traguardi scientifici e tecnologici raggiunti in poco meno di venti anni, dalla Germania mi inducono ad ipotizzare che in quel determinato periodo, si focalizzò la concretizzazione di idee, pensieri e progetti lungamente elaborati e studiati, in cui, se proprio non si vuole considerare la sfera esoterico mistica quale fonte ispiratrice e di guida, quantomeno assume il ruolo di sorgente.
Dunque, pur rimanendo nell’ambito congetturale e tornado alla questione delle comunicazioni inusuali, dalla documentazione sembra che tra gli anni tra il 1938 ed il 1944 questi abbiano avuto un notevole progresso e crescendo “dell’interscambio” e che non riguardasse solo questioni prettamente “culturali/religiose” ma anche aspetti scientifici e tecnici.
Diversi riferimenti a sedute medianiche riguarderebbero non solo figure della cultura norrena come Odino, Mimir, Thor ecc. ecc., ma anche Metatron, Enok, Maometto, Budda, Cristo, non ché dei sia dell’antico Egitto che quelli greci, la cui ricerca era focalizzata sulle vicende che li portarono alla loro deificazione.
È curioso e forse potrebbe apparire paradossale o addirittura eretico ipotizzare che forse la ricerca esoterica, non solo quella nazista, ricercasse e studiasse le “modalità” con cui esseri umani in un modo o nell’altro poterono divenire dei o quantomeno qualcosa che si avvicina molto alla figura di un dio; detto questo, è possibile che il motore principale dell’animus nazista era questo intento e che tutte le invenzioni sostanzialmente erano volte a scoprire la via per la propria deificazione?

