La longevità annunaka

Questo intervento consegue alcune affermazioni fatte da me, nelle diverse parti dell’intervento “Il libro perduto di Enki, tra mito e realtà” e dai rilievi che mi sono stati fatti; nello specifico voglio ulteriormente specificare che non è mia intenzione avvallare o avversare questa o quella ipotesi, ma bensì, evidenziare ciò che emerge, lascio ad ognuno poi trarre la propria opinione.

Il principale quesito rivolto è come ho stabilito che gli Annunaki possano vivere per 648.000 anni terrestri, il calcolo è abbastanza semplice e banale, ma evidentemente la cosa eclatante almeno per quello che è il mio modo di osservare ed analizzare le questioni non dovrebbe focalizzarsi sul dato clamoroso, ma da quello che da esso ne può conseguire; a parte questo particolare, espongo i calcoli effettuati sintetizzandoli nella tabella seguente:

Prospetto calcoli longevità annunaka

Prospetto calcoli longevità annunaka – N.B. 1 mese terrestre equivale ad 1 giorno di Nibiru

Va precisato che stando al libro, l’anno nibiruniano è o sarebbe suddiviso in 10 mesi, quindi ne ho dovuto tenere conto per avere un più corretto rapporto di conversione tra le due differenti scale temporali, comunque come ho detto, nella parte specifica dell’intervento, questa longevità può dipendere o conseguire da una differente natura biologica oppure da una tecnologia scientifica e medica avanzatissima che sì, almeno per questa civiltà potrebbe essere misurata, seppure utilizzando la “scala temporale” annunaka in milioni di anni.

Detto questo, le considerazioni “filosofiche” sul come questi esseri si possano rapportare al genere umano e quale considerazione abbiano o possano avere della vita umana è una questione prettamente soggettiva unilaterale umana, che ognuno declina in base ed in funzione al proprio background, cercando di seguire un filologico il più neutrale possibile, quello che potrebbe essere un panorama idilliaco non lo è affatto, almeno attenendoci a quanto emerge dal libro stesso; dico ciò per il semplice fatto e voglio essere crudo fino all’estremo, perché sostanzialmente la creazione dell’umano fu fatta in funzione ed allo scopo di “alleviare” i lavoratori nibiruniani dalla fatica dei lavori pesanti, anche se poi da quello che emerge, si intuisce che nella sostanza, l’impiego fu in qualsiasi mansione prettamente manuale, quindi, invece di un elettrodomestico, un domestico biologico o “bio-domestico” con tanto di software upgradable, a tale proposito, voglio evidenziare la vicenda relativa alla costruzione non autorizzata del secondo “collegamento Cielo-Terra” paragonabile o forse il medesimo racconto “declinato se-miticamente” nella Bibbia, il racconto della torre di Babele, che se fosse caduto nelle mani degli umani, “avrebbero potuto fare qualunque cosa al pari degli dei”.
Per scongiurare tale eventualità, furono confuse le loro menti in modo tale che non potessero più parlare la medesima lingua in modo tale che nessuno più comprendesse l’altro, vanificando la costruzione; il libro stesso dice che fino ad allora tutti parlavano l’unica lingua, la lingua degli Annunaki, quindi è lecito domandarsi come fu possibile confondere le loro lingue?

La cosa diventa interessante perché questo oltre a darci la “portata” di come loro si rapportavano o rapportano al genere umano, ce ne da anche il senso; rispetto la nostra attuale conoscenza, questo tipo di “cosa” può essere fatta solo e soltanto in un contesto preciso e specifico, quello dei computer inserendo un virus informatico che inibisce, limita o altera lo scambio delle informazioni tra altri dispositivi, quindi limitandone le funzionalità in funzione e relazione agli scopi del programmatore.
Restando in un contesto informatico, un virus di questo tipo potrebbe essere, in via semplicistica descrivibile ad un codice capace di invertire il codice macchina, ossia la sequenza di 0 e 1 che compongono l’informazione, perciò se il computer A invia un dato del tipo 010010 ed il computer B questo lo riconosce con 101101, quindi l’informazione di A verso B risulta incomprensibile o contraria all’originale, se poi al virus si implementasse una funzione random o periodica l’effetto sarà amplificato.

