Approfondimento sull’intervista con l’alieno

Come in parte avevo anticipato, nell’introduzione #dell’intervista con l’alieno, in questa pagina mi dedicherò all’approfondimento di quanto emerge dall’intervista stessa, questo modo di procedere ha dei limiti, ma d’altronde, inserendo commenti, riflessioni o quant’altro all’interno dell’intervista, avrebbe reso la lettura più noiosa e per certi versi costituire una distrazione.

Riprendendo quello che avevo cominciato a delineare nell’introduzione, emerge in modo piuttosto forte che il documento possa essere la traduzione in italiano da una lingua est europea, molto probabilmente dal russo, come ho detto, chi mi ha prestato questa documentazione non ha voluto approfondire la questione, comunque, il materiale era costituito da un carnet di diversi fogli dattiloscritti raggruppati da una grossa graffetta metallica, eccessivamente grande anche per la quantità dei fogli seppure sostenuti da una specie di cartoncino che ne emulava la copertina, i fogli leggermente ingialliti sulle aree più esterne indicava che il materiale doveva essere piuttosto datato e per le condizioni della carta compatibile con la presunta data di rilascio dell’intervista, anno più anno meno.
Facendo alcune riflessioni di carattere generale sulla documentazione, mi lampeggia una piccola “spia cicalegginte dal pannello di controllo” ossia ho la sensazione che vi sia qualcosa che in un certo modo stona, non saprei esattamente concretizzare , la sensazione emerge al termine della lettura dell’intervista, sembra che l’intervistato voglia troncare in modo repentino, ma questo sarebbe in contraddizione con l’esordio dell’intervista; forse l’intervista è stata “normalizzata” omettendo quesiti e risposte?
Non saprei, in linea di massima considerando la particolarità dell’intervista, si potrebbe pensare che sia l’intervistato che l’intervistatore non siano giunti impreparati, quindi considerando che per quanto si possa essere flemmatici, in relazione alla quantità delle domande e delle risposte anche se articolate, l’intera intervista sarebbe potuta durare un’ora?
Tenendo anche in considerazione il clima carcerario e delatorio o quant’altro potesse influire sull’atmosfera in cui si è svolta l’intervista, si può ipotizzare che un’intervista di quel tenore e rilevanza si sia potuta svolgere in modo così trafelato?

Come sempre capita quando ci si imbatte in questo tipo di materiale porsi questo tipo di interrogativi è essenziale onde evitare di prendere grosse cantonate, se è vero che nel mondo occidentale il vezzo alla bufala è diventata una consuetudine consolidata, vuoi per protagonismo, vuoi per azioni di debunking, o semplicemente mosso da “puerilismi”, per quanto riguarda l’Europa dell’est questi potrebbero essere i residui delle pratiche che hanno caratterizzato per decenni la guerra fredda e quindi tale documento rientrare in quel tipo di rimpiattino che i due schieramenti “giocavano”; partendo però dal presupposto che il documento possa avere un grado di genuinità e per genuino intendo che effettivamente si tratti di una intervista rilasciata da un #extraterrestre, vediamo di approfondire quegli aspetti che possono avvallare o sconfessarne l’autenticità.

Come prima cosa, ci si deve domandare perché mai una persona che vive o viveva in un paese presumibilmente d’oltre cortina, rischierebbe di far saltare la sua copertura per smentire eventuali bugie e falsità in merito ad argomenti che per il periodo a cui risalirebbe l’intervista, risultano decisamente molto meno importanti rispetto gli eventi e gli sconvolgimenti non solo politici ma anche geografici che stavano investendo l’area del “patto di Varsavia”; potrebbe essere stato uno stratagemma per cercare di distrarre l’attenzione dagli eventi storici, se non proprio dell’opinione pubblica interna, quella estera?
La cosa risulta per cosi dire, fuori sincrono sempre che le date a cui si fa riferimento nell’intervista non siano state “ritoccate”.

Proseguendo l’esposizione delle mie considerazioni sull’intervista, quello che mi da un senso quasi di fastidio, è quell’alone melenso a tratti, paternalistico che traspare in diverse circostanze, secondo l’intervistato, il loro interesse sarebbe quello di “prendere per mano l’umanità e mostrarci le meraviglie dell’universo”, potrà sembrare un atteggiamento da cinico, ma sinceramente ho imparato che le cose, non sono mai come sembrano, come si suol dire, “quando il diavolo ti accarezza è perché vuole l’anima”, comunque prendiamo per buone, le buone intenzioni e i buoni sentimenti.