A questo punto però occorre che faccia una riflessione di carattere “teologico”; come prima cosa penso che si debba fare una netta distinzione tra il Dio Creatore e le figure degli dei.
Apparirà pretenzioso da parte mia voler disquisire sugli dei, però si dice “gli dei odiano i pavidi e indulgono con i folli”, in questo caso spero di rientrare nella categoria degli impavidi folli, comunque, non è mia intenzione parlare del Dio Creatore, ma piuttosto delle figure minori e come dico sempre, per avvicinarsi alla risposta, è importante porsi la giusta domanda, quindi chi è un dio, che cosa è un dio, da chi o da cosa derivano i suoi poteri?
Qualcuno intravvederà in queste domande il reato di apostasia e blasfemia, qualcun altro un’influenza nefasta demoniaca, nel mio indagare, non so potrebbe pure essere, però chiedo, non è forse insito nell’essere umano il desiderio di apprendere e capire?
Quindi se il Dio Creatore ci ha dato queste facoltà, non sarebbe demoniaco non usarle, seppure c’è il rischio di usarle male? O forse questo è un limite che qualcuno ha imposto e rappresenta il primo anello di una lunga catena che cinge la coscienza umana?
Quello che emerge dalle descrizioni di dio o degli dei nelle diverse religioni è che “stranamente” hanno tutti delle caratteristiche spiccatamente umane, per lo più quasi tutte negative, comunque aldilà di queste descrizioni, ciò che li distingue oltre per l’appellativo d idio, dal semplice mortale, sono i poteri di cui dispongono, per semplificare e per comodità di immediatezza, facendo riferimento al panteon greco quale “modello”, le relazioni tra i vari dei non sono quasi mai positive, ma caratterizzate per l’appunto da invidie, rivalità e lotte, il solo sentore della presenza dei semi dei tra loro, acuisce queste situazioni di tensione, figuriamoci che cosa accadrebbe se nel “club” dovessero entrare nuovi soci; quindi un eccessivo proliferare di “nuovi dei” rappresenterebbe un incremento della conflittualità.
Restando alla questione dei poteri, il disporne implica le capacità, si di usarli e di gestirli, quindi inevitabilmente di, definiamola in chiave materialistica, una conoscenza non solo dei poteri in se, ma piuttosto delle proprie capacità e dei propri limiti, se non altro per non divenire vittima dei propri poteri; detto questo è semplificando ulteriormente la questione, si tratterebbe di conoscenza e tecnica, seppure in senso lato, messa in questo modo, vorrebbe dire che per divenire una divinità occorrerebbe fare un “salto conoscitivo” non solo tecnologico, ma ben più profondo dell’io e del proprio essere.
Comunque partiamo dal presupposto che l’ascensione a divinità, implichi forzatamente il bene, il positivo, l’amore e più in generale un fine rivolto al bene più profondo; e se non fosse propriamente così? Questo ci porterebbe a disquisire del bene e del male, fuorviandoci per altri lidi, quindi restiamo al presupposto positivista, però come in tutte le cose, prima di padroneggiare bene conoscenze e tecniche di qualunque natura siano, occorre pratica, esercizio, impegno e costanza, ne consegue che prima di raggiungerla risulterebbe ragionevole ipotizzare che si commettano errori, sbagli, prendere abbagli, ecc. ecc. e questo vale sia per i comuni mortali che per per gli “apprendisti dei”, inoltre questo implicherebbe la necessità di qualcun altro faccia da “guida” onde evitare disastri e questo ulteriormente denoterebbe che il potere di un dio oltre ad essere ad essere “limitato” dalle proprie capacità è per cosi dire è controllato e gestito da qualcun altro.
Sicuramente questa “dissertazione teologica” può apparire fuori contesto e venata da razionalità materialista se non del Dio Creatore, ma degli dei e dei semidei, (passaggio un po cacofonico) ma non è forse la realtà una costruzione conseguente la creazione? Riconosco che l’interrogativo è sibillino, mi spiego meglio; il Dio Creatore ha creato l’esistenza, ha messo a disposizione il progetto e i materiali, ma ha demandato ad altri il compito di realizzarlo, analogamente a come un architetto, un ingegnere immagina e crea qualcosa poi sono altri che seguendo le istruzioni la realizzano materialmente.
Chiudendo la dissertazione teologica, e riprendendo il discorso sulla questione esoterico mistica, è possibile che in un qualche modo i vertici dell’animus nazista, abbiano trovato, anche grazie alla tecnologia, una via, un percorso che accede al “processo di deificazione”?
Sempre in via speculativa, mi sovviene domandarmi che cosa rappresenta per l’individuo il divenire, se non un dio, un semidio? Cosa comporta?
Ripeto che il mio ragionamento è viziato dalla logica umana nel razionalizzare questioni prettamente metafisiche e spirituali, indubbiamente vi è anche una componente di presunzione e forse di superbia, sono il primo a riconoscere questi limiti, comunque seguendo il pensiero razionale, il divenire un dio, non può essere solo una mera questione di potere o di autoaffermazione, quindi tornado alla faccenda nazista e da quello che emerge dalla documentazione, se il loro progetto era di conquistare il potere, i mezzi e le capacità le avevano e le avrebbero usate senza troppi riguardi; ora se questo non è avvenuto, chi o cosa li ha fermati o fatti “desistere” dal perseguirlo?
Cercando di dare una risposta al cosa comporti per un umano divenire dio, mi vengono in mente le frasi e i racconti di coloro che in un modo o in un latro hanno avuto la possibilità di vedere la Terra da “fuori” e che si possono sintetizzare con una forte sensazione di armonia, serenità, pace interiore e anche con un profondo senso di rispetto, la percezione che il pianeta è vivo e senziente, che le vicissitudini umane, le diversità, le contrapposizioni, le prevaricazioni, diventino insignificanti e senza senso, in pratica ci si sente elevati ad un livello esistenziale superiore ed affrancati dalla condizione umana, seppure temporaneamente.
Togliendo la patina di romanticismo, la cosa acquista una valenza differente, perché se è vero che le vicende umane acquistano una insussistenza è altrettanto vero che le stesse vicende, possono diventare insignificanti, con tutto quello che ne può conseguire, specie nel male; questa mia considerazione implicherebbe la necessità di una “guida” etica o spirituale proprio per evitare “derive”, perché ipotizzando che l’umano in questione possa disporre di un qualche potere, seppure animato da profondi sentimenti, sarebbe indotto ad usare tale potere.