Aldilà della tipologia e delle qualità del virus informatico, quanto si prospetta innalza le tonalità scure, perché seppure in via speculativa, questi esseri disporrebbero di una tecnologia che gli permetterebbe di “riprogrammare” il cervello umano come più gli aggrada; certo per chi ha alle spalle un background scientifico e tecnologico di milioni di anni, “programmare” il DNA risulta cosa relativamente semplice visto che avrebbero riprogrammato il genoma terrestre, quindi programmare o riprogrammare un cervello appositamente modellato per assolvere determinate funzioni dovrebbe risultare assai più semplice se non altro modulandone la biochimica.
Ore questo, sembra assonare con quanto si prefiggeva il famigerato Montauk Project, che oltre a sviluppare strumenti e dispositivi per la guerra psicologica, avrebbe portato avanti esperimenti per la manipolazione mentale, tentativi di riprogrammazione delle persone e fin’anco al trasferimento della coscienza da un individuo ad un latro; sorvolando su quella che può essere la veridicità di questi ipotetici, seppure plausibili esperimenti e quelli che sarebbero stati i risultati, ciò nonostante potrebbero essere proprio le parole scritte nei testi antichi che abbiano ispirato questo tipo di ricerche? Visto che furono stanziati parecchi soldi per queste ricerche è possibile che questi investimenti siano stati fatti sulla base delle sole fantasie da scienziato pazzo o forse c’era o c’è qualcosa di concreto?

Considerando che il cervello e in specifico il cervello umano alla stregua di un computer biologico, ne consegue che i meccanismi che ne regolano l’attività sono biochimici, quindi tornando agli Annunaki e alla loro milionaria civiltà, è possibile che abbiano effettivamente sviluppato una sorta di “informatica biologica”, qualcosa che per concetto e similitudine si possa avvicinare per difetto al “computer biologico” delle astronavi madre dei Cyloni? (Cybernetic Life-form Node)
Tenendo presente l’enorme differenza che c’è tra i ritmi vitali tra nubiruniani e umani, ne avevo fatto il paragone tra noi ed il moscerino della frutta, ora possiamo presupporre che possa essere analoga la considerazione annunaka per gli umani come noi ne abbiamo del moscerino?

Considerando sempre in via di ipotesi, il rapporto che intercorre tra la dimensione temporale di Nibiru e la Terra e sulla base dei calcoli sulla longevità degli Annunaki mi sono altresì voluto cimentare nel calcolo di quella che potrebbe essere l’orbita di Nibiru nel sistema solare; so bene che vi sono studi e ricerche fatte da emeriti scienziati e ricercatori, ma ho voluto comunque estrapolare un modello col fine di valutare la coerenza del racconto con quelle che sono le risultanti della conoscenza attuale.
Secondo molti e lo stesso Sitchin, l’orbita di Nibiru sarebbe in senso opposto alla rotazione dell’intero sistema solare; già questa cosa risulta estremamente curiosa e bizzarra, che seppure confermerebbe l’origine extra solare di Nibiru, pone non poche problematiche sotto l’aspetto dei principi della fisica, mi spiego meglio, il fatto che un pianeta vagabondo venga attirato dalla gravità del sistema solare è si una ipotesi plausibile, ma che questo assuma e mantenga un senso orbitale opposto al “vortice” gravitazionale, come ho detto, risulta bizzarro, per brevità e immediatezza si immagini il vortice gravitazionale di una stella analogo al vortice che si crea nel lavandino quando lo si vuota, tutto ciò che entra nel raggio del vortice, assume il senso di rotazione di quest’ultimo anche se inizialmente ha un moto opposto, quindi la domanda è come è possibile che Nibiru mantenga una tale orbita “contro corrente”?
Seppure ad oggi, l’esistenza di questo “pianeta” non è stata ancora dimostrata, questa definiamola “anomalia” orbitale, inevitabilmente concorre a sollevare dubbi sulla natura planetaria di Nibiru e nel caso si trattasse di una astronave di dimensioni planetarie, perché mantenere un moto opposto che comporterebbe un maggiore impiego di energia, senza considerare poi gli effetti estremamente disastrosi di possibili quanto probabili collisioni con asteroidi e detriti che pullulano nello spazio con l’astronave?

Ma vediamo di quantificare le grandezze seppure conseguenti calcoli approssimativi, la tabellina sottostante riporta i valori del rapporto tra il moto della Tetta attorno al sole ed il rapporto temporale tra la Terra e quella di Nibiru estrapolandone la velocità relativa di Nibiru e la sua orbita.

