It’s a Long Way to the Top “of power”

Prima di addentrami in questo nuovo intervento, devo premettere che nonostante abbia provato a sintetizzare e “comprimere” i pensieri, ne è risultato un intervento piuttosto lungo, ciò per l’articolazione e la complessità del tema, spero, nonostante la lunghezza di essere riuscito a dare una sufficiente scorrevolezza e rendere quanto esposto il più chiaro possibile, ma soprattutto mi auguro che non risulti “palloso”.

    Il titolo dell’articolo è il “verso” al titolo della canzone degli AC/DC

It’s a Long Way to the Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll)

    Mi è sembrato di percepire una assonanza del titolo ed del testo della canzone con quanto scritto e per certi versi una degna sintesi estrema, se pure in tono ironico.

John Ernst Worrell Keely; il lavoro, le ricerche e gli esperimenti che la mente di quest’uomo realizzò hanno dell’incredibile, non solo se rapportate al periodo storico, ma anche per, definiamola “natura” delle scoperte che fece, altrettanto incredibile è come lui e il suo lavoro divennero dapprima evanescenti e poi misconosciuti al panorama scientifico, nonostante il grande clamore che riscosse sui media dell’epoca e non solo in patria.
Mentre stavo preparando il materiale per questo intervento, man mano che proseguivo nel confrontare le diverse fonti e trovarne di altre, mi imbattevo in tracce “secondarie” e riferimenti che mi spingevano su bel altri “sentieri”; al primo impatto non mi resi conto del quadro che ne veniva fuori, ma il continuo “imbattermi” in queste tracce concomitanti, mi diede la dimensione di quel qualcosa, della sua complessità e articolazione, tanto da abbracciare un arco di tempo piuttosto lungo, intersecandosi con fatti storici di non poca importanza, facendo emergere, una lettura, se non diversa, aprendo una prospettiva assai ampia e ricca di dettagli che declinerebbe il senso, non solo dei fati e degli avvenimenti che hanno caratterizzato quel periodo storico, ma anche di quelli odierni e strettamente contemporanei, insomma uno sguardo su quello che potrebbe essere definito “The dark side of history”, trasformando di fatto, quello che doveva essere un intervento per approfondire la storia e il lavoro di un genio misconosciuto di none John Ernst Worrell Keely, in un preambolo o forse meglio dire, l’inizio, la cima, di un intricato groviglio di fatti e vicende che si estendono in un arco temporale di ben oltre i cento anni e di cui, in prospettiva non se ne vede tutt’ora l’altra estremità.
Sinteticamente, John Ernst Worrell Keely nacque il 3 settembre del 1837, Chester in Pennsylvania, orfano dei genitori, fu cresciuto dai nonni; prima di diventare inventore fece diversi lavori come orchestrale, pittore, falegname, imbonitore e in fine meccanico, farmacista e molti altri lavori, “diventato” inventore, sostenne e dimostrò in più occasioni di aver scoperto una nuova e sconosciuta forma di energia e di aver trovato i modi per poterla sfruttare in molteplici applicazioni pratiche come, sollevare enormi pesi, farli galleggiare indefinitamente sul pelo dell’acqua o farli levitare, un motore perpetuo dalle qualità e capacità estremamente superiori rispetto i motori a combustione dell’epoca, armi ad alta pressione (per la marina militare), strumenti per “ridurre in polvere” minerali e metalli, e molte altre invenzioni che per l’appunto impiegavano quella strana e misteriosa forma di energia che egli stesso non riuscì a definire se non con il termine di “sympathetic vibrations”, che con occhi “moderni” ma non troppo, definiremmo risonanza, ma quella che noi “moderni” conosciamo è quella di circuiti elettrici e bobine, non certo quella scoperta, o forse riscoperta da Keeky, dico questo perché probabilmente lo stesso tipo di energie era molto probabilmente conosciuta dagli edificatori dei megaliti e delle piramidi.

A seguito delle molteplicità di attacchi da parte delle lobbies industriali dell’epoca, sia sulla stampa che nelle stanze di tribunale, principalmente da parte della Ford Motor Company con l’ombra del potentissimo J.D.Rockefeller con cui inevitabilmente il suo motore andava a competere, molte delle sue invenzioni andarono “perse” poiché in un eccesso di ira e depressione distrusse gran parte del materiale del suo laboratorio; purtroppo John Keely, come molti geni incompresi morì povero e pressoché dimenticato dal resto del mondo il 18 novembre 1898; alcune “voci dell’epoca”, messe in giro forse da pavidi sostenitori di Keely o inventate dai sostenitori del teorema del “complotto globale”, dicono che dopo la sua morte, non ben identificati agenti governativi, avrebbero perquisito e sequestrato parte di quel poco che restava della documentazione e dei materiali del suo laboratorio.

