Brandelli di una antica conoscenza

Questa è la risposta a ciò che mi hai chiesto; ho preferito rispondere in pubblico perché credo che quello che è il tuo interrogativo, prima o poi se lo pongono tante altre persone e ciò che dirò, spero possa esse utile a te come a coloro che incapperanno nello stesso interrogativo.

Devo essere chiaro fin dal principio, la risposta non è farina del mio sacco, l’ho estrapolata dal lavoro di un’altra persona e chiedo a te e a chiunque altro di astenersi dal chiedere più di quanto esporrò, questo per un duplice motivo, il primo è che chi mi ha fornito questo documento non intende salire alla ribalta per una molteplicità di motivi, la seconda è che il documento, comunque è parziale e depurato da ciò che esula dallo specifico contesto, quello che mi è stato concesso di riferire è che quanto segue è tratto da un antico libro le cui origini si perdono nella notte dei tempi e l’ultima delle sue copie sarebbe custodita nella Grande Biblioteca del Mondo, il cui splendore e maestosità farebbe apparire quella di Alessandria al pari di un misero e scarno scaffale.
Prendi tutto questo come una leggenda o se preferisci una favola, il cui intento è quello di condensare la risposta al tuo quesito.

La Biblioteca del Mondo sarebbe situata nella più grande ed antica delle città di Agarti e le sue entrate sono sorvegliate da esseri dai lineamenti lievi e trasfigurati dalla sapienza e dalla profonda saggezza; il loro compito è quello di sbarrare il cammino a chi non è stato concesso l’ingresso e se costoro tentassero di procedere oltre, i loro volti si trasmuterebbero in lineamenti orrifici di ciò che più profondamente terrorizza l’incauto, facendolo impazzire dal terrore.
Nessun rotolo, papiro, pergamena o libro può lasciare la Biblioteca e quand’anche si avesse la fortuna di accedere, si può consultare solo il materiale specifico, non che non si possano consultare altri volumi, ma il vincolo è a tutela del visitatore che altrimenti si perderebbe per sempre nel labirinto della conoscenza senza il filo d’Arianna della saggezza e quindi rischierebbe di consumandosi nella sete infinita della conoscenza.

In sintesi, la risposta è in un dialogo tra l’allievo ed il suo maestro, l’unica accortezza che mi viene di suggerire e di leggere questo dialogo in una chiave metafisica, per quanto riguarda i significati, lascio a te l’interpretazione, ognuno ne trae delle proprie.

Non è dato conoscere il contenuto precedente e seguente questa conversazione tra Maestro e allievo, ma dal suo contenuto si comprende che il senso sia propedeutico alla preparazione dell’adepto ad insegnamenti spirituali assai più evoluti e sicuramente incomprensibili; comunque spero che ciò ti permetta di giungere alla riposta che cerchi.


  • Guarda meglio e più a fondo, come hai potuto vedere c’è sempre altro, osserva lo spazio perfetto (il cubo), osservalo in ogni dove e dimmi cosa vedi, ora vai e torna quando avrai compreso.
  • Si Maestro.

Passate alcune intense settimane di riflessione e di studio, l’allievo tornò dal maestro e disse:

  • Maestro, ho riflettuto ed ho osservato lo spazio perfetto da ogni dove, dal dentro al fuori e dal fuori al dentro ed ho compreso che nello spazio perfetto c’è un altro spazio perfetto e che l’uno è parte dell’altro indissolubilmente (Tesseratt) e dentro essi c’ero io.
  • Grande il passo che hai compiuto, ma esso è il primo degli innumerevoli, guarda meglio e più a fondo, perché v’è molto di più, vai e torna quando avrai compreso.
  • Si Maestro.

Passarono alcuni mesi di intenso studio e profonde riflessioni e l’allievo certo di aver compreso ed aver appreso il mistero tornò dal Maestro.