Nell’intervista emergono alcuni #elementi di novità rispetto i contenuti che accomunano comunicazioni e messaggi provenienti da entità aliene, quella che ritengo particolarmente interessante non è il fatto che si confermi che ci sia una “collaborazione” tra terrestri e alieni, ma che queste siano state imposte dagli extraterrestri agli umani, si dice che questa imposizione sarebbe dovuta ai grandi pericoli insiti nelle ricerche che gli scienziati portano avanti, in via generale se ne da anche una generica e superficiale spiegazione del come e quali effetti possono avere sul pianeta e oltre, ma di fatto, tutto resta sempre avvolto dall’alone “trascendental-mistico-scientifico”; alone a parte, prendendo la cosa volutamente per il verso sbagliato, si potrebbe definire la cooptazione collaborativa, una forma di controllo e gestione dell’evoluzione scientifica umana.
Secondo diversi comunicati e messaggi alieni, sarebbe stato affermato a più riprese che l’umanità non rappresenterebbe un pericolo per loro, dunque se non rappresentiamo un pericolo, a quale scopo “collaborare” al progresso tecnologico e conoscitivo del genere umano?

A mio modesto parere, questa è una contraddizione, se non siamo o non rappresentiamo un pericolo, a quale scopo avrebbero imposto una loro supervisione?
Risulterebbe assai difficile immaginare che le gerarchie militari per quante e potenti armi possano disporre, possano aver obbligato gli extraterrestri ad una collaborazione, questo non solo in relazione alle più avanzate conoscenze e tecnologie, anche se in linea teorica ad una superiorità numerica degli stessi alieni, detto questo, l’affermazione che vi sia una “partnership” seppure coatta con entità o civiltà aliene potrebbe rispondere a verità e questo spiegherebbe anche le ragioni della segretezza su tutte le questioni ET.
Tralasciando eventuali disquisizioni su autorevolezza e affidabilità di governi e istituzioni varie, la domanda che mi sovviene è perché mai gli alieni dovrebbero aiutare il genere umano ad evolvere pur sapendo che potremmo rappresentare una grande minaccia e con la prospettiva non tanto remota di doverci distruggere?
Sempre da quanto emerge dal testo dell’intervista la loro “supervisione” su particolari innovazioni tecnologiche attesterebbe che di fatto rappresentiamo un pericolo, una “mina” da disinnescare e neutralizzare; ora si tratta di comprendere se il “disinnesco” sia in funzione dell’altrui e nostra salvaguardia oppure sia teso a mantenere lo status quo.

Tra le altre particolarità e le novità che emergono dall’intervista, voglio sottolineare i riferimenti sulle modalità degli spostamenti dei loro vascelli, attenendoci a quanto ci è dato sapere tramite la scienza e la ricerca ufficiale, il percorrere distanze interstellari risulterebbe estremamente difficoltoso e dispendioso sotto tutti i punti di vista, in linea teorica si ipotizza che per viaggiare da un stella ad un’altra occorrerebbe piegare lo spazio tempo creando un ponte di Einstein-Rosen o più genericamente noto come wormhole, questo però necessita inevitabilmente di un materiale super denso, in quanto solo le singolarità quantistiche o buchi neri avrebbero la capacità di piegare o deformare la struttura spaziotemporale; stando a quanto appunto emerge dall’intervista questo risulterebbe se non falso, perlomeno fuorviante.
Secondo l’intervistato, la struttura materiale dell’universo si condenserebbe in modo simile in tutte le dimensioni, mi correggo, in tutti gli stati vibratori, le differenze tra i livelli si concretizzerebbe in piccole differenze nella disposizione della materia ma in differenze anche grandi nella proporzionalità delle dimensioni, in sintesi si asserisce che un’unità di misura della nostra dimensione in un’altra potrebbe essere infinitesimale ed in un’altra l’esatto opposto, semplificando ulteriormente, X anni luce della nostra “frequenza vibratoria” in un’altra equivarrebbe ad una frazione di secondo, ed è proprio sfruttando queste differenze dimensionali che possono percorrere distanze interstellari o addirittura intergalattiche usando motori che assomigliano più ad una qualche specie di “sinto-generatoreradio” che non ad un motore come umanamente è concepito.