Tralasciando sfumature e assunti “complottisti”, da quanto emerge dal “fascicolo Keely” si notano a colpo d’occhio le forti assonanze con molti dei romanzi di quello che sarebbe poi diventato il filone letterario fantascientifico e occultista, tanto da poter asserire che, erano gli scienziati e i ricercatori a prendere spunto e idee dalla letteratura e non viceversa, come accade oggi; le opere di scrittori come H.G.Wels, Jules Verne, Edward Bulwer-Lytton, Edgar Alan Poe non ebbero impatto solo sul mondo della scienza, ma anche in ambito filosofico, teologico e politico.
Che quella sorta di parallelismo che si riscontra tra letteratura e i lavori di scienziati quali Nicola Tesla, Victor Schaubergher, Guglielmo Marconi, ed in primis appunto il precursore John Keely sia da ricondurre proprio alle forti influenze di scrittori visionari?

Sotto questa luce, sembra proprio che nell’ottocento si focalizza, analogamente a come una lente concentra la luce del sole, una nuova linea di pensiero, che in modo quasi profetico si potrebbe sintetizzare con le parole dello stesso Lytton “la penna è più potente della spada” traslitterato nel più prosaico “ne ferisce più la penna della spada”; dunque, il “nuovo” pensiero divulgato tramite i romanzi e gli scritti di visionari scrittori, avrebbe avuto se non una influenza diretta sul mondo della scienza, perlomeno il merito di allargarne gli orizzonti e di sospingere ricercatori e scienziati, verso la realizzazione degli scenari illustrati nei medesimi romanzi.
Facendo un “salto” nel sovrannaturale si potrebbe ipotizzare che gli scrittori di cui sopra, ma non solo loro, siano stati ispirati o per cosi dire “canalizzati” da entità extra o ex terrestri a loro stessa insaputa, facendo così da tramite nel sollecitare un progresso dell’umanità.
Questa ipotesi, calzerebbe a pennello, come si suol dire, alla figura e alle opere di Jules Verne e per certi versi anche a quella di Edgar Alan Poe, entrambi, probabilmente frequentatori di circoli medianici e cultori di discipline esoteriche.
Stando alle biografie di questi due scrittori emerge un forte legame con il mondo dell’occultismo e dell’esoterismo e seppure, per quanto riguarda Verne, i legami con circoli massonici siano tutti da provare le sue opere sono dense di riferimenti e simbolismi massonici che denotano una conoscenza approfondita di pratiche e rituali che per lo meno, sarebbero state il frutto di frequentazione con elementi di spicco di logge e circoli; per quanto riguarda Poe, questo emerge sopratutto dai romanzi d’impronta satanista e ciò che traspare da essi, non può essere il frutto della sola fervida immaginazione ma conseguenti la conoscenza e sperimentazione diretta di pratiche e rituali; anche se suona come un’illazione, ciò che confermerebbe la “compromissione” di Poe con ambienti esoterico-satanici, sarebbero le strane circostanze della sua morte.
Stando alla “cronaca” i medici avrebbero ipotizzato diverse cause per spiegare la sua morte, ma di fatto, queste non sarebbero state determinanti nel causarla, ne tanto meno spiegare l’estremo stato confusionale; quello che getterebbe un ulteriore e pesante velo di mistero sulla vicenda, è la frase che Poe pronunciò prima di entrare in uno stato di incoscienza delirante, anticamera della sua morte “Dio abbia pietà della mia anima”.

Considerando l’ambiente culturale dell’alta società del 1800, era assai diffusa l’usanza di frequentare circoli che oggigiorno non si avrebbe nessuna difficoltà a definire “border line”, soprattutto da parte dell’aristocrazia e dalla nascente alta borghesia; quindi non è del tutto campata in aria l’ipotesi che taluni circoli si siano trasformati in società segrete o sette i cui scopi ed intenti erano chiari ai solo membri.
La conversione di taluni “circoli” in società segrete, probabilmente è dovuta al clima politico che si andava delineando, sopratutto in antitesi con l’affermazione di movimenti liberal-democratici da una parte e dall’altra il crescente diffondersi dell’ideologia marxista tra le classi più umili, la cui affermazione avrebbe affossato definitivamente la già risicata influenza dell’aristocrazia ed il ruolo che rivestiva all’interno della società.
Il sottobosco di “circoli” che s’era creato in Europa e in molte altre città del mondo è stato fertile per le prevedibili e inevitabili derive, intellettuali, morali e politiche che ne sarebbero conseguite, in special modo per i circoli del teutonico Impero Austro Ungarico, soprattutto quelli in cui la componente esoterica e mistica si intrecciava e confondeva con miti e leggende autoctone.
Di fatto, negli anni antecedenti la prima guerra mondiale, la cultura “undergound” germanica, crebbe parimenti al declino dell’impero Austro Ungarico, enfatizzando così le contraddizioni della società teutonica, proprio nel 1900 Adolf Lanz, noto anche come Jörg Lanz o ancora come Lanz von Liebenfels, ex monaco cistercense, scrittore e guarda caso, anch’esso aristocratico se pur decaduto, fondò assieme ad altri ex sacerdoti, l’ordine di Osthara, una confraternita orientata all’esoterismo, al misticismo antisemita ed al paganesimo nordico, sostanzialmente fondò una neo religione in antitesi con tutte le altre, che si rivelerà in seguito il seme dell’animus del nazionalsocilismo.
Un decennio dopo, se pure inglobando in toto i postulati dell’ordine di Osthara, nacque la Società di Thule (Thule Gesellschaft) che si diversificava dall’ordine di Lanz per una visione più pragmatica ed una progettualità che andava ben oltre il semplice professare, oltretutto la Thule ebbe vita più facile oltre per il fatto che originariamente era un circolo o più precisamente un “centro studi umanistici” dell’elitte culturale germanica, essa non aveva “pendenze” con il Governo Imperiale, ne problematiche nei confronti di confessioni e chiese; quindi, con tutte le credenziali in ordine o come si direbbe oggi, politicamente presentabile rispetto l’ordine di Osthara fondato da scomunicati e rei contro l’impero.
E’ assai probabile se non certezza, che la fondazione del partito Nazionalsocialista nel 1920, fu la cosi detta “scesa in capo” della Thule e il partito non era nient’altro che lo strumento attraverso cui perseguire e raggiungere i propri obbiettivi, in somma il partito nazista non era altro che una sorta di “avatar” ante litteram.