Come anticipato, è presuntuoso da parte mia voler razionalizzare qualità e prerogative di un dio e comunque il ragionamento esposto non è privo di influenze profonde del background personale, comunque, la storia, sia sotto forma di testi sacri, leggende, o di altra forma documentale su quelli che sono le relazioni tra dei gli umani dimostrerebbe che nella sostanza, ciò che distingue gli uni dagli altri, non è solo questione i mero potere, ma che questo derivi da una sfera trascendentale la cui stessa origine è la materialità dell’esistenza e quindi conseguenza di una scienza.

Gli Ariani

Ho ritenuto opportuno fare questa digressione “teologica”, per inquadrare meglio, l’aspetto esoterico del nazismo, sebbene sono convinto che il movimento politico e ideologico in se, fu lo strumento ottimale per il raggiungimento degli obbiettivi in quello specifico periodo storico.
Tornando alla documentazione relativa alle comunicazioni inusuali, in alcuni resoconti, sebbene sarebbe più corretto definirli “verbali” o trascrizioni di comunicazioni, si fa riferimento ad entità che si definiscono abitanti di Aldebaran e che fornirono una grande quantità di informazioni; gli interlocutori sarebbero stati ritenuti più che attendibili, anche rispetto ad altri anche sulla base di verifiche non solo per i riscontri oggettivi e materiali, ma anche perché da questi “contatti” si sarebbero state fatte delle anticipazioni, comunque la cosa interessante è che proprio per il livello di “affidabilità”, i contatti sarebbero stato organizzati con una cadenza regolare tenendo anche in considerazione particolari giorni dell’anno ed in coincidenza con eventi astronomici che avrebero agevolato le “comunicazioni”.
Da questi “verbali” si evidenzierebbero contatti anche con altre entità “classificate” come Liriani o Vegani, Altariani, Arturiani, Alfa-dragoni e Lacertiani, seppure questi rispetto gli ariani di Aldebaran, fossero minor mente inclini “nell’interscambio culturale”; aldilà delle questioni ideologiche e culturali derivanti da miti e leggende, penso che la “corsia preferenziale” stabilita con gli ariani sia dipesa proprio per la loro disponibilità, suppongo che i contatti con le altre “etnie” fossero impiegati come “cartina tornasole” per eventuali verifiche.

È impossibile non restare increduli e disorientati da questi documenti, perché se fossero veri, anticiperebbero di sessanta, settanta anni quella che in via ufficiosa, sarebbe la realtà odierna sugli alieni ed ulteriormente si presenta l’inspiegabilità del naufragio del Reich millenario.

Riallacciandomi al Progetto Odino, pur restando in ambito congetturale, è possibile che seppure per gradi, tramite le comunicazioni medianiche, sia stato fornito il progetto di quello che in pratica sarebbe un “video telefono” con lo scopo di avere maggiore funzionalità delle comunicazioni?
L’idea non è del tutto priva di fondamento, se non ricordo male più o meno negli anni ’70 proprio da comunicazioni medianiche tenute da un famoso circolo, furono date “indicazioni tecniche” sul come costruire una antenna per migliorare la qualità delle “ricezioni psicofoniche”; a parte questa nota di cronaca, sarebbe così improbabile che per superare problemi tecnici, si sia ricorsi allo spiritismo e che questa “pratica”, venisse impiegata ancor più nei circoli esoterici di fine ottocento, non solo per questioni prettamente filosofiche che lo sviluppo delle scienze e della tecnologia prospettavano?

