Replica ad “Anieno”

Caro “Anieno”, contrariamente a quanto hai ipotizzato, ma non sei solo nell’aver tratto conclusioni sbagliate, quindi eccomi qua pronto a schiariti le idee, detto questo sia ben chiaro che con ciò non intendo certo concederti ulteriore spazio ne dare l’idea di un qualsivoglia riconoscimento; come per qualunque altro argomento trattato, affronterò le questioni sollevate in modo oggettivo, comunque non esente da una buona dose di personalismo visto e considerato che i rilievi vertono più su aspetti personali che sui contenuti o concetti che siano.

Visto che hai letto “l’intervista” o perlomeno è quello che asserisci, mi auguro che risulti superfluo ripetere che non intendo entrare nella sfera privata e quindi se il tuo intento era questo, bhé, presumo, forse male, che tu riesca a trarne le conclusioni.
Sia altrettanto chiaro che quanto dirò, non intende attestate una mia insensibilità o refrattarietà alle critiche od ai rilievi, anzi è vero il contrario, purché questi siano congrui, pertinenti e comunque abbiano una fondatezza o espressi in buona fede.

Mi permetto di osservare una cosa, forse intenzionale, oppure una “defaiance dattilografica”, per caso volevi firmati Alieno? Se è così, dovresti fare pratica con la tastiera o il dispositivo usato o quantomeno rileggere ciò che scrivi, se non altro per non fare la figura del somaro, per correttezza e completezza informativa, riporto integralmente quanto hai scritto, omettendo persino la correzione degli errori.

Data feedback: 6 settembre 2013 at 17:39
Argomento: Tutti

ho letto diversi articoli che hai scritto mentre ero al mare, trovo interessanti molte delle ipotesi ma non le condivido, penso che siano preconcette e in parte condizionate da influenze fantascientifiche. Oltre questa considerazione, l’idea e i concetti politici sembrano attingere o fare ammiccamenti al sottobosco para culturale dell’estrema destra sostenendo il mito del superuomo. Anche se ammantato di neutralità la sostanza del tuo messaggio appoggia e dio ce ne scampi, sostiene le idee del N.W.O. la conferma è che di tutti gli articoli scritti, nessuno si occupa chiaramente delle questioni politiche vere e proprie. La critica è forte e dubito che tu renderai pubblico queste osservazioni, la convinzione di quello che dico è confermata dall’intervista dai toni addomesticati pubblicata ultimamente eludendo intenzionalmente i problemi e le questioni politiche.

Premesso che nella sostanza mi hai dato dell’estremista di destra, del sostenitore se non teorico dell’ideologia del superuomo e fautore delle idee di quello che dovrebbe essere il N.W.O., augurandomi che tu conosca almeno il significato dell’acronimo, in modo garbato fermo e deciso userò sarcasmo, ironia e irriverenze varie nel ribattere e se ancora non è sufficientemente chiaro, non inficiando per questo la sfera privata.

Bene, allaccia le cinture e iniziamo; concettualmente parlando si denota una contraddizione sostanziale quando affermi “trovo interessanti molte delle ipotesi ma non le condivido, penso che siano preconcette e in parte condizionate da influenze fantascientifiche.”, ora, almeno per quella che è la mia formazione, quando si trova interessante qualcosa, è perché nel complesso o nel particolare si condivide quella cosa, dal tuo dire emerge in modo prominente che consideri il materiale pubblicato, un coacervo di sciocchezze preconcette fantascientifiche.
Facendo un immenso sforzo, posso anche starci, almeno per quanto riguarda il “coacervo fantascientifico”, ma non per quanto riguarda il preconcetto o la mala fede; facendo un ulteriore grande sforzo nell’ipotizzare, una tua buona fede, non posso che prendere atto che per quanto riguarda lo specifico significato etimologico e concettuale del termine preconcetto tu abbia grosse lacune, quindi mi permetto di suggerire l’utilizzo di un vocabolario, se non altro per evitare di usare termini e aggettivi impropri che inevitabilmente, sempre pensando positivamente, portano al fare gaffes.