Sicuramente rispetto ad altre fonti questo particolare passaggio dell’intervista, rende omogeneo o comunque coerente quanto prospettato, con tutta una serie di eventi che in modo diretto o indiretto hanno attinenza con fenomenologie UFO e più in generale con molti eventi che se osservati sotto questa luce acquistano un senso logico e razionale; se quanto asserito risponde a verità, la possibilità di aperture anche accidentali tra “dimensioni” conseguenti particolarità geologiche ed energetiche, potrebbe spiegare il perché in determinate aree del pianeta si siano edificate strutture di un certo tipo, oppure rileggere tutti i fenomeni relativi ad apparizioni e sparizioni di esseri più o meno grotteschi che svaniscono con le stese modalità di apparizione, la scomparsa di mezzi e persone in modo assolutamente inspiegabile, in somma si potrebbe dire che l’intervistatore abbia dato la chiave di lettura di una gran parte di fenomeni che risulterebbero coerenti, non solo per le definiamole dinamiche ma anche con possibili riscontri materiali ed energetici.
Il fatto che in molti filmati, tra cui anche quelli ufficialmente o ufficiosamente rilasciati da enti governativi si osservano navicelle o dischi volanti che appaiono o scompaiono in modo simile a quanto descritto nell’intervista, attesterebbe la veridicità e genuinità del documento e delle asserzioni.
Non è mia intenzione screditare quanto emerge dall’intervista, ma ritengo importante “sfrucugliare” le cose, perlomeno per evitare di fare la fine del “boccalone” e seppure quanto risulta dalle affermazioni dell’alieno intervistato, possono sembrare coerenti ed avere dei riscontri è importante tenere sempre a mente che vero è diverso da verosimile.

Riprendendo proprio da ciò che distingue le cose tra vere e verosimili, un altro elemento che sembra essere una novità rispetto altri presunti “apporti alieni” ci sono i riferimenti alle differenze tra tipi di spazio, trovo questo particolare molto interessante, non tanto per la descrizione che ne viene esposta, ma per le implicazioni che ne sono coinvolte, certamente siamo ben lungi dal poter effettuare vere e proprie verifiche, anche se in teoria la differenza di densità della materia tra spazio interstellare ed extragalattico si possono attribuire e riferire alle forze gravitazionali dei diversi corpi celesti, quello che trovo particolarmente intrigante è che questo indicherebbe che una grandissima gamma di eventi, non siano slegati e disgiunti, stando alle affermazioni dell’alieno, la stessa umanità terrestre giunta sulla terra un milione e mezzo di anni fa, sarebbe stata vittima di una eccezionale ed anomala attività solare e lascerebbe anche intendere che queste non siano riferibili esclusivamente alla stella centrale ma conseguenza di battimenti, interferenze, risonanze ed armoniche di energie di eventi celesti provenienti da sistemi e nebulose molto lontane.
Pensare che le estinzioni di massa possano essere conseguenti la nascita o la morte di una stella lontana X anni luce o che possano creare cambiamenti repentini nel sole e del clima dei pianeti anche in tempi estremamente brevi apre lo scenario per una rilettura di una grande quantità di eventi che contraddistinguono non solo il nostro sistema solare ma l’intera storia della terra e la sua evoluzione.
Un piccolo inciso, che forse, tutto sommato l’idea di prevedere i terremoti proposto dal ricercatore autodidatta Raffaele Bendandi, non sia poi del tutto campata in aria e che anzi, abbia un reale fondamento, non solo riferibile all’assetto dei pianeti tra loro ma anche relativo ad energie che concorrono anche dal di fuori dello stesso sistema solare?
Come più volte ripeto, la differenza tra vero e verosimile, può essere diametralmente differente, come in tutte le cose occorre fare le opportune verifiche e citando proprio l’intervistato, occorre la volontà di farle.