  • Maestro, dopo questi lunghi mesi di grandi studi e profonde meditazioni ho compreso, lo spazio perfetto osservato da ogni dove, cela uno spazio ancora più perfetto (Ipersfera), fuori e dentro di se e dentro e fuori di esso v’ero io ed ero io.
  • Un altro grande passo hai compiuto, un altro dei tanti che devi ancora compiere, va e osserva e rifletti ancora poiché molto altro è celato, vai e torna quando avrai compreso.
  • Si Maestro.

Trascorsero decine di mesi di intenso e approfondito studio e di severe profonde meditazioni, e quando fu pronto l’allievo tornò dal Maestro.

  • Maestro, in questi lunghi mesi, mi sono applicato allo studio ed alla meditazione profonda e giunto a questa conclusione, ti chiedo se ho smarrito la via e il senno o se sono nel giusto, ho osservato e riflettuto e quello che mi appare dello spazio perfetto e dello spazio ancora più perfetto che espande il primo e dell’io dentro e fuori di esso, ne constato la consistenza di un punto.
  • Mio caro allievo, nella tua diligenza dimostri grandi doti e grande intuito, sei nel giusto e quanto hai osservato, risponde a verità, anche se essa è solo l’infima parte di ciò che è, osserva più a fondo e rifletti su quanto hai appreso, vai e torna quando avrai compreso.

L’allievo si dedicò per alcuni anni ad approfondire e a riflettere su quanto aveva appreso e ad un certo punto timoroso di aver intrapreso il sentiero sbagliato, tornò dal Maestro.

  • Maestro, in questi lunghi anni, grande è stato l’impegno nella ricerca, ma temo di essermi perso e di esser giunto alle conclusioni sbagliate, forse la cagione di ciò sono assunti erronei da cui son partito, forse ho ecceduto nella presunzione delle conoscenze, ho riflettuto e ricominciato da capo, più e più volte, ma mi ritrovo sempre sullo stesso sentiero e temo di non vedere quello giusto.
  • Dimmi mio buon discepolo, dove il tu cammino ti ha portato e quale è il sentiero che ti si mostra dinnanzi?
  • Maestro ho riflettuto e studiato, il punto che sorge dagli spazi perfetti genera altri punti perfetti e da essi linee perfette e da esse cechi perfetti e ancora spazzi nuovi perfetti gli uni dentro gli altri e dentro e fuori, io che osservo e rifletto e studio e assieme a me le moltitudini infinite di altri me che si osservano e si misurano, si conoscono e non si riconoscono e tutto in un turbine di un essenza nel divenire.
  • Non sono state vane le fatiche di questi anni, un grande tragitto hai già percorso ed il sentiero che ti si apre davanti è l’inizio di un altro ancora più lungo verso la comprensione e alla risposta che tu cerchi, o mio buon e coscienzioso studente, osserva più a fondo e rifletti su quanto hai appreso, vai e torna quando avrai compreso.

…. il documento continua cosi per alcune pagine che ometto semplicemente per una più immediata comprensione del senso del testo.

Passarono molti decenni in cui l’allievo studiò e apprese tutto quello che v’era da sapere e meditò e rifletté verificando, controllando e ricontrollando quanto aveva appreso e dedotto, tutto quello che egli vedeva ed aveva visto era uguale e al tempo stesso diverso, come in un gioco di specchi che riflettono quello che altri specchi riflettono, in infiniti infiniti e il tutto pareva cosi perfetto nella sua grande e incommensurabile complessità, solo apparente; come una grande luce che emerge dalle più profonde oscurità, le squarcia mostrando l’assoluta purezza della semplicità del Tutto.
Dopo quei lunghissimi anni di grandi studi torno dal Maestro.