Comunque, stando a quanto hai scritto, sembra trasparire che seppure in modo approssimativo, superficiale hai letto ad alcuni degli interventi postati nel blog, non voglio fare il maestro o il professore, prendi questo più come un suggerimento che non un consiglio, se ti esorto ad una più attenta lettura o rilettura, sopratutto tenendo in conto punteggiatura e declinazioni verbali, sicuramente il senso ed il significato, acquisterà una diversa valenza; detto questo, sorvolando su molti altri aspetti, per quanto riguarda quelli che definisci “questioni politiche vere e proprie” non saprei a cosa concretamente ti riferisci, ma mi viene da chiedere, se oggettivamente hai compreso il senso ed il tenore di questo blog, se poi si pretende di declinare questi temi in un contesto politicizzato, mi sia permesso dirlo fuori dei denti, mi pare “un’emerita stronzata”, comunque andiamo avanti; con la difficoltà interpretativa delle tue rimostranze, se intendi dire che non mi occupo dei fatti politici che contraddistinguono il paese Italia o più in generale dell’Europa o del mondo, mi permetto di ritenermi libero di scrivere su ciò che mi pare e piace, ed in difesa di questa mia libertà o quella di chiunque altro, non vedo perché ci possa essere qualcuno che pensi di poter decidere su cosa scrivere, entrando formalmente nella “questione politica” è mio costume affrontare qualsiasi argomento con l’intento di capire, cosa ribadita più è più volte nel blog.

Entrando nella specificità, posso esporre in modo sintetico le conclusioni a cui sono giunto razionalmente, indipendentemente che mi piacciano o no, senza per questo addentrarmi nel groviglio di grandi e piccole vicende o fatti che hanno contraddistinto e declinano il passato, il presente e che di conseguenza influenzeranno il futuro; se c’è un evento essenziale nella storia che è stato il punto focale di una svolta per l’umanità, è stata la rivoluzione francese i cui principi ispiratori hanno dato dignità ad ogni singolo uomo, condensando tale dignità nel concetto di cittadinanza o cittadino, quindi una sostanziale, seppure ideale uguaglianza tra gli uomini.
Non voglio certo tenere una lezione di storia, ne in senso opposto, fare boutade di bersaniana memoria “non siam qui a pettinar le bambole”, quindi nel complesso generale, nel prosieguo storico, sociale, politico, economico, tutto tende, se non a rinnegare, quantomeno a condizionare o rivedere questo principio fondamentale in senso restrittivo e limitante; nella particolarità italica questo “processo revisionista”, tanto per usare una terminologia politicizzata, sembra essere più marcato ed accelerato, cosa che è riscontrabile in una molteplicità di fatti i cui effetti si riverberano sulle questioni pratiche e quotidiane, tanto per fare alcuni esempi pratici, la denuncia dei redditi, per cui si rivela indispensabile la collaborazione, non certo gratuita, di fiscalisti, commercialisti, ragionieri, la cui opera si rivela essenziale per quelle che ritengo “dolose” modifiche delle norme fiscali, talvolta repentine, ed in contrasto con lo stesso assetto costituzionale, al fine di soddisfare esigenze, spesso di carattere ideologico e politico, piuttosto che per questioni concrete e comunque dissociate dall’interesse comune.

Come ho detto, nello specifico della realtà italica, nel prosieguo dei tempi, ha fatto si che nella fredda realtà delle cose, i principi esposti nella Carta Costituzionale secondo cui le istituzioni, da quella più bassa a quella più elevata, sarebbero al servizio dei cittadini, sono stati sovvertiti e quindi all’atto pratico, i cittadini sono al servizio delle istituzioni, di conseguenza, la cittadinanza, ridotta a sudditanza; ripeto, non voglio assurgere in cattedra, ne dare sfoggio di me, ma penso sia d’uopo fare un inciso sulla diversità tra cittadino e suddito, il cittadino, pur nel rispetto delle leggi e delle regole, che a comunque contribuito o concorso nel stabilirle, è libero di fare ciò che gli pare, quando, come e con chi; un suddito, potrebbe fare le stesse cose, se e quando gli è ne data dispensa e comunque è tenuto o meglio obbligato a sottostare alla volontà del primo imbecille “cappellato”.
La realtà dello status quò, non è ascrivibile a questo o quell’altro partito o movimento, tutti indistintamente hanno concorso a questo stato di cose, vuoi scientemente in funzione dell’affermazione di ideologia o di un progetto politico, vuoi per miserrime questioni di avidità e potere; ed in questo “gioco” rientrano anche quelli che sembrerebbero essere i nuovi soggetti politici, poiché di fatto, all’atto pratico dimostrano di essere solidali e comunque di giocare allo stesso “gioco”.
Anti politica? No! Solo una lucida disamina delle evidenze alla luce di quelle che sono le questioni basilari, ma oggigiorno, tra l’intontimento o l’anestesia generalizzata, la cosa che sembra essere importante e spacciata quale libertà, è il poter disporre dell’ultimo gadget tecnologico, disporre dell’ultimo modello di televisore che riceve 200/250 canali, in alta definizione, che per inciso, quella che doveva essere la rivoluzione della pluralità d’informazione e della diffusione di cultura e conoscenza, si è trasformata un qualcosa che ha più i contorni e le caratteristiche di una discarica a celo aperto, in cui riversare immondizia audiovisiva che risulterebbe una porcheria anche per un cerebroleso e comunque inutilizzabile anche come candeggiante mentale.