Sono diverse le novità che emergono da questa intervista rispetto a quanto detto da altri presunti alieni o extraterrestri, certamente una più ampia e concreta visione dell’intero assetto dell’universo, un più allargato “spettro vitale” su tipologie e forme di vita anche non organiche, una diversa e più complessa immagine della tecnologia e dei modi di spostarsi tra le stelle, anche se superficiale in modo più dettagliato rispetto a tante altre astruserie postulate; con questo non voglio incensare ne ergere a verità quanto emerge da questo documento; forse con uno sforzo di immaginazione, chiunque potrebbe immaginare cose ancor più fantastiche e verosimili di quelle riportate, ed è proprio il dubbio tra vero e verosimile che mi lascia sempre dubitare delle cose.

Potrà sembrare uno sfogo, ma si tratta solo di una constatazione, ora, ammesso e non concesso che questo personaggio sia realmente ciò che dice o diceva di essere, come mai lui e/o i suoi “colleghi” perseverano nel mantenere il muro di segretezza sulla loro presenza e sule loro intenzioni, posso comprendere l’imbarazzo di governi, governanti, potentati vari che ci rimetterebbero la “faccia” se fosse reso di dominio pubblico che in realtà i controllori e a “dettar legge” sono gli alieni e non loro, dunque perché dalle parole non passano ai fatti?
Partendo dal presupposto che la logica sia lo stato più alto ed evoluto del ragionamento matematico, è evidente che l’ipotesi più probabile sia proprio quella di mantenere lo status quo, ossia preservare la propria superiorità rispetto il genere umano, certamente questo equivale al mettere in bocca altrui cose non dette e in senso più stretto ed unilateralmente al processare le intenzioni, tra l’altro del tutto ipotetiche, concordo in tutto per e tutto con le obbiezioni, ma ritorno a ribadire l’interrogativo perché alla “dichiarazione di voto” poi non segue una coerente “votazione”?

Quello che mi infastidisce, non solo per quanto riguarda questa presunta intervista, ma anche in altri frangenti in cui presunti alieni ci dicono e rivelano verità più o meno profonde è quella sensazione che ho definito come “melenso trascendental-mistico-scientifico”, come a voler in un certo qual modo tranquillizzare a priori, fare in modo di idealizzare e per certi versi mitigare o sfumare eventuali aspetti “spigolosi o negativi”; forse per nascondere in bella vista che alla fin fine, evoluzione spirituale, scientifica, tecnologica e sociale a parte è che quello che vige e conta in modo ineludibile in ogni dove e quando è e resta la legge del più forte, quindi piccolo o grande che sia il vantaggio rispetto chi che sia, deve essere mantenuto, mi si conceda una piccola digressione facendo un parallelismo geopolitico, forse i terrestri similmente ai “palestinesi” sono volutamente tenuti e usati a destra e a manca per scopi inconfessabili.

Dunque cupamente si potrebbe dire che molte di queste conoscenze siano o possono essere lo “specchietto per le allodole”; se gli extraterrestri, alieni, umani non terrestri o di qualunque altra specie, volessero dare un aiuto concreto, bhé ce ne sarebbero parecchie di cose che potrebbero fare, senza per questo doversi imbarcare nel fare “i nostri compiti”, certo sapere che vi sono diverse densità dello spazio, che queste possono avere un maggiore o minore impatto sui sistemi solari e planetari, che sarebbe possibile viaggiare in modi assolutamente diversi da quelli che conosciamo, e che l’universo è simile ed uguale ovunque, sono cose estremamente affascinanti, ma all’atto pratico?
All’atto pratico equivale al nulla e nella specificità dei alcuni contenuti dell’intervista assumono più il valore di una millanteria che l’apporto di un conoscenza, anche perché di fatto, aldilà delle quantificazioni possibili queste non ne vengono fatte, ne vengono date coordinate per localizzare i pianeti di provenienza, in somma una sorta di giochetto alla “Bubu settete”, che certamente contribuisce ad alimentare il sospetto che questi sedicenti “fratelli maggiori” non sono poi così amichevoli e/o benevoli come vorrebbero farci credere; le presunte e occulte collaborazioni con questo o quel governo anche se teoricamente limitate alle scoperte degli scienziati terrestri, denoterebbe ulteriormente una volontà nel fare discriminazioni tra le “nazioni” terrestri e quindi sfruttarle in una certa misura a proprio tornaconto.
Varrebbe proprio la pena tener ben presente il pensiero del generale spartano Lisandro “Ho timore dei Greci anche se portano doni”.

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