Torniamo agli Ariani, vista la “collaborazione” piuttosto stretta, pare strano che non vi possano essere stati incontri che definiremmo del 3° e 4° tipo, però da alcuni documenti (S.S. Ahnenerbe) relativi alla spedizione del 1938 in Antartide, si riporta un incontro ad alto livello con una rappresentanza degli ariani d’Antartide.
Ariani dell’Antartide? Da quello che se ne sa del continente bianco, perlomeno relativamente al periodo storico delle missioni esplorative a partire dal 1800, non risultano “popolazioni indigene”, che sia una ulteriore invenzione propagandistica? Potrebbe anche esserlo se non altro si inserirebbe in un contesto “legale” per le rivendicazioni territoriali da parte tedesca, ma se rispondesse a vero, chi sarebbero questi ariani dell’Antartide? Una popolazione sconosciuta al resto del mondo, oppure una delegazione degli Aldebarandiani? Perché l’incontro fu fatto proprio in un posto cosi estremo, isolato e oltremodo lontano? Quale fu il tenore dell’incontro?
Comunque aldilà degli interrogativi, sembrerebbe che i contatti ci furono se non altro indirettamente, l’indizio è relativo agli strani velivoli che il Reich stava sperimentando, le famose haunebu, non tanto per la forma decisamente inusuale dei velivoli che comunque avrebbero una coerenza ingegneristica aerodinamica con l’invenzione/scoperta di Schauberger, la repulsine, ma piuttosto per quei “motori” estremamente più avanzati anche rispetto la pur innovativa neo-tecnologia dei motori a reazione.
Quando si parla di haunebu, inevitabilmente si fa riferimento alla campana tedesca “Die Gloke” la quale in sintesi estrema non sarebbe altro che il prototipo dei motori che sarebbero poi stati implementati sugli haunebu; secondo quanto si dice della campana, sarebbe stata la prima applicazione pratica derivante dalla “nuova scienza” che sfruttando l’interazione di diversi principi fisici ed elettrici avrebbe generato una energia di grandezze definibili come “fuori scala”; seguendo queste voci, e le varie ipotesi, questo motore sarebbe stato una sorta di generatore di Van de Graaff opportunamente adattato ed implementato con uno o più anelli cavi contenenti del mercurio che una volta sottoposti ad elettricità statica ed ad alte tensioni avrebbero innescato diversi fenomeni fisici, controllabili e gestibili mediante la regolazione delle correnti elettriche.
Però da questa documentazione, risulterebbe qualcosa di diverso e che per certi versi, ritengo sia molto più simile a quello che sarebbe stato il famoso Philadelphia Experiment; senza entrare troppo nei dettagli posso riportare che il dispositivo era una sorta di circuito ad altissima frequenza in cui gli elettromagneti racchiusi in sfere o gusci contenenti mercurio, si sarebbero polarizzati amplificando i fenomeni di attrazione e repulsione innescando un processo di auto alimentazione.
Non che voglia confermare quanto riportato, però mi sovviene fare mente locale con molte delle immagini di ufo, specie per il “modello Adamski” ma anche dai presunti progetti degli haunebu, negli ufo di Billy Meier e da tanti altri, in cui si osservano delle sfere ad “ornamento”; che siano queste le sfere a cui fa riferimento la documentazione?
È questa una conferma di veridicità di questi documenti? Bhé certamente no, ma sicuramente rappresenta un pesante indizio che forse qualcosa di concreto ci possa essere.
Tornando al punto, l’incontro in Antartide rappresentò, quello che si potrebbe definire un “trattato” tra gli Ariani di Aldebaran ed il Terzo Reich?
Questo spiegherebbe il come ed il perché in modo quasi repentino la tecnologia a reazione divenne pressoché obsoleta fin dal suo nascere e sarebbe stata soppiantata da motori “non convenzionali” che funzionavano su principi e tecnologie che all’epoca erano del tutto sconosciuti e che per altro a tutt’oggi sarebbero solo teorici.
Ora però come da mia indole, mi piace fare le domande più impertinenti; considerando anche la genialità, l’estro estremo degli scienziati e degli inventori tedeschi, seppure supportati dall’interpretazione di antichi testi che descrivono una tecnologia antica, risulterebbe comunque inspiegabile come dalla teoria si sia passati alla pratica in un brevissimo lasso di tempo, quindi pare evidente ed altrettanto ragionevole ipotizzare che vi siano stati dei “maestri” che li abbiano seguiti passo passo, guidandoli al raggiungimento di quei risultati.
Così, tanto per aggiungere un ulteriore indizio a sostengo dell’ipotetico “trattato” con gli Ariani di Aldebaran, voglio evidenziare un piccolo ma significativo particolare che penso sia passato pressoché inosservato ai tanti, la bandiera delle Nuova Svevia (Neuschwabenland) è caratterizzata dalla stilizzazione delle Pleiadi e similmente a molte bandiere coloniali, questo ha un significato ben preciso; riflettendo su questo particolare sovviene di fare un ragionamento, si tratta solo di una questione puramente estetica, oppure si fa riferimento come nella bandiera dell’Australia, alla Croce del Sud, oppure è riferimento ad altro?
Che sia una questione estetica è da escludere perché non avrebbe senso, che sia il riferimento alle costellazioni dell’emisfero australe è altrettanto da escludere perché, seppure sussista un ammasso denominato Pleiadi del sud, queste hanno una disposizione differente, quindi perché la stilizzazione di una costellazione boreale è presente in un luogo diametralmente opposto? Va detto però che le Pleiadi, per la loro posizione risultano essere perfettamente visibili da quasi tutto il globo, compreso l’Antartide e quindi anche simbolicamente dominano tutti i cieli.
Che l’Antartide ricada sotto il “governo” degli ariani di Aldebaran? Oppure che il “trattato” prevedeva la “concessione” da parte degli uni o degli altri a potersi stabilire su quelle terre?
Bene! Sarò forse un materialista, ma da quello che conosco di questo mondo, nessuno da niente per niente e seppure a parole ed a fatti sarebbe cosi, c’ sono sempre delle motivazioni ben precise spesso nascoste, quindi facendo l’avvocato del diavolo, chiedo su cosa verteva la “relationship” tra umani ed alieni?
Certo, forse uno spiccato ed altissimo senso di magnanimità e benevolenza per l’umanità da parte loro nel voler far progredire le conoscenze dei terrestri? Sia pure, però la cosa presenta delle incongruenze, perlomeno etiche e morali, perché seppure in linea di principio e seguendo quanto detto sulle origini del nazismo, esso non rientra certo tra le ideologie che professano e perseguono i principi di “liberté, fratrnité, egalité”, anzi, i fini sono decisamente esclusivisti, forse tra le varie “opzioni ideologiche possibili” quella nazista era la più “vicina” al loro pensiero o magari risultava quella più facilmente manovrabile per i fini che gli alieni si prefiggevano, perlomeno per quelli dell’etnia di Aldebaran?