Vuoi che scriva di politica? No grazie, non mi interessa, c’è già tanta gente che se ne occupa in modo più o meno competente e in misura più o meno schierata, nonostante tutto, ritengo che in generale, lo facciano abbastanza bene seppure in modo partigiano, ma è parte del gioco, come si suol dire “chi ha orecchi per intendere, intenda”, è essenziale in ogni caso, disporre di una minima indipendenza intellettuale, se non altro per non essere manipolati e manovrati come pupazzetti inconsapevoli di giochi altrui.
Lo status italico è solo l’apice di un panorama globale e facendo riferimento alla teoria complottista, potrebbe rientrare in un piano studiato a tavolino, detto questo e senza per questo avvallare il teorema, sfumature più o meno marcate del propagarsi di questa logica, la si riscontra anche in altri paesi e istituzioni sovranazionali, che piuttosto di occuparsi delle cose essenziali e realmente importanti, legiferano sulle misure di frutta ed ortaggi, normano su processi produttivi e industriali, nella maggior parte dei casi, non conoscendone la realtà ne i risvolti, ma solo in funzione di un titolo accademico o peggio, in funzione di schieramenti ideologici o peggio ancora, di interessi privatistici e personali.

Scrivere di questo tipo di politica? Ribadisco il mio no, oltre per le ragioni esposte in precedenza, perché “tuffarsi” nel groviglio intricato difatti ed eventi che si susseguono, si finisce per perdere il quadro d’insieme e l’essenzialità delle cose importanti, come dimostra l’attualità, si finisce per attribuire a questioni “pruriginose”, tra l’altro dettate anche da una buona dose di invidia un rilievo ed una importanza immeritata, quando restando nell’ottica politicizzata di Anieno, i cosi detti rivoluzionari, vestono giacca e cashmere, si interessano più di banche e fondazioni o più in generale, detta alla italo-amaricana si occupano di bisniss, (businnes) piuttosto che dimostrare, anche se strumentalmente un interesse per la società e le problematiche inerenti.

Spero di sbagliare, ma ho il sentore che tu, caro Anenio, assomigli a quei personaggi folcloristici da bar o da festa di paese, che in modo più o meno enfatizzato, inneggia o auspica alla rivoluzione, più che altro conseguente un indugiare tra aperitivi, salatini e birra; ora pur restando nel campo delle ipotesi, mi è capitato di rispondere ad alcuni di questi paonazzi personaggi, “OK! Armiamoci e partiamo, ma visto che sei tu a proporre la cosa, vai avanti tu per primo, io seguo a ruota”, bhè, nel complesso questi si, brilli personaggi, poi hanno addotto la più classica delle scuse che confermano e denotano una peculiarità prettamente italica che si può sintetizzare con il più classico dei “io tengo famiglia”, dato che, ritengo essenziale mantenere o avere coerenza, se non con gli altri, verso se stessi, attingendo alla mia vena di schietta irriverenza, ho risposto loro, “allora non lamentarti più, mettiti a pecorone e continua a farti -omissis-”; a parte il folclore, ulteriormente questo dimostra che all’atto pratico ci sono sempre più sudditi che cittadini e questo è l’auspicio di molti, perché un cittadino può e deve interessarsi della cosa pubblica, quindi più sudditi ci sono, meno sono le possibili o probabili interferenze.