La Thule-Gesellschaft, oltre al rifarsi alle tradizioni alle leggende nordiche e a conoscenze druidiche, fondava le proprie asserzioni anche, su pratiche e rituali magici d’ogni genere, nonché su diverse forme di comunicazione medianica e forse qualcosa di più; dico questo perché, e lo riporto come una “nota folcloristica” qualche tempo fa mi ero imbattuto in un sito in lingua inglese, peraltro non più rintracciabile, in cui si descriveva uno “strumento medianico” secondo cui era possibile comunicare con i defunti, lo strumento sarebbe realizzato nientemeno che per il Kaiser Guglielmo II° di Germania da un non misterioso, guarda caso nobile, alto cultore di scienze, esoterismo e occultismo che sarebbe nato e vissuto per molti anni in India prima di tornare in patria; lo strumento era descritto come una sorta di piatto di oro molto sottile e leggermente concavo collegato ad un avvolgimento (presumibilmente di rame) che a sua volta da una parte era connesso con una lunga e sottile asta d’argento, mente dall’altro capo si collegava a quella che sembrerebbe essere stata una messa a terra conficcata nel terreno.
Da quel poco che so di elettronica, se pur approssimativa descrizione, sembra lo schema di un microfono/altoparlante rudimentale connesso ad un altrettanto rudimentale circuito induttivo o capacitivo il quale sfrutterebbe, (questa è una mia ipotesi) il campo elettromagnetico terrestre quale onda portante; piccolo inciso, anni dopo, sembra che un qualcosa di assai simile fu inventato da Nicola Tesla.

Fine della nota folcloristica, ammesso e non concesso che ciò possa corrispondere a verità, è presumibile che se non l’inventore, ne il “dispositivo”, quantomeno il progetto di tale strumento fosse entrato in possesso di qualche esponente della Thule e che tramite esso abbiano potuto effettuare comunicazioni medianiche analogamente a come oggi si possa praticare la psico fonia; comunque aldilà delle “utility” di cui poteva disporre la Thule, proprio per l’essenza esoterico-mistico-magica della società, traeva molte delle sue assunzioni o conferme di esse proprio da contatti medianici, tramite medium e sensitivi,

[ERRATA CORRIGE – 28 agosto 2012]
Mi scuso con i lettori dell’errore macroscopico commesso circa l’appartenenza alla società Thule di Helena Petrovna Blavatsky, l’errore consegue una erronea trascrizione della data della sua morte, invece che 1891, gli appunti riportavano 1921, rendendo plausibile l’ipotesi della sua partecipazione alla fondazione della società teutonica, se pure in buona fede.
La parte del testo incriminato è stato “sbianchettato” onde rimarcare la macroscopicità dell’errore, chiedo ulteriormente scusa ai membri della Società Teosofica per aver involontariamente associato la figura e l’opera Helena Petrovna Blavatsky a ciò che rappresentò la Thule-Gesellschaft negli anni avvenire.

tra cui spiccherebbe il nome di Maria Orsitsch che probabilmente era il none in “codice” dell’esoterista, occultista, mistica, filosofa, teosofa, scrittrice e presumibilmente anche medium, Helena Andreevna Petrovna von Han in Blavatsky, che appare per l’appunto nell’elenco dei membri della Thule-Gesellschaft con lo pseudonimo di Maria Orsitsch; piccola osservazione, anch’essa guarda caso di nobili discendenze ucraine.

Una ulteriore conferma della “matrice” aristocratica della società segreta, risiede nel fatto che molte delle posizioni, se non proprio quelle di comando, ma comunque di rilievo e pregio nell’establishement politico e militare hitleriana, erano occupate proprio da esponenti delle famiglie della nobiltà teutonica.

Dopo questo scorcio “dell’animus” della Thule-Gesellschaft, vediamo di approfondire quella che probabilmente è stata l’attività primaria della società; dunque, stando alla non troppo ipotetica “leggenda”, delle comunicazioni medianiche, siano esse fatte tramite sedute spiritiche, telescrittura, psico fonia o fin’anco alla psico visione con defunti o entità extraterrestri che siano, (Pleiadiani o presunti tali) le comunicazioni, oltre a questioni di carattere strettamente cosmologici, cosmogonici, teologici e storici, avrebbero avuto un carattere “didattico” su tecnologie e fonti energetiche strabilianti che per quello che era il livello tecnologico e scientifico dovevano risuonare come qualcosa di letteralmente magico e soprannaturale.

E’ presumibile, data la natura della fonte, che si chiedessero dei riscontri tangibili di quanto veniva “trasmesso”, quindi una gran parte delle conversazioni sarebbero servite per l’appunto ad effettuare le opportune verifiche, oltremodo assai attente e puntigliose considerando l’indole germanica; sicuramente da queste conversazioni emersero le indicazioni sul come verificare la veridicità ed anche sul dove reperire eventuali “manufatti e/o documenti”.
Da quello che si evince l’attività della Thule-Gesellschaft, almeno per i primi quindici venti anni è stata quella di accumulare e catalogare informazioni, in seguito e con il supporto di uno specifico corpo speciale, la SS Ahnenerbe, fondato, dietro sollecitazione della Thule, da Heinrich Himmler, Hermann Writh e Walter Darré, allo scopo di effettuare le cosi dette “verifiche sul campo”; da qui che ebbe origine la spasmodica ricerca di reliquie d’ogni sorta, perseguita con le tantissime spedizioni organizzate in ogni angolo del mondo, ma sopratutto in modo “mirato” e particolarmente preciso nella scelta dei luoghi, segno di una regia ben orchestrata.
Sotto questa “luce”, la ricerca e il recupero del maggior numero possibile di reperti antichi, specialmente di quelli a carattere religioso e mistico, si inquadra in un contesto organico e funzionale al ritrovamento delle conoscenze perdute, appannaggio delle civiltà mitologiche del passato, di cui si narra in molte leggende di popoli di tutto il globo.

Come si suol dire, chi cerca trova e sicuramente qualcosa ed anche di più, gli esploratori del Reich lo devono aver trovato, soprattutto con le spedizioni in India e Tibet, ma non solo, qualcosa che è andato ben oltre le più ardite aspettative e che deve aver fatto sobbalzare e trasalire dallo sbigottimento ingegneri ed archeologi; la conferma di questo “ritrovamento” potrebbe essere legata ad uno strano e per altro, stringatissimo rapporto personale al Fürer il cui testo sarebbe stato “Obbiettivo acquisito. Superata ogni aspettativa. Urge urge ri-pianificazione. Odino SSA”.
Se l’esistenza di questo rapporto fosse confermata e confermata anche l’attinenza con l’ipotetica scopeta, nonostante la data e località di invio siano sconosciute, si avrebbe la prova che il progetto “Wunderwaffe” del Terzo Reich, di cui, tra l’altro, ne fece menzione anche il Duce, fosse una realtà da li a poco a divenire fatto compiuto; teorema per altro supportato dall’ufo landing o crash che fosse, del 1933 nella provincia milanese che gettò lo stesso Duce e l’alto comando delle forze armate in un estremo allarme.

Credo sia necessario fare alcune considerazioni, seppure quanto riportato finora non abbia avuto un riscontro ufficiale, che per altro, rientrerebbe nel più classico dei “Top Secret” anche ai giorni nostri, per quanto possano essere “fantasiose”, delineano uno scenario, nonostante sia surreale, con un’aderenza ai fatti e agli eventi storici impressionante, tanto da poter essere esse stesse prove più che indiziarie.
Altra considerazione, se quello che è stato il progetto “armi speciali” del Reich hitleriano, è nato, cresciuto e si è sviluppato da comunicazioni medianiche, questo inevitabilmente pone il quesito del perché medium e sensitivi vengono generalmente considerati una sorta di fenomeni da baraccone, quando va bene, se non additati come ciarlatani e truffatori; eppure “l’apporto”, definiamolo così, che emergerebbe dall’excursus della Thule-Gesellschaft non è irrilevante ne tanto meno marginale; ora in relazione a quanto detto è evidente che la ragione di fondo del “debanking” sistematico mira al mantenimento del primato sulla “materia” da parte di chi detiene tale primato e limitare al massimo l’accesso alle “utility” che dal soprannaturale/paranormale potrebbero derivare.
Ne è maestro lo Stato del Vaticano, che da sempre osteggia e avversa qualsivoglia pratica “magica”, ma nel contempo al suo interno pratica e applica nelle sue ricerche, un solo riferimento; la vicenda del cronovisore di Padre Pellegrino Ernetti sotto l’ufficio di Padre Agostino Gemelli, che per l’appunto, trae spunto e origine da ricerche “medianiche” tramite sedute spiritiche, telescrittura, psico fonia e da ultimo forse psico visione.
Mi è appena saltata una “pulce all’orecchio” non è che dietro la rivoluzione della TV digitale, oltre ai più prosaici interessi economico-industriali, si possa celare la “necessità” di liberare le frequenze analogiche più adatte e confacenti ad “altri scopi”?

Torniamo alla Thule-Gesellschaft, è evidente il progetto era stato studiato in modo scientifico e razionale e come da più rigida prassi teutonica, stabilendone tappe ben precise in un arco temporale piuttosto ampio, quindi è assai probabile che le vicende conseguenti la “Grande guerra”, il successivo crollo dell’impero Austro Ungarico e lo scoppio della seconda guerra mondiale, se da una parte rappresentarono l’opportunità di affermazione della Thule sopra e all’interno della “linea di comando”, dall’alta rappresentarono delle battute d’arresto per lo svolgimento del progetto, che quindi necessitava di adeguamento rispetto i nuovi assetti.
Che la Thule-Gesellschaft ebbe un ruolo di primo piano nell’ispirare le idee del Nazionalsocialismo di Hitler, se non essere una sua diretta emanazione è più che evidente, ma ebbe un ruolo molto più che politico o di indirizzo, ne divenne la parte più intima ed occulta, esercitando il suo potere ed influenza mediante sue emanazioni, tra cui quella già precedentemente citata, SS Ahnenerbe, una sorta di accademia elittaria riservata agli alti ranghi delle gerarchie nobiliari, militari, scientifiche e per adepti, di più che provata, assoluta e cieca fedeltà agli ideali del Reich.
Sicuramente l’obbiettivo principale ed assoluto della Thule-Gesellschaft era quello di riscoprire la fonte, la natura e i mezzi per controllare quelle o quell’energia misteriosa degli antichi popoli, poi anche se in second’ordine le modalità per sfruttarla, ovviamente in considerazione del periodo bellico, declinarla a fini militari.
Facendo un richiamo a quanto detto all’inizio dell’intervento, sulla natura dell’energia eterica scoperta da Keely e delle strabilianti invenzioni che ne conseguirono, probabilmente ciò fu visto come la conferma indiretta degli assunti e delle teorie “Thuleniane” e per certi versi indussero per l’appunto ad una intensificazione della specifica ricerca.

Tutto questo sembra un racconto fantastico al pari dei romanzi più fantascientifici, ma ci sono innumerevoli riscontri storici e prove documentali che l’attività della SS Ahnenerbe era rivolta essenzialmente alla ricerca avanzata, non solo nei “campi ufficiali” dell’archeologia, dell’antropologia o cartografia; le molte spedizioni effettuate sotto l’occulta egida della Thule-Gesellschaft in ogni parte del mondo, compreso lo misconosciuto antartico, sono testimonianza di questi fatti e fanno da eco alle sorprendenti scoperte che ne sarebbero conseguite; c’è da osservare che tali scoperte restano tutt’ora avvolte dal mistero e controverse per la maggior parte, fatte passare per pura e semplice propaganda nazista.
Però mi sorge un dubbio, per quanto si possa millantare, bleffare o disinformare, quale campagna propagandistica può assorbire risorse e mezzi cosi ingenti, se pure in tempo di guerra?
Anzi a mio personale giudizio, sarebbe controproducente in quanto indebolirebbe la macchina bellica, con il solo intento, peraltro ipotetico, di intimidire il nemico?
Quindi anche ridimensionando il rilievo e l’importanza di quelle scoperte, di fatto, sarebbe la testimonianza che comunque qualcosa di nuovo è stato scoperto.

Un momento cruciale che poi segnerà una svolta di quello che sarà il percorso storico, non solo della Germania, ma anche del resto del mondo fu la scelta di aprire il fronte occidentale, nome in codice “Operazione Barbarossa” nel giugno del 1941, è assai probabile che la decisione del Fürer, segnò se non una rottura, un forte dissenso e diversità di prospettive con l’asst della Thule-Gesellschaft, non per questioni ideologiche, ma piuttosto per ragioni di “tempismo e opportunità”, cosi facendo si poneva la Germania in una condizione strategica e politica di accerchiamento, inoltre screditandone l’affidabilità dell’intero assetto diplomatico e governativo, che di fatto veniva confermato nel momento in cui si calpestò, forse l’unico accordo internazionale che la Germania trasse con una nazione non alleata, ossia il Patto Molotov-Ribbentrop del 1939, attestando in modo incontrovertibile che la Germania avesse dichiarato guerra al resto del mondo.
La situazione che si era venuta a creare, ha inevitabilmente fatto comprimere la tempistica per la realizzazione ed il completamento dei progetti in essere portati avanti dalla SS Ahnenerbe, tra questi, il programma missilistico, quello nucleare, ma sopratutto in particolare e in special modo quello più segreto delle “Wunderwaffe”, il quale progetto rivestiva un’importanza strategica e tecnologica assoluta, in quanto avrebbe permesso e portato la Germania al predominio incontrastato e incontrastabile del cieli dell’intero pianeta e forse anche dello spazio.

Era più che evidente che Germania, nonostante il relativo concorso degli alleati allo sforzo bellico, non poteva certo competere con il resto del mondo ne per mezzi ne per risorse; quindi si era infilata nel più classico dei “cul de sac” solo per colpa dei capricci, della megalomania e l’impazienza del suo leader, che come molti altri prima di lui, si era dissociato dalla realtà oggettiva, vivendone una personale.
Fa pensare e riflettere il fatto che la Germania Nazista, non sia riuscita nei suoi intenti, solo perché il suo leader abbia perso “qualche rotella” e a quanto vicino presumibilmente siano avvicinati al raggiungimento di tali obbiettivi.

Stando a quanto sostenuto dallo scrittore Nick Cook, le prove fisiche che il progetto “Wunderwaffe” fosse qualcosa di più tangibile di semplici progetti teorici e che anzi fossero prossimi nella fase finale della sperimentazione, sarebbero le strutture alquanto insolite e particolari rinvenute nei pressi della miniera di San Venceslao, nella Polonia, all’epoca occupata dalla Germania; la struttura sarebbe il “test-ring” di avio mobili di concezione radicalmente diversa che impiegavano la propulsione elettromagnetica la quale, ironia della sorte, si basava proprio sul lavoro di Albert Einsein relativo alla teoria del campo unificato e gli effetti sul “tessuto spazio temporale”, l’anello che per altro ricorda la forma di Shonehange, sarebbe per l’appunto la fase pre finale dei test che furono condotti in altre località, in cui la cosi detta “Nazi Bell” evolveva dalla forma a campana, in forme e dimensioni maggiori e più confacenti a velivolo e nello specifico velivolo da guerra.

Devo fare un’osservazione, nonostante abbia provato a ricercare maggiori informazioni sulla suddetta miniera tramite Google e Google Map, anche per avere una eventuale conferma “satellitare” dell’esistenza della struttura, non ne ho “cavato un ragno dal buco”, comunque sia, data la ovvia “riservatezza” sulla questione, presumevo il classico buco nell’acqua, anche in funzione del fatto che dopo la guerra, a quanto pare, alcune città e paesi siano stati “rinominati”, perciò, ammesso e non concesso che eventuali immagini satellitari fossero disponibili occorrerebbe “visionare” passo per passo l’intera superficie polacca.
C’è da aggiungere anche che dopo la fine della guerra, la Polonia divenne parte del blocco sovietico quindi è altamente probabile che molte infrastrutture relative alle sperimentazione delle armi miracolose tedesche siano state utilizzate dapprima dal neo “occupante” quali aree riservate all’esercito sovietico e dopo il crollo dell’impero sovietico, acquisite dalle forze armate polacche, perciò essendo installazioni che comunque rientrano nelle pertinenze militari, “non accessibili”, perlomeno dai satelliti ad “uso civile”; resta il fatto che, da quanto emerge dai racconti e dalle voci di chi risiedeva nei pressi di quelle località, in quel periodo, si verificavano strani, insoliti ed inspiegabili fenomeni, per lo più di carattere “atmosferico” e guarda caso questi fatti ricordano le “stranezze” che si verificarono a suo tempo, nei pressi dei laboratori di Nicola Tesla, i cui effetti poi portarono allo smantellamento del laboratorio di Colorado Spring.

The Nazi Bell prototipe

La sconfitta della Germania nazista, avrebbe segnato anche la fine dei progetti e dei disegni della Thule, forse, anzi quasi certamente, avvenne quanto si verificò per il team “Von Braun” e forse con qualche “agio” in più data la particolarità e la quantità delle conoscenze accumulate in circa cinquanta sessanta anni.
Essendo dalla parte dei perdenti i membri della Thule probabilmente accolsero la proposta di collaborare attivamente e incondizionatamente cogliendo l’opportunità di proseguire e perseguire i loro progetti, se pure sotto altro vessillo
Questo “trattamento” forse non è stato adottato dalla controparte sovietica nei confronti di chi si è ritrovato nelle loro mani, ma quasi certamente, è quella che ha beneficiato della maggior parte dei “reperti” e delle infrastrutture presenti sul territorio da essi controllato.
Questo fatto sarebbe un ulteriore tassello del quadro “storico” ed essere una ulteriore chiave di lettura del perché Stalin, ritenesse che Hitler non fosse morto nel famoso bunker della cancelleria, ma che sospettava che in realtà fosse prigioniero degli americani, certamente Stalin avrebbe preferito ed auspicato che fosse riuscito a scappare, poiché rappresentava la possibilità di poterlo prendere e ciò non in funzione di glorie e onorificenze, ma in relazione al fatto che se pure detenevano gran parte dei manufatti, reperti e delle attrezzature, naziste, mancavano completamente del knowhow per farle funzionare, quindi se avessero messo le mani sul leader nazista, avrebbero avuto accesso, quantomeno alle persone che detenevano quel knowhow, questo spiegherebbe anche il perché molti agenti sovietici negli anni a seguire, sorvegliassero l’operato e il lavoro di Simon Wiesenthal.

Il sospetto che Hitler fosse riuscito a “sottrarsi al tribunale della storia”, toccò anche gli americani, che se seppure supportando Wiesenthal nelle sue ricerche, batterono altri sentieri, soprattutto quelli che puntavano in direzione di supposte basi naziste localizzate nella “Neu-Schwabenland” di cui a tutt’oggi si vocifera dell’esistenza, in cui il Fürer, avrebbe trovato riparo; a supporto di questa teoria, ci sarebbero le successive missioni “esplorative” condotte nell’immediato dopoguerra, nel continente antartico, in particolare quelle comandate dall’ammiraglio Richard E. Byrd, ai cui comandi, fu data persino una flotta di diverse navi e qualche migliaio di personale addetto.
Anche qui, non posso esimermi da evidenziare alcune “stranezze” che potrebbero confermare quanto appena detto; a quale scopo organizzare una flotta, peraltro, costituita prevalentemente da navi militari e quindi armate, per una spedizione esplorativa se non nella eventualità di uno scontro, con quello che restava, delle forze armate fedeli al Fürer?
La fauna locale non poteva certo costituire una eventuale minaccia e poi con quella capacità di fuoco, sarebbe stata certamente “eradicata”.

Torniamo alla Thule-Gesellschaft, conferme, se pure indirette della “cooptazione” della società teutonica agli interessi americani, potrebbero essere una serie di esperimenti portati avanti in alcune basi della marina militare statunitense, che poi sfociò in quello che fu codificato col none Progetto Arcobaleno o noto anche come esperimento Philadelphia, in cui mediante la manipolazione di forti campi elettromagnetici si tentò di ottenere l’invisibilità; nonostante l’altissima segretezza del progetto, gli “effetti collaterali” che ne conseguirono, sia sull’USS Eldridge che sull’equipaggio, qualcosa trapelò; l’esperimento, nonostante i risultati, fallì ed apparentemente fu accantonato, qualche anno dopo le sperimentazioni, ripresero, questa volta in una, non ben identificata base dell’aviazione, questa volta, pare che gli effetti “collaterali” non si siano presentati e verrebbe da supporre che tecnici dell’ex “Wunderwaffe project” abbiano collaborato alla riuscita dell’esperimento, i quali si imbatterono nello stesso tipo di problematiche negli esperimenti iniziali della “Nazi Bell” ai tempi della Polonia.

Vanno fatte alcune considerazioni circa le immagini della USS Eldridge che sarebbero reperibili in rete, le immagini, sono false, mi riferisco alle così dette immagini di “repertorio” pre-esperimento, non a quelle più o meno fantasiosamente elaborate, dico questo per una duplicità di motivi, la prima è che la nave ufficialmente sarebbe stata “codificata” con la sigla DE-173, la maggior parte delle immagini riporta invece un codice diverso, quindi non sono immagini della Eldridge, il secondo motivo è relativo alle norme di sicurezza e alle precauzioni approntate per l’alto livello di segretezza del progetto stesso, che ovviamente non potevano non includere le informazioni relative al mezzo navale designato per l’esperimento, perciò è altamente probabile che la nave su cui fu condotto l’esperimento, non fosse nemmeno la Eldridge, ma bensì un vascello “nuovo di pacca”, fresco di cantiere, già predisposto per le apparecchiature necessarie alla sperimentazione e comunque il vascello non sarebbe comunque stato inserito nel registro della marina militare, perlomeno in quello ufficiale.
Altri indizi che farebbero supporre il “concorso attivo” in ricerche avanzate di alto livello sono tutta una serie di accadimenti che si sono susseguiti dopo il 1945, quello più noto, probabilmente conseguente ad una mancata e corretta gestione delle comunicazioni, è il famoso incidente di Roswell, si potrebbe ipotizzare che nonostante l’alto livello tecnologico raggiunto dai tecnici del progetto “Wunderwaffe” tedesco, vi fossero ancora alcune problematiche da risolvere, per cui, nell’impossibilità o difficoltà contingenti, di trovare una soluzione, si provò a cercarla in un “modello originale”, se pure come ipotesi, l’origine delle armi speciali, sarebbe scaturita dalle comunicazioni con entità extra terrestri, perché non “catturare” uno o due dei loro veicoli?
Dunque, quello che è conosciuto o riconosciuto come incidente, sarebbe in realtà stato un vero e proprio abbattimento di UFO, dato che di ufo crash nella medesima zona ve ne sarebbe stato più d’uno.
Altri indizi che l’attività della Thule o quello che e divenuta, entrando a pieno titolo e dignità in quello che è il complesso industrial-militare americano, sono parecchi e disseminati nel percorso evolutivo tecnologico, dall’arruolamento coatto di medium e sensitivi degli anni cinquanta, al Montauk project, agli esperimenti di trasmissione a bassa e bassissima frequenza, al HARP project, allo scudo spaziale e tanti altri progetti di cui no se ne conosce nulla.

Altro importante indizio che lascia intendere l’integrazione della Thule-Gesellschaft in quello che è il cosi detto complesso industrial-militare americano, è l’impianto del NIPSO, ossia il National Industrial Security Program che rispecchia in tutto e per tutto la mentalità e la “pignoleria” teutonica, nel puntualizzare, strutturare, codificare in ogni minimo dettaglio fino all’ultima virgola, rendendo pressoché indecifrabile il labirinto di sigle e le relative competenze su ogni singola questione, a tal punto che sostanzialmente il documento attesta, ovviamente unilateralmente, la competenza e l’autorità su ogni cosa, anche se non è espresso per esteso o in un pensiero chiaro, in pratica, rivendica la competenza e l’autorità a livello globale.
Dunque, sembrerebbe che la Thule-Gesellschaft abbia trovato una nuova collocazione e le modalità per “controllare e gestire” il mondo, invece che sotto l’aquila germanica, sotto il vessillo ed il simbolo della più grande democrazia del mondo.

Tornando al principio di questo lungo intervento, appare evidente il perché l’asset della scienza ufficiale, affossi o ignori scientemente quelle scoperte che se pure con il dubitativo, aprirebbero orizzonti su fonti energetiche “nuove”, anche in virtù di quanto detto circa il NIPSO e seppure le ragioni per un “freno” all’eccessivo e repentino progresso abbiano del fondamento, queste di fatto sono delle scuse e costituiscono lo specchietto per le allodole, anche perché nell’umano pensiero e da tutto ciò che ne consegue e ne deriva, sinteticamente è strutturato seguendo questi paradigmi “non può esserci governo senza governato, ne ricco senza poveri, potente senza inermi, libertà senza oppressi”; se non fosse così, parafrasando e alludendo agli intendimenti del Commodoro, “non ci resterebbe che metterci a vendere antenne” e questo vorrebbe dire per la Thule o quello che è divenuta far naufragare, fallire un progetto costruito, perseguito in più di cento anni e tramandato per generazioni, poiché l’accesso allo “stargate” non sarebbe più esclusivo loro appannaggio.

Concludo questo lunghissimo intervento facendo una ultima considerazione, quello che sta succedendo in tutto il mondo, dagli eventi naturali catastrofici a quelli più meschini delle crisi economiche, comunque catastrofiche per i singoli e le collettività, potrebbero essere il preludio alla costruzione dell’idolo parlante.

Di seguito posto i link dove ho trovato dei riferimenti più completi ed esaustivi.

Fonti:

http://de.wikipedia.org/wiki/Vril-Gesellschaft
http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_Thule
http://it.wikipedia.org/wiki/Helena_Petrovna_Blavatsky
http://it.wikipedia.org/wiki/Misticismo_nazista
http://en.wikipedia.org/wiki/Esoteric_Nazism
http://de.wikipedia.org/wiki/Rechte_Esoterik
http://en.wikipedia.org/wiki/SS_Ahnenerbe
http://it.wikipedia.org/wiki/SS_Ahnenerbe
http://it.wikipedia.org/wiki/Wunderwaffe
http://www.americanantigravity.com/articles/the-new-nazi-bell.html
http://www.americanantigravity.com/articles/the-nazi-bell.html
https://sites.google.com/site/nazibelluncovered/home
http://www.urbsdeorum.net/print.php?sid=4
http://www.centrosangiorgio.com/occultismo/articoli/golden_dawn.htm

Ultima osservazione
La maggior parte dei riferimenti e della documentazione è reperibile in lingua inglese, mentre per quelle più approfondite e dettagliate in lingua tedesca, purtroppo nel web “italico” gran parte delle informazioni non sono contemplate, voglio sperare che sia solo una questione di mancanza di buona volontà nel “tradurre” perlomeno in modo neutrale questo tipo di informazioni.

Di seguito lascio il link del sito liveleak.com dove è postato un video relativo alla “Nazi Bell”, trovo che sia molto interessante anche se ho alcune perplessità su alcuni frammenti che paiono “originali”; come si sa nel mondo dell’informazione, la disinformazione ha ampi spazi di manovra, quindi la necessità di cautela.
Nel sito sono presenti anche molte immagini relative allo specifico argomento, comunque come detto prima, prendere tali immagini con il beneficio d’inventario, l’unica speranza è che essendo una testata giornalistica statunitense, abbiano effettuato comunque delle verifiche sulla genuinità delle immagini.
http://www.liveleak.com/view?i=4fc_1186655284


Fine stesura 16 luglio 2012

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Informazioni su phoo34

Curioso, impertinente ed irriverente, prendere le cose di petto onde evitare malintesi; come per un buon vino, serietà ma con moderazione. Non uso più Skype/Messanger o similari per questioni di privacy!!! :-(
Questa voce è stata pubblicata in 2012, Agarti, Archeologia, Archeologia marina, Civiltà scomparse, Esoterismo, Etica, Free energy, Magia, Morale, Occultismo, scie chimiche, Scienza di confine, Scoperte in Google map e Google Earth, Segreti, Sicurezza informatica, Spiritismo, Teologia, Top Secret, Ufologia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a It’s a Long Way to the Top “of power”

  1. phoo34 ha detto:

    [ERRATA CORRIGE – 28 agosto 2012]
    Mi scuso con i lettori dell’errore macroscopico commesso circa l’appartenenza alla società Thule di Helena Petrovna Blavatsky, l’errore consegue una erronea trascrizione della data della sua morte, invece che 1891, gli appunti riportavano 1921, rendendo plausibile l’ipotesi della sua partecipazione alla fondazione della società teutonica, se pure in buona fede.
    La parte del testo incriminato è stato “sbianchettato” onde rimarcare la macroscopicità dell’errore, chiedo ulteriormente scusa ai membri della Società Teosofica per aver involontariamente associato la figura e l’opera Helena Petrovna Blavatsky a ciò che rappresentò la Thule-Gesellschaft negli anni avvenire.

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