  • Maestro sono trascorsi moti anni dall’ultima volta, ho seguito quanto mi hai detto e ho riflettuto e meditato su tutto quello che ho appreso e ottenuto con lo studio e la meditazione, e sono giunto a comprendere il…., il cammino è stato lungo ma bo il dubbio che lo abbia percorso con troppa fretta e nel prosieguo abbia omesso di considerare qualcosa e forse qualcosa di importante che potrebbe cambiare il senso di tutto.
  • Sono lieto di ri incontrarti dopo questo lungo tempo, in verità mi chiedevo se non ti fossi perso nel grande labirinto come lo è stato per altri, la tua visita mi solleva dall’angustia di tale pensiero, il cammino che hai compiuto è prossimo al termine, ma sappi che altri sentieri si apriranno di fronte a te e solo a te son destinati dall’esser percorsi, va ed osserva, rifletti e medita e quando avrai compreso tutto ti sarà chiaro cosi come l’acqua limpida che sgorga dalla sorgente, va e compi l’ultimo tratto del cammino che hai intrapreso.
  • Si Maestro, mi solleva sapere che il cammino è prossimo al termine, ne mi spaventa l’affrontare nuovi sentieri, perché quel che ho appreso con la tua guida mi agevolerà e renderà lieve il percorrerli.

Passarono altri decenni in cui l’allievo si applicò allo studio, alla ricerca e alla meditazione su tutto ciò che conosceva ed aveva appreso, su tutto quello che c’era intorno a lui, di ciò che era visibile ed invisibile, di quello che si poteva toccare con mano o soltanto con la mente, gioendo della assoluta perfezione dell’intero creato, dopo questo tempo tornò dal Maestro.

  • Maestro credo che il sentiero sia stato percorso per tutta la sua interezza, sono venuto a chiederti conferma di questo e per per renderti riconoscenza per la guida e la grande pazienza che hai avuto in questi lunghi anni.
  • Mio grande discepolo, sei giunto al termine di questo lungo ed impervio percorso, irto di trabocchetti e trappole in cui molti sono caduti e cadranno nel percorrerlo in tempi diversi, non ti resta che fare l’ultimo passo e guardare meglio quanto ti circonda e il tragitto sarà giunto al termine.
  • Si Mio Maestro, seguirò i tuoi dettami come ho sempre fatto.
  • No mio buon allievo, ora devi compiere quell’ultimo passo, ora è il tempo del completamento di quel percorso, che tu comprenda e faccia tua l’ultima grande verità.
  • Come desideri tu mio grande saggio e paziente Maestro.

L’allievo guarda il suo Maestro negli occhi e per la prima volta, si lascia catturare da quella forza luminosa che aveva sempre osservato, ma mai guardato per timore e rispetto, un’energia che pervadeva; il maestro lo guarda e sorride, il segno dello stupore appare sul volto dello studente e d’improvviso come un fulmine, come qualcosa che si era dimenticato e inaspettatamente torna alla mente, si rende condo è egli il Maestro.


Piccola nota, i puntini …. stanno ad indicare le omissioni, queste omissioni non sono mie, ma di chi mi ha fornito il documento; concludo dicendo che la persona che mi ha dato il documento è persona affidabile e seria e non ho alcun dubbio sulla sua genuinità, dico questo a scanso di eventuali considerazioni su quanto mi è stato riferito e che ho riportato, anche se questo possa avere le sfumature di una fiaba.


2 risposte a Brandelli di una antica conoscenza

  1. Marcello ha detto:

    mi auguro che ciò che si identifica con la coscienza possa essere l essenza di tutto è che curandone la crescita si possa mantenerne la consapevolezza dopo la separazione dal corpo fisico.
    vita: stato transitorio primitivo dell evoluzione della coscienza/mente/anima/???.

    • phoo34 ha detto:

      E’ l’auspicio e la speranza di chi ha percorso la retta via, per gli altri, forse, il perso della consapevolezza degli errori commessi potrebbe essere troppo grande, certo questo potrebbe sembrare un premio per i “cattivi” ma forse i cattivi non esistono ma esistono percorsi esistenziali diversi in cui le essenze animiste si addentrano come nei giochi presenti nei fast food o nei grandi centri commerciali.
      Penso che il timore più grande che accomuna tutti è sapere se “dopo il grande dopo”, si andrà da qualche parte, inferno o paradiso è relativo, l’importante è che vi sia una prospettiva.

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