Riprendendo sulla refrattarietà nel trattare questioni di politica, contrariamente a quello che tu insinui, non vuol dire che sia avulso da ciò che accade, “rinchiudendomi” in un mondo di speculazioni fantascientifiche e teoremi dissociativi, forse è vero il contrario e le insinuazioni che rivolgi nei miei confronti, potrebbero essere in realtà, riferibili a te, che in modo distorto ritieni centrali, questioni che nella sostanza sono la cortina fumogena per distogliere l’attenzione dalle questioni realmente importanti; retoricamente ti domando, non è che le tue idee, il tuo modo di vedere, seppur in contrasto e avversante un certo stato di cose, nella realtà dei fatti, si rivela solidale e funzionale, proprio a ciò che idealmente avversi?

Per quanto riguarda l’intervista, caro Anieno, ti suggerisco ulteriormente di rileggerla, non per altro, come ho specificato e detto chiaramente sia in principio che alla fine, le domande le ho costruite ad oc per condensare le domande di altri lettori, che per contenuto o quesiti, non ché relativi a tempi differenti, potevano essere assimilati, indi, darne una risposta complessiva ed esauriente, almeno per quello che mi è stato possibile; secondo te, se venti persone mi chiedono la stessa cosa, formulando lo stesso interrogativo con differenti esposizioni, potrei essere indotto a dare una risposta diversa per ognuno di loro, riportando contestualmente i loro singoli quesiti?
Non so, contrariamente alla mia prolissità verbale, forse sono fortunato ed ho anche il dono della sintesi, ma troverei da demente ed oltremodo uno spreco di tempo, risorse ed energie riportare domande e risposte in fotocopia, se hai un tuo blog, un tuo spazio e ritieni che non lo sia, nessuno vieta che tu possa farlo, comunque da qui a dire che l’intervista è addomesticata, bhé caro mio, dovresti, anche in questo caso, approfondire ciò che si intende per intervista addomesticata.

Concedimi un’ultima osservazione nei tuoi confronti e su come ti sei posto, le tue insinuazioni mi hanno irritato, più che cagionato offesa; sia ben inteso che non è mia intenzione essere scientemente offensivo, ma comprendere il personaggio e le qualità che hai, la definizione poi è solo conseguente le osservazioni e le rilevanze, detto questo, non è possibile non rilevare che hai delle grosse lacune, lacune culturali, linguistiche e fin’anco, espressive, ma ancora più grave, visto che ti sei ammantato da una visione politicizzata della realtà, anche di una enorme lacuna ideologica; pur restando nell’indecifrabilità di quello che può essere il tuo orientamento politico-ideologico, ulteriormente, suggerisco di colmare questa lacuna, leggendo gli opportuni libri che nell’incertezza della tua polarizzazione, potrebbero spaziare, tanto per darne un “range”, dal “Capitale” al “Mein kampf”.
Non limitarti a questo, fossi in te approfondirei storia, economia, filosofia, e possibilmente tutto quello che in un modo o nell’altro ha a che fare con le società e le relazioni tra nazioni.

Mentre formulavo le risposte alle tue istanze, mi è sorto, se non il dubbio, l’interrogativo che tu, possa aver già commentato, analogamente ed in modo approssimativo qualcuno dei miei scritti, a cui tra l’altro o risposto in modo analogo, seppur in modo più contenuto; verificherò eventualmente gli IP di provenienza per avere eventuale conferma, comunque sia, nel caso fossi lo stesso personaggio, mi chiedo perché mai spendere tempo e comunque un minimo di fatica nel leggere, quelle che ritieni essere un il cumulo di stupidaggini? Manie di protagonismo o masochismo nel sentirti rispondere a tono e seppure in modo forbito, sostanzialmente offensivo?, comunque sia, sia ben chiaro che, l’aver dedicato tempo ed energie nel degnarti di una risposta estesa e puntuale, ha rappresentato per me, evidenziare il pressapochismo delle critiche e delle osservazioni che più che osservazioni si sono rivelate insinuazioni, delineando il livello, che seguendo il “metodo Pazzaglia” è ben al di sotto del livello del suolo il cui limite è la lunghezza del braccio dell’escavatore .

Sono ben conscio dell’estrema durezza nel rispondere alle tue sintetiche, stringate e mal poste questioni, voglio dare una forzata sfumatura ideologica, attingendo a quella che è il sottobosco ideologico o più precisamente un modo di pensare politicizzato di sinistra, quindi se proprio si vuole dare una declinazione ideologica, prendi quanto ho scritto, in un’ottica maoista o se vuoi, in una visione polpottiana; “colpirne uno per educarne cento”.