Si dice che a pensar male si fa peccato, ma che ci si azzecca quasi sempre, che forse gli “alieni/dei” abbiano esatto un tributo, così come era per le divinità del passato, in termini di sacrifici, magari umani? È forse questa la ragione inconfessabile che sta dietro lo sterminio che il nazismo ha perpetrato, senza per altro considerare i milioni di morti che ha causato globalmente nel secondo conflitto mondiale?
Volendo fare uno sforzo immane nell’allargare l’orizzonte, sarebbe possibile che la decisione di dare seguito allo sterminio, sia la conseguenza di una “infiltrazione nelle comunicazioni” da parte di uno schieramento avversario degli aldebarandiani?
Mi sovviene fare questa considerazione anche in funzione delle vicende che hanno investito molti dei “canalizzati” eccellenti che per l’appunto avrebbero subito pesanti interferenze, mettendo in dubbio non solo la serietà dei medium, ma delle stesse comunicazioni.
Voglio precisare che non mi sto schierando ne pro ne contro le canalizzazioni, indipendentemente dalle modalità pratiche con cui si tengono, parto dal presupposto che questo tipo di eventi proprio per la loro particolarità si prestano ad interpretazioni; mi spiego meglio facendo un piccolo banale esempio; se in una canalizzazione o comunicazione medianica si pone il quesito “quanto fa 2*2?” in linea di principio ci si aspetta che l’interlocutore ci risponda “4” ma se la risposta è “lo sai quanto fa, perché lo chiedi?” a parte che per educazione non si risponde ad una domanda con un’altra domanda, ma questo lascia pensare che chi risponde non sappia fare le moltiplicazioni; in ogni caso spesso le risposte sono allusive, piene di sotto intesi e che lasciano inevitabilmente ampio spazio di manovra nell’interpretazione, tanto che si può costruisce la risposta che si desidera avere.
Considerando che in questo “campo” i circoli esoterici avevano una lunga, lunghissima esperienza, seppure edotti ed abituati a questo tipo di “circostanze”, sarebbe plausibile che possano essere stati “raggirati” ed indotti sulla cattiva strada facendo leva proprio su quelle che sono le pratiche sacrificali presenti in quasi tutte le religioni, compresa il culto di Odino e quindi nella sostanza degli eventi, quello che era un sentimento antisemita piuttosto diffuso nella società ottocentesca fu enfatizzato ed strumentalizzato politicamente, le cui ragioni di fondo erano quelle di camuffare ideologicamente i sacrifici umani agli “dei”; mi permetto di fare un piccolo richiamo a quanto detto precedentemente sulla non tanto ipotetica collaborazione tra Vaticano e le S.S. Ahnenerbe era forse questo il tipo di “deriva” a cui si riferiva il Cardinale?

Riprendendo il “filo” della documentazione, in diversi documenti verrebbe riportato che gli Ariani d’Antartide, avrebbero sollecitato i vertici del Reich ad abbandonare lo sviluppo sull’energia atomica e che la loro collaborazione era limitata al far comprendere la portata dei rischi che avrebbe comportato la realizzazione di qualsiasi utilizzo di questa energia.
Come per altri documenti, leggendoli, si resta decisamente disorientati ed increduli, non solo per la portata delle cose riportate, ma anche per il tipo di retroscena che inevitabilmente si prospettano; è realmente possibile che il progetto dell’atomica nazista fosse stato “agevolato” da entità aliene e che al contempo se ne sconsigliava lo sviluppo? È indubbio la contraddittorietà della cosa, perché ragionando da terrestre risulta decisamente incoerente che si sconsiglia di fare un qualcosa e allo stesso tempo si aiuti nel farla; forse un test di obbedienza o subalternità?
Potrebbe anche starci in una logica in cui gli “allievi riconoscono la superiorità del maestro”, un po come capita nelle arti marziali in cui gli allievi affidano ciecamente il loro apprendimento all’esperienza del loro insegnate; anche metafisicamente o esotericamente il principio sarebbe lo stesso , però in un contesto prettamente pragmatico e materialista, questo è un ragionamento che non funzionerebbe, quindi sempre ragionando da materialista, che la rinuncia per l’energia atomica sia stata “premiata” con la realizzazione degli haunebu che avrebbero aperto le porte dei cieli?
Mettiamo che le cose stiano così, però anche in questa prospettiva, restando in un contesto di guerra globale, risulterebbe incoerente che i nazisti pur disponendo perlomeno di una supremazia assoluta dei cieli se non dello spazio, non abbiano impiegato questi mezzi nel conflitto, se non solo come mezzo “persuasivo”.
Questa serie di “rinunce” mi fa presupporre che forse tra le gerarchie esoteriche e quelle governative militari del Terzo Reich si sia creata una frattura non dichiarata; frattura concretizzatasi sugli obbiettivi da perseguire che sarebbero stati diametralmente opposti, da un lato, l’obbiettivo della conquista del mondo e dall’altro, la possibilità di superare materialmente la condizione umana ed ascendere ad una dimensione superiore, ricongiungendosi agli antichi popoli ariani, questo avrebbe inevitabilmente comportato il naufragio del progetto del Reich millenario del Führer.
Ora seppure queste considerazioni sono ipotetiche renderebbero il “quadro” coerente con ciò che è stato il disfacimento del Reich e spiegherebbe il perché pur disponendo di tutto il mazzo delle carte, da binocoli o telescopi potentissimi, alla bomba atomica, alle tecnologie capaci di vedere passato e futuro, di mezzi “velivoli divini”, il sogno hitleriano sia fallito.
L’ipotesi che sia stata trovata una via per le “sfere celesti” rafforzerebbe ancor di più anche le ragioni della presunta collaborazione del Vaticano ed il suo “specifico” interesse in queste materie.

Il quadro che emerge, come ho più volte evidenziato, è decisamente surreale seppure idealmente plausibile, potrebbe essere puramente verosimile e rientrare in quello che ho definito come un tentativo propagandistico post nazista che mira al discredito della storia e dei vincitori.
Restando comunque alla documentazione la questione non si esaurirebbe con la “sconfitta” della Germania nazista, anzi, la sconfitta del Terzo Reich potrebbe essere stata una “doppia strategia d’uscita” che da una parte servì per occultare ancora più profondamente quello che si potrebbe definire l’accesso per le stelle e dall’altra, infiltrarsi o forse più propriamente “contaminare” similmente come accade per virus e batteri, un organismo sano, in questo caso principalmente gli Stati Uniti e i suoi alleati.
Le radici di quello che lo stesso Eisenhower definì come il più grande pericolo per la democrazia e i popoli liberi? Ossia che il “complesso militar industriale” potesse sfuggire al controllo ed alla subordinazione del governo e del congresso e in sintesi rappresenterebbe o sarebbe rappresentato odiernamente dal Nuovo Ordine Mondiale; anche questo “elemento” pare essere coerente con il quadro d’insieme non solo per quello che nella raccolta documentale viene registrato, ma anche nel complesso delle vicende che sono susseguitesi dal dopoguerra.
Con la solita impertinenza e “sfacciataggine” chiedo, se oggettivamente la, definiamola, logica esoterico-nazista, avesse “infettato” le istituzioni della più grande democrazia su questo pianeta, pur disponendo di mezzi e capacità descritte in precedenza e sempre ipoteticamente attribuite al nazismo, perché queste “utilità” non sono state impiegate?
Forse un divieto “esterno”? Forse non disponevano o dispongono di queste conoscenze? Oppure, le “gerarchie esoteriche” riuscirono a raggiungere i “nuovi lidi” lasciando solo ciò che si potrebbe definire come avanzi di conoscenza e di tecnologia ed è proprio su questa “spazzatura” che il ramo militare ideologico nazista ha sfruttato per infiltrarsi?
Un’altra domanda impertinente e provocatoria, la famosa “Operazione Paperclip” nacque all’interno dell’allora O.S.S. oppure fu suggerita dai ranghi dell’intellighenzia scientifica tedesca, che cercava di “barattare” la propria impunità e incolumità?
Stando alle evidenze storiche è palese che le loro conoscenze furono assimilate dagli U.S.A., i progressi sopratutto in ambito aeronautico nel dopoguerra oltre ad essere diretta applicazione della “scienza tedesca” è madre di tutta la tecnologia occidentale e questo non è possibile negarlo,.
Ora però c’è da chiedersi se dietro questo progresso tecnologico, parimenti si è evoluta l’infiltrazione se non proprio dell’ideologia nazista, quantomeno nella pratica del potere e se questa effettivamente potrebbe rappresentare quella specie di conglomerato che oggi si potrebbe intravvedere nell’assetto militare finanziario industriale.
Ci sono davvero molti documenti che indicherebbero un intreccio fitto di molte vicende, dalle più famose a quelle che rientrano nella più squallida cronaca nera, che lasciano intravvedere che questa sorta di “congiura” sia qualcosa di concreto; però rispetto questo stato di cose non posso che fare una ulteriore riflessione in relazione a quella che sarebbe stata la frattura tra le “gerarchie esoteriche e quelle militari” naziste, perché se i primi sono per cosi dire “innalzati” ad un livello esistenziale superiore, rinunciando alla condizione terrena, sarebbe una incongruenza che possano aver dato supporto al “ramo militarista” nel perseguire gli obbiettivi di dominio del modo.
Come ho detto la documentazione è piuttosto corposa e seppure sono stati molti i limiti nel riportarne il contenuti, posso dire che la stessa pseudo organizzazione globalista sarebbe “infiltrata”, forse da qualcosa di diametralmente opposto, forse la stessa sorgente di questa documentazione.

Concludo questo lunghissimo intervento, ribadendo tutte le riserve, i dubbi su questa documentazione e rinnovo l’invito a prendere con il beneficio d’inventario quanto ho riportato e le considerazioni fatte pur tenendo anche presente l’ipotesi che tali documenti potrebbero essere quelle “toppe” che la storia ufficiale cela nelle pieghe dei misteri e dei segreti di stato, o magari l’establishement ignora che ci siano oscuri e misteriosi “archivisti” che tengono traccia di quello che viene fatto all’insaputa del mondo intero.


Fine stesura 23 dicembre 2014

Una risposta a Aspiranti dei

  1. phoo34 ha detto:

    Cara Sandra, ti ringrazio per l’apprezzamento, in merito al paragrafo sul ricercatore e scienziato Italiano, ho solo riportato parte di quanto ho potuto vedere dalla documentazione; per altro anche facendo ricerche su Helmut Strosse non ho trovato assolutamente nulla che possa confermare l’esistenza di questa persona, quindi come ipotizzato nell’intervento, la documentazione di cui ho preso visione, potrebbe esse solo una forma di revisionismo storico da parte dei “perdenti”.
    Considerando comunque la particolare vicenda di Ettore Majorana, non sarebbe da escludere che oggettivamente collaborò con gli scienziati tedeschi e che in un modo o nell’altro fu parte attiva della ricerca.
    Personalmente non ho alcun tipo di documentazione su cui poter fare una ricerca, come ho detto, mi è stato permesso di prendere visione di parte di quel materiale e riportarne stralci; sulla loro autenticità, mi sono posto molti dubbi, anche se provengono da archivi attendibili, non significa che non possano essere falsi, comunque la vetustà di molti documenti attesterebbero comunque che non sono contemporanei all’era informatica.
    Il perché questo fatto sia sconosciuto?
    Bhé mi sembra ingenuo da parte tua porre il quesito, si tenga sempre presente, ammesso che il fatto riportato sia rispondente a vero, che l’ambito è comunque un ambito altamente riservato e militare, che anche la faccenda della bomba atomica nazista è stata resa nota almeno 7-8 lustri fa da Luigi Romersa (http://www.terraincognitaweb.com/litaliano-che-vide-latomica-nazista-lintervista-che-non-fece-in-tempo-a-concedere/) ed ancora oggi, nonostante il riscontro di alcune prove tangibili, si nega non solo la padronanza atomica nazista, ma persino che abbiano conseguito risultati sperimentali.
    Con questo non voglio esaltare ne osannare le capacità del III Reich, ma come ho detto nell’intervento, la storia la scrivono sempre i vincitori, mitigando il loro operato e enfatizzando quello dei perdenti.

Lascia un Commento, sarà moderato prima della pubblicazione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...