Nota: l'unità frazionaria è 60 in base al numero di Anu. (60 x 100)

Nota: l’unità frazionaria è 60 in base al numero di Anu. (60 x 100)

Come prima cosa che emerge è che l’afelio di Nibiru si assesta in un’orbita tra Giove e Marte, ciò significa che l’intruso, indipendentemente dal grado di inclinazione della sua eclittica attraverserà la fascia di asteroidi principale per ben due volte, sottoponendolo a quello che si può definire un “bombardamento intensivo”, quindi il transito risulta estremamente devastante, sia che si tratti di un pianeta, ma ancor più se si trattasse di una astronave e nella specifica ipotesi, quale comandante, se non animato da istinti suicidi approccerebbe, uno spazio denso di detriti che viaggiano in direzione opposta alla propria astronave? A parte questa considerazione dettata dal buon senso, il perielio di Nibiru risulta essere approssimativamente “appena” dopo il limite della nube di Oort (20.000 UA), se per “appena” si intende una differenza di poco meno di 1.300 U.A. rispetto il limite massimo della nube, inoltre, questo tenendo come presupposto che l’orbita sia quasi perfettamente circolare, però facendo la verifica con un programma di CAD le cose si complicano ancora di più, se le ipotesi circa l’orbita di Nibiru ne conferiscono una ellittica particolarmente accentuata, il suo perielio potrebbe persino triplicare e di fatto non si potrebbe più parlare di una vera e propria orbita ma piuttosto di un movimento a pendolo.

L'orbita ellittica di Nibiru si estenderebbe oltre la nube di Oort

L’orbita ellittica di Nibiru si estenderebbe oltre la nube di Oort

Per quanto posso sapere di astrofisica, sotto il profilo astronomico sorge spontaneo domandarsi come possa essere possibile che in corpo celeste dalle dimensioni approssimative di una super terra possa rimanere “agganciato” al campo gravitazionale del sole quando la sua orbita lo porta molto oltre il limite dell’influenza gravitazionale del sole ad una velocità poco meno 108.000 chilometri orari.

Ingrandimento dell'orbita di Nibiru all'interno del sistema solare

Ingrandimento dell’orbita di Nibiru all’interno del sistema solare

È evidente che qualcosa non torna e questi elementi denotano qualcosa che sfugge, perché se di fatto il confine della nube di Oort rappresenta il limite estremo dell’influenza gravitazionale del sole, restando all’ipotesi “naturale” di Nibiru, risulta inevitabile pensare che ciò che lo mantiene “agganciato” al sistema solare debba essere qualcosa di diverso dalla gravità, forse materia oscura?
Però a questo punto se esiste una interazione così potente tra la materia oscura e Nibiru tale che lo mantiene agganciato al sistema solare, l’ipotesi che la natura della materia con cui è costituito Nibiru deve essere forzatamente di natura radicalmente diversa dalla materia ordinaria del sistema solare o in alternativa avere una “carica elettronica” opposta? Idealmente un pianeta di antimateria entrando in un sistema solare di materia potrebbe teoricamente comportarsi come una cometa quando si avvicina al sole producendo la caratteristica coda, la raffigurazione che molti danno di Niburu sembra proprio quella di una sfera con delle “ali”, ali che potrebbero essere proprio le code generate dall’annichilimento di materia ed antimateria trascinate via dal vento solare;

Facendo queste considerazioni, visto che alcune ricerche ipotizzano che la materia oscura interagisca con i pianeti del sistema solare fornendogli una specie di “capigliatura a porcospino”, il fenomeno potrebbe interessare lo stesso sole? Se si, potrebbe essere una interazione tra la materia oscura e Nibiru che lo mantiene agganciato al sistema solare nonostante la bizzarria orbitale e gravitazionale?
Quanto detto fin qui, lascerebbe presupporre che la natura di Nibiru, astronave o pianeta che sia, sia qualcosa di extra dimensionale oltre che extra solare, quindi è possibile pensare che la “compatibilità” biologica tra nibiruniani e terrestri, stia ad indicare o forse suggerire che la vita biologica simile alla nostra possa esistere anche ed almeno in una altra dimensione?

Riporto di seguito i link delle diverse parti dell’intervento; rammento che è possibile raggiungerli anche dalla voce del menu “Pagine Speciali”

Non mi resta che augurarvi una buona lettura o rilettura!
Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte
Sesta parte
Settima parte


Fine stesura 14 maggio 2016

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Informazioni su phoo34

Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
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