Superare lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo

Per il superamento dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, si impone la creazione di nuove schiavitù.

Seguendo il filologico di una cultura che si potrebbe definire newage, che parte dalle teorie di Zecharia Sitchin fino al credo di alcuni movimenti che più o meno fanno riferimento alla visione o agli assunti raeliani, emerge un comune denominatore; l’essere umano sarebbe stato creato da una o più entità aliene che nel razionale del nuovo essere sono stati assunti quale Dio o Dei, riflettendo su questo aspetto, si potrebbe ipotizzare che questa assunzione sia stata indotta per una molteplicità di fattori, come, un maggior controllo sulla nuova specie e l’asservimento ai propri fini.
La creazione del genere umano sarebbe avvenuta mediante l’ingegneria genetica inserendo nel codice genetico di alcune specie autoctone terrestri il gene HAR1, il quale sovrintende allo sviluppo neurologico e quindi all’intelligenza; anche in questo caso il dubitativo sulla presunta ibridazione è d’obbligo, anche se alcuni genetisti ritengono che le probabilità che questi geni si siano potuti sviluppare naturalmente siano estremamente basse e quindi, più o meno indirettamente supportare la presunta manipolazione, le probabilità di uno sviluppo naturale, per quanto effimere possano essere, sussistono e non possono essere escluse ne ignorate.
Comunque, non è questo l’argomento che intendo affrontare, l’introduzione appena fatta serve da linea guida per aprire, come mio solito, una diversa prospettiva ed uno scenario che ha una duplicità di aspetti; dunque, possiamo negare che la storia dell’umanità, sia l’insieme di eventi in cui uomini sfruttano altri uomini per scopi più o meno nobili o ignobili?
No di certo, anzi, si potrebbe tranquillamente asserire che più grandi sono le imprese che segnano la storia umana, maggiore il grado di asservimento dell’uomo sull’uomo al fine di realizzarle, siano esse l’edificazione di imperi o mausolei.

Ora se l’essere umano è stato fatto ad immagine e somiglianza del/dei creatori, leggasi alieni, seguendo la logica, questo vorrebbe dire che avrebbero le stesse nostre caratteristiche, non solo fisiche ma anche mentali ed intellettive, quindi con pregi e difetti, detto questo, sarebbe possibile immaginare che in un ceto momento della loro evoluzione si siano trovati di fronte ad un bivio in cui da un lato vi sarebbe stato il collasso ed il declino della loro civiltà, ma anche della loro stessa specie se avessero perpetrato e proseguito nella logica dello sfruttamento dei propri simili, dall’altra, per evitare una tale prospettiva, oltre ad imporsi una profonda e radicale trasformazione della loro società e delle loro prerogative, li avrebbe indotti alla creazione di una specie asservita, il cui scopo ed utilità era quello di sopperire in nome e per conto loro tale sfruttamento, eludendo oltremodo ipotetici quanto presumibili problemi etici, seppure con tutti i limiti del caso.
Che questo aspetto possa essere il frutto di un “imprinting creazionista”, una “spuria genetica” o di una naturale convergenza evolutiva, potremmo percorrere lo stesso “sentiero”?
Da quanto emerge dalla storia umana, l’idea di disporre di qualcuno docile, obbediente, ciecamente fedele, avulso da qualsivoglia aspirazione o desiderio, è uno dei sogni dell’uomo, dalle macchine di Al-Jazari, passando per le macchine di Leonardo al Golem ebraico e giungere ai più moderni robonauti, quindi la risposta è si, però, il limite di queste strabilianti invenzioni è che seppure dotati di una limitata autonomia o se si vuole intelligenza artificiale, richiedono un intervento diretto della mano dell’uomo.

Non porremmo mai porci problemi etici o morali di fronte ad un macchinario, qualora, nello svolgimento del compito assegnato venisse danneggiato o distrutto, è una macina, certamente costosa, ma pur sempre un utensile rimpiazzabile, cosa diversa se fosse un essere umano; questi droidi restano comunque fortemente limitati e non possono affatto sostituire la sensorialità umana ne il discernimento di un essere umano nei frangenti in cui si trovasse a compiere scelte o prendere decisioni drastiche ed in contrasto con le tre leggi della robotica, il superamento di questi limiti, implica gioco forza che a questi strumenti sia data una capacità, anche se limitata, intellettiva e questo inevitabilmente porta a che non possano essere più considerati come semplici utensili.
Ma come sarebbe possibile “donare” o per meglio dire, fornire questa intelligenza ad un macchinario?
La risposta più ovvia sarebbe mediante software, ma la creazione e lo sviluppo di questo tipo di software richiede grandissime risorse, ma sopratutto tempo per la messa a punto del codice sorgente inoltre, il livello di affidabilità dell’intero sistema è conseguente le varie componenti meccaniche ed hardware, in special modo per queste ultime, considerando l’intrinseca delicatezza di cip e componenti elettronici; allora come si potrebbe uscire da questo “impasse”?

Non è nuovo da parte dell’essere umano impiegare animali particolarmente intelligenti in operazioni pericolose, si veda l’impiego di cani come staffette sui campi di battaglia capaci di fiutare bombe ed ordigni e quindi evitarli, come l’impiego di tursiopi e phocidai (delfini e foche) quali “siluri intelligenti” in scenari bellici particolarmente inaccessibili, come insider per attività di spionaggio o come sminatori subacquei, ed ancora, l’impiego scimpanzé in ambito militare sia come cavie per agenti nervini e batteriologici che come possibili piloti di mezzi terraquei e aerei e non da ultimo l’impiego di scimmie come arma biologica da parte dei talebani contro i militari americani e più in generale stranieri.

“Scimmie soldato” minacciano l’esercito USA in Afghanistan
I medici americani in servizio in Afghanistan hanno registrato attacchi di scimmie contro i soldati. Secondo i medici, il comando militare dovrebbe prendere misure adeguate con urgenza per proteggere i militari dalle scimmie, riporta il Washington Post. Secondo i medici le scimmie afghane, portatrici di malattie pericolose per l’uomo, hanno attaccato dieci volte l’uomo lo scorso autunno. È interessante notare che in 9 casi su 10 le scimmie sono state utilizzate come arma biologica dai talebani contro il contingente internazionale e i soldati afghani.Fonte notizia: “Scimmie soldato” minacciano l’esercito USA in Afghanistan: La Voce della Russia.

Dunque aldilà del fare, come avrebbero fatto i nostri creatori, ibridiamo una specie inferiore con il gene dell’intelligenza, problemi hardware e software sarebbero risolti ed una volta avviata la “produzione” gli eventuali alti costi iniziali verrebbero assorbiti e sarebbero nulli già nel medio termine, senza considerare le grandi utilità d’impiego di questa nuova forza lavoro.
Sorge a questo punto il problema del controllo di queste entità “artificiali”; nessun problema, avendoli creati, per loro assumeremmo il ruolo di dei e quindi detentori del diritto dogmatico di vita o morte, titolari del grande mistero e della conoscenza della creazione, manipolandone e guidandone il progresso in funzione alle nostre specifiche esigenze.
Tutto questo sembra fantascienza, ma la manipolazione di specie animali, quali scimmie e sopratutto scimpanzé ed oranghi è cosa già nota, se non al grande pubblico, alla cerchia degli scienziati dello specifico ambito, dal 2006, quando fu identificato il gene HAR1 l’ibridazione è probabilmente già un dato di fatto; fin qui, sorvolando ed eliminando qualsiasi considerazione etica e morale, tutto bene, sorge però un problema circa il ruolo dell’essere umano all’interno di questa nuova società, evidentemente non sarebbe possibile mantenere gli assetti sociali odierni, come primo impatto con l’introduzione della nuova specie è il crescente disimpegno degli esseri umani dalle mansioni ordinarie e di più basso livello, a favore della nuova specie, detto a brutto muso, inevitabilmente implica la necessità di diminuire il numero degli umani, in particolar modo quelli appartenenti alla fasce sociali più basse in quanto e sopratutto per una questione economica ma anche politica, risulterebbero in surplus rispetto i nuovi assetti sociali.

Ho voluto prospettare questo scenario con tinte forti, perché di fatto le tecnologie per realizzare queste cose è già disponibile, forse non pienamente padroneggiate, ma quello prospettato si inserisce molto bene nel quadro d’insieme della realtà odierna, la crisi economica e sociale che investe il mondo intero ormai da diversi anni, sembra qualcosa di voluto e l’applicazione delle teorie neo-maltusiane in funzione della realizzazione di questo ipotetico piano i cui contorni estremamente flebili si possono riscontrare nel progetto del nuovo ordine mondiale; garantire diritti e mantenimento al 90% dell’umanità quando sarebbe possibile risolvere il problema con chi è stato creato a bell’apposta per non averne risolverebbe una grandissima gamma di problemi.

Come anticipato nel sottotitolo, per superare lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, si impone la creazione di nuove schiavitù, ma va anche detto che il genere umano deve essere “sfoltito” e sostituito da docili, obbedienti, ciecamente fedeli schiavi, avulsi da qualsivoglia aspirazione e/o desiderio.


Fine stesura 22 giugno